Scritto nel 1795, questo progetto etico-giuridico di Kant recepisce tutte le sollecitazioni di uno scenario …
Review of 'Un progetto filosofico della modernità' on 'Goodreads'
4 stelle
La libertà, considerata innata, inscindibilmente legata all’umanità dell’uomo, e inalienabile – proprio come entro le Dichiarazioni rivoluzionarie (americana e francese) dei diritti che precedono i singoli dettati costituzionali –, è definita qui «facoltà di non obbedire ad altra legge se non a quella a cui avrei potuto dare il mio consenso».
E' incredibile vedere come gli Stati siano andati nella direzione auspicata nel 1795 da Kant. Siamo ancora molto lontani dalla pace perpetua (e mondiale), ma sembra proprio che il processo sia in corso d'opera. Al tempo di Kant, l'Unione Europea o le Nazioni Unite erano un miraggio, mentre oggi sono realtà quotidiana. Quanto efficaci è ancora da vedere, ma Kant stesso affermava che la pace perpetua era un ideale al quale bisognava sforzarsi di avvicinarsi il più possibile.
Tate "Talker" Walker, il Chiacchierone, ha passato la sua vita cercando di nascondere le sue …
Review of 'Talker' on 'Goodreads'
4 stelle
Diciamo che Amy Lane sa far sciogliere una ragazza come un gelato nel centro di Firenze in piena estate. Difficile mettere insieme una recensione coerente che vada al di là degli "Oddio, oddio".
La storia in sé per sé non è niente di originale, ma Amy Lane ha quel modo "spezza-cuori" di raccontare gli eventi. In appena 87 pagine ti innamori di Brian e Tate "Talker". E' più forte di te, non ce la fai a dir loro di no.
Talker è così ferito, dentro e fuori, così disperato nel suo bisogno di essere amato che per metà del tempo ti fa avere occhi a cuoricino e per l'altra metà ti fa stare in pena per tutto il male che ha subito.
Ci si ritrova a implorarlo di non andare via con Trevor insieme a Brian, apparentemente etero e molto innamorato di Tate, anche noi lettori preda di brutti presentimenti. …
Diciamo che Amy Lane sa far sciogliere una ragazza come un gelato nel centro di Firenze in piena estate. Difficile mettere insieme una recensione coerente che vada al di là degli "Oddio, oddio".
La storia in sé per sé non è niente di originale, ma Amy Lane ha quel modo "spezza-cuori" di raccontare gli eventi. In appena 87 pagine ti innamori di Brian e Tate "Talker". E' più forte di te, non ce la fai a dir loro di no.
Talker è così ferito, dentro e fuori, così disperato nel suo bisogno di essere amato che per metà del tempo ti fa avere occhi a cuoricino e per l'altra metà ti fa stare in pena per tutto il male che ha subito.
Ci si ritrova a implorarlo di non andare via con Trevor insieme a Brian, apparentemente etero e molto innamorato di Tate, anche noi lettori preda di brutti presentimenti.
E alla fine Brian, sempre molto silenzioso, molto introverso, dovrà trovare le parole per farsi ascoltare da Tate, per non farselo scappare, per impedirgli di farsi ancora del male.
Una storia breve davvero memorabile, ben strutturata e con personaggi ben caratterizzati.
Fra i ranch confinanti degli Holden e dei Jessup, i rapporti sono tutto fuorch amichevoli …
Review of 'Guai Nella Prateria' on 'Goodreads'
3 stelle
Prometteva già bene quando è comparso nel primo volume della serie (Una prateria divisa) e non si è smentito: Phillip è un gran bel personaggio e vederlo interagire con Wally m'ha fatto morire dal ridere.
Phillip è un tipo cittadino, tutto abiti firmati, locali alla moda e compagnie facili. Tutti elementi che certo non troverà nel ranch del suo amico Dakota, dove è tornato per una visita.
Ma cosa saranno mai le vecchie abitudini di fronte ad un cowboy ben piazzato, insicuro e - guarda il caso! - gay? Phillip capitola subito non appena incrocia Haven, figlio del proprietario del ranch confinante a quello di Dakota. Amore a priva vista, fulminante e illuminante per entrambi: Haven deve capire due o tre cosette su se stesso e su quello che vuole, mentre Phillip deve mettere la testa a posto e accasarsi (anche se sul primo punto non sono tanto …
Prometteva già bene quando è comparso nel primo volume della serie (Una prateria divisa) e non si è smentito: Phillip è un gran bel personaggio e vederlo interagire con Wally m'ha fatto morire dal ridere.
Phillip è un tipo cittadino, tutto abiti firmati, locali alla moda e compagnie facili. Tutti elementi che certo non troverà nel ranch del suo amico Dakota, dove è tornato per una visita.
Ma cosa saranno mai le vecchie abitudini di fronte ad un cowboy ben piazzato, insicuro e - guarda il caso! - gay? Phillip capitola subito non appena incrocia Haven, figlio del proprietario del ranch confinante a quello di Dakota. Amore a priva vista, fulminante e illuminante per entrambi: Haven deve capire due o tre cosette su se stesso e su quello che vuole, mentre Phillip deve mettere la testa a posto e accasarsi (anche se sul primo punto non sono tanto convinta!).
La loro storia procede con dolcezza e tenerezza, senza che nessuno dei due faccia pressioni sull'altro (con esiti quasi disastrosi... maledetta omofobia!). Le parti divertenti e hot non mancano e alla fine l'happy end sistema tutto quanto. L'unica cosa che manca è quel quid che l'avrebbe reso speciale: alla fine, rimane un romance buono per passare piacevolmente del tempo.
Battle Royale (Japanese: バトル・ロワイアル, Hepburn: Batoru Rowaiaru) is the first novel by the Japanese author …
Review of 'Battle Royale' on 'Goodreads'
4 stelle
Cosa succede quando prendi 42 studenti e li costringi a partecipare a un gioco dove devono uccidersi a vicenda? Tutto dipende dal carattere e dalla storia personale del singolo studente. E questo Takami lo sa bene.
C'è chi non ci sta fin dal principio. C'è chi impazzisce. C'è chi si nasconde. C'è chi non lo accetta. C'è chi si rifiuta. E c'è chi sceglie di giocare. Nessuno dei 42 studenti reagisce in maniera uguale e, grazie al cambio di punto di vista, il lettore può apprezzare la varietà di comportamenti.
Tuttavia, il punto di vista principale, privilegiato rimane quello del protagonista, Shuya, un giovane fondamentalmente buono e dalle idee pericolosamente eversive (ama la musica rock, vietata dalla Repubblica della Grande Asia dell'Est). Le sue vicende si intrecceranno con quelle di Noriko, ragazza delicata e gentile, con la quale si alleerà nel gioco per la sopravvivenza.
E fin da subito apparirà …
Cosa succede quando prendi 42 studenti e li costringi a partecipare a un gioco dove devono uccidersi a vicenda? Tutto dipende dal carattere e dalla storia personale del singolo studente. E questo Takami lo sa bene.
C'è chi non ci sta fin dal principio. C'è chi impazzisce. C'è chi si nasconde. C'è chi non lo accetta. C'è chi si rifiuta. E c'è chi sceglie di giocare. Nessuno dei 42 studenti reagisce in maniera uguale e, grazie al cambio di punto di vista, il lettore può apprezzare la varietà di comportamenti.
Tuttavia, il punto di vista principale, privilegiato rimane quello del protagonista, Shuya, un giovane fondamentalmente buono e dalle idee pericolosamente eversive (ama la musica rock, vietata dalla Repubblica della Grande Asia dell'Est). Le sue vicende si intrecceranno con quelle di Noriko, ragazza delicata e gentile, con la quale si alleerà nel gioco per la sopravvivenza.
E fin da subito apparirà chiaro che si tratta di un "gioco" di morte: ogni assassinio, incidente o suicidio viene narrato con crudezza e senza pietà.
Tutto però rimane sostanzialmente anonimo fino all'entrata in scena di Shogo, uno dei 42 ragazzi, il quale si unirà a Shuya e Noriko. Shogo appare fin da subito alternativo a tutti gli altri 41 ragazzi: è più maturo e più consapevole. Diventerà un'insostituibile guida e un amico vero e prezioso. Nonostante la narrazione non si svolga mai del suo punto di vista, vi innamorerete di lui, della sua forza, della sua integrità, del suo sangue freddo, del suo saper riconoscere le cose importanti nella vita.
"Dovete fare quello che volete. Mettetecela tutta, seguendo la vostra coscienza"
"Combatti solo quando lei è in pericolo. Combatti chiunque, anche un semplice scassinatore o la Repubblica del cazzo della Grande Asia dell'est o un extraterrestre. [...] E' una stupidaggine morire inutilmente."
"Penso che lui non riesca ad avere "speranza nel futuro". E' senza futuro. Esiste una cosa più orribile di questa? Cioè, anche una persona mediocre come me qualche volta pensa che tutte le cose siano insignificanti. Perché faccio colazione quando mi sveglio? Anche se mangio, alla fine finisce tutto in merda comunque e basta. Perché ogni giorno studio, vado a scuola? Anche se per caso dovessi avere successo in futuro, alla fine la vita finisce comunque. Anche se mi vesto bene e divento oggetto d'invidia per la gente e guadagno un sacco di soldi, alla fine non c'è senso. Tutto è insignificante. Certo, questa vita di merda è quella che si può avere in un paese di merda come il nostro. Ma sai, noi abbiamo anche la capacità si sentirci felici e di divertirci, no? Sono piccole cose, ma è abbastanza per colmare questo vuoto. Almeno io la penso così."
Se vi è piaciuto Hunger Games, non potete davvero perdervi questo romanzo. Se Hunger Games vi ha fatto schifo, correte a prendervi Battle Royale e leggete cosa accade quando 42 ragazzi (o forse molti di più) vengono costretti a giocare un gioco senza umanità.
Il veterinario Seth Davies arriva a Senaka, nel Wyoming, alla ricerca di tranquillità e di …
Review of 'Caccia a Seth' on 'Goodreads'
3 stelle
Di J.R. Loveless ho già letto [b:Dolcemente|8758313|Touch Me Gently|J.R. Loveless|https://d.gr-assets.com/books/1348394345s/8758313.jpg|13631613] e l'esperienza era stata abbastanza traumatica. In Caccia a Seth ho ritrovato molti degli elementi che mi avevano infastidito, ma l'insieme del romanzo mi è sembrato migliore.
La Loveless sembra avere un amore particolare per i machos etero che vedono esili/fragili/delicati ragazzi e puf! diventano gay. Ancora una volta il ragazzo esile (Seth) è stato brutalizzato e ha qualche problemino relazionale.
Posso passare sopra al divento-magicamente-gay, ma per avere problemi relazionali mi è sembrato che Seth cadesse un po' troppo velocemente nel letto (si fa per dire... spalanca gli occhi al ricordo della scena) di Kasey, il macho di turno.
Inoltre, tutto il romanzo è innaffiato di lacrime. Non ho niente in contrario alle lacrime degli uomini (e dopo una bella, intensa scena di sesso ci stanno pure bene), ma, che cavolo, questi due piangono di continuo! Un autentico …
Di J.R. Loveless ho già letto [b:Dolcemente|8758313|Touch Me Gently|J.R. Loveless|https://d.gr-assets.com/books/1348394345s/8758313.jpg|13631613] e l'esperienza era stata abbastanza traumatica. In Caccia a Seth ho ritrovato molti degli elementi che mi avevano infastidito, ma l'insieme del romanzo mi è sembrato migliore.
La Loveless sembra avere un amore particolare per i machos etero che vedono esili/fragili/delicati ragazzi e puf! diventano gay. Ancora una volta il ragazzo esile (Seth) è stato brutalizzato e ha qualche problemino relazionale.
Posso passare sopra al divento-magicamente-gay, ma per avere problemi relazionali mi è sembrato che Seth cadesse un po' troppo velocemente nel letto (si fa per dire... spalanca gli occhi al ricordo della scena) di Kasey, il macho di turno.
Inoltre, tutto il romanzo è innaffiato di lacrime. Non ho niente in contrario alle lacrime degli uomini (e dopo una bella, intensa scena di sesso ci stanno pure bene), ma, che cavolo, questi due piangono di continuo! Un autentico fiume di lacrime.
E vogliamo anche parlare del razzismo? Kasey, un Cheyenne, è convinto che i bianchi siano una massa di str**** distruttori della natura incontaminata. Ovviamente tratterà di cacca Seth, un bianco, non appena lo incontrerà. Poi capirà che è il suo compagno e il suo razzismo se ne andrà insieme alla sua eterosessualità. Voilà!
Che cosa mi è piaciuto quindi in tutto questo? Be', tutto sommato è un libro che si fa amare. Per quanto non abbia amato particolarmente Kasey, Seth lo compensa ampiamente, essendo sì un personaggio fragile, ma allo stesso tempo determinato a non lasciarsi sopraffare di nuovo.
Molto interessante è poi il personaggio di Nick, migliore amico di Seth e depositario di molti segreti, che verranno svelati lungo il corso del romanzo.
La parte fantasy ricorda altri romanzi paranormal romance già letti, ma non è sgradevole, spero che in un eventuale sequel (che sembra se non necessario, almeno auspicabile) verrà approfondita. E per favore, per favore niente più personaggi licantropi che non distinguono una lupa da un lupo (mi sono sentita in imbarazzo per lui).
In definitiva, lo consiglierei a chi ama la dolcezza (tanta dolcezza) e a chi ha già letto qualcosa della Loveless (così è psicologicamente preparato).
Actress Caidence Harris is living her dreams after landing a leading role among the star-studded, …
Review of 'And Playing the Role of Herself' on 'Goodreads'
3 stelle
Per essere il mio primo f/f romance, l'ho trovato ricco di cliché (se non altro, a dimostrazione le storie d'amore sono tutte uguali), ma comunque godibile grazie a dei buoni personaggi.
Impossibile non amare Caid - la protagonista - Liz (mitica!), Josh, Sophie... un po' meno Robyn, la coprotagonista, che nonostante tutto non è mai riuscita ad entrare nelle mie grazie.
Il mio personaggio preferito resta Liz, l'amica di Caid. Quasi, quasi mi dispiace che sia etero e che la coppia protagonista sia Caid-Robyn. E' talmente divertente che il romanzo avrebbe davvero perso tanto se non ci fosse stata. Eccovene un assaggio:
"Woody? Of course it's Liz. I'm having a crappy day, thank you very much. Did you know about these internet people who think I'm a lesbian?" I rolled my eyes. "Liz…" "Here, Woody, let me give you to Caid. She knows all about it." The phone was …
Per essere il mio primo f/f romance, l'ho trovato ricco di cliché (se non altro, a dimostrazione le storie d'amore sono tutte uguali), ma comunque godibile grazie a dei buoni personaggi.
Impossibile non amare Caid - la protagonista - Liz (mitica!), Josh, Sophie... un po' meno Robyn, la coprotagonista, che nonostante tutto non è mai riuscita ad entrare nelle mie grazie.
Il mio personaggio preferito resta Liz, l'amica di Caid. Quasi, quasi mi dispiace che sia etero e che la coppia protagonista sia Caid-Robyn. E' talmente divertente che il romanzo avrebbe davvero perso tanto se non ci fosse stata. Eccovene un assaggio:
"Woody? Of course it's Liz. I'm having a crappy day, thank you very much. Did you know about these internet people who think I'm a lesbian?" I rolled my eyes. "Liz…" "Here, Woody, let me give you to Caid. She knows all about it." The phone was thrust into my hand, and I resignedly put it to my ear. "Woody? It's Caid." "Caid, what the hell is she talking about?" Woody Stein's harried, nasal voice came over the line. I put my fingers to the bridge of my nose and closed my eyes. "Listen, let me call you back, okay?" "Caid…" "I'll call you back." I snapped the phone shut, knowing that would piss Woody off, but also knowing that Liz would smooth it over for me. "What are you doing?" Liz asked angrily, "You need to…" "Liz." "…tell Woody about this…" "Liz." "I'll sue them…" "Liz, shut up!" Liz blinked, and Paula looked at me in shock, but the car was finally quiet. "Thank you. Now just listen to me for a second, okay? These stories - they're called Fan Fiction. People write stories about the characters on TV shows, and then put them out on these internet sites for other people to read. They aren't about you. You can't sue anyone, because they aren't about you. They're about the characters in the show." "I can't?" "No, you can't."
Per il resto la trama è davvero simile a molti romance: lei, lei, l'altro (e scatta la gelosia mal riposta), un tipo affetto da Erotomaniac Delusional Disorder (che non è così tipico, ma un pazzo quasi assassino che minaccia la donna amata, sì), e così via...
Divertente e dolce: ecco come definirei questo libro. Divertente perché Jake, Parker, Chris e Jimmy sono troppo forti e le persone che gravitano loro intorno non sono da meno. Dolce perché riesce a trasmettere tenerezza senza quelle fastidiose carie ai denti.
Tutti e quattro fanno parte di una band, gli Wayward Sons, un gruppo rock alternativo in ascesa. Solo Jake è gay - o almeno così pensa lui. Ne è così convinto che finirà per fare un gran casino con Parker, ultimo entrato nella band, conosciuto per caso e suo migliore amico (nonché coinquilino).
Parker ha una storia dolorosa alle spalle. Incontrare Jake è stata la sua fortuna per tutto quello che lui, la sua famiglia e la band hanno significato per lui. E' così timido e carino che verrebbe voglia di coccolarlo una pagina sì e l'altra pure.
Jake, invece, è tendenzialmente una p*a. Si ritiene troppo …
Divertente e dolce: ecco come definirei questo libro. Divertente perché Jake, Parker, Chris e Jimmy sono troppo forti e le persone che gravitano loro intorno non sono da meno. Dolce perché riesce a trasmettere tenerezza senza quelle fastidiose carie ai denti.
Tutti e quattro fanno parte di una band, gli Wayward Sons, un gruppo rock alternativo in ascesa. Solo Jake è gay - o almeno così pensa lui. Ne è così convinto che finirà per fare un gran casino con Parker, ultimo entrato nella band, conosciuto per caso e suo migliore amico (nonché coinquilino).
Parker ha una storia dolorosa alle spalle. Incontrare Jake è stata la sua fortuna per tutto quello che lui, la sua famiglia e la band hanno significato per lui. E' così timido e carino che verrebbe voglia di coccolarlo una pagina sì e l'altra pure.
Jake, invece, è tendenzialmente una p*a. Si ritiene troppo giovane per una relazione seria, così si toglie semplicemente una voglia dietro l'altra. Finché Parker non gli sbatterà in faccia la verità e allora saranno dolori (o meglio, si sentirà un c****e di proporzioni epiche).
L'arrivo al "e vissero tutti felici e contenti" è lento (in senso positivo) e tanto, tanto dolce: davvero, è roba da occhi a cuoricino perenni. E ve lo dice una che di solito non regge lo zucchero.
La candida domanda «Perché esiste il male in questo mondo?» ha turbato i pensatori di …
Review of 'Candido. Ediz. integrale' on 'Goodreads'
4 stelle
Inutile girarci tanto intorno: Candido è una breve ed efficace presa per i fondelli dell'ottimismo ad oltranza. Insomma, Voltaire ce l'ha con Leibniz e la sua "regola del meglio". Per Leibniz, infatti, questa è la legge che mantiene l'ordine del mondo. Sostanzialmente Dio ammette anche il male peggiore al fine di raggiungere il meglio.
E infatti al povero Candido, giovane protagonista del romanzo, gliene capitano di tutti i colori. Di male in peggio, dalla padella alla brace: sembra che per lui e i suoi compari non ci sia modo di essere felici. Tutto questo accade mentre il filosofo Pangloss, fedele seguace delle teorie di Leibniz, continua a sostenere che il loro è il migliore dei mondi possibili.
Ma come è possibile, si chiede Candido, che questo sia il migliore dei mondi possibili se non c'è fine ai soprusi, alle truffe, alle violenze, alle guerre, all'odio, alla discriminazione e chi più …
Inutile girarci tanto intorno: Candido è una breve ed efficace presa per i fondelli dell'ottimismo ad oltranza. Insomma, Voltaire ce l'ha con Leibniz e la sua "regola del meglio". Per Leibniz, infatti, questa è la legge che mantiene l'ordine del mondo. Sostanzialmente Dio ammette anche il male peggiore al fine di raggiungere il meglio.
E infatti al povero Candido, giovane protagonista del romanzo, gliene capitano di tutti i colori. Di male in peggio, dalla padella alla brace: sembra che per lui e i suoi compari non ci sia modo di essere felici. Tutto questo accade mentre il filosofo Pangloss, fedele seguace delle teorie di Leibniz, continua a sostenere che il loro è il migliore dei mondi possibili.
Ma come è possibile, si chiede Candido, che questo sia il migliore dei mondi possibili se non c'è fine ai soprusi, alle truffe, alle violenze, alle guerre, all'odio, alla discriminazione e chi più ne ha più ne metta? Cosa c'è di migliore in tutto questo male? La domanda rimarrà priva di risposta. Per quanto Candido filosofeggi con i suoi amici, non riuscirà a trovare una risposta.
Alla fine capitano da un vecchio contadino che è contento e appagato dalla coltivazione del suo piccolo appezzamento di terra. certo lui sembra il più felice di tutti quelli incontrati finora. Perché? Perché lavora? Forse. Secondo me, è più contento perché vive e non ca***ggia. Nessuno lo sa perché esiste il male nel mondo. Esistono ipotesi, non certezze. Il meglio che uno possa fare è cercare di vivere la sua vita nel miglior modo possibile. "Coltivare il nostro giardino", appunto.
Review of 'Eristische Dialektik, oder, Die Kunst, Recht zu behalten' on 'Goodreads'
3 stelle
Anche se alcuni punti della sua filosofia sono condivisibili, Arthur Shopenhauer non è esattamente il mio filosofo preferito. Tutto quel pessimismo metafisico non fa per me.
Mi sono convinta a comprare e a leggere questo libro principalmente perché non c'entrava niente con la sua filosofia (infatti, il libro è stato pubblicato postumo, Shopenhauer con il tempo si era ricreduto sull'opportunità di pubblicare uno scritto con i «trucchi di cui di serve la comune natura umana per celare i propri errori»). Devo dire che non mi sono pentita della mia decisione: il libro mi ha ricordato molto i miei studi classici, dato Shopenhauer si rifà alla Dialettica di Aristotele.
Lo consiglio a chi non è digiuno di filosofia, non tanto di Shopenhauer, ma dell'antica Grecia, dato che, almeno in questa edizione, le note (poche) non consentono di comprendere del tutto i concetti esposti.
Con un passato tormentato e un corpo ferito da tenere nascosti, Kaden James trova difficile …
Review of 'Dolcemente' on 'Goodreads'
1 stella
Ho iniziato a leggere questo libro perché avevo voglia di qualcosa di carino e poco impegnativo. Alla faccia della leggerezza... è così leggero che credo non mi rimarrà nulla di questa lettura.
I protagonisti sono Kaden e Logan, uno piccolo e delicato, l'altro grosso e gentile (sì, c'è "puzza" di yaoi dovunque!). Kaden è stato abusato da bambino e porta innumerevoli cicatrici fisiche e mentali (il libro, infatti, inizia con il ricordo di uno stupro). Ora, tutto questo è terribile e mi ha fatto anche impressione, ma ciò non toglie che il romanzo sia irrimediabilmente prevedibile.
Il piccolo Kaden è perso nel suo mondo di incubi e non riesce ad andare avanti. Quando pensa di essere arrivato alla frutta, gli viene offerto di andare a fare il cuoco in un ranch nel Montana. Accetta e conosce Logan, cowboy sexy, enorme e gentile. Senza problemi inizia a cucinare per venti cowboy. …
Ho iniziato a leggere questo libro perché avevo voglia di qualcosa di carino e poco impegnativo. Alla faccia della leggerezza... è così leggero che credo non mi rimarrà nulla di questa lettura.
I protagonisti sono Kaden e Logan, uno piccolo e delicato, l'altro grosso e gentile (sì, c'è "puzza" di yaoi dovunque!). Kaden è stato abusato da bambino e porta innumerevoli cicatrici fisiche e mentali (il libro, infatti, inizia con il ricordo di uno stupro). Ora, tutto questo è terribile e mi ha fatto anche impressione, ma ciò non toglie che il romanzo sia irrimediabilmente prevedibile.
Il piccolo Kaden è perso nel suo mondo di incubi e non riesce ad andare avanti. Quando pensa di essere arrivato alla frutta, gli viene offerto di andare a fare il cuoco in un ranch nel Montana. Accetta e conosce Logan, cowboy sexy, enorme e gentile. Senza problemi inizia a cucinare per venti cowboy. Cavolo... io avrei qualche problema dal passare dallo sfamare solo me stessa e sfamare venti cowboy affamati (e avete presente quanto riescono a mangiare venti ragazzoni affamati, no?).
Il piccolo Kaden conosce anche Mantacor, un cavallo che ha subito maltrattamenti (noooooooo, non ci credo!!!) e che nessuno (nemmeno il grande e grosso Logan) è riuscito a domare. Ebbene, Kaden, a forza di mele, zollette di zucchero e amabili carezze, riesce a domare Mantacor. Incredibile!
Il piccolo Kaden viene consolato dai suoi incubi dal grande e grosso Logan, che sfonderà pure la porta. Naturalmente verrà salvato (sempre da Logan, naturalmente) anche da un losco figuro che voleva approfittarsi di lui (non vi dico chi è, ma, credetemi, si capisce fin dalla sua prima apparizione)... e sapete cosa ho sentito io nella mia testa in quel momento? "Gigante, pensaci tu!!!".
Il grande Logan è eterosessuale. Vede il piccolo Kaden, tutto carino e traumatizzato e... ta-dah, diventa omosessuale! Sul serio. Nessuna introspezione, nessuna confusione. Mah...
Davvero, davvero poverello come libro: oltre il cliché non c'è niente di significativo, è uguale a molti altri libri dalle tematiche simili.
Camryn Bennett, vent'anni, non è certo il tipo da restare ingabbiata in una vita ripetitiva …
Review of 'Il confine di un attimo' on 'Goodreads'
1 stella
Ho iniziato a leggere questo libro con le migliori intenzioni. La trama mi ispirava parecchio e tutti ne parlavano benissimo.
Solo che non è riuscito a prendermi. I protagonisti (Camryn e Andrew) non facevano altro che parlare di esperienze alternative alla vita monotona delle persone normali e io leggevo solo banalità. Davvero, c'è l'imbarazzo della scelta. Dalla scazzottata al bar per difendere la pulzella da due loschi individui a "dimmi tutte le cose sporche che vorresti fare a letto e che non hai mai confessato a nessuno".
Quindi ho continuato a leggere sperando nel colpo di scena di cui parlavano le recensioni. Quello che pareva mi avrebbe fatto rivalutare l'intero romanzo. Ecco, il colpo di scena ha fatto passare la mia recensione da "lettura così così" a "coooooooooooooooosa??????". Perché? Be', mi è venuto in mente un certo film e le due storie mi sono sembrate molto simili (anche se le …
Ho iniziato a leggere questo libro con le migliori intenzioni. La trama mi ispirava parecchio e tutti ne parlavano benissimo.
Solo che non è riuscito a prendermi. I protagonisti (Camryn e Andrew) non facevano altro che parlare di esperienze alternative alla vita monotona delle persone normali e io leggevo solo banalità. Davvero, c'è l'imbarazzo della scelta. Dalla scazzottata al bar per difendere la pulzella da due loschi individui a "dimmi tutte le cose sporche che vorresti fare a letto e che non hai mai confessato a nessuno".
Quindi ho continuato a leggere sperando nel colpo di scena di cui parlavano le recensioni. Quello che pareva mi avrebbe fatto rivalutare l'intero romanzo. Ecco, il colpo di scena ha fatto passare la mia recensione da "lettura così così" a "coooooooooooooooosa??????". Perché? Be', mi è venuto in mente un certo film e le due storie mi sono sembrate molto simili (anche se le dinamiche sono molto diverse). Se volete sapere qual è il film, ve lo scrivo sotto spoiler, perché leggendolo capirete qual è il colpo di scena e non voglio rovinare la lettura a nessuno...
Ascolta il tuo cuore
Le poche pagine che seguono il colpo di scena mi hanno lasciato assolutamente indifferente. Troppo affrettate, troppo leggere: sembra che dopo pagine e pagine di cliché, l'autrice abbia voluto dare la scossa al lettore, cercando di fargli dimenticare il resto grazie a una lacrimuccia tattica. Bah.
Carrick Francis ha passato la maggior parte della sua vita a cacciarsi in un guaio …
Review of 'Promesse Mantenute' on 'Goodreads'
4 stelle
Mi è stato difficile, in un certo senso, arrivare ad apprezzare questo romanzo. All'inizio mi ha dato l'impressione di essere un insieme di scene di per sé godibili, ma scollegate le une dalle altre. Era come guardare il dettaglio di un mosaico senza poterne individuare il disegno generale. Ho continuato a leggere e dalla metà del romanzo il disegno generale ha iniziato a mostrarsi con tutta la sua forza.
Deacon e Carrick (Crick) sono i due protagonisti, entrambi forti, entrambi fragili. Deacon sarà in grado di mandare avanti il ranch in mezzo ai problemi economici, meteorologici, psicologici e chi più ne ha più ne metta. Eppure la lontananza da Crick (a causa di un colpo di testa di quest'ultimo) rischierà di distruggerlo, facendo emergere una vecchia paura... E il grande problema di Deacon è la sua incapacità nel chiedere aiuto (anche se sta affogando nel mare in tempesta e ha …
Mi è stato difficile, in un certo senso, arrivare ad apprezzare questo romanzo. All'inizio mi ha dato l'impressione di essere un insieme di scene di per sé godibili, ma scollegate le une dalle altre. Era come guardare il dettaglio di un mosaico senza poterne individuare il disegno generale. Ho continuato a leggere e dalla metà del romanzo il disegno generale ha iniziato a mostrarsi con tutta la sua forza.
Deacon e Carrick (Crick) sono i due protagonisti, entrambi forti, entrambi fragili. Deacon sarà in grado di mandare avanti il ranch in mezzo ai problemi economici, meteorologici, psicologici e chi più ne ha più ne metta. Eppure la lontananza da Crick (a causa di un colpo di testa di quest'ultimo) rischierà di distruggerlo, facendo emergere una vecchia paura... E il grande problema di Deacon è la sua incapacità nel chiedere aiuto (anche se sta affogando nel mare in tempesta e ha intorno tante mani tese).
Crick, da parte sua, ha alle spalle un'infanzia disagiata a causa di un ambiente familiare violento e indifferente. Da perfetto pazzo incosciente e impulsivo, farà una follia dietro l'altra, fino all'ultima, clamorosa e potenzialmente letale. Si arruolerà e partirà per l'Iraq. Stare due anni lontano da casa (e da Deacon) lo farà maturare e gli farà capire di non essere un inutile sacco di m**** come pensava suo padre.
La corrispondenza tra i due è molto bella e quello che accade mentre sono lontani dà l'idea di quanto sia difficile e dura una situazione del genere. Grande spazio nel romanzo è occupato dall'omofobia e dall'amicizia, che si trasforma in una sorta di famiglia allargata. Una famiglia vera, che protegge i suoi membri e che cura dall'ignoranza della gente.
Another Turn, and the deadly silver Threads began falling again. So the bold dragonriders took …
Review of 'I dragonieri di Pern' on 'Goodreads'
4 stelle
Coinvolgente quanto - e forse più - del primo volume. I punti di vista sono aumentati, così come i filoni, ma davvero Anne McCaffrey ci fa gioire e soffrire con i suoi personaggi.
Naturalmente, ritroviamo F'lar e Lessa, coppia matura, ma ancora scoppiettante. Lui leader carismatico, lei abile nelle trattative, insieme cercano di combattere le antiche tradizioni per dare ai pernesi armi più efficaci contro i terribili Fili - organismi filiformi ed estremamente voraci che distruggono forme di vita vegetali e animali - e una qualità della vita migliore. Una battaglia tutt'altro che semplice, in cui si scontrano convinzioni anacronistiche, interessi personali, lotte per il potere e necessità di cambiamento.
Ad aiutarli c'è il fedele F'nor, irresistibile fratellastro di F'lar. Il mio desiderio si è esaudito e in questo volume è molto più presente - e vi farà penare parecchio, insieme a Brekke, promettente Dama del Weyr. Più gioviale e …
Coinvolgente quanto - e forse più - del primo volume. I punti di vista sono aumentati, così come i filoni, ma davvero Anne McCaffrey ci fa gioire e soffrire con i suoi personaggi.
Naturalmente, ritroviamo F'lar e Lessa, coppia matura, ma ancora scoppiettante. Lui leader carismatico, lei abile nelle trattative, insieme cercano di combattere le antiche tradizioni per dare ai pernesi armi più efficaci contro i terribili Fili - organismi filiformi ed estremamente voraci che distruggono forme di vita vegetali e animali - e una qualità della vita migliore. Una battaglia tutt'altro che semplice, in cui si scontrano convinzioni anacronistiche, interessi personali, lotte per il potere e necessità di cambiamento.
Ad aiutarli c'è il fedele F'nor, irresistibile fratellastro di F'lar. Il mio desiderio si è esaudito e in questo volume è molto più presente - e vi farà penare parecchio, insieme a Brekke, promettente Dama del Weyr. Più gioviale e pronto allo scherzo del fratellastro, F'nor è uno di quei personaggi capaci di entrarti dentro e di uscirne più. Sì, perché non è solo la spalla di F'lar. F'nor è un personaggio sfaccettato e complesso. E' sì un valoroso dragoniere, ma è anche un uomo premuroso e talvolta insicuro (molto bella la scena in cui rivede F'lar e Lessa dopo il casino combinato da Kylara).
Pronto a favorire il cambiamento è anche Robinton, Maestro Arpista, grande amante del vino di Benden. Un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua pronta.
Bizzarro in stile scienziato pazzo è Fandarel, Maestro Fabbro in grado di riprodurre le macchine del passato e di inventare straordinari marchingegni. Lavoratore instancabile, è assolutamente impossibile distoglierlo da un progetto una volta che è si è gettato anima e corpo.
Poi abbiamo Lytol, Reggente di Ruatha, ex dragoniere. Uomo cupo e infelice dopo la perdita del suo drago e rigido nell'educazione del giovane Jaxom, figlio di Fax e Gemma. La sua rettitudine è ammirevole, il suo dolore, sopportato con grande dignità, straziante.
E Jaxom (che immagino sarà molto importante in futuro) è davvero un gran personaggio. A metà tra la spensieratezza dei bambini e le responsabilità degli adulti, ispira grande tenerezza per la sua storia e per le sue scelte coraggiose. Grande amico di Felessan, unico figlio di F'lar e Lessa, insieme combineranno un bel guaio e scopriranno al tempo stesso qualcosa di molto importante.
Naturalmente, abbiamo anche i personaggi spiacevoli, per così dire. T'ron, Kylara e Meron su tutti.
T'ron rappresenta al massimo le vecchie idee, la tradizione, le consuetudini intoccabili. E si dovrà arrivare sull'orlo del disastro prima che gli Antichi capiscano che la loro visione del mondo non salverà Pern, ma anzi lo porterà alla distruzione.
Kylara è un personaggio un po' particolare. Egoista fino al midollo, non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni e finirà per portare se stessa alla rovina. Impossibile non odiarla perché quanto di meno empatico ci possa essere, ma alla fine si prova pietà per lei e i suoi piani dissennati.
Meron è semplicemente odioso dall'inizio alla fine. L'unico sentimento che scatena è il desiderio di farlo mangiare dai Fili. Il modo in cui tratta la sua piccola lucertola di fuoco... grrrrrr, davvero un bastardo!!!
Review of 'Le pietre magiche di Shannara' on 'Goodreads'
2 stelle
Meglio del primo, ma non ancora all'altezza di una buona trilogia fantasy. Cosa manca? Sostanza e forma, per così dire.
Manca la sostanza perché tra una settimana (o forse anche meno) mi sarò dimenticata completamente di questo libro. Non mi ha lasciato nulla. I personaggi sono piatti, privi di fascino e forza empatica. Gli unici che potrei salvare sono Eretria e Stee Jans (che si rivela mille volte più carismatico del legittimo erede al trono degli Elfi).
Manca la forma perché lo stile di Brooks continua a essere carente. Ancora una volta il Male viene descritto con ogni turpe parola che possa essere rintracciata nel dizionario e ancora una volta si ha l'impressione che questi demoni siano babau. L'intero romanzo dà l'idea che la vittoria finale sia scontata: il lettore non riesce a percepire gli sforzi dei protagonisti, i loro tormenti, le loro paure. Tutto viene descritto e niente fa …
Meglio del primo, ma non ancora all'altezza di una buona trilogia fantasy. Cosa manca? Sostanza e forma, per così dire.
Manca la sostanza perché tra una settimana (o forse anche meno) mi sarò dimenticata completamente di questo libro. Non mi ha lasciato nulla. I personaggi sono piatti, privi di fascino e forza empatica. Gli unici che potrei salvare sono Eretria e Stee Jans (che si rivela mille volte più carismatico del legittimo erede al trono degli Elfi).
Manca la forma perché lo stile di Brooks continua a essere carente. Ancora una volta il Male viene descritto con ogni turpe parola che possa essere rintracciata nel dizionario e ancora una volta si ha l'impressione che questi demoni siano babau. L'intero romanzo dà l'idea che la vittoria finale sia scontata: il lettore non riesce a percepire gli sforzi dei protagonisti, i loro tormenti, le loro paure. Tutto viene descritto e niente fa presa. Il capitolo finale sembra addirittura svelare l'intera impalcatura narrativa: quel personaggio esiste perché altrimenti dopo la guerra sarebbe rimasto un vuoto incolmabile che avrebbe reso il finale incompleto. Davvero pessimo.
Naturalmente anche in questo secondo episodio ci sono numerosi riferimenti a Il Signore degli Anelli, ma non risultano invasivi come ne La Spada di Shannara. Ho trovato più fastidiose le analogie tra i due romanzi del Ciclo (una su tutte, Wisp-Orl Fane).
HOW CAN ONE GIRL SAVE AN ENTIRE WORLD?To the nobles who live in Benden Weyr, …
Review of 'Il volo del drago' on 'Goodreads'
4 stelle
La recensione contiene qualche blando spoiler
Ero un po' titubante sull'iniziare a leggere questo libro perché avevo letto numerose recensioni negative che parlavano di scarso approfondimento dei personaggi e, soprattutto, di un'anacronistica condizione della donna.
Forse è vero, i personaggi non sono tratteggiati con grande profondità psicologica, ma è indubbio che i principali siano dotati di una grande forza capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine. In particolare, F'lar, Dragoniere e protagonista maschile, ha una forza carismatica così trascinante da rendere più che motivato il ruolo che andrà a ricoprire nel suo Weyr (le sedi dei dragonieri). Arrogante e beffardo, F'lar non esiterà a rivendicare quello che ritiene suo di diritto e a guidare i suoi Dragonieri contro i ribelli e i Fili, i terribili organismi filamentosi che cadono dal cielo in occasione del Passaggio della Stella Rossa e che con la loro voracità rischiano di …
La recensione contiene qualche blando spoiler
Ero un po' titubante sull'iniziare a leggere questo libro perché avevo letto numerose recensioni negative che parlavano di scarso approfondimento dei personaggi e, soprattutto, di un'anacronistica condizione della donna.
Forse è vero, i personaggi non sono tratteggiati con grande profondità psicologica, ma è indubbio che i principali siano dotati di una grande forza capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine. In particolare, F'lar, Dragoniere e protagonista maschile, ha una forza carismatica così trascinante da rendere più che motivato il ruolo che andrà a ricoprire nel suo Weyr (le sedi dei dragonieri). Arrogante e beffardo, F'lar non esiterà a rivendicare quello che ritiene suo di diritto e a guidare i suoi Dragonieri contro i ribelli e i Fili, i terribili organismi filamentosi che cadono dal cielo in occasione del Passaggio della Stella Rossa e che con la loro voracità rischiano di rendere sterili grandi aree.
Poi abbiamo Lessa, figlia del Signore di Ruatha. Costretta a diventare una serva in seguito alla conquista della sua Fortezza da parte dell'avido Fax, svilupperà uno spirito vendicativo, forte e indomito. Come scoprirà suo malgrado F'lar, è estremamente difficile farle cambiare idea: testarda, determinata e intelligente, riuscirà ad ottenere molto più della semplice vendetta.
Un ruolo molto importate, ovviamente, viene ricoperto dai draghi, compagni dei Dragonieri, con i quali possono comunicare telepaticamente. Mnementh, il drago di F'lar, è un grosso drago bronzeo ed è dotato di una personalità che si accoppia benissimo con quella del suo dragoniere. Si può dire che è la controparte "animalesca" del carisma e della mascolinità di F'lar.
Così come Ramoth è la controparte perfetta di Lessa. Maliziosa, conscia della sua importanza e determinata ad avere niente meno che il meglio per se stessa, Ramoth non è tipo da tirarsi indietro di fronte alla sfide.
Ci sono poi vari personaggi secondari, tra i quali spicca F'nor, fratellastro di F'lar. Di lui mi sarebbe davvero piaciuto saperne di più...
Per quanto riguarda la condizione della donna, è vero, è piuttosto lontana dalla nostra sensibilità odierna. Bisogna però tenere conto che il romanzo è del 1968 e che è ambientato in una società di tipo medievale. Tenendo conto di questi fattori, direi che non è un romanzo antifemminista. Sì, la donna viene vista come "angelo del focolare", cioè deve rimanere a casa e badare a essa, in una sorta di prigione dorata. Una donna incapace di tenere una casa in ordine (come Jora) viene vista come la peggiore delle disgrazie.
Anche il rapporto di coppia è inevitabilmente lontano da come lo vediamo noi oggi (per fortuna, aggiungerei). Tuttavia, nelle dinamiche tra F'lar e la sua compagna, secondo me, si comincia a vedere che qualcosa scricchiola. Lei non è esattamente un angelo del focolare, mentre lui è consapevole che alcune tradizioni vadano cambiate.
«Se una regina non è fatta per volare, allora perché ha le ali?».