Baylee ha finito di leggere Adiaphora di Daniela Barisone

Adiaphora di Daniela Barisone
Il termine adiaphora (dal greco ἀδιάφορα, “cose indifferenti”) era un concetto usato dalla filosofia stoica per indicare cose che sono …
Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.
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37% completato! Baylee ha letto 30 di 80 libri.

Il termine adiaphora (dal greco ἀδιάφορα, “cose indifferenti”) era un concetto usato dalla filosofia stoica per indicare cose che sono …
Questo romanzo è in perfetto stile Showalter: via le c*e serie, fate largo a tanto sano divertimento. Quindi non aspettatevi approfondimento psicologico, personaggi di spessore, riflessioni sui massimi sistemi della vita. Qui si ride, gente. E tanto!
Naomi è una donna tanto delusa dagli uomini che potrebbe fare la promoter della castrazione chimica maschile. Ben decisa a non dare mai più credito all'altro sesso, è costretta a rivedere alcune delle sue priorità dopo l'incontro con il bel miliardario Royce Powell, che ha tutta l'intenzione di renderla sua moglie.
Credo di essere morta dalle risate leggendo i commenti a tutta questa faccenda delle due gemelle - nonché migliori amiche di Naomi - Kera e Mel. Un'accoppiata fantastica.
«Che ne dici di questo?» Kera mi mostrò un completo color menta. «È scontato del cinquanta per cento.» «Ma è sempre verde» dissi esasperata. Perché non mi davano ascolto? «Sorellina, vola in …
Questo romanzo è in perfetto stile Showalter: via le c*e serie, fate largo a tanto sano divertimento. Quindi non aspettatevi approfondimento psicologico, personaggi di spessore, riflessioni sui massimi sistemi della vita. Qui si ride, gente. E tanto!
Naomi è una donna tanto delusa dagli uomini che potrebbe fare la promoter della castrazione chimica maschile. Ben decisa a non dare mai più credito all'altro sesso, è costretta a rivedere alcune delle sue priorità dopo l'incontro con il bel miliardario Royce Powell, che ha tutta l'intenzione di renderla sua moglie.
Credo di essere morta dalle risate leggendo i commenti a tutta questa faccenda delle due gemelle - nonché migliori amiche di Naomi - Kera e Mel. Un'accoppiata fantastica.
«Che ne dici di questo?» Kera mi mostrò un completo color menta. «È scontato del cinquanta per cento.» «Ma è sempre verde» dissi esasperata. Perché non mi davano ascolto? «Sorellina, vola in Colorado con Royce Powell» disse Mel, «non partecipa a un congresso di libraie sessualmente represse.» Kera ridacchiò. «Hai ragione.» «Pensa a qualcosa di disinibito, di sexy.» «Non voglio sedurlo» annunciai. «Non dire stronzate» replicarono all'unisono.
Per non parlare di Gloria, la madre di Naomi, e il suo patrigno Jonathan, psicoterapeuta deciso a psicanalizzarle ogni aspetto della vita...
«Naomi?» Poi un silenzio sorpreso. «C'è qualcosa che non va? Cosa c'è che non va? Lo so che qualcosa non va.» «Va tutto bene, mamma. Volevo solo sentire la tua voce.» «Gloria, che succede?» chiese il mio patrigno in sottofondo. «È Naomi. Dice che mi ha chiamata solo per chiacchierare un po'.» «Per chiacchierare? A quest'ora? C'è qualcosa che non va.» Mia madre sospirò. «Non so. Dammi un minuto per scoprirlo.» «Va bene, ma poi voglio parlarle anch'io.»

Una vera tigre sa come mettersi in mostra. Avanza a testa alta, con il petto in fuori e l'aria di …
Gena Showalter è una delle autrici alle quali ricorro quando ho voglia di farmi qualche sana risata ed è il motivo per cui mi piace così tanto. Quindi ho iniziato a leggere Audaci fantasie con certe aspettative, che sono state – purtroppo – in gran parte deluse. Credo che questo dipenda da due fattori.
In primis, le battute di spirito. La Showalter ne è maestra, ma qui le ho trovate trite e ritrite e tutte in linea con Gli uomini sono tutti maiali. Alcune sono divertenti (soprattutto quelle che segnano l'inizio di ogni capitolo), ma alla lunga il leitmotiv è logorante.
Poi i protagonisti non mi sono entrati sottopelle. Jillian è una donna profondamente delusa e sfiduciata verso gli uomini a causa del tradimento del padre nei confronti di sua madre, ma questo aspetto, per quanto emerga spesso nella narrazione, non colpisca come dovrebbe il lettore. Mi è …
Gena Showalter è una delle autrici alle quali ricorro quando ho voglia di farmi qualche sana risata ed è il motivo per cui mi piace così tanto. Quindi ho iniziato a leggere Audaci fantasie con certe aspettative, che sono state – purtroppo – in gran parte deluse. Credo che questo dipenda da due fattori.
In primis, le battute di spirito. La Showalter ne è maestra, ma qui le ho trovate trite e ritrite e tutte in linea con Gli uomini sono tutti maiali. Alcune sono divertenti (soprattutto quelle che segnano l'inizio di ogni capitolo), ma alla lunga il leitmotiv è logorante.
Poi i protagonisti non mi sono entrati sottopelle. Jillian è una donna profondamente delusa e sfiduciata verso gli uomini a causa del tradimento del padre nei confronti di sua madre, ma questo aspetto, per quanto emerga spesso nella narrazione, non colpisca come dovrebbe il lettore. Mi è sembrato «annegare» nelle battutine contro il sesso opposto che Jillian e Marcus, il protagonista maschile, si scambiano/rinfacciano. Lo stesso si può dire di Marcus, lasciato dalla ex per un medico panciuto e più vecchio. L'analisi del suo rapporto con la ex emerge qua e là, ma non riesce a far presa nella mente del lettore. E tutto questo ostacola l'empatia, facendo risultare il romanzo scialbo.
Molto divertente – e in perfetto stile Showalter – il personaggio di Georgia, migliore amica di Jillian, che si rasa a zero capelli e sopracciglia per vedere se il suo spasimante è capace di amarla e apprezzarla lo stesso.

È il suo destino, il suo marchio inconfondibile, la sua unica colpa, o semplicemente il suo mestiere, sta di fatto …
E alla fine, nel volume conclusivo della trilogia, tutti i nodi vengono al pettine. Tutto ciò che mi aveva lasciata perplessa nei primi due volumi emerge con prepotenza ne Il canto della rivolta.
Katniss non è neanche più un'eroina. Passa l'80% del libro in stato catatonico, in ospedale o a vagare senza meta qua e là. Continua a farsi milioni di domande, a non capire quello che succede e a farsi manovrare dagli altri. Decisamente l'opposto di quello che sarebbe stato lecito aspettarsi da lei.
Continuo a ritenere Gale un personaggio irrilevante. Non sono mai riuscita a vederlo come protagonista maschile e ho trovato ridicole e fondate sul nulla le sue idee integraliste e guerrafondaie. Alla Collins serviva soltanto un personaggio dal grilletto facile ed eccolo lì.
Su Peeta non so che cosa dire. L'evoluzione della sua storia mi è sembrata una pallida imitazione di quello che accade al …
E alla fine, nel volume conclusivo della trilogia, tutti i nodi vengono al pettine. Tutto ciò che mi aveva lasciata perplessa nei primi due volumi emerge con prepotenza ne Il canto della rivolta.
Katniss non è neanche più un'eroina. Passa l'80% del libro in stato catatonico, in ospedale o a vagare senza meta qua e là. Continua a farsi milioni di domande, a non capire quello che succede e a farsi manovrare dagli altri. Decisamente l'opposto di quello che sarebbe stato lecito aspettarsi da lei.
Continuo a ritenere Gale un personaggio irrilevante. Non sono mai riuscita a vederlo come protagonista maschile e ho trovato ridicole e fondate sul nulla le sue idee integraliste e guerrafondaie. Alla Collins serviva soltanto un personaggio dal grilletto facile ed eccolo lì.
Su Peeta non so che cosa dire. L'evoluzione della sua storia mi è sembrata una pallida imitazione di quello che accade al protagonista di 1984 di Orwell. Le modalità con le quali si riprende mi sono sembrate del tutto inverosimili.
Haymitch continua ad essere il mio personaggio preferito, insieme a Finnick, veri e coerenti antieroi di questa trilogia. La storia dal loro punto di vista sarebbe stata decisamente più interessante.
E a proposito della storia... la prima metà del romanzo è noiosissima. Non succede praticamente niente, a parte trucco&parrucco, riprese di spot propagandistici e interminabili dilemmi di Katniss. Nella seconda metà ci troviamo invece di fronte ad un sacco di splatter... tanto esagerato e poco credibile (scene che, se fossimo davanti ad un teleschermo, chiameremmo "inutile spreco di conserva di pomodoro").

Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel …
Mi è difficile trovare le parole per recensire questo libro - uno dei miei preferiti. Ogni volta che rileggo questa lunga lettera provo emozioni così forti da rendere molto difficile la loro traduzione in parole.
Ciò che ha subito quest'uomo e il modo un cui è arrivato a guardare alla sua terribile esperienza - anche se come work in progress - suscitano in me grande ammirazione. Oscar Wilde, come dice lui stesso, aveva tutto - genio, un nome illustre, un'alta posizione sociale, una mente brillate, ardire intellettuale - e tutto ha perso.
Dal carcere di Reading lo vediamo mostrarci tutti gli stadi del dolore che ha attraversato e ancora attraversa per dare un senso e per accettare quel processo che lo ha condannato a due anni di lavori forzati. Quell'accusa infamante - allora - e il disprezzo della "gente ignorante e piena di pregiudizi".
A questo punto, potrei parlare dell'amore …
Mi è difficile trovare le parole per recensire questo libro - uno dei miei preferiti. Ogni volta che rileggo questa lunga lettera provo emozioni così forti da rendere molto difficile la loro traduzione in parole.
Ciò che ha subito quest'uomo e il modo un cui è arrivato a guardare alla sua terribile esperienza - anche se come work in progress - suscitano in me grande ammirazione. Oscar Wilde, come dice lui stesso, aveva tutto - genio, un nome illustre, un'alta posizione sociale, una mente brillate, ardire intellettuale - e tutto ha perso.
Dal carcere di Reading lo vediamo mostrarci tutti gli stadi del dolore che ha attraversato e ancora attraversa per dare un senso e per accettare quel processo che lo ha condannato a due anni di lavori forzati. Quell'accusa infamante - allora - e il disprezzo della "gente ignorante e piena di pregiudizi".
A questo punto, potrei parlare dell'amore tra Lord Douglas e Oscar Wilde, se c'è stato e da parte di chi dei due o di entrambi. Potrei parlare dell'aspetto psicologico. Potrei parlare di omofobia. O potrei parlare di vergogna, di umiliazione, di senso di colpa, di bisogno di redenzione, di consapevolezza che, dopo quello scandalo, non ci sarà più un posto per lui nella società. Ma in realtà sarebbe tutta aria fritta, parole vuote di chi si è letta questo libro stando comodamente seduta a casa.
Quello che mi sento di dire è: leggete questo libro con il cuore aperto e riflettete su ciò che è stato.
Il vizio supremo è la superficialità. Tutto ciò che si capisce è giusto.

Scritta da Wilde al suo amato "Bosie" (Lord Alfred Douglas) mentre si trovava in carcere, questa lettera contiene i ricordi …

Strutturato come un affresco polifonico, con vari personaggi che raccontano ciascuno il proprio punto di vista, il romanzo riscopre fonti …

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