Le migliori storie a fumetti sull'antica Roma con protagonisti i personaggi del mondo Disney. Età …
Le più belle storie sull'Antica Roma
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Questa raccolta contiene un paio storie sui viaggi nel tempo di Topolino e Pippo grazie alla macchina del tempo del professor Zapotec e del prof. Marlin: quando ero piccola ne lessi diverse ed erano molto carine.
Poi ci sono molte storie con protagonista Paperino, che è sempre una garanzia. In particolare, mi è piaciuta molto Paperino e l’eredità del centurione, dove a Paperino per una volta va quasi bene, e Claudio Paperinus e la fiamma nera, che è davvero divertente.
Alvin H. Benson viene trovato dalla governante in una fatale mattina di giugno. Giace riverso …
La strana morte del signor Benson
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
La mia prima impressione di Philo Vance, aristocratico che si dedica a risolvere crimini troppo intricati per la polizia uscito dalla penna di S.S. Van Dine, è stata di antipatia. È uno di quegli uomini che vi fanno alzare gli occhi al cielo così spesso da farvi rischiare di cadere in un fosso.
Del romanzo si salva il fatto che la soluzione è abbastanza intricata da tenere desta l’attenzione, ma questo interesse viene costantemente minato dal fatto che Vance sappia la soluzione, ma impieghi pagine e pagine inutili per farla sapere anche a noi, facendo il prezioso e facendoci venire il latte alle ginocchia.
Spero che i prossimi libri della serie siano più accattivanti perché ho il mammuttazzo della Newton Compton con tutti i romanzi…
Ammettiamolo: Natale è tempo di scelte. E il più divisivo. Gli schieramenti principali, in realtà, …
Purché non sembri Natale
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Terza e ultima raccolta di racconti natalizi che vi presento per quest’anno, Purché non sembri Natale è stata quella che ho apprezzato meno. O meglio, ci sono dei bei racconti al suo interno, ma ce ne sono anche alcuni davvero dimenticabili.
Per esempio, Sbirronatale di Piero Colaprico non mi è piaciuto per niente: intanto, il Natale è giusto il giorno in cui si svolge l’azione, non è che abbia un ruolo particolare all’interno del racconto. Poi è pieno di elementi già visti e non solo perché è un racconto del 1999: è una storia che non coinvolge in alcun modo e non lascia nemmeno alcun tipo di riflessione o sentimento. È proprio uno di quei casi in cui mi chiedo perché esista quel racconto.
E me lo sono chiesta anche di diversi altri racconti di Purché non sembri …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Terza e ultima raccolta di racconti natalizi che vi presento per quest’anno, Purché non sembri Natale è stata quella che ho apprezzato meno. O meglio, ci sono dei bei racconti al suo interno, ma ce ne sono anche alcuni davvero dimenticabili.
Per esempio, Sbirronatale di Piero Colaprico non mi è piaciuto per niente: intanto, il Natale è giusto il giorno in cui si svolge l’azione, non è che abbia un ruolo particolare all’interno del racconto. Poi è pieno di elementi già visti e non solo perché è un racconto del 1999: è una storia che non coinvolge in alcun modo e non lascia nemmeno alcun tipo di riflessione o sentimento. È proprio uno di quei casi in cui mi chiedo perché esista quel racconto.
E me lo sono chiesta anche di diversi altri racconti di Purché non sembri Natale, come Mi piace il Natale quando non lo so di Andrea Molesini oppure Vigilia di Natale di Maeve Brennan.
Invece mi sono piaciuti i racconti su un Natale più oscuro, come L’uragano di Pino Cacucci o Giulia di Gianrico Carofiglio. Quest’anno ho scoperto di avere una vera passione per le storie di sangue e fantasmi che si svolgono a Natale! Poi ho apprezzato molto Un felicissimo Natale di Morley Callaghan, riguardo allo spirito natalizio che va perso nelle consuetudini e nell’ansia di rispettare le tradizioni. Molto bello anche L’ora di libertà di Nadia Terranova sul carico che pesa sulle spalle delle donne durante le festività.
In definitiva, è stata una lettura che ha oscillato molto tra l’interesse vivo e la noia più assoluta. Non mi sento di sconsigliarlo, ma avvicinatevi con consapevolezza.
Ally è così intelligente da riuscire a ingannare tantissime persone intelligenti. Ogni volta che arriva …
Un pesce sull'albero
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Un pesce sull’albero è un romanzo super positivo su una ragazzina, Ally, che tra le varie cose ha la dislessia. Questo le rende la vita scolastica un inferno, tra bullismo e incomprensione da parte della docente e della preside, almeno finché non arriva un nuovo insegnante in grado di accorgersi che Ally ha bisogno di seguire un percorso di apprendimento diverso.
Ho adorato Un pesce sull’albero per la sua comprensione e il suo supporto a ogni tipo di esigenza o peculiarità possa possedere ogni bambinu di una classe. È un libro sul come si sta insieme pur essendo molto diversu, su quanto sia tossico il bullismo, su quanto la violenza sia sbagliata a meno che non sia per difesa (e anche in quel caso meglio non esagerare).
Inoltre, nonostante mostri tutta la bruttura del mondo, rimane un libro …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Un pesce sull’albero è un romanzo super positivo su una ragazzina, Ally, che tra le varie cose ha la dislessia. Questo le rende la vita scolastica un inferno, tra bullismo e incomprensione da parte della docente e della preside, almeno finché non arriva un nuovo insegnante in grado di accorgersi che Ally ha bisogno di seguire un percorso di apprendimento diverso.
Ho adorato Un pesce sull’albero per la sua comprensione e il suo supporto a ogni tipo di esigenza o peculiarità possa possedere ogni bambinu di una classe. È un libro sul come si sta insieme pur essendo molto diversu, su quanto sia tossico il bullismo, su quanto la violenza sia sbagliata a meno che non sia per difesa (e anche in quel caso meglio non esagerare).
Inoltre, nonostante mostri tutta la bruttura del mondo, rimane un libro molto positivo e anche divertente: impossibile non girare l’ultima pagina con un senso di serenità nel cuore. A dispetto di tutto c’è ancora speranza.
L’unico aspetto che non mi ha convinto troppo è stato il programma scolastico, che da quello che emerge mi è sembrato molto irrealistico per quella che nel sistema scolastico italiano è la prima media. È possibile che le differenze siano davvero così marcate, visto che alla fine del romanzo Mullay Hunt mi informa che Un pesce sull’albero ha preso spunto dalla sua stessa esperienza scolastica. Però alla mia mente ha dato sensazioni di semplificazione eccessiva e non mi ha fatto impazzire.
Una raccolta di racconti in attesa del giorno più speciale dell'anno, Natale, argomento per una …
Aspettando il Natale
4 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Se volete leggere i racconti classici di Natale della nostra tradizione letteraria, potrebbe interessarvi questa raccolta, nella quale sono presenti nomi noti come quello di Dino Buzzati, Grazia Deledda e Luigi Pirandello.
A dispetto dell’immagine in copertina, una cartolina di auguri natalizi tedesca del XIX secolo – mi informa l’editore – che richiama tenerezza, gioia e innocenza, Aspettando il Natale dà un’immagine di questa festività tutt’altro che idilliaca. Anzi, molti racconti mostrano come lo spirito natalizio metta in luce rimpianti, solitudini, dolori: se siete sovraccaricu di buoni sentimenti e luci sfavillanti, questa raccolta fa per voi.
Non ho trovato nemmeno dei riferimenti invasivi alla religione, il che mi ha fatto pensare al fatto che è molto tempo che questa festa si va laicizzando, con buona pace deu cattolicu che si disperano nel vedere festeggiare il Natale anche fuori …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Se volete leggere i racconti classici di Natale della nostra tradizione letteraria, potrebbe interessarvi questa raccolta, nella quale sono presenti nomi noti come quello di Dino Buzzati, Grazia Deledda e Luigi Pirandello.
A dispetto dell’immagine in copertina, una cartolina di auguri natalizi tedesca del XIX secolo – mi informa l’editore – che richiama tenerezza, gioia e innocenza, Aspettando il Natale dà un’immagine di questa festività tutt’altro che idilliaca. Anzi, molti racconti mostrano come lo spirito natalizio metta in luce rimpianti, solitudini, dolori: se siete sovraccaricu di buoni sentimenti e luci sfavillanti, questa raccolta fa per voi.
Non ho trovato nemmeno dei riferimenti invasivi alla religione, il che mi ha fatto pensare al fatto che è molto tempo che questa festa si va laicizzando, con buona pace deu cattolicu che si disperano nel vedere festeggiare il Natale anche fuori dalle chiese.
Ho apprezzato molto, invece, i numerosi riferimenti alla povertà, che mi sembra sia andata scomparendo nel modo in cui viviamo e pensiamo la festa del Natale. Ultimamente vedo spopolare commedie romantiche, sia in film/serie tv sia in libri, ma sarebbe bello continuare a dare spazio chi non ne ha mai abbastanza (e con questa mania del decoro ne ha sempre meno).
La testimonianza di Liliana Segre e il suo messaggio politico in un saggio di Giuseppe …
Liliana Segre. Il mare nero dell'indifferenza
4 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ho visto Il mare nero dell’indifferenza disponibile su Prime Reading e non ho saputo resistere: in questo modo in una botta sola ho letto un libro con le parole di Liliana Segre e uno pubblicato da People, la casa editrice fondata da Giuseppe Civati, Stefano Catone e Francesco Foti.
Il mare nero dell’indifferenza non è un libro di parole ex novo, ma raccoglie le quelle dette da Segre in più occasioni, sia in altri libri, sia in vari interventi. Civati, che ha curato l’edizione, si è limitato a fare da collante.
Immagino non ci sia molto da aggiungere davanti alla storia e ai moniti di Segre: si legge con rispetto e con la speranza di assorbire il suo messaggio per poterlo mettere in pratica.
Su Civati – non me ne vogliano gli Sdraiati per Civati – devo …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ho visto Il mare nero dell’indifferenza disponibile su Prime Reading e non ho saputo resistere: in questo modo in una botta sola ho letto un libro con le parole di Liliana Segre e uno pubblicato da People, la casa editrice fondata da Giuseppe Civati, Stefano Catone e Francesco Foti.
Il mare nero dell’indifferenza non è un libro di parole ex novo, ma raccoglie le quelle dette da Segre in più occasioni, sia in altri libri, sia in vari interventi. Civati, che ha curato l’edizione, si è limitato a fare da collante.
Immagino non ci sia molto da aggiungere davanti alla storia e ai moniti di Segre: si legge con rispetto e con la speranza di assorbire il suo messaggio per poterlo mettere in pratica.
Su Civati – non me ne vogliano gli Sdraiati per Civati – devo dire di aver letto con un certo fastidio i suoi interventi. Sarà che non vedevo l’ora di tornare alle parole di Segre, ma Civati mi ha un po’ annoiato…
Fantasmi irriverenti e spiriti del Natale; Incontri d'amore e trabocchett;i Ghiaccioli e slitte e Rane …
Dodici racconti di Natale
5 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Se siete fan di Nightmare Before Christmas, è molto probabile che amerete questa raccolta di racconti a tema natalizio, dove le lucine sfavillanti nel Natale si mischiano con fantasmi, morte e assassini. Sì, lo so, la copertina è bellissima e trae in inganno rispetto al reale contenuto del libro (che forse non avrei preso se non avessi già letto altro dell’autrice).
Difficile fare una classifica dei racconti che mi sono piaciuti di più perché è uno di quei rari casi in cui sono rimasta affascinata da ogni singola storia, così apparentemente lontana dallo spirito natalizio, eppure allo stesso tempo così pertinente. Anche nelle storie meno spaventose, c’è un filo di realismo e tristezza che dà carattere allo spirito natalizio, che altrimenti finisce spesso per essere vuota retorica.
Mi sono piaciute anche le ricette che si alternano con …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Se siete fan di Nightmare Before Christmas, è molto probabile che amerete questa raccolta di racconti a tema natalizio, dove le lucine sfavillanti nel Natale si mischiano con fantasmi, morte e assassini. Sì, lo so, la copertina è bellissima e trae in inganno rispetto al reale contenuto del libro (che forse non avrei preso se non avessi già letto altro dell’autrice).
Difficile fare una classifica dei racconti che mi sono piaciuti di più perché è uno di quei rari casi in cui sono rimasta affascinata da ogni singola storia, così apparentemente lontana dallo spirito natalizio, eppure allo stesso tempo così pertinente. Anche nelle storie meno spaventose, c’è un filo di realismo e tristezza che dà carattere allo spirito natalizio, che altrimenti finisce spesso per essere vuota retorica.
Mi sono piaciute anche le ricette che si alternano con le storie: mi riferisco al modo in cui sono introdotte, visto che non ho provato a riprodurne nessuna! Questo genere di ricette di solito è introdotto con ricordi idilliaci, con al massimo un pizzico di nostalgia. Winterson le usa per raccontare pezzi di vita e, se conoscete un minimo la sua vita, sapete che per molto tempo è stata tutt’altro che idilliaca.
Ecco, Dodici racconti di Natale forse si gusta più a fondo se già si conosce Jeanette Winterson: vi consiglio Non ci sono solo le arance (romanzo autobiografico) o Perché essere felice quando puoi essere normale? (la sua autobiografia), che vi aiuteranno a contestualizzare meglio il suo Natale. Certo, da brava scrittrice, Winterson ve ne dà un’idea lo stesso, ma conoscere prima che tipo era Mrs Winterson vi aiuterà a godervi Dodici racconti di Natale.
Le migliori storie a fumetti dedicate ai Gialli con protagonisti i personaggi del mondo Disney.
Le più belle storie in Giallo
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Questa è la mia raccolta preferita di quelle delle quali vi scrivo oggi. Mi ha divertito tantissimo e sono poche le storie che non mi hanno appassionato. In particolare, mi sento di segnalare Topolino e il caso del cancellatore (le caramelle al carciofo!) e Topolino e il mistero della voce spezzata (che ha un inizio e un finale davvero d’effetto a livello visivo).
Topolino e la scatola dei 100 anni, Zio Paperone e il giallo del cenone e Topolino e il mistero di Puerto Topo hanno il pregio di dare una nota diversa a personaggi molto conosciuti; invece Topolino e il supercolpo d’autore mi ha fatto morire dal ridere per la naïveté di Pippo e quasi non i capacito del fatto che stia in questa raccolta e non quella delle storie da ridere.
Molto carina anche la …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Questa è la mia raccolta preferita di quelle delle quali vi scrivo oggi. Mi ha divertito tantissimo e sono poche le storie che non mi hanno appassionato. In particolare, mi sento di segnalare Topolino e il caso del cancellatore (le caramelle al carciofo!) e Topolino e il mistero della voce spezzata (che ha un inizio e un finale davvero d’effetto a livello visivo).
Topolino e la scatola dei 100 anni, Zio Paperone e il giallo del cenone e Topolino e il mistero di Puerto Topo hanno il pregio di dare una nota diversa a personaggi molto conosciuti; invece Topolino e il supercolpo d’autore mi ha fatto morire dal ridere per la naïveté di Pippo e quasi non i capacito del fatto che stia in questa raccolta e non quella delle storie da ridere.
Molto carina anche la storia Minni e i misteri di Miss Torple, omaggio ai romanzi di Agatha Christie.
"Caro Theo": per molto tempo, dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima …
Lettere a Theo
4 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Sono molto contenta di aver letto questa raccolta delle lettere che Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo tra il settembre 1875 e il luglio 1890, con l’ultima lettera rimasta incompiuta.
In certi passaggi si scopre che il pensiero di Van Gogh era così vicino alla nostra sensibilità che rende facile capire perché oggi sia così amato e compaia tra i pittori preferiti di un po’ tuttu. Chissà, magari sarebbe contento che la sua arte riesca a parlare a così tante persone al di fuori delle mostre e dei musei (magari un po’ meno di essere così instagrammabile, ma suppongo sia il prezzo da pagare per la popolarità).
La tenerezza e la compassione che si prova leggendo le sue lettere sono le stesse che abbiamo per chi cerca di emergere come artista in un mondo ancora parecchio spietato …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Sono molto contenta di aver letto questa raccolta delle lettere che Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo tra il settembre 1875 e il luglio 1890, con l’ultima lettera rimasta incompiuta.
In certi passaggi si scopre che il pensiero di Van Gogh era così vicino alla nostra sensibilità che rende facile capire perché oggi sia così amato e compaia tra i pittori preferiti di un po’ tuttu. Chissà, magari sarebbe contento che la sua arte riesca a parlare a così tante persone al di fuori delle mostre e dei musei (magari un po’ meno di essere così instagrammabile, ma suppongo sia il prezzo da pagare per la popolarità).
La tenerezza e la compassione che si prova leggendo le sue lettere sono le stesse che abbiamo per chi cerca di emergere come artista in un mondo ancora parecchio spietato nei confronti di chi cerca di vivere di cultura: leggendo delle condizioni di lavoro di certe categorie nel corso del tempo ci si rende tristemente conto che non molto è cambiato.
Vincent dimostra la sua modernità anche nel modo in cui parla della sua malattia mentale, accomunandola a una qualunque malattia molto più di quanto si tenda ancora troppo spesso a fare oggi. È stata davvero una lettura molto bella, da consigliare indipendentemente per il proprio interesse per l’arte e Van Gogh.
Un libro coraggioso in cui non ci sono limiti di struttura narrativa, lingua e generi …
Il suo corpo e altre feste
4 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ho apprezzato tantissimo questo libro, tanto che In The Dream House, lavoro successivo di Machado uscito il mese scorso, è già nella mia TBR. Il suo corpo e altre feste mi ha colpito sia per l’originalità con la quale vengono trattate le tematiche sia per la varietà di generi, ma anche per lo stile di Machado.
La prospettiva femminista fa da padrona nei racconti dell’autrice, che è stata molto abile nel tradurla in sensazioni e in simboli, quasi archetipici, tipici delle storie tramandate di madre in figlia. Oltre a questo, c’è un filo di disagio, quel disagio che ci cresce dentro quando siamo davanti a qualcosa di misterioso ma allo stesso tempo molto familiare. Perturbante, insomma.
E cosa c’è di più perturbante della nostra femminilità quotidiana distorta da un ambiente patriarcale? La viviamo ogni giorno, ma allo …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ho apprezzato tantissimo questo libro, tanto che In The Dream House, lavoro successivo di Machado uscito il mese scorso, è già nella mia TBR. Il suo corpo e altre feste mi ha colpito sia per l’originalità con la quale vengono trattate le tematiche sia per la varietà di generi, ma anche per lo stile di Machado.
La prospettiva femminista fa da padrona nei racconti dell’autrice, che è stata molto abile nel tradurla in sensazioni e in simboli, quasi archetipici, tipici delle storie tramandate di madre in figlia. Oltre a questo, c’è un filo di disagio, quel disagio che ci cresce dentro quando siamo davanti a qualcosa di misterioso ma allo stesso tempo molto familiare. Perturbante, insomma.
E cosa c’è di più perturbante della nostra femminilità quotidiana distorta da un ambiente patriarcale? La viviamo ogni giorno, ma allo stesso tempo siamo lontane dalla sua fonte, dalle storie che ci raccontano libere dallo sguardo maschile, dalla mitologia che ci spiega le nostre origini. Autrici come Machado, secondo me, ci stanno ridando le nostre storie e le nostre prospettive.
Il suo corpo e altre feste è anche un coacervo di generi (realismo magico horror, fantascienza), tutti utilizzati per esplorare zone oscure e poco frequentate e conditi con l’abilità della contastorie capace di legarti al suo racconto e portarti con sé. Machado è il tipo di scrittrice in grado di lasciarti senza fiato davanti alla sua potenza narrativa: ci sono dei passaggi che con una manciata di parole riescono ad andare così in profondità da fare male.
Spero davvero tanto che vi lascerete prendere da Il suo corpo e altre feste: vi consiglio di prepararvi a una lunga sessione di lettura, perché Machado non vi lascerà andare facilmente.
Sono prime letture divertenti e un po' da grandi... per chi si sente pronto per …
La principessa e la cacca di mammut
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Confesso di aver letto questo libro solo perché c’era cacca nel titolo, dimostrando la tipica maturità di una donna di trent’anni. Eccomi qua!
Di questo libriccino ho amato soprattutto le illustrazioni di Katya Longhi: sono adorabili e accompagnano mirabilmente la storia, che invece mi ha fatto un po’ storcere il naso sul finale, nel quale la presenza di un principe azzurro da sposare mi è sembrata del tutto fuori luogo (mi state forse suggerendo che una bambina non dovrebbe fare i capricci per poter sposare il bambino ideale?).
La Coccinella presenta “A me gli occhi”, un libro dedicato ai bambini dai due ai …
A me gli occhi!
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Questo è un libro per bambinə molto piccolə, di quelli con più figure che testo scritto e che servono più a giocare che a raccontare una storia. Il libro ha una piccola filastrocca e una pagina con un indizio sul protagonista della filastrocca: girando ancora pagina di scopre di chi parla la poesia.
Le filastrocche sono molto semplici e i disegni molto carini: può essere un’idea simpatica per baloccare con letteri in erba e per avvicinarlə all’oggetto libro, dimostrando loro che non è vero che sono noiosi.
Sullo sfondo di grandi avvenimenti storici, l'invasione della Russia da parte della Grande Armée di …
Guerra e Pace
4 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ci sono due elementi che mi impediscono di amare alla follia Guerra e pace: il primo riguarda i personaggi, mentre il secondo ha a che fare con le idee di Tolstoj (e non solo perché ha scritto tipo duecento pagine su quanto fosse detestabile Napoleone: avremmo capito anche con meno pagine che non lo sopportava, ecco).
Sul primo punto, devo dire di essere una lettrice in cerca di personaggi ribelli: leggermi millequattrocento pagine di gente che si fa milioni di problemi nel cercare di aderire all’ideale che in quel momento le sembra il paradigma al quale aspirare mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. Tra Pierre e Bolkonskij non so chi avrei strozzato più volentieri (e mi fa molto ridere il fatto che nell’introduzione alla mia edizione si affermi che Pierre è il personaggio che più …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Ci sono due elementi che mi impediscono di amare alla follia Guerra e pace: il primo riguarda i personaggi, mentre il secondo ha a che fare con le idee di Tolstoj (e non solo perché ha scritto tipo duecento pagine su quanto fosse detestabile Napoleone: avremmo capito anche con meno pagine che non lo sopportava, ecco).
Sul primo punto, devo dire di essere una lettrice in cerca di personaggi ribelli: leggermi millequattrocento pagine di gente che si fa milioni di problemi nel cercare di aderire all’ideale che in quel momento le sembra il paradigma al quale aspirare mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. Tra Pierre e Bolkonskij non so chi avrei strozzato più volentieri (e mi fa molto ridere il fatto che nell’introduzione alla mia edizione si affermi che Pierre è il personaggio che più di tutti attira le simpatie dellǝ lettorǝ).
Sulle idee di Tolstoj – manco a dirlo – ho trovato insopportabile, e a tratti addirittura ridicolo, il determinismo che permea Guerra e pace. Voglio dire, Pierre non ha sposato Hélène perché era scritto che doveva andare così; l’ha sposata perché è un coglione che dovrebbe smettere di usare il destino come scusa per giustificare qualunque bischerata gli capiti di fare.
In secondo luogo, la concezione delle donne di Tolstoj è terrificante. Lo so che è un romanzo dell’Ottocento e badabim e badabam, ma a volte la ragione non è sufficiente a farti passare il fastidio provato davanti a ciò che stai leggendo. Penso che il personaggio che ha attirato di più la mia simpatia sia Natasha: prima con la faccenda con Bolkonskij, che mi è sembrata molto surreale; poi con l’uomo che finisce per sposare – mamma mia, che tristezza.
Eppure, nonostante tutto questo, ho macinato pagine su pagine di Guerra e pace senza particolari difficoltà perché la capacità di Tolstoj di caratterizzare i suoi personaggi è tale da far passare in secondo piano ogni discrepanza e da farteli ricordare anche se sono una miriade. Quindi il mio consiglio è di leggerlo, senza paura per la mole (Tolstoj scorre come l’acqua) e senza temere i pippotti su Napoleone (che a una certa sembrano mattonate sulle dita dei piedi, ma poi finiscono, dai).