Recensioni e commenti

Baylee

lasiepedimore@lore.livellosegreto.it

Registrato 3 anni, 6 mesi fa

Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.

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Shirley Jackson: Abbiamo sempre vissuto nel castello (Italian language, 2009, Adelphi) 5 stelle

«A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce»: con questa …

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4 stelle

Già nel primo paragrafo del romanzo, Shirley Jackson è capace di inquietare il lettore e, infatti, proprio l'incipit è citato nel risvolto di copertina a mo' d'esempio.

Non immaginatevi un thriller pieno di sangue, violenza o morti efferate: l'inquietudine che Abbiamo sempre vissuto nel castello trasmette deriva da una normalità sottilmente malata, da un'idiosincrasia per il mondo in quanto portatore di caos.

Gli abitanti di casa Blackwood, infatti, vivono felicemente persi nelle loro menti: Zio Julian continua a rivivere il giorno in cui gran parte della famiglia morì avvelenata, mentre Mary Katherine “Merricat”, voce narrante, sembra un incrocio tra una piccola strega e un dispettoso folletto dei boschi. Constance Blackwood, invece, sorella maggiore di Merricat, è bloccata in casa dalla paura di ciò che c'è “là fuori”, compresa la furia dei compaesani che la reputano colpevole della morte dei suoi familiari. Eppure anche lei non sembra del tutto umana: nel …

ha recensito La donna giusta di Sándor Márai (Biblioteca Adelphi -- 458)

Sándor Márai: La donna giusta (Italian language, 2004, Adelphi) 4 stelle

Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una …

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4 stelle

Questo è uno di quei libri che ho iniziato a leggere senza farmi troppe domande: ho letto il titolo, poi la trama e l'ho preso. A lettura ultimata, devo dire che ho fatto bene.

La donna giusta è un romanzo che si fa amare lentamente, quasi senza che il lettore se ne accorga. Pagina dopo pagina, ci si ritrova immersi in ognuno dei quattro monologhi che compongono il romanzo e che ci offrono quattro punti diversi su vari temi, dai cambiamenti sociali dell'Ungheria alla disillusione della vita matrimoniale, dall'impatto del consumismo nelle vite delle persone all'amore, sempre cercato, ma mai trovato.

Il monologo che ho apprezzato di più è stato quello di Judit, il terzo, che offre uno sguardo limpido sui primi due, quello di Marika e quello di Peter. L'ultimo, quello del musicista, tira le file delle vicende narrate.

Una menzione speciale la merita lo scrittore Làzàr, amico di …

ha recensito Bound by flames di Jeaniene Frost (A Night Prince novel)

Jeaniene Frost: Bound by flames (2015) 5 stelle

Rookie vampire Leila's marriage to Vlad--the most famous vampire of all--takes a turn for the …

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5 stelle

Che posso dirvi di Burn by flames? Sto ancora ridacchiando come una scema riguardo alla rivelazione finale di Vlad, che ci ha così svelato il suo più grande e terribile segreto... amerò per sempre Jeaniene Frost per questo!

La stimerò un po' meno, forse, per la sua decisione di allungare questa serie di un altro libro. Sì, è vero che nel finale di Burn by flames è rimasta una questione irrisolta piuttosto importante, ma si tratta di qualcosa che mi è parso slegato rispetto a quanto avvenuto finora. Temo che la serie Night Prince finisca con una delusione come già avvenuto per quella Night Huntress, dove Up from the grave per me faceva acqua da tutte le parti.

Sarei stata davvero contenta se la serie fosse finita con Vlad che fonde la roccia (letteralmente): Burn by flames, infatti, è uno sfoggio continuo di quella bastardaggine che rende …

Andrew Grey, KillerQueen, Justin James: Sette Giorni (Italian language, 2012, Dreamspinner Press) 2 stelle

La vita di una persona può cambiare in un solo giorno? E in sette?

Questa …

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2 stelle

Sette giorni ha il pregio di essere una storia molto carina, ma il grande difetto di non riuscire a far affezionare i lettori ai suoi personaggi. Credo che il problema risieda nella scelta di narrare solo sette giorni della vita di Evan Donaldson, i sette giorni che porteranno a cambiamenti radicali.

Il che di per sé non sarebbe una cattiva idea, ma ha comportato una frammentazione nel ritmo narrativo, dato che questi sette giorni non sono consecutivi e sono a distanza di anni l'uno dall'altro. Quindi l'autore ha costretto il lettore a riaffezionarsi daccapo ai personaggi ad ogni capitolo, che però risultava troppo breve per poter far breccia nella sua simpatia. Purtroppo, tolta l'empatia, in questo genere rimane poco altro se non la storia pura e semplice.

ha recensito Io sono leggenda di Richard Matheson (Tascabili immaginario)

Richard Matheson: Io sono leggenda (Italian language, 2005, Fanucci) 4 stelle

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4 stelle

Non ho mai visto il film con Will Smith, ma ne ho sentito parlare così bene che mi è venuta la curiosità di leggere questo romanzo.

Devo dire che Io sono leggenda ha uno dei finali più smaliziati che abbia mai letto nella mia vita. Per tutta la durata del romanzo, ho avuto la sensazione di leggere un ottimo post-apocalittico, senza, però, trovarvi niente che non mi sarei aspettata di trovare in un libro del genere.

Io sono leggenda ci racconta del povero Robert Neville, che vive la sua difficile vita da ultimo uomo rimasto sulla Terra. I restanti suoi simili, infatti, sono stati colpiti da una malattia che li ha resi vampiri. Robert, quindi, oscilla tra la disperazione e la volontà di distruggere i mostri. Come dicevo, niente di eccezionale, anche se ci sono alcune scene davvero toccanti.

Il finale, però, è tremendamente parac*lo, perché ti costringe a rivalutare …

Kendare Blake: Girl of nightmares (2012, Tor) 4 stelle

Months after Anna Korlov opened a door to Hell and sacrificed herself for seventeen-year-old ghost …

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4 stelle

Per quanto mi riguarda, Kendare Blake ha camminato sul filo del rasoio scrivendo il secondo volume della duologia su Anna Vestita di Sangue. Il primo era stato una vera sorpresa, uno degli YA migliori che mi sia capitato di leggere. Quindi, la Blake doveva essere brava nel ripetersi e nel non irritarmi con lo solite solfe da YA. Già la trama era piuttosto sospetta (e, infatti, ho aspettato tanto prima di trovare il coraggio di affrontare Girl of Nightmares).

Tuttavia, nonostante un inizio che mi è parso eccessivamente dilatato, l'autrice è riuscita a tenersi lontana dalla mia personale Area di Lettrice Furiosa e mi ha regalato una conclusione soddisfacente. Ben fatto, Blake: con questo, ti sei meritata lo stesso giudizio di Anna Vestita di Sangue. Sei riuscita a farmi dimenticare quei momenti della lettura in cui temevo davvero mi avresti delusa.

Devo dire che il Cas saccente e …

Philip K. Dick: Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Il romanzo che ha ispirato Blade Runner (Italian language, 2000) 4 stelle

Do Androids Dream of Electric Sheep? (retitled Blade Runner: Do Androids Dream of Electric Sheep? …

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5 stelle

Questo romanzo ha spesso incrociato i miei occhi durante i miei pellegrinaggi in libreria: ha un titolo così originale che non poteva non finire tra le mie grinfie prima o poi. Alla fine l'ho adocchiato anche in biblioteca e ha finito per essere ospite della mia casa.

Cosa dire di questo capolavoro di fantascienza? Credo sia uno di quei libri di cui sia difficile parlare: si può solo consigliare di leggerli per poter apprezzare i molteplici spunti di riflessione che offre per noi abitanti di un mondo tecnologico. E, cosa ancora più straordinaria, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? è del 1968.

Personalmente, ciò che mi ha colpito di più nel romanzo è stato il rapporto tra gli esseri umani e gli animali veri. In mondo post-apocalittico dove la maggior parte delle specie animali si è estinta e gli esseri umani vivono su una Terra preda di polvere radioattiva e …

Sibilla Aleramo: Una donna (Italian language, 1996) 5 stelle

Una donna is a 1906 novel by Sibilla Aleramo, and is one of the first …

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4 stelle

L'attualità di questo romanzo autobiografico mette i brividi: scritto nel lontano 1906, parla della vita difficile di una donna stuprata e costretta ad un matrimonio riparatore con un uomo che non stima – e come potrebbe?

Lo stronzo, tra l'altro, si permette pure di picchiarla perché non è sottomessa come dovrebbe. Qualcuno si meraviglia che la protagonista/Aleramo abbia tentato il suicidio? E che l'unica, successiva preoccupazione del marito, della suocera e della cognata sia stata quella di evitare uno scandalo?

Confinata in un paesino pieno di bassezze e ignoranza, la protagonista/Aleramo, infatti, è totalmente isolata da qualunque sollievo o aiuto. Non che, ai tempi, la legge fosse particolarmente favorevole alle donne, come la Aleramo scoprirà suo malgrado: separatasi dal marito, infatti, sarà costretta a non vedere più suo figlio.

Non so bene cos'altro scrivere perché è stata una lettura che mi ha colpita a un livello viscerale. Dalle pagine della …

Grazia Deledda: Canne al vento (Italian language) 4 stelle

Canne al vento ([ˈkanne al ˈvɛnto]; Italian for "Reeds in the wind") is a novel …

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4 stelle

Mi sembrava piuttosto brutto, da lettrice, non aver letto niente dell'unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la letteratura (1926). Quindi, alla fine, mi sono decisa a prenderlo in biblioteca: neanche io so perché ci ho impiegato così tanto tempo (in realtà lo so... aggiungo indiscriminatamente troppi libri nella lista dei desideri).

Comunque, devo dire che Grazia Deledda si è aggiudicata i miei favori e penso proprio che leggerò qualcos'altro di suo. Devo anche spezzare una lancia a favore dell'edizione Garzanti che ho sottomano: è ricca di note esplicative davvero ben fatte e interessanti su tutti gli aspetti della cultura sarda (e non solo) che potrebbero risultare oscuri.

Ho trovato anche particolarmente bella la copertina con la Libecciata di Fattori: Canne al vento, infatti, ha nel vento (visto come sorte) e nei suoi effetti sulle canne il suo tema centrale. Basta solo l'immagine che il titolo riesce …

ha recensito Perché essere felice quando puoi essere normale? di Jeanette Winterson (Scrittori italiani e stranieri / [Mondadori])

Jeanette Winterson: Perché essere felice quando puoi essere normale? (Italian language, 2012, Mondadori) 4 stelle

Nell'autunno del 1975 la sedicenne Jeanette Winterson deve prendere una decisione: rimanere al 200 di …

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4 stelle

La prima cosa che mi viene da dire riguarda a questo libro autobiografico è: Jeanette Winterson ha avuto una vita per la quale valga la pena scrivere un'autobiografia (non si può certo dire di tutte le autobiografie che transitano nelle librerie). La seconda è: quanti danni riesce a fare chi vede la felicità come un peccato capitale dalla quale non c'è redenzione?

Mi ha sempre fatto una pessima impressione chi si ostina a vedere degrado morale nella rilassatezza e nella gioia di vivere: è un modo cupo di campare. C'è già abbastanza dolore nella vita di ognuno, devi anche vedere l'apocalisse dietro ogni angolo?

Eppure è con una madre così che è cresciuta l'autrice, che ha la mia stima per aver cercato di capirla e perdonarla: forse, nei suoi panni, avrei continuato ad avercela con lei per tutta la vita.

Primo libro di Jeanette Winterson che leggo, penso proprio che …

Cordelia Fine: Delusions of Gender : How Our Minds, Society, and Neurosexism Create Difference (2010) 4 stelle

How bogus sex- and gender-related concepts get propagated along the road from social-science labs to …

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4 stelle

Delusions of gender è uno dei quei libri che tutti dovrebbero leggere, se non altro per difendersi dalla mole di informazioni scientifiche (o pseudo tali) che rimbalzano da tutti i media. Quante volte vi è capitato di sentire o leggere di una nuova scoperta che mette in evidenza una differenza tra il cervello dei maschi e quello delle femmine? Tante.

Cordelia Fine, l'autrice di questo libro, ci mette in guardia dal credere ciecamente a questi annunci: ad oggi, è pretenzioso ipotizzare che le differenze neurologiche tra i sessi possano ripercuotersi in differenze di comportamento. In primis, perché potrebbero semplicemente essere due modi diversi di giungere allo stesso risultato. Poi, non abbiamo conoscenze sufficientemente approfondite da poter sapere con certezza che l'utilizzo di una certa area del cervello porti invariabilmente a un certo comportamento psicologico.

Inoltre, e su questo Cordelia Fine si concentra, molti dei comportamenti, delle differenze tra i …

ha recensito Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli (Oscar Mondadori)

Ugo Riccarelli: Il dolore perfetto (Italian language, 2005, Arnoldo Mondadori) 4 stelle

Alla fine dell'Ottocento un uomo parte da una città del Sud, una Sapri ancora fresca …

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4 stelle

Il dolore perfetto, Premio Strega 2004, parla di due famiglie alle prese con le proprie vite capricciose: queste, infatti, non vanno come avrebbero dovuto – o, perlomeno, come i loro possessori si erano immaginati.

La ricca famiglia dell'Ulisse e la modesta famiglia del Maestro sembrano proprio destinate a non incrociarsi mai, non solo per la differenza di ceto, ma anche, e forse soprattutto, per la differenza di valori. L'Ulisse, infatti, è un uomo concreto e materiale (sceglie sua moglie come sceglierebbe una scrofa), mentre il Maestro è una figura allo stesso tempo piena di ideali e idealizzata (basti pensare al fatto che viene sempre chiamato con il suo titolo e mai per nome).

Entrambi subiranno enormi delusioni: l'Ulisse si renderà conto di aver scelto male la sua sposa. Nel cercare la perfezione fisica di una donna buona a fare figli e docili, si è ritrovato con una moglie persa …

ha recensito Paesi tuoi di Cesare Pavese (Gli Oscar)

Cesare Pavese: Paesi tuoi (Paperback, Italian language, 1970, A. Mondadori) 4 stelle

Prima prova narrativa di Pavese, Paesi tuoi venne pubblicato nel 1941 e suscitò immediatamente scandali …

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4 stelle

Paesi tuoi è un libro dal sapore antico: ci riporta indietro in un tempo in cui campagna e città erano davvero i due mondi inconciliabili de Il topo di città e il topo di campagna di Esopo.

Berto e Talino si sono incontrati in prigione: il primo è un torinese avvezzo alla vita cittadina, mentre il secondo è un contadino. Già nella descrizione del loro comportamento all'uscita dal carcere avvertiamo la dicotomia città/campagna. Talino è palesemente impacciato davanti alle dinamiche cittadine così familiari a Berto, che, nei suoi pensieri, non fa che compatire l'ignoranza del compagno.

La situazione, però, si capovolge dal momento in cui Berto si lascia convincere ad andare a casa di Talino, allettato da un lavoro certo. Le dinamiche della campagna e, in particolare, della famiglia di Talino disorientano Berto – e, insieme a lui, anche noi lettori siamo sconcertati da ciò che avviene in quella famiglia. …

ha recensito L'ascensore ansiogeno di Daniel Handler (Una serie di sfortunati eventi, #6)

Daniel Handler: L'ascensore ansiogeno (Italian language, 2002) 4 stelle

The Ersatz Elevator is the sixth novel of the children's novel series A Series of …

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4 stelle

Sesta, sfortunata avventura per i fratelli Baudelaire, che questa volta hanno a che fare con la volatilità della moda. O, per essere più precisi, di ciò che è in e di ciò che è out.

Stavolta, infatti, finiscono nelle mani di una coppia mal assortita: lei, Esmé, è una patita delle mode ed è pronta a fare qualunque cosa per stare al loro passo, compreso adottare tre orfani; suo marito Jerome, invece, è succube ai suoi capricci modaioli. Come al solito, nessuno si accorge che il Conte Olaf riesce nuovamente a intrufolarsi nelle vite dei Baudelaire...

Per contro, Violet, Klaus e Sunny cercano di trovare il significato di VF, il misterioso indizio lasciato loro dai trigemini Pantano, che, tra l'altro, sono ancora tra le grinfie del malvagio Conte Olaf...

ha recensito L'atroce accademia di Daniel Handler (Una serie di sfortunati eventi, #5)

Daniel Handler, Lemony Snicket: L'atroce accademia (Paperback, Italian language, 2002, Salani) 4 stelle

The Austere Academy is the fifth novel in the children's novel series A Series of …

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4 stelle

Ridendo (poco) e scherzando (ancora meno), sono arrivata al quinto volume di questa serie.

In un certo senso (molto lato), in questo episodio i fratelli Baudelaire hanno una certa dose di fortuna: incontrano i loro primi amici, i trigemini Pantano. Certo, poi devono avere a che fare con una scuola degna del peggiore degli incubi, ma almeno non sono più soli (per un po').

I trigemini Pantano, inoltre, daranno ai Baudelaire (e a noi lettori) il primo indizio che ci dà a intendere che il Conte Olaf (sì, compare anche qui con un altro dei suoi travestimenti) e i suoi sgherri hanno in mente qualcosa di peggio che rendere la vita impossibile a tre bambini. Non vedo l'ora di saperne di più.