Recensioni e commenti

Baylee

lasiepedimore@lore.livellosegreto.it

Registrato 3 anni, 6 mesi fa

Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.

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ha recensito Un albero cresce a Brooklyn [microform] di Betty Smith (Le Najadi, collezione di grandi narratori ; v. 9)

Betty Smith: Un albero cresce a Brooklyn [microform] (Italian language, 1944, J. Sapi) 4 stelle

È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della …

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4 stelle

Non essendo nata con la camicia, il mito del self-made man (quello che alla fine ce la fa, non importa quante avversità debba fronteggiare) ha sempre avuto appeal su di me.

Così è stato anche con Un albero cresce a Brooklyn, la storia di Francie e della sua famiglia, che cercano di tirare avanti e migliorarsi a dispetto della loro sfortunata partenza. Tutti i personaggi di questa famiglia sono interessanti e con le loro caratteristiche peculiari: dalla femminilità pericolosa di Sissy alla granitica forza di Katie; dal sognatore Johnny alla fedele Mary.

Tutti i membri di questa famiglia puntano con forza verso l'obiettivo: far studiare i figli. A partire dalla nonna, nelle loro menti è stata ben instillata l'importanza dell'istruzione, a cominciare dall'alfabetizzazione: così, noi lettori li vediamo avvicinarsi alla meta un passetto – e tanti sacrifici – alla volta, da una generazione all'altra.

Siamo nei primi anni del …

ha recensito Il cappotto di astrakan di Piero Chiara (Scrittori italiani e stranieri)

Piero Chiara: Il cappotto di astrakan (Italian language, 1978, A. Mondadori) 4 stelle

Si capisce che per Chiara l'esperienza più alta è quella che sintetizza lo stare e …

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4 stelle

Sono approdata a Piero Chiara partendo da Andrea Vitali, cioè facendo esattamente il percorso contrario, dato che il primo è “maestro” del secondo. In ogni caso, sono felice di averlo fatto!

Appare, infatti, fin da subito evidente perché Chiara sia il maestro di Vitali – e non solo per un fatto temporale: Chiara ha la stoffa del grande narratore e la sua prosa è decisamente più ricca e densa di significati di quella di Vitali. Quest'ultimo alla fine ci presenta una serie di personaggi che sono delle macchiette e il lettore non riesce mai a prenderli veramente sul serio. Chiara, invece, intesse sì ironia nel suo romanzo, ma riesce a intrecciarci insieme una malinconia che dà ampio respiro alla sua storia. Sì, è vero, si parla di un giovane di provincia che parte per Parigi in cerca di avventure (per poter fare poi lo splendido con gli amici del bar), …

Cormac McCarthy: La strada (Italiano language, 2014, Einaudi) 4 stelle

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del …

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4 stelle

Senza dubbio, uno dei romanzi più angoscianti che abbia letto nella mia vita, tanto che ho dovuto “riprender fiato” con altre letture.

I protagonisti sono un padre e un figlio: si ritrovano in un mondo devastato con nient'altro che il legame dell'uno con l'altro. La narrazione è stringata e rende (molto) bene l'urgenza di provvedere alle necessità impellenti di questi due sopravvissuti, dal cibo al calore. Il mondo attorno a loro è desolato, polveroso e attraversato da predoni cannibali: padre e bambino non possono far altro che appoggiarsi a vicenda, sostenendo la reciproca voglia di vivere. Una vita che stenta a trovare il senso del vivere quando ogni cosa sembra morta.

Leggendo, non riuscivo a togliermi dalla mente Se questo è un uomo di Primo Levi. C'è un capitolo in cui Levi cerca di ricordarsi il Canto XXVI dell'Inferno di Dante per poterlo tradurre e spiegare ad uno dei …

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3 stelle

Amy Lane mi piace molto come autrice: perfetta per quando vuoi prendere le tue emozioni e dar loro una bella scrollata. Infatti, anche questa volta non sono rimasta delusa: la parte emotiva del romanzo funzionava benissimo. Ciò che mi ha lasciata perplessa è stata l'ambientazione e gli ologrammi.

Per quanto riguarda l'ambientazione, stiamo parlando di un romanzo di fantascienza che si svolge in un pianeta al di fuori del sistema solare. Ergo, il lettore si sarebbe aspettato qualche spiegazione al riguardo. Invece, niente. O meglio, Amy Lane dà per scontato che il lettore sappia in quale ambiente si muovano i suoi personaggi.

Ora, io sono una fan del mostrare a scapito del descrivere, ma un autore non può pensare di catapultare il suo lettore su un altro pianeta senza dargli uno straccio di spiegazione. Il lettore avverte un certo vuoto mentre legge: non sono mai riuscita a visualizzare i luoghi …

ha recensito Bloody claws di Winter Pennington (Kassandra Lyall preternatural investigator series -- bk. 3)

Winter Pennington: Bloody claws (2012, Bold Strokes Books) 3 stelle

Yule is a time to celebrate the rebirth of the light, but for Preternatural Private …

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3 stelle

Sono lieta di poter affermare che Winter Pennington sta proprio migliorando: l'approfondimento psicologico dei suoi personaggi è stato davvero buono in Bloody Claws e la trama strutturata in modo più sapiente.

Il rapporto tra Kassadra e Lenorre va avanti, si consolida sempre di più e riserva anche delle sorprese... confesso che “l'intromissione” di Eris mi ha meravigliata. Non tanto per il modo, quanto per i gusti sessuali di Kassandra, che la Pennington ci aveva presentato come convenzionali. Vedi, vedi, le acque chete sono sempre le più pericolose!

Abbiamo anche diverse scenette con il detective Arthur Kingfisher, ex-collega di Kassadra – nonché grande spasso per il lettore. Leggere interagire Arthur e Kassandra è un vero spasso, ma non c'è solo questo: quando sarà il momento, Arthur si confermerà un ottimo amico.

Certo il personaggio che in Bloody Claws mi ha colpito di più è stata Rosalin. Lo spessore che raggiunge è …

Joël Dicker: La verità sul caso Harry Quebert (Paperback, 2013, Bompiani) 4 stelle

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2 stelle

La curiosità uccise il gatto: ci sono momenti in cui lo penso anche di me stessa. È da tempo che vedo questo romanzo dovunque e il rating su Goodreads avrebbe dovuto insospettirmi, ma niente, la mia curiosità l'ha sempre vinta – mannaggia a lei. Certo, è grazie alla curiosità che si imparano tante cose nuove, ma è anche per colpa sua che mi imbatto in libri dei quali avrei fatto anche a di meno.

Il progetto di La verità sul caso Harry Quebert è ambizioso (almeno quanto il suo protagonista): un giallo metaletterario condito con un amore impossibile. Se Dicker fosse riuscito nel suo intento, avrebbe davvero scritto un capolavoro. Peccato che le pecche siano diverse e piuttosto rilevanti.

Il giallo è passabile. A parte la noia della prima metà (purtroppo non trascurabile visto che parliamo di 390 pagine circa), difficilmente il lettore riesce a ricostruire con esattezza quello che …

Paolo Di Paolo: Mandami tanta vita (Italian language, 2013) 2 stelle

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2 stelle

Mi aspettavo un gran bel romanzo e forse lo sarebbe stato se avessi avuto più pazienza. Mandami tanta vita si prefigge di mostrarci il baratro sul quale stanno in bilico i giovani: quanto è difficile capire dove si vuole andare e – soprattutto – chi può aiutarti?

La storia è davvero meritevole (e capisco l'interesse del compianto Tabucchi): da una parte il giovane impegnato e antifascista che vorrebbe “spaccare il mondo”, ma non può a causa della salute cagionevole; dall'altra, abbiamo Moraldo, studente in cerca di se stesso e perso tra le infinite possibilità.

Ho ammirato il modo (drammatico) in cui Di Paolo ha fatto entrare il fascismo nelle vite dei due giovani: Piero costretto ad andare a Parigi, Moraldo costretto a rivalutare il suo amico, che fino a quel momento gli era parso infallibile.

Quello che davvero non mi è andato giù è stato lo stile dell'autore. Non mi …

ha recensito Galeotto fu il collier di Andrea Vitali (Narratori moderni)

Andrea Vitali: Galeotto fu il collier (Italian language, 2012, Garzanti) 4 stelle

Lidio Cervelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata …

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3 stelle

Vitali ci sa fare, ragazzi. Eccome se ci sa fare. Di lui ho già letto Olive comprese: stessa provincia, stessi provinciali. Eppure ti ritrovi a divorarlo fino alle fine.

Saranno i capitoli brevissimi (a volte neanche una pagina), saranno le descrizioni ridotte all'osso e i dialoghi imperanti o sarà l'ironia che pervade l'intero romanzo, ma Vitali si fa leggere volentieri. E tutto d'un fiato. Anche perché, se indugiate troppo, rischiate di confondervi con tutti i nomi che il signor Vitali spara uno dietro l'altro senza troppe cerimonie.

Galeotto fu il collier è una storia di sogni giovanili e ingenuità fanciullesca. Quella che ti fa pensare di essere il più furbo e di essere in grado di farla in barba a chi sa come gira il mondo (il quale a sua volta dovrebbe sapere che la ruota gira per tutti... anche per lui...).

Il tutto in pieno fascismo, ridimensionato a …

ha recensito Cartagena di Valerio Evangelisti (Strade blu)

Valerio Evangelisti: Cartagena (Italian language, 2012, Mondadori) 3 stelle

Nel 1697 Luigi XIV è impegnato nell'ennesima guerra, detta dei Nove Anni. Per rimpinguare le …

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3 stelle

Nell'ultimo libro del Ciclo dei Pirati, Evangelisti si ricorda finalmente di avere a che fare con i pirati e scende dalla cattedra. Cartagena. Gli ultimi della Tortuga è, infatti, il romanzo meglio riuscito del ciclo.

I personaggi continuano a non essere chissà quanto caratterizzati, ma il loro essere più “autonomamente” interessanti del solito rende le vicende assai appassionanti. Innanzi tutto, il protagonista, Martin d'Orlhac, non è solito filosofeggiare: l'intero romanzo ne ha giovato. Oltretutto, ha un passato non proprio onorevole e si sente suo malgrado interessato allo stile di vita dei pirati.

Molto affascinante la figura di Ducasse, personaggio forte e leader ben più memorabile di De Grammont (anche se ha fatto arrestare Lorencillo... riesco a perdonarlo solo per ciò che accade nel finale).

Anche qui ritroviamo una donna tentatrice, Teresa: una str* che mi è rimasta antipatica fin dalla sua prima apparizione, insieme a suo marito. È …

ha recensito Veracruz di Valerio Evangelisti (Strade blu)

Valerio Evangelisti: Veracruz (Italian language, 2009, Mondadori) 3 stelle

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3 stelle

Secondo volume de Il Ciclo dei Pirati, ma in realtà prequel di Tortuga, Veracruz rimane sullo stesso livello del suo precedente: si legge in un soffio, ma non è che rimanga granché.

Come ho già detto per Tortuga, avrei preferito più azione e meno riflessioni filosofiche sulla natura umana: anche questa volta, mi sono sembrate quasi superflue. Credo inoltre che Evangelisti dovrebbe imparare a dosare meglio le informazioni: dubito che, rivoltagli una domanda, un pirata fuorilegge e probabilmente analfabeta diventi una specie di professore e si metta a descrivere, raccontare e spiegare con tanta perizia.

Altro elemento di perplessità è stata doña Gabriela che, nel suo rapporto con Macary, il pirata protagonista, ricorda quello tra Rogério e la schiava in Tortuga, sebbene le due vicende si rivelino diverse.

Ancora una volta manca una caratterizzazione convincente dei personaggi e ribadisco che è un peccato: un capitano matto …

Anne Cain, A. B. Gayle, Fran Macciò: Rosso e Grigio (Italian language, 2014, Dreamspinner Press) 3 stelle

Un libro della serie ‘Gli opposti si attraggono”.

Appena arrivato dai boschi del Minnesota, lo …

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3 stelle

Un romance molto più lento e “rilassato” del solito: prima che inizi la storia tra i due protagonisti abbiamo una sorta di preambolo diviso in due parti. La prima parte ci racconta di come Ben e Adrian si conoscono ed è narrata dal punto di vista del primo. La seconda parte, invece, è narrata dal punto di vista di Adrian, ma racconta gli stessi fatti della prima. Onore al merito, A.B. Gayle fa smutandare il lettore dalla noia: è riuscita a non raccontare le stesse cose, ma a dosare dettagli diversi nelle due parti, in modo da non narrare in modo noiosamente speculare una stessa vicenda.

Dopo il “preambolo”, abbiamo la terza parte, dove i punti di vista di Adrian e Ben si avvicendano e ha inizio la loro storia – o perlomeno l'interesse reciproco. Essendo una serie basata sul principio che gli opposti si attraggono, Ben è allegro, gioviale …

ha recensito Tortuga di Valerio Evangelisti (Strade blu)

Valerio Evangelisti: Tortuga (Italian language, 2008, Mondadori) 3 stelle

Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti …

Review of 'Tortuga' on 'Goodreads'

3 stelle

Tortuga è uno di quei romanzi che si leggono quando si ha voglia di avventure assai scomode mentre si sta al calduccio e al sicuro. Di per sé, infatti, il romanzo non presenta chissà quale profondità, a dispetto forse della volontà dell'autore.

Infatti, un paio di personaggi si dilettano nel parlare di filosofia, rispolverando pure il vecchio Hobbes, ma le riflessioni non attaccano. Forse perché il tema è troppo trito e avrei preferito più avventura e meno chiacchiere. Ormai lo sanno anche i muri che l'immagine romantica del pirata è una panzana (a dispetto di Emilio Salgari e Jack Sparrow): quindi tutta questa attenzione alla violenza e alla crudeltà piratesca volta all'analisi della natura umana (buona o cattiva?) non mi ha colpito più di tanto.

E crudeltà e violenze se ne vedono molte: è un romanzo sconsigliato a chi si impressione facilmente. Sangue e budella ovunque, sia nelle scene di …

Rudyard Kipling: The Light That Failed (Paperback, 2005, Stevens Publishing) 1 stella

So we settled it all when the storm was done As comf'y as comf'y could …

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1 stella

Questo romanzo è il classico esempio di come non sia sufficiente una storia per scrivere un (buon) libro. Il punto di partenza di ogni scrittore dovrebbe essere la perfetta padronanza della lingua italiana.

Punto primo: il lessico. Scrivere un buon libro non significa riempirlo di paroloni altisonanti e inusuali. Non è una gara a chi conosce più parole rare e, a meno che non siate davvero molto bravi, vi sconsiglio fortemente il linguaggio aulico. Probabilmente l'unico risultato che otterrete sarà l'ilarità.

Avendo a disposizione secoli di esperienza un elfo tipico raggiungeva una saggezza e un sapere quasi puri, riusciva a guardare al di là della realtà contingente in continuo mutamento e del processo storico […].
Gli umani invece erano pratici: le loro conoscenze erano tutte volte a migliorare la qualità della loro vita presente e materiale, non avevano il tempo di meditare sulle trascendenze presi dal lavoro e dall’incalzare della …

ha recensito I primi tre minuti di Steven Weinberg (Oscar Saggi -- 59)

Steven Weinberg: I primi tre minuti (Italian language, 1995, Mondadori) 3 stelle

Quale fu l'origine dell'universo? Come si spiega la sua attuale fisionomia? Quale sarà la sua …

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3 stelle

Nonostante il tema affascinante (a chi non interessa saperne di più sull'origine del nostro universo?), ho trovato tre difetti, nessuno dei quali imputabili all'autore.

Il primo consiste nella difficoltà che ho trovato nel capire alcuni passaggi. Credo che questo abbia più a che fare con le mie pietose conoscenze di fisica che con le capacità di Weinberg di spiegare bene. A questo proposito, ho trovato più chiaro Dove nascono le stelle di Margherita Hack, la quale probabilmente aveva ben presente l'ignoranza scientifica di noi italiani e si è regolata di conseguenza.

Il secondo difetto riscontrato è stata la quantità imbarazzante di refusi. In alcuni casi ho dovuto rileggere la frase perché l'errore inficiava la comprensione del testo. Vergogna.

Infine, bisogna tener conto che questo libro è uscito per la prima volta nel 1977 e da allora è passata diversa acqua sotto i ponti della fisica, dell'astronomia e dell'astrofisica. Va letto …

Jeaniene Frost: Up From The Grave (2014, HarperCollins Publishers Inc) 3 stelle

There’s always one more grave to dig.

Lately, life has been unnaturally calm for vampires …

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3 stelle

Voglio iniziare questa recensione ringraziando l'autrice: grazie Jeaniene Frost di averla finita qui e di non avermi costretto a scrivere una recensione negativa su un ottavo volume della serie Night Huntress. In questo settimo episodio appare evidente che la serie è arrivata al suo naturale capolinea.

Quello che non mi è affatto andato giù in Up From the Grave è stata proprio la trama, che occhieggia un po' troppo a quelle dei libri precedenti. Infatti, nella prima parte gran parte della tensione drammatica va a farsi benedire perché il lettore sa (e anche Cat dovrebbe saperlo, che diamine!) a quale gioco si sta giocando. Lo abbiamo già visto in precedenza, conosciamo il trucco: finisce che il lettore non vede l'ora che la situazione si sblocchi e gli eventi vadano avanti.

Nella seconda parte, invece, la tensione drammatica è buona, ma viene rovinata dalla fretta. Avrei preferito che la piccola …