In questo libro esuberante e ricco di contagiosa ironia, Devis Bellucci raccoglie una lunga sequela …
Tutto ciò per dire che, qualche volta, servirebbe davvero la sfera di cristallo per prevedere in toto il comportamento delle strutture. Le variabili in gioco sono tantissime, compresa quella umana. Sentite questo caso limite. Il 5 luglio 2011 un grattacielo in Corea del Sud venne evacuato in fretta e furia perché cominciò a oscillare 10 volte più del normale. Saltò fuori che al dodicesimo piano si stava tenendo un corso di ginnastica al ritmo di The Power degli Snap!. D’accordo, immaginiamo che il brano fosse sparato a palla, ma basta una sessione di balli di gruppo con qualche decina di scatenati per mandare in panne un edificio di 38 piani? Le indagini dimostrarono di sì, se la foga sincronizzata dei presenti va a eccitare proprio una frequenza di risonanza dell’edificio. Questo ci riporta al già citato maestro Pier Luigi Nervi, che sottolinea come i disastri siano causati o «da errori assolutamente grossolani ed elementari» o, purtroppo, da «fatti imprevedibili». E allora, siamo da capo: l’unica scienza esatta rimane il senno di poi, a parte la matematica con cui mi congederò da voi alla fine di questo libro.
Questo libro esplora la storia pubblica e privata di donne che amavano altre donne – …
Bianchi, l'autore del testo originale, si dice confuso perché nel corso degli anni Caterina si trovò a dover condividere il letto con molti uomini, solitamente altri membri della servitù nelle case in cui lavorava, e nonostante fosse così lascivia non cercò mai un approccio fisico con loro, per quanto fossero avvenenti. Non saprei, Bianchi, a me viene in mente una parola per spiegare tutto questo, ma prenditi pure il tuo tempo.
Prenditi il tuo tempo. Vivi il momento presente e non farti travolgere dalle distrazioni. Guarda …
Ogni giorno è un buon giorno
3 stars
Ogni giorno è un buon giorno è un libro subdolo: non dice niente che non abbiate già letto e riletto in questi tempi dove i cogli l’attimo e i ritagliati un momento per te ce li siamo sorbiti in ogni declinazione possibile, eppure ci si trova a sfogliare le pagine di questo memoir con piacere e con simpatia nei confronti dell’autrice.
Nonostante, infatti, Morishita ci racconti della sua esperienza come allieva di una maestra della cerimonia del tè e di cosa abbia imparato, non lo fa con l’intento di spronarci a seguire il suo esempio, quanto piuttosto per condividere qualcosa che nel corso del tempo l’ha aiutata in modo inaspettato e imprevisto. Morishita non sale in cattedra per ammonirci sull’importanza del tè o della sua tradizione: ci fa solo notare quanto sia importante avere qualcosa a cui dedicarsi, qualcosa che non è produttivo, ma rituale e condiviso, per affrontare meglio …
Ogni giorno è un buon giorno è un libro subdolo: non dice niente che non abbiate già letto e riletto in questi tempi dove i cogli l’attimo e i ritagliati un momento per te ce li siamo sorbiti in ogni declinazione possibile, eppure ci si trova a sfogliare le pagine di questo memoir con piacere e con simpatia nei confronti dell’autrice.
Nonostante, infatti, Morishita ci racconti della sua esperienza come allieva di una maestra della cerimonia del tè e di cosa abbia imparato, non lo fa con l’intento di spronarci a seguire il suo esempio, quanto piuttosto per condividere qualcosa che nel corso del tempo l’ha aiutata in modo inaspettato e imprevisto. Morishita non sale in cattedra per ammonirci sull’importanza del tè o della sua tradizione: ci fa solo notare quanto sia importante avere qualcosa a cui dedicarsi, qualcosa che non è produttivo, ma rituale e condiviso, per affrontare meglio i marosi della vita.
Non importa nemmeno che eccelliamo in questo qualcosa: Morishita ci racconta più volte dello sconforto della sua maestra nel doverla correggere per lo stesso errore per l’ennesima volta e dopo anni di insegnamento. Non importa essere naturalmente portatə per il nostro qualcosa speciale: l’importante è metterci impegno e dedizione, cercare di far bene, seguire il rito e lasciare che la complessità ci porti dove non penseremmo di arrivare.
È sicuramente un libriccino per chi ama il tè: io amo prenderne una tazza quando torno a casa dal lavoro, per celebrare il ritorno al tempo che posso spendere per me, telefonando a un’amica, leggendo un libro o semplicemente stando sul divano a lasciare la mente libera di andare dove le aggrada. Non troverete la descrizione della cerimonia del tè o la sua storia, ma l’ineffabile sensazione che dà eseguire un rito affidandosi alle proprie mani, che sanno ricordare i gesti compiuti decine e decine di volte.