Scott Pilgrim is dating a high schooler, but when Ramona Flowers starts skating through his …
Review of "Scott Pilgrim's Precious Little Life" on 'Goodreads'
3 stelle
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Volevo leggere Scott Pilgrim da un sacco di tempo e, visto che il primo volume è disponibile gratuitamente per Prime Reading, mi sono fatta coraggio e l’ho letto. E l’ho trovato adorabile. Ecco perché piace a un sacco di gente.
Di Scott Pilgrim’s Precious Little Life mi è piaciuta soprattutto l’ironia e il fatto che non si prenda troppo sul serio. Si rivolge allu adolescenti, ma senza quella pesantezza assolutamente insopportabile se si è superata la maggiore età.
When a savage creature known only as the Adversary conquered the fabled lands of legends …
Review of 'Fables, Vol. 1: Legends in Exile' on 'Goodreads'
3 stelle
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Fables. Legends in Exile è un retelling molto carino di diverse fiabe in salsa gialla: le creature delle fiabe sono dovute scappare dal loro mondo per venirsi a nascondere nel nostro, dove cercano di adattarsi come possono.
Willingham riesce a imbastire una buona storia, non tanto per l’intreccio del mistero da risolvere, ma perché ci distrae così tanto con il fascino delle creature delle fiabe che senza neanche accorgersene ci ritroviamo a divorare pagine su pagine. Adesso sono molto curiosa di saperne di più di questa storia e ho la mezza idea di continuare la serie.
In the spring of 2003, a pride of lions escapes from the Baghdad Zoo during …
Review of 'Pride of Baghdad Deluxe Edition' on 'Goodreads'
3 stelle
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Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, la fuga di alcuni leoni dallo zoo di Baghdad durante i bombardamenti statunitensi, Vaughan e Henrichon raccontano una storia su cosa siano la libertà, la cattività e il costo di esistere in un mondo troppo spesso incurante delle ragioni altrui.
È una bella storia, forse un po’ troppo stereotipata: i suoi personaggi incarnano un certo tipo di ideale e portano avanti quello per tutta la storia, non c’è una vera e propria evoluzione, l’intera vicenda è costruita in modo tale da trasmettere un certo messaggio.
1 New York Times bestselling author J.R. Ward is heating things up this winter with …
Review of 'Where Winter Finds You' on 'Goodreads'
5 stelle
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Dopo la morte della sua compagna Selena per un’orrenda malattia, Trez si era ripromesso di smettere di dipendere così tanto da suo fratello iAm, cercando di non essere più una preoccupazione costante. Where the Winter Finds You inizia rendendoci subito palese di come il piano di Trez non stia andando affatto bene.
La depressione se lo sta mangiando vivo. Nessun membro della sua famiglia allargata riesce a raggiungerlo, a toccarlo abbastanza da spingerlo a cercare aiuto, a metterlo in guardia dai casini nei quali si sta cacciando con le sue stesse mani. Niente. Anzi, ogni interessamento è visto come un’ingerenza e scatena brutti litigi dove volano parole davvero cattive.
Trez shook his head back and forth. «I just don’t care. About anything really.» Rehv reached out and Trez felt the male’s heavy hand land on his shoulder. «But …
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Dopo la morte della sua compagna Selena per un’orrenda malattia, Trez si era ripromesso di smettere di dipendere così tanto da suo fratello iAm, cercando di non essere più una preoccupazione costante. Where the Winter Finds You inizia rendendoci subito palese di come il piano di Trez non stia andando affatto bene.
La depressione se lo sta mangiando vivo. Nessun membro della sua famiglia allargata riesce a raggiungerlo, a toccarlo abbastanza da spingerlo a cercare aiuto, a metterlo in guardia dai casini nei quali si sta cacciando con le sue stesse mani. Niente. Anzi, ogni interessamento è visto come un’ingerenza e scatena brutti litigi dove volano parole davvero cattive.
Trez shook his head back and forth. «I just don’t care. About anything really.» Rehv reached out and Trez felt the male’s heavy hand land on his shoulder. «But I care. And that’s why I’m here.»
Sarà un lungo e doloroso viaggio e come sempre ho apprezzato il fatto che Ward si impegni al massimo per evitare le insidie di un genere letterario che troppo spesso tende a curare le malattie mentali con l’ammore vero.
Therese come reincarnazione di Selena mi è piaciuta molto, sebbene la sua storia non mi abbia fatto impazzire – ho un problema serio con chi pensa anche solo per un attimo che i genitori adottivi siano “meno” genitori per il fatto di non condividere materiale genetico con unu figliu. Razionalmente ho capito la sua reazione, però mi è sembrata davvero esagerata, io queste cose proprio non le capisco, è un mio limite.
Ho adorato rivedere il vecchio Rehv, spero davvero che nei prossimi libri lo rivedremo in azione. Infine, non posso non spendere due parole sul buon iAm, che magari da ora in poi riuscirà ad avere il rapporto equilibrato che merita con il fratello.
Abruptly, he grew serious as he looked at Trez and Therese. Then he smiled, wistfully. «I’m a sucker for true love, what can I say. I only wish I could fix everyone’s problems like this.»
La scioccante storia di un trafficante di esseri umani. La tragedia dei migranti raccontata dalla …
Review of 'Io Khaled vendo uomini e sono innocente' on 'Goodreads'
4 stelle
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A chi ama una rigida separazione tra fiction e non fiction questo libro potrebbe non piacere troppo: Mannocchi usa la sua profonda conoscenza della Libia per spiegarci quale sia la situazione attuale, soprattutto in riferimento alla condizione delle persone migranti, ma sceglie di filtrarla attraverso la finzione, attraverso gli occhi di un ipotetico trafficante.
A me è una scelta che è piaciuta molto, perché riesce allo stesso tempo a essere un resoconto puntuale dei fatti e a farti sentire qual è il prezzo umano pagato alla rivoluzione libica: l’amarezza per il gattopardismo dimostrato dallə libicə è soverchiante e si aggiunge allo spreco di vite umane, andate perdute in nome di un cambiamento che nei fatti non c’è stato.
Inoltre, non ho potuto fare a meno di ammirare il coraggio di Mannocchi nel scegliere il punto di vista di …
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A chi ama una rigida separazione tra fiction e non fiction questo libro potrebbe non piacere troppo: Mannocchi usa la sua profonda conoscenza della Libia per spiegarci quale sia la situazione attuale, soprattutto in riferimento alla condizione delle persone migranti, ma sceglie di filtrarla attraverso la finzione, attraverso gli occhi di un ipotetico trafficante.
A me è una scelta che è piaciuta molto, perché riesce allo stesso tempo a essere un resoconto puntuale dei fatti e a farti sentire qual è il prezzo umano pagato alla rivoluzione libica: l’amarezza per il gattopardismo dimostrato dallə libicə è soverchiante e si aggiunge allo spreco di vite umane, andate perdute in nome di un cambiamento che nei fatti non c’è stato.
Inoltre, non ho potuto fare a meno di ammirare il coraggio di Mannocchi nel scegliere il punto di vista di qualcuno che nel racconto che ci facciamo della Libia è sempre e soltanto il cattivo. Apprezzo molto il fatto di aver riportato complessità in una narrazione ipersemplificata e anche mistificata, visto che si continua a spacciare per migliorabili gli accordi con la Libia e per guardia costiera libica gruppi di criminali.
Tutto questo senza bisogno di fare sermoni: Io Khaled vendo uomini e sono innocente si legge in un soffio, scorre veloce come dovrebbe farlo la nostra indignazione di fronte al disprezzo per i diritti umani.
"After a messy year of heartbreak and setbacks, Tara sets off to Ireland in search …
Review of 'Roots' on 'Goodreads'
2 stelle
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Roots è la storia autobiografica di una relazione finita, dell’inizio della ricerca delle proprie origini irlandesi e la scoperta di un nuovo amore, al di là dell’oceano.
I disegni sono molto carini e anche la storia lo è, anche se non ci troverete niente di particolarmente significativo, visto che nessuna delle riflessioni di Tara O’Connor è nuova, profonda o abbastanza rilevante da rimanere nei vostri pensieri dopo la fine della lettura.
There Are More Beautiful Things Than Beyoncé uses political and pop-cultural references as a framework …
Review of 'There Are More Beautiful Things Than Beyonce' on 'Goodreads'
3 stelle
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Ho comprato questo libro colpita da questa copertina e da questo titolo che mi sembravano gridare Fuck The Patriarchy con fierezza e sprezzo di ogni disapprovazione moralista. In effetti, ci sono dei versi molto belli sull’essere una donna nera in questi USA (e in questo mondo) dove essere una donna e avere la pelle nera diventa sempre più difficile.
Confesso che il motivo per cui queste poesie non mi hanno rubato il cuore ha più a che fare con la mia ignoranza che con qualche demerito di Morgan Parker. Non sono una persona particolarmente addentro alla cultura pop, non perché sia chissà quanto snob, ma piuttosto perché ne conosco solo determinati aspetti che hanno attratto la mia attenzione nel corso del tempo.
Per mia sfortuna, There Are More Beautiful Things Than Beyoncé è zeppo di riferimenti a prodotti …
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Ho comprato questo libro colpita da questa copertina e da questo titolo che mi sembravano gridare Fuck The Patriarchy con fierezza e sprezzo di ogni disapprovazione moralista. In effetti, ci sono dei versi molto belli sull’essere una donna nera in questi USA (e in questo mondo) dove essere una donna e avere la pelle nera diventa sempre più difficile.
Confesso che il motivo per cui queste poesie non mi hanno rubato il cuore ha più a che fare con la mia ignoranza che con qualche demerito di Morgan Parker. Non sono una persona particolarmente addentro alla cultura pop, non perché sia chissà quanto snob, ma piuttosto perché ne conosco solo determinati aspetti che hanno attratto la mia attenzione nel corso del tempo.
Per mia sfortuna, There Are More Beautiful Things Than Beyoncé è zeppo di riferimenti a prodotti culturali che non ho visto, ascoltato o letto e quindi ho la sensazione di aver capito meno del cinquanta per cento dei versi che contiene. My bad.
Il colmo suppongo essere il fatto che non conosco nemmeno Beyoncé – non che non sappia chi sia, non arrivo a questi punti, ma è un’artista che non ascolto e della quale so pochissimo oltre al fatto che sia considerata praticamente una dea. E non l’ascolto perché non mi piace – non voglio scatenare l’ira funesta di chi l’adora – ma semplicemente perché penso di non avere l’orecchio abituato al R&B.
Quindi sappiate che There Are More Beautiful Things Than Beyoncé potrà richiedervi almeno un’infarinatura della produzione artistica di diversə artistə afroamericani per poter comprendere bene i suoi testi. Vorrei dirvi che sto scrivendo questa recensione con in sottofondo Beyoncé, ma in realtà sto ascoltando Tina Turner (che non è nel titolo, ma viene citata in 13 Ways of Looking at a Black Girl).
Gosford Park meets Groundhog Day by way of Agatha Christie and Black Mirror – the …
Review of 'Le sette morti di Evelyn Hardcastle' on 'Goodreads'
2 stelle
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Le sette morti di Evelyn Hardcastle è uno di quei libri dal successo per me incomprensibile: me l’hanno presentato come estremamente complesso e non lo è, sembrava il giallo rivelazione del secolo e non è nemmeno questo, voleva essere innovativo e finisce per essere una noia mortale. Se vi sentite incuriositə da questo romanzo, sappiate che sto per scrivere per dissuadervi a perderci tempo.
Iniziamo dalla struttura del romanzo, che, come forse avrete saputo, si ispira al Cluedo. Nonostante temessi di fare casino tra parecchi personaggi, linee temporali spezzate e luoghi diversi, in realtà la trama segue un filo logico ben preciso e non è difficile da seguire una volta entratə nel meccanismo.
L’elemento sovrannaturale, che permette alla trama di assumere la sua conformazione peculiare, mi è sembrato piazzato lì al solo fine di intrecciare i fatti …
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Le sette morti di Evelyn Hardcastle è uno di quei libri dal successo per me incomprensibile: me l’hanno presentato come estremamente complesso e non lo è, sembrava il giallo rivelazione del secolo e non è nemmeno questo, voleva essere innovativo e finisce per essere una noia mortale. Se vi sentite incuriositə da questo romanzo, sappiate che sto per scrivere per dissuadervi a perderci tempo.
Iniziamo dalla struttura del romanzo, che, come forse avrete saputo, si ispira al Cluedo. Nonostante temessi di fare casino tra parecchi personaggi, linee temporali spezzate e luoghi diversi, in realtà la trama segue un filo logico ben preciso e non è difficile da seguire una volta entratə nel meccanismo.
L’elemento sovrannaturale, che permette alla trama di assumere la sua conformazione peculiare, mi è sembrato piazzato lì al solo fine di intrecciare i fatti e cercare di buttare fumo negli occhi di chi legge. Sì, verso la fine c’è una spiegazione di come il protagonista e gli altri due siano finiti lì, ma mi è sembrata una supercazzola: un po’ perché è la spiegazione più banale possibile per giustificare l’esistenza di un loop temporale, un po’ perché dobbiamo dare per scontato un sacco di cose.
E questo è un altro problema del libro: per gran parte delle sue cinquecento pagine tu accetti l’esistenza di tutta una serie di eventi irrazionali, o che cercano di avere una spiegazione razionale, o addirittura che – guarda un po’! - accadono nel momento e nel luogo giusto ed è snervante. Restituisce proprio una sensazione di artificiosità che mi ha impedito di interessarmi più di tanto a cosa accadeva.
Infine, come ciliegina sulla torta, abbiamo anche una certa grossolanità nel presentare i vari indizi. Allora, ho iniziato ad annoiarmi durante la lettura abbastanza presto e non ho manco provato a capire il mistero di Blackheath House perché volevo solo finire il libro il prima possibile, ma niente di quanto ho letto mi ha sorpreso. Turton ha piazzato ben in evidenza qualunque indizio importante – ma proprio ehi, sono qui, ricordati di me – e in parecchi punti ho anticipato di pagine cosa sarebbe accaduto (mi ricorderò di questo libro per l’avvelenamento meno discreto della storia).
A parer mio, Turton ha cercato di mischiare due generi – giallo e fantasy – finendo per non gestire bene nessuno dei due: ha provato a nascondere le mancanze complicando all’inverosimile la narrazione degli eventi, ma si è cacciato in un gioco artefatto che quasi non sembra nemmeno letterario, vista anche la scarsa caratterizzazione dei personaggi. Non è proprio valso il mio tempo.
As a trainee in the Black Dagger Brotherhood's program, Boone has triumphed as a soldier …
Review of 'Blood Truth' on 'Goodreads'
5 stelle
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Eccomi qua a sproloquiare sull’ennesimo libro di Zia Ward: chiamarla recensione mi fa sempre un po’ specie perché questa serie, come ho scritto molte altre volte, è al di fuori del mio spirito critico. Il che non vuol dire che non ne veda i difetti, ma scelgo scientemente di ignorarli.
Per esempio, Blood Truth ha una sottotrama gialla e J.R. Ward non sa scrivere gialli: il colpevole si muove nel romanzo con scritto assassino in fronte. Il problema – per me e il mio spirito critico – è che Ward alla fine fa pure dell’ironia sul fatto che l’assassino sia scontato e non riesco proprio ad avercela con lei.
Per quanto riguarda i protagonisti, Boone e Helania, mi sono piaciuti entrambi. Sebbene avessimo già incontrato Boone, non sapevamo niente di lui ed stata una piacevole scoperta: i libri …
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Eccomi qua a sproloquiare sull’ennesimo libro di Zia Ward: chiamarla recensione mi fa sempre un po’ specie perché questa serie, come ho scritto molte altre volte, è al di fuori del mio spirito critico. Il che non vuol dire che non ne veda i difetti, ma scelgo scientemente di ignorarli.
Per esempio, Blood Truth ha una sottotrama gialla e J.R. Ward non sa scrivere gialli: il colpevole si muove nel romanzo con scritto assassino in fronte. Il problema – per me e il mio spirito critico – è che Ward alla fine fa pure dell’ironia sul fatto che l’assassino sia scontato e non riesco proprio ad avercela con lei.
Per quanto riguarda i protagonisti, Boone e Helania, mi sono piaciuti entrambi. Sebbene avessimo già incontrato Boone, non sapevamo niente di lui ed stata una piacevole scoperta: i libri precedenti non mi avevano messo su una gran voglia di approfondire la sua conoscenza, invece la sua storia è davvero carina. È bello vedere la sua introversione combaciare con quella di Helania.
Ovviamente c’è un altro personaggio femminile che ha catturato la mia attenzione: non dirò di più per non fare spoiler, ma spero tanto che Rochelle avrà il suo libro. Ne abbiamo proprio bisogno.
Lucien Saxby is a journalist, writing for the society pages. The Honourable Aubrey Fanshawe, second …
Review of 'Behind These Doors' on 'Goodreads'
4 stelle
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Avevo una paura tremenda di questo libro e invece ha finito per farmi fare pace con i romance storici: un’altra conferma del fatto che il problema non sono i generi, ma chi scrive brutti libri pieni di stereotipi. Ammetto che con il romance storico questo è più difficile: come essere credibili con una storia d’amore moderna in epoche nelle quali certe riflessioni non erano ancora state fatte o erano in uno stadio embrionale?
Chiamate Jude Lucens e fatevelo spiegare perché è stata bravissima da questo punto di vista: sono rimasta colpita dalla sua capacità di introdurre poliamore, femminismo e classismo in maniera assolutamente credibile per il 1906. Ho ancora gli occhi a cuoricino davanti a cotanta intersezionalità, alla dimostrazione semplice e pratica di come una persona potrebbe essere discriminata in un ambito, ma privilegiata in un altro.
Ho …
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Avevo una paura tremenda di questo libro e invece ha finito per farmi fare pace con i romance storici: un’altra conferma del fatto che il problema non sono i generi, ma chi scrive brutti libri pieni di stereotipi. Ammetto che con il romance storico questo è più difficile: come essere credibili con una storia d’amore moderna in epoche nelle quali certe riflessioni non erano ancora state fatte o erano in uno stadio embrionale?
Chiamate Jude Lucens e fatevelo spiegare perché è stata bravissima da questo punto di vista: sono rimasta colpita dalla sua capacità di introdurre poliamore, femminismo e classismo in maniera assolutamente credibile per il 1906. Ho ancora gli occhi a cuoricino davanti a cotanta intersezionalità, alla dimostrazione semplice e pratica di come una persona potrebbe essere discriminata in un ambito, ma privilegiata in un altro.
Ho amato tutti i personaggi principali, Henrietta, Rupert, Audrey e Lucien, così come quelli secondari come Ben e Cath. Potreste trovare seccanti le lunghe discussioni tra i membri delle varie relazioni, ma parlare è uno dei capisaldi del poliamore, quindi io le ho trovate molto realistiche – oltre a essere molto interessanti, finalmente dei modelli relazionali sani dove è importante il benessere di ogni componente.
L’unico difetto per me è stata l’inesperienza: Lucens non è riuscita a gestire nella maniera più efficace per la narrazione tutte l’intersezionalità che ha inserito: intendo dire che, ai fini della storia, aver inserito la questione del suffragio femminile non ha grande rilevanza e sembra che sia stata messa lì un po’ a caso. Diciamo che il mio lato femminista era comunque contento, mentre il mio lato di lettrice ha pensato che si potesse fare di meglio.
Ma questo è solo l’esordio di Lucens: mi toccherà tenerla d’occhio...
Jared Thomas ha vissuto tutta la vita in un piccolo paesino di montagna, Coda, in …
Review of 'Promesse' on 'Goodreads'
3 stelle
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Promesse è un romance carino che racconta dello sviluppo della storia tra due uomini che vivono in un piccolo paese sperduto dove ci si conosce tuttə e l’omofobia scorre a fiumi.
Si tratta di una storia piuttosto classica, senza grandi particolarità dal punto di vista dell’evoluzione dei personaggi, ma, visto che è un cavallo di battaglia così radicato nel fronte omofobo, mi sento di citare la presenza del tema dell’omofobia in ambito scolastico, intesa come rifiuto di avere insegnanti gay per “proteggere” l’incolumità dellə studenti, sia fisica (dalla presunta sessualità rapace delle persone omosessuali), sia morale (dalla presunta capacità di convertire lə giovani innocenti all’omosessualità).
È bello vedere nel romanzo come l’ignoranza cada di fronte alla conoscenza e di come le giovani generazioni siano più propense a imparare.
Her name is Binti, and she is the first of the Himba people ever to …
Review of 'Binti' on 'Goodreads'
4 stelle
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L’unico difetto che ho trovato a questo libro è che è troppo breve: spero che arrivi anche in Italia perché chi ama la fantascienza merita di godersi questo gioiellino.
Innanzi tutto ho amato la protagonista, Binti: si tratta di una giovane appartenente al popolo Himba, un gruppo etnico che vive in Namibia, e che ha deciso di lasciare la famiglia senza la loro approvazione per andare a studiare alla Oomza University, l’università più esclusiva della galassia. Ho adorato il modo in cui Okorafor ha scritto dellə Himba, celebrandone la cultura, ma allo stesso tempo sottolineando la sofferenza di Binti nel vedersi negare dalla famiglia l’opportunità di andare via dalla sua terra in nome della tradizione.
Binti è coraggiosa, ma non è la solita eroina forte che è solo quello e che risulta credibile quanto un cavallo lilla. L’ho …
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L’unico difetto che ho trovato a questo libro è che è troppo breve: spero che arrivi anche in Italia perché chi ama la fantascienza merita di godersi questo gioiellino.
Innanzi tutto ho amato la protagonista, Binti: si tratta di una giovane appartenente al popolo Himba, un gruppo etnico che vive in Namibia, e che ha deciso di lasciare la famiglia senza la loro approvazione per andare a studiare alla Oomza University, l’università più esclusiva della galassia. Ho adorato il modo in cui Okorafor ha scritto dellə Himba, celebrandone la cultura, ma allo stesso tempo sottolineando la sofferenza di Binti nel vedersi negare dalla famiglia l’opportunità di andare via dalla sua terra in nome della tradizione.
Binti è coraggiosa, ma non è la solita eroina forte che è solo quello e che risulta credibile quanto un cavallo lilla. L’ho trovata un personaggio sorprendentemente tridimensionale per una storia di meno di cento pagine e, soprattutto, dotata del coraggio di rompere gli schemi piuttosto che del coraggio di sfoderare un’arma e fare strage di nemici.
In più, Okorafor ci regala un universo fantascientifico molto affascinante e tutto da scoprire: ho già messo in lista anche il secondo, Home.
Though not a graphic novel, this high illustrated nonfiction book explores how we came to …
Review of 'Queer' on 'Goodreads'
4 stelle
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Se bazzicate luoghi – fisici e/o virtuali – femministi e LGBTQIA+ è probabile che vi siate imbattutə nelle teorie queer: forse non ve ne siete nemmeno accortə, e non per colpa vostra. Infatti, le teorie queer sembrano come il prezzemolo: paiono onnipresenti e a volte ti si incastrano tra i denti senza che tu ne sia consapevole e vostro malgrado mostreranno la loro verdezza allə vostrə interlocuteri.
Il primo problema delle teorie queer e quello di essere estremamente oscure: la stragrande maggioranza dellə suə esponenti non scrive per la divulgazione e la stragrande maggioranza di noi non ha i mezzi per sbrogliare quella massa di ragionamenti filosofici.
Il secondo problema delle teorie queer sono lə detratteri che, con l’intenzione di demolirle, ne forniscono una versione ultrasemplificata da usare a proprio comodo – e parlando di una materia davvero …
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Se bazzicate luoghi – fisici e/o virtuali – femministi e LGBTQIA+ è probabile che vi siate imbattutə nelle teorie queer: forse non ve ne siete nemmeno accortə, e non per colpa vostra. Infatti, le teorie queer sembrano come il prezzemolo: paiono onnipresenti e a volte ti si incastrano tra i denti senza che tu ne sia consapevole e vostro malgrado mostreranno la loro verdezza allə vostrə interlocuteri.
Il primo problema delle teorie queer e quello di essere estremamente oscure: la stragrande maggioranza dellə suə esponenti non scrive per la divulgazione e la stragrande maggioranza di noi non ha i mezzi per sbrogliare quella massa di ragionamenti filosofici.
Il secondo problema delle teorie queer sono lə detratteri che, con l’intenzione di demolirle, ne forniscono una versione ultrasemplificata da usare a proprio comodo – e parlando di una materia davvero complessa, hanno davvero gioco facile, visto che quasi nessunə ha le conoscenze per puntualizzare e di questə ancora meno avranno voglia di azzuffarsi sui social.
Queer. A Graphic History è il libro perfetto per iniziare a orientarsi tra le varie teorie queer e coloro che le hanno teorizzate. È scritto in maniera molto semplice e concisa, ma senza essere sciatto: i fumetti di Scheele aiutano la comprensione delle spiegazioni di Barker, che partono dalle fondamenta delle teorie queer fino alle nuove frontiere di riflessione, includendo anche una panoramica delle maggiori critiche.
Purtroppo per il momento è disponibile soltanto in inglese, ma posso rassicurarvi sul fatto che sia un libro di facile lettura: mi è sembrato un’ottima guida per approcciarsi alle teorie queer e allo stesso tempo un ottimo trampolino di lancio per approfondirle ulteriormente.
On the morning of April 28, 1986, a fire alarm sounded in the Los Angeles …
Review of 'The Library Book' on 'Goodreads'
3 stelle
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UNESCO released studies in 1949 and in 1996 listing all the libraries that have been demolished throughout modern history. The number of books destroyed, by UNESCO’s count, is so enormous – in the billions – that I sometimes find it hard to believe there are any books left in the world.
È illuminante vedere come le peggiori nemiche dei libri siano le stesse degli esseri umani: intolleranza e guerre, che hanno fatto strage di biblioteche e culture fin da quando si è iniziato a scrivere. Il senso di perdita che si prova leggendo dei libri andati perduti – due milioni di libri nella sola Italia durante la Seconda Guerra Mondiale – è enorme.
Burning books is an inefficient way to conduct a war, since books and libraries have no military value, but it is a devastating act. Destroying …
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UNESCO released studies in 1949 and in 1996 listing all the libraries that have been demolished throughout modern history. The number of books destroyed, by UNESCO’s count, is so enormous – in the billions – that I sometimes find it hard to believe there are any books left in the world.
È illuminante vedere come le peggiori nemiche dei libri siano le stesse degli esseri umani: intolleranza e guerre, che hanno fatto strage di biblioteche e culture fin da quando si è iniziato a scrivere. Il senso di perdita che si prova leggendo dei libri andati perduti – due milioni di libri nella sola Italia durante la Seconda Guerra Mondiale – è enorme.
Burning books is an inefficient way to conduct a war, since books and libraries have no military value, but it is a devastating act. Destroying a library is a kind of terrorism. […] Taking books away from a culture is to take away its shared memory. It’s like taking away the ability to remember your dreams. Destroying a culture’s books is sentencing it to something worse than death: It is sentencing it to seem as if it never lived.
The Library Book è un bellissimo libro sull’amore per i libri e – sopratutto – per le biblioteche, che svolgono un ruolo sociale che va ben oltre il semplice prestare libri. Orlean ci racconta di come la Los Angeles Public Library sia un luogo di riferimento per persone senzatetto o che hanno bisogno socializzare; io posso raccontarvi di come avere una biblioteca con Internet point gratuito possa essere molto importante per chi è in cerca di un lavoro. Per non parlare della possibilità di chiedere discretamente aiuto se si è vittime o testimoni di violenza di genere, bullismo, razzismo, omobitransfobia o altri abusi.
Ma questo non era un libro sull’incendio del 1986 alla Los Angeles Public Library? Sì, se ne parla, ma in una maniera piuttosto dispersiva, ed è il maggior difetto del libro. Ogni capitolo parla di una caratteristica diversa e o di eventi significativi sulle biblioteche in generale o della Los Angeles Public Library, dando l’impressione di lasciare davvero poco spazio all’incendio. Il che lo rende al contempo un libro che farà impazzire d’amore qualunque topo da biblioteca e un libro frustrante nel seguirne ogni divagazione da quello che dovrebbe essere l’argomento centrale.
Quale delle due sensazioni prevale tra amore e frustrazione? Per me decisamente l’amore: sono un topo di biblioteca perso...
My family was big on the library. We were very much a reading family, but we were a borrow-a-book-from-the-library family more than a bookshelves-full-of-books family. My parents valued books, but they grew up in the Depression, aware of the quicksilver nature of money, and they learned the hard way that you shouldn’t buy what you could borrow. Because of that frugality, or perhaps independent of it, they also believed that you read a book for the experience of reading it. You didn’t read it in order to have an object that had to be housed and looked after forever, a memento of the purpose for which it was obtained. The reading of the book was a journey. There was no need for souvenirs.
The Price of Salt (later republished under the title Carol) is a 1952 romance novel …
Review of 'Carol' on 'Goodreads'
4 stelle
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Ho una teoria personale: ogni donna, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dovrebbe leggere tonnellate di romanzi con protagoniste donne lesbiche perché poche altre storie vi daranno un quadro altrettanto chiaro dell'oppressione patriarcale senza il bisogno di fare troppi spiegoni. Ovviamente, se leggerete i classici, preparate i fazzoletti perché le storie lesbo hanno il brutto vizio di finire in tragedia.
Si sa, alle donne mal si perdona di essere trasgressive (o di non venerare l’insicuro maschio alfa di turno)...
Carol ha dalla sua il pregio di essere impenitente: racconta una storia dove si è consapevoli dell’infelicità che schiaccia chi si è arresa alle convenzioni e dove si va avanti a testa alta, senza dimenticare la compassione per chi non ha avuto – o potuto avere – la stessa forza.
Carol Aird – che, sebbene non abbia ancora visto il film, mi …
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Ho una teoria personale: ogni donna, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dovrebbe leggere tonnellate di romanzi con protagoniste donne lesbiche perché poche altre storie vi daranno un quadro altrettanto chiaro dell'oppressione patriarcale senza il bisogno di fare troppi spiegoni. Ovviamente, se leggerete i classici, preparate i fazzoletti perché le storie lesbo hanno il brutto vizio di finire in tragedia.
Si sa, alle donne mal si perdona di essere trasgressive (o di non venerare l’insicuro maschio alfa di turno)...
Carol ha dalla sua il pregio di essere impenitente: racconta una storia dove si è consapevoli dell’infelicità che schiaccia chi si è arresa alle convenzioni e dove si va avanti a testa alta, senza dimenticare la compassione per chi non ha avuto – o potuto avere – la stessa forza.
Carol Aird – che, sebbene non abbia ancora visto il film, mi sono immaginata tutto il tempo come la divina Cate Blachett – è un personaggio femminile di grande potenza: riesce a tener testa alla crudeltà e alla grettezza del marito e a prendere una strada che nessuna brava donnina di casa avrebbe mai preso, insegnando anche a noi che quella strada esiste e che possiamo percorrerla senza spezzarci. Anzi.
Therese Belivet, invece, mi ha suscitato sentimenti ambigui: da una parte ne ho amato il percorso di crescita che la porta dall’essere una giovane donna incerta a una giovane donna che prende in mano il suo futuro; dall’altra per gran parte del romanzo mi è sembrata così irresoluta e apatica da darmi quasi ai nervi.
Però devo ringraziarla per aver rotto quella statua della Madonna: l’ho trovato un gesto così liberatorio che quella scena è entrata di diritto tra le mie preferite della letteratura. Farà bene anche a voi leggerla: fidatevi.