Baylee ha finito di leggere La sinistra segheria di Daniel Handler

La sinistra segheria di Daniel Handler
"La sinistra segheria" è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono …
Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.
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37% completato! Baylee ha letto 30 di 80 libri.

"La sinistra segheria" è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono …
In questo secondo volume della serie, ho avuto modo di apprezzare il modo in cui Lemony Snicket delinea la difficoltà di incontro tra due mondi: quello dei bambini e quello degli adulti.
Quell'affermazione che si sente tanto spesso, “non bisogna dimenticarsi di esser stati bambini”, non è poi così banale. Soprattutto se i bambini si accorgono di qualcosa che noi siamo troppo distratti per notare.
Il signor Poe non è cattivo, ma è così pieno di buone intenzioni da non accorgersi in quale direzione dovrebbe indirizzare i suoi sforzi (una sorta di donna Prassede in pantaloni). I tre orfani Baudelaire, invece, si accorgono subito che il Conte Olaf è riuscito a entrare di nuovo nelle loro vite: i bambini hanno una chiara e netta differenza tra Bene e Male.
Violet, Klaus e Sunny avranno dunque un bel daffare per convincere gli adulti del travestimento del Conte Olaf e dovranno trovare …
In questo secondo volume della serie, ho avuto modo di apprezzare il modo in cui Lemony Snicket delinea la difficoltà di incontro tra due mondi: quello dei bambini e quello degli adulti.
Quell'affermazione che si sente tanto spesso, “non bisogna dimenticarsi di esser stati bambini”, non è poi così banale. Soprattutto se i bambini si accorgono di qualcosa che noi siamo troppo distratti per notare.
Il signor Poe non è cattivo, ma è così pieno di buone intenzioni da non accorgersi in quale direzione dovrebbe indirizzare i suoi sforzi (una sorta di donna Prassede in pantaloni). I tre orfani Baudelaire, invece, si accorgono subito che il Conte Olaf è riuscito a entrare di nuovo nelle loro vite: i bambini hanno una chiara e netta differenza tra Bene e Male.
Violet, Klaus e Sunny avranno dunque un bel daffare per convincere gli adulti del travestimento del Conte Olaf e dovranno trovare delle prove per essere creduti: per fortuna, sono tutti e tre ben determinati e pieni di risorse!

La vicenda di questo libro può apparire lieta all'inizio, con i ragazzi Baudelaire in compagnia di alcuni rettili molto interessanti …
Diversi anni fa vidi il film tratto da questa fortunata serie e misi nella mia WL i libri. Come purtroppo accade a molti libri, vi sono rimasti per tanti anni, finché non mi sono ricordata che, prima di invecchiare ulteriormente, sarebbe stato il caso di leggerli.
Non credo, tuttavia, che il mio giudizio sull'opera di Lemony Snicket avrebbe risentito della mia età in crescita: Un infausto inizio è un libro capace di farsi amare anche dai più grandi. Immagino che un sacco di genitori lo scambierebbero volentieri con il diario di Violetta.
Un infausto inizio ha i due elementi fondamentali per piacere ai ragazzini: tre protagonisti con i quali solidarizzare e muniti di una dote speciale che permetterà loro di cavarsi d'impiccio; un cattivo veramente, veramente, ma veramente spaventoso. Il Conte Olaf rischia di farmi avere gli incubi di notte quanto il più spaventoso film horror vietato ai minori di …
Diversi anni fa vidi il film tratto da questa fortunata serie e misi nella mia WL i libri. Come purtroppo accade a molti libri, vi sono rimasti per tanti anni, finché non mi sono ricordata che, prima di invecchiare ulteriormente, sarebbe stato il caso di leggerli.
Non credo, tuttavia, che il mio giudizio sull'opera di Lemony Snicket avrebbe risentito della mia età in crescita: Un infausto inizio è un libro capace di farsi amare anche dai più grandi. Immagino che un sacco di genitori lo scambierebbero volentieri con il diario di Violetta.
Un infausto inizio ha i due elementi fondamentali per piacere ai ragazzini: tre protagonisti con i quali solidarizzare e muniti di una dote speciale che permetterà loro di cavarsi d'impiccio; un cattivo veramente, veramente, ma veramente spaventoso. Il Conte Olaf rischia di farmi avere gli incubi di notte quanto il più spaventoso film horror vietato ai minori di diciotto anni.

Cari lettori, gli orfani Baudelaire sono graziosi e intelligenti, ma la loro vita, mi spiace dirlo, è piena di sfortuna. …
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo scoprire che Cormoran Strike mi è mancato più di quanto pensassi. Ho trovato la lettura de Il baco da seta avvincente e intrigante, tanto che me lo sono divorato in tre giorni.
Un po' strano se si pensa che le mie impressioni su Il baco da seta assomigliano molto a ciò che dissi a suo tempo de Il richiamo del cuculo, primo libro della serie.
Anche questa volta, infatti, non posso dire che il finale sia stato una rivelazione che mi abbia lasciata a bocca aperta: tuttavia, mi sono sentita maggiormente coinvolta nelle indagini e, soprattutto, nella vita di Cormoran e della sua assistente, Robin. Questo mio interessamento nei confronti dei protagonisti mi ha fatto divorare una pagina dopo l'altra, fino alla conclusione, che mi ha lasciato addosso una gran voglia di leggere ancora di questi due.

Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l’investigatore privato Cormoran Strike. Sulle prime crede che suo marito se …
Inizio a pensare di avere un problema con Jeffrey Eugenides. Come per Middlesex, infatti, non posso dire che il romanzo non mi sia piaciuto: posso solo dire che non è riuscito a far breccia nei miei sentimenti. Apprezzo molto le idee che stanno nel romanzo, ma queste non hanno smosso niente dentro di me.
Avrei voluto solidarizzare con le sorelle nella loro prigione e con i ragazzi ossessionati da loro, ma non ci sono riuscita. Salvo qualche sprazzo di interesse, dovuto alle possibili spiegazioni su quanto stava accadendo e agli effetti dei suicidi sui giovani del quartiere, la prosa di Eugenides non è riuscita a coinvolgermi.
Ho continuato a leggere con la speranza che accadesse qualcosa capace di accendere tutto il mio interesse, ma purtroppo non è accaduto. Forse l'ho letto nel periodo sbagliato; forse un giorno gli darò un'altra chance.

Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle …
@cape_taun no, non lo conosco, ma è una storia interessante, immagino che arrangiata diversamente possa colpire molto di più.
@cape_taun potrebbe essere un mattonazzo storico da spiaggia: nessuna pretesa, solo intrattenimento mentre un po' ti godi la vista del mare e un po' presti attenzione a seguire l'ombra dell'ombrellone.
@cape_taun diciamo che io un po' partivo svantaggiata dal fatto che non ho una particolare predilezione per le saghe familiari e perché speravo che l'elemento queer fosse più presente.

«Te lo si conta noi, com’è che andò. Noi che s’era in Piazza Rivoluzione. Qualchedun altro te lo conterebbe – …
Ho visto questo libriccino in biblioteca e il suo tema ha immediatamente solleticato la mia curiosità: i sette peccati capitali (avarizia, lussuria, invidia, superbia, gola, ira e accidia) analizzati da un punto di vista neurologico.
L'autrice indaga sul perché questi sette peccati abbiano resistito al passare del tempo e sul perché sia così facile cedere alle loro lusinghe. Margriet Sitskoorn cita casi clinici e ci spiega con grande semplicità quali aree cerebrali si attivano in corrispondenza di ogni peccato e come ognuno di questi affondi le sue radici nell'evoluzione umana.
Un libro davvero molto interessante, mai noioso e capace di mettere alla prova l'opinione che il lettore ha di se stesso. L'unica pecca è la sua brevità: mi sarebbe piaciuto davvero che l'autrice approfondisse maggiormente l'analisi di ogni peccato, ma, per il resto, è un libro che consiglierei a chiunque sia incuriosito dall'argomento.

Si può peccare in im'infinità di modi. C'è chi per avidità porta gli altri alla rovina, chi si abbandona all'ira, …