Nascosta tra le montagne, dimenticata dal mondo come il popolo da cui nasce, la poesia …
Review of "Canti d'amore e di libertà del popolo kurdo" on 'Goodreads'
4 stelle
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Sono rimasta molto colpita da questa raccolta di poesie curde: hanno quasi tutte – com’è ovvio in una raccolta, qualcosa di meno memorabile lo si trova sempre – un’energia e una passione incredibili. Mai titolo fu più azzeccato!
Da questi componimenti emerge con forza la lotta che il popolo curdo ha dovuto e ancora, purtroppo, deve combattere per non essere spazzato via e per ribadire il suo diritto a esistere. È sorprendente come un insieme così semplice di parole possa portare con sé una tale anelito verso la libertà e l’amore.
È una poesia profondamente commovente, è impossibile rimanere impassibili di fronte al desiderio di essere al sicuro e in pace nel luogo che si chiama casa e alla voglia di mettere a disposizione della lotta qualsiasi cosa, anche la vita – perché, quanto vale questa se è …
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Sono rimasta molto colpita da questa raccolta di poesie curde: hanno quasi tutte – com’è ovvio in una raccolta, qualcosa di meno memorabile lo si trova sempre – un’energia e una passione incredibili. Mai titolo fu più azzeccato!
Da questi componimenti emerge con forza la lotta che il popolo curdo ha dovuto e ancora, purtroppo, deve combattere per non essere spazzato via e per ribadire il suo diritto a esistere. È sorprendente come un insieme così semplice di parole possa portare con sé una tale anelito verso la libertà e l’amore.
È una poesia profondamente commovente, è impossibile rimanere impassibili di fronte al desiderio di essere al sicuro e in pace nel luogo che si chiama casa e alla voglia di mettere a disposizione della lotta qualsiasi cosa, anche la vita – perché, quanto vale questa se è spesa tutta in servitù e umiliazione?
A man and a woman tread the lines of danger, desire, and deliverance in the …
Review of 'Envy' on 'Goodreads'
4 stelle
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Mentre la storia d’amore al centro di Arde la notte mi aveva lasciato freddina, quella di Envy era pressoché non necessaria, se non per il fatto che siamo in un paranormal romance e quindi Veck DelVecchio e Sophia Reilly devono darci dentro. Però la storia non ne avrebbe risentito affatto se i due fossero stati semplicemente colleghi e buoni amici: e infatti è così che me li sono immaginati tutto il tempo, in barba a Zia Ward che me li descriveva in preda agli ormoni (un po’ come continuo a immaginarmi Jim Heron moro, quando invece è biondo… è sempre un piccolo shock quando mi viene ricordato…).
Comunque, sono contenta che Envy sia tornato a destare il mio interesse per la serie: Veck e Reilly mi sono piaciuti più di Isaac e Grier, anche se la storia d’amore …
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Mentre la storia d’amore al centro di Arde la notte mi aveva lasciato freddina, quella di Envy era pressoché non necessaria, se non per il fatto che siamo in un paranormal romance e quindi Veck DelVecchio e Sophia Reilly devono darci dentro. Però la storia non ne avrebbe risentito affatto se i due fossero stati semplicemente colleghi e buoni amici: e infatti è così che me li sono immaginati tutto il tempo, in barba a Zia Ward che me li descriveva in preda agli ormoni (un po’ come continuo a immaginarmi Jim Heron moro, quando invece è biondo… è sempre un piccolo shock quando mi viene ricordato…).
Comunque, sono contenta che Envy sia tornato a destare il mio interesse per la serie: Veck e Reilly mi sono piaciuti più di Isaac e Grier, anche se la storia d’amore continua a essere troppo veloce per in miei gusti in questa serie (l’atto finale poi per me è completamente incomprensibile) ed è un vero peccato perché so che Ward è un’autrice capace di gestire meglio il tempo e lo sviluppo di un rapporto.
Continuo a pensare che sia un difetto dovuto all’incapacità di mantenere il giusto equilibrio tra la cornice narrativa e la storia affrontata in ogni singolo volume. Anche qui la cornice prende il sopravvento perché accade un evento così enorme che ciò che ti fa andare voltare una pagine dietro l’altra è lo scoprire cosa accadrà adesso ai nostri angeli piuttosto che scoprire se l’anima di DelVecchio verrà salvata.
Infine, scopro con piacere che il mio LGBTQIA+ radar si era acceso con cognizione di causa… questi angeli si fanno sempre più interessanti…
On a broken ship orbiting a doomed sun, dwellers have grown complacent with their aging …
Review of "Dust (Jacob's Ladder, #1)" on 'Goodreads'
2 stelle
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Questo romanzo è stata un’enorme delusione. L’ho scelto dalla listopia di Goodreads dedicata ai romanzi con personaggi asessuali e dubito assai che Dust possa rientrare nella categoria – e, se lo fa, non fa una gran favore alla comunità asessuale.
Il personaggio asessuale, infatti, dovrebbe essere Perceval, una delle protagoniste: come avrete intuito dal nome, si tratta di un riferimento al cavaliere della Tavola Rotonda, proprio a quello casto e puro. Infatti, la Perceval di Dust è celibe, lo ripete più volte nel romanzo, ma non menziona mai l’asessualità, ma solo un generico disinteresse per il sesso (che non è sinonimo di asessualità, definita come mancanza di attrazione sessuale).
Il grosso problema di Dust per me è che è un romanzo allegorico: sebbene ci siano anche diversi personaggi non binari e/o intersessuali, questo non si traduce in una …
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Questo romanzo è stata un’enorme delusione. L’ho scelto dalla listopia di Goodreads dedicata ai romanzi con personaggi asessuali e dubito assai che Dust possa rientrare nella categoria – e, se lo fa, non fa una gran favore alla comunità asessuale.
Il personaggio asessuale, infatti, dovrebbe essere Perceval, una delle protagoniste: come avrete intuito dal nome, si tratta di un riferimento al cavaliere della Tavola Rotonda, proprio a quello casto e puro. Infatti, la Perceval di Dust è celibe, lo ripete più volte nel romanzo, ma non menziona mai l’asessualità, ma solo un generico disinteresse per il sesso (che non è sinonimo di asessualità, definita come mancanza di attrazione sessuale).
Il grosso problema di Dust per me è che è un romanzo allegorico: sebbene ci siano anche diversi personaggi non binari e/o intersessuali, questo non si traduce in una rappresentazione vera e propria, ma solo in allegorie di qualcosa. C’è una scena di sesso tra Rien e un personaggio intersessuale che è palesemente un rimando al mito dell’Eden e qualunque diversità passa in secondo piano rispetto al significato allegorico. Adesso ho un nuovo motivo per provare antipatia per i romanzi allegorici.
Non so se proseguirò la serie con Chill: da una parte mi rendo conto di averlo letto svogliatamente, anche per il periodo di caldo afoso che è coinciso con la lettura; dall’altra se ripenso a tutte quelle allegorie del quale significato me ne sbatto altamente, mi viene voglia di affogare questa malsana idea in una tazza di tè.
E cosa c’è di meglio di una tazza di tè verde accompagnata con una fetta di cheesecake alla Nutella? Di sicuro non Chill.
Twisted Wishes front man Ray Van Zeller is in one hell of a tight spot. …
Review of 'Syncopation' on 'Goodreads'
5 stelle
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Ho letto questo libro perché c’è un personaggio pansessuale aromantico (Zavier) e devo confessare che all’inizio ero molto scettica. Uno dei pregiudizi più duri a morire sull’aromanticismo riguarda l’idea che le persone aromantiche siano fredde e anaffettive: quindi, il fatto che Zavier sia un dominatore mi ha fatto tremare i polsi – non per il BDSM in sé, per carità, ma per il terrore che Zabo usasse l’aromanticismo come scusa per un personaggio senza cuore che lega e frusta la gente per sentirsi vivo e cazzate del genere.
E invece.
Mi sono trovata a leggere un romanzo molto intenso: sia perché è caratterizzato da una forte carica sensuale sia perché Zabo è prodigx di scene emozionanti descritte davvero bene. Inoltre, la violenza psicologica che Ray subisce da parte dell’agente del suo gruppo, i Twisted Wishes, è più …
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Ho letto questo libro perché c’è un personaggio pansessuale aromantico (Zavier) e devo confessare che all’inizio ero molto scettica. Uno dei pregiudizi più duri a morire sull’aromanticismo riguarda l’idea che le persone aromantiche siano fredde e anaffettive: quindi, il fatto che Zavier sia un dominatore mi ha fatto tremare i polsi – non per il BDSM in sé, per carità, ma per il terrore che Zabo usasse l’aromanticismo come scusa per un personaggio senza cuore che lega e frusta la gente per sentirsi vivo e cazzate del genere.
E invece.
Mi sono trovata a leggere un romanzo molto intenso: sia perché è caratterizzato da una forte carica sensuale sia perché Zabo è prodigx di scene emozionanti descritte davvero bene. Inoltre, la violenza psicologica che Ray subisce da parte dell’agente del suo gruppo, i Twisted Wishes, è più spaventosa di gran parte delle scene di violenza che mi è capitato di leggere altrove.
L’aromanticismo è descritto così bene che mi sono ritrovata nella maggior parte dei pensieri di Zavier e viene messo in chiaro come il suo amore per Ray, sebbene non sia di natura romantica, non ha niente da invidiare a chi si scambia cuori&fiori.
Anche con il BDSM Zabo se la cava alla grande: le personalità di Zavier e Ray non si esauriscono nei loro ruoli di dominatore e sottomesso e, per quanto sia un aspetto importante per loro e la loro relazione, le loro vite sono più complesse. Per esempio, non conosco moltx autere di romance che costruirebbero un personaggio leader di una band che è anche sottomesso, per la diffusa idea che se sei sottomesso a letto, allora sei una specie di ameba senza una tua individualità. Sappiamo che è una stupidaggine, quindi è il momento di smettere di metterla nei libri.
Infine, di Syncopation ho amato l’intersezionalità. Ci sono molti momenti nel romanzo dove un personaggio si rende conto dei propri privilegi e si impegna a modificare il proprio comportamento per abbattere lo stereotipo che è alla base della discriminazione. L’ho apprezzato tantissimo, soprattutto in un romanzo d’intrattenimento: mi fa un piacere immenso vedere questi argomenti uscire dalla teoria per entrare nelle storie. Si spera sempre di più e con sempre più pubblico!
The Tempest is a play by William Shakespeare, believed to have been written in 1610–11, …
Review of 'La tempesta' on 'Goodreads'
5 stelle
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Mentre osservo sgomenta questa politica che ha ormai contribuito alla morte di più di millecinquecento persone nel Mediterraneo, ho sentito il bisogno di rileggere La tempesta per questa citazione:
Ariel: Il tuo incantesimo Agisce con tanta forza Che, se tu li vedessi ora, Ne avresti tenerezza. Prospero: Lo credi, spirito? Ariel: Io sì, Se fossi umano. Prospero: E allora io lo sarò. Tu che non sei che aria Sei come toccato da un senso, Una pena per i loro affanni E io, che sono della stessa specie, Che soffro le stesse passioni, Non dovrò, uomo, Commuovermi più di te?
Adesso sono qui a cercare di mettere nero su bianco cosa significa per me questa citazione, quest’opera e scrivo e cancello un discorso retorico dietro l’altro. Il punto è che, al netto di tutto, trovo inaccettabile rifiutarsi di salvare …
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Mentre osservo sgomenta questa politica che ha ormai contribuito alla morte di più di millecinquecento persone nel Mediterraneo, ho sentito il bisogno di rileggere La tempesta per questa citazione:
Ariel: Il tuo incantesimo Agisce con tanta forza Che, se tu li vedessi ora, Ne avresti tenerezza. Prospero: Lo credi, spirito? Ariel: Io sì, Se fossi umano. Prospero: E allora io lo sarò. Tu che non sei che aria Sei come toccato da un senso, Una pena per i loro affanni E io, che sono della stessa specie, Che soffro le stesse passioni, Non dovrò, uomo, Commuovermi più di te?
Adesso sono qui a cercare di mettere nero su bianco cosa significa per me questa citazione, quest’opera e scrivo e cancello un discorso retorico dietro l’altro. Il punto è che, al netto di tutto, trovo inaccettabile rifiutarsi di salvare e accogliere persone che rischiano la vita in mare.
È vero, la questione delle migrazioni viene affrontata da anni (ma tanti anni, almeno trentina) in maniera pessima dall’Italia e dall’Unione Europea e questo ci ha portato dove siamo adesso, ma niente di tutto questo giustifica il rifiutarsi di salvare persone in mare.
E io non sono una di quelle che si strugge di lacrime davanti alle foto di cadaveri sulle spiagge, nemmeno quando sono bambini: forse mi manca l’empatia necessaria, non lo so, ma di sicuro ho abbastanza rispetto della vita umana da impedirmi di spregiare il dolore e rallegrarmi di una bocca in meno da sfamare.
La tempesta è una delle opere più importanti del Seicento europeo e forse quella che più di tutte racconta l’uomo moderno, nel bene e nel male: ci sono i nostri principi, tra i quali quello di essere vicini ai nostri simili nella sventura e dell’uso della ragione contro ogni furore, e le nostre colpe, come il colonialismo che ha distrutto intere culture in nome di una presunta superiorità.
Chi sta dunque mettendo in pericolo la nostra cultura, nascondendo le nostre colpe?
C'erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, …
Review of 'Storie della buonanotte per bambine ribelli 2' on 'Goodreads'
2 stelle
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Ho preso il secondo volume delle Storie della buonanotte per bambine ribelli anche se il primo non mi era piaciuto granché perché ero curiosa di vedere se c’erano stati dei miglioramenti dal mio punto di vista. La risposta è stata negativa: il secondo volume è uguale al primo, solo con cento biografie diverse. Quindi la buona notizia è che, se vi è piaciuto il primo, vi piacerà anche questo; in caso contrario, meglio lasciar perdere.
Dal punto di vista grafico è anche questo un signor libro, con la sua bella copertina morbidosa che passerei ore a tocchicciare e con le illustrazioni delle varie artiste, tutte molto belle. In più, è stato aggiunto un glossario con i termini più difficili per il pubblico più giovane, termini che sono stati evidenziati all’interno delle storie.
Devo dire che questo secondo volume …
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Ho preso il secondo volume delle Storie della buonanotte per bambine ribelli anche se il primo non mi era piaciuto granché perché ero curiosa di vedere se c’erano stati dei miglioramenti dal mio punto di vista. La risposta è stata negativa: il secondo volume è uguale al primo, solo con cento biografie diverse. Quindi la buona notizia è che, se vi è piaciuto il primo, vi piacerà anche questo; in caso contrario, meglio lasciar perdere.
Dal punto di vista grafico è anche questo un signor libro, con la sua bella copertina morbidosa che passerei ore a tocchicciare e con le illustrazioni delle varie artiste, tutte molto belle. In più, è stato aggiunto un glossario con i termini più difficili per il pubblico più giovane, termini che sono stati evidenziati all’interno delle storie.
Devo dire che questo secondo volume mi ha un po’ annoiato: nonostante queste brevi biografie raccontino di imprese, scoperte e coraggio straordinari, le ho trovate molto piatte e poco appassionanti. Alcune sembrano proprio un elenco della spesa (ha fatto questo, poi quest’altro e infine quest’altro ancora), altre sembrano pagine di Wikipedia, di quelle con l’avviso che si tratta solo di un abbozzo. Non proprio quelle che si definiscono letture avvincenti…
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Durante la lettura di Cecità penso di essere rimasta fregata dalla mia empatia, che forse è già andata in vacanza, o è da qualche parte mezza morta per l’afa. È vero che la mia dotazione iniziale di questa capacità non era delle più sostanziose, ma non mi aspettavo di rimanere così fredda davanti a un romanzo come Cecità, che ha tutte le carte in regola per sconvolgere chi legge.
Non vi dico quanto mi ha preoccupato non essere particolarmente toccata da questa storia: ho lavorato tanto su me stessa per avere un livello (per me) accettabile di empatia che ho passato parte del romanzo a dirmi Ehilà, questo è proprio il momento in cui dovresti sentirti male per la situazione nella quale si trovano i personaggi…. Non mi ha smosso nemmeno il pensiero che questa cecità …
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Durante la lettura di Cecità penso di essere rimasta fregata dalla mia empatia, che forse è già andata in vacanza, o è da qualche parte mezza morta per l’afa. È vero che la mia dotazione iniziale di questa capacità non era delle più sostanziose, ma non mi aspettavo di rimanere così fredda davanti a un romanzo come Cecità, che ha tutte le carte in regola per sconvolgere chi legge.
Non vi dico quanto mi ha preoccupato non essere particolarmente toccata da questa storia: ho lavorato tanto su me stessa per avere un livello (per me) accettabile di empatia che ho passato parte del romanzo a dirmi Ehilà, questo è proprio il momento in cui dovresti sentirti male per la situazione nella quale si trovano i personaggi…. Non mi ha smosso nemmeno il pensiero che questa cecità dipenda dal non voler vedere – le sofferenze altrui, le loro necessità, i loro bisogni – e, cavolo, cosa c’è di più attuale da leggere mentre lasciamo affogare gente nel Mediterraneo perché dobbiamo pisciare più lontano dei poteri forti dell’UE, chiunque essi siano?
Non posso nemmeno biasimare Saramago, perché Cecità è un romanzo immenso, un esperimento, un cosa accadrebbe se che merita di essere letto perché ogni tanto è bene ricordarsi di tirare fuori il capo dal culo e guardare – guardare davvero – cosa ci accade intorno.
Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.
Non so cosa non abbia funzionato con me con questo romanzo: forse il fatto che si dilungasse in dettagli, ha diluito la potenza con la quale avrebbe potuto colpirmi, mentre altre persone è proprio quello che hanno trovato scioccante; oppure, il mio lato razionale si è concentrato sul modo in cui cambia il mondo, “fregandosene” dei dettagli raccapriccianti e pretendendo invece dettagli sui cambiamenti e non ce ne sono perché, uno degli elementi più terrificanti, è proprio che nessunə sa cosa stia accadendo di preciso.
Come che sia, fregatevene della mia opinione e leggete questo romanzo e, se siete persone empatiche, preparatevi a stare male perché Saramago qui picchia duro con voi – e cerca di risvegliare quellə che, come me, sono un po’ tardə...
In Cold Blood is a non-fiction novel by American author Truman Capote, first published in …
Review of 'In Cold Blood (Transaction Large Print Books)' on 'Goodreads'
4 stelle
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A sangue freddo è uno di quei libri da consigliare a chi ama leggere gialli in estate, ma non vuole trovarsi tra le mani robetta scialba: d’altro canto, Capote è una garanzia e, anche se non è stato sempre fedele ai nudi fatti come si vantava, ha scritto pagine che difficilmente vi lasceranno indifferenti.
A sangue freddo è il racconto del brutale assassinio di quattro persone, membri della famiglia Clutter, a opera di Perry Smith e Dick Hickock: Capote racconta gli antefatti, il delitto, la ricerca degli assassini e della loro fuga, lo sgomento della gente e infine l’arresto e la fine della vicenda con l’impiccagione dei colpevoli.
È un non-fiction novel molto statunitense, tutto intento nel raccontare come il sogno americano sia fallito (nel 1966, e ancora ne parliamo, pensate un po’ a quanto è coriaceo questo …
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A sangue freddo è uno di quei libri da consigliare a chi ama leggere gialli in estate, ma non vuole trovarsi tra le mani robetta scialba: d’altro canto, Capote è una garanzia e, anche se non è stato sempre fedele ai nudi fatti come si vantava, ha scritto pagine che difficilmente vi lasceranno indifferenti.
A sangue freddo è il racconto del brutale assassinio di quattro persone, membri della famiglia Clutter, a opera di Perry Smith e Dick Hickock: Capote racconta gli antefatti, il delitto, la ricerca degli assassini e della loro fuga, lo sgomento della gente e infine l’arresto e la fine della vicenda con l’impiccagione dei colpevoli.
È un non-fiction novel molto statunitense, tutto intento nel raccontare come il sogno americano sia fallito (nel 1966, e ancora ne parliamo, pensate un po’ a quanto è coriaceo questo benedetto/maledetto sogno americano!), e molto universale nel descrivere di quanto destabilizzi le persone il delitto apparentemente insensato di brava gente e di come tuttə si convincano che qualcunə nella loro comunità non sia chi dice di essere. Tuttə fierə della propria tranquilla normalità finché non accade qualcosa che la rompe…
Penso che sia molto statunitense anche la determinazione con la quale si cerca di far condannare a morte Smith e Hickock, ignorando perizie psichiatriche e background: è un aspetto che mi ha agghiacciato almeno quanto il delitto, probabilmente perché sono europea e l’articolo 27 della Costituzione italiana mi scorre praticamente nelle vene… La sola idea che in uno Stato di diritto e democratico sia legale far impiccare delle persone, anche se si sono macchiate di delitti orrendi come in questo caso, mi sembra inaccettabile...
Da ventiquattro anni Carter Stevenson convive con i tic e la balbuzie che lo hanno …
Review of 'Ethan Che Amava Carter' on 'Goodreads'
2 stelle
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Visti i temi che tratta (e che sono il motivo per il quale ho comprato e letto questo romanzo), mi dispiace molto non scrivere una recensione entusiasta di Ethan che amava Carter, soprattutto per l’importanza che queste storie hanno per chi non si vede mai, o solo raramente, rappresentatə.
Infatti, entrambi i protagonisti sono neurodiversi: Carter ha la sindrome di Tourette, mentre Ethan ha subito una lesione cerebrale traumatica in seguito a un incidente. Non ho niente di cui lamentarmi del modo in cui sono rappresentate queste due neurodiversità: l’autrice stessa ha la sindrome di Tourette e mi è sembrato che si fosse ben documentata anche per le lesioni cerebrali traumatiche.
Ho molto da lamentarmi, invece, del modo in cui Loveless ha sviluppato il rapporto tra Ethan e Carter. O forse sarebbe meglio scrivessi come non lo …
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Visti i temi che tratta (e che sono il motivo per il quale ho comprato e letto questo romanzo), mi dispiace molto non scrivere una recensione entusiasta di Ethan che amava Carter, soprattutto per l’importanza che queste storie hanno per chi non si vede mai, o solo raramente, rappresentatə.
Infatti, entrambi i protagonisti sono neurodiversi: Carter ha la sindrome di Tourette, mentre Ethan ha subito una lesione cerebrale traumatica in seguito a un incidente. Non ho niente di cui lamentarmi del modo in cui sono rappresentate queste due neurodiversità: l’autrice stessa ha la sindrome di Tourette e mi è sembrato che si fosse ben documentata anche per le lesioni cerebrali traumatiche.
Ho molto da lamentarmi, invece, del modo in cui Loveless ha sviluppato il rapporto tra Ethan e Carter. O forse sarebbe meglio scrivessi come non lo ha sviluppato, considerando che rimane invariato dall’inizio alla fine del romanzo. Infatti, dalla prima volta che si incontrano fino all’ultima pagina, Ethan e Carter rimangono invariati e così la loro relazione, che tra l’altro sembra nascere dal nulla. Inoltre, nonostante il romanzo copra una linea temporale abbastanza lunga, si ha la sensazione che tutto accada nell’arco di pochi giorni e che siano del tutto insufficienti per costruire un rapporto profondo.
Infine, mi lamenterò del fatto che Ethan che amava Carter è troppo romantico per i miei gusti aromantici: ovviamente, questa è una mia personale sensibilità, ma, se li condividete con me, sappiate che in questo romanzo scorrono fiumi di miele...
«Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti …
Review of 'Follia' on 'Goodreads'
4 stelle
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Follia, che è stato la lettura di maggio per LiberTiAmo, è uno strano romanzo: mentre lo leggi, sembra di avere tra le mani una robetta senza nerbo, una specie di romanzo rosa (ma in versione manicomio) che di certo non ti aspetteresti mai veder pubblicato da Adelphi. Tuttavia non puoi fare a meno di interrogarti sulle motivazioni che spingono tutti i personaggi a comportarsi in un certo modo.
L’idea che mi sono fatta alla fine è che McGrath abbia scritto un romanzo che sembra semplice, ma in realtà avrebbe bisogno di unə psichiatra per essere decodificato. Ovviamente nel mio piccolo mi sono fatta una mia idea di quali siano le dinamiche che portano avanti questa storia così disturbante e ve le linko dalla discussione del gruppo perché ci sono spoiler a pioggia.
Qui vi dirò che Follia …
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Follia, che è stato la lettura di maggio per LiberTiAmo, è uno strano romanzo: mentre lo leggi, sembra di avere tra le mani una robetta senza nerbo, una specie di romanzo rosa (ma in versione manicomio) che di certo non ti aspetteresti mai veder pubblicato da Adelphi. Tuttavia non puoi fare a meno di interrogarti sulle motivazioni che spingono tutti i personaggi a comportarsi in un certo modo.
L’idea che mi sono fatta alla fine è che McGrath abbia scritto un romanzo che sembra semplice, ma in realtà avrebbe bisogno di unə psichiatra per essere decodificato. Ovviamente nel mio piccolo mi sono fatta una mia idea di quali siano le dinamiche che portano avanti questa storia così disturbante e ve le linko dalla discussione del gruppo perché ci sono spoiler a pioggia.
Qui vi dirò che Follia, se non fosse per il contesto di malattia mentale entro il quale si sviluppa, potrebbe essere una di quelle grandi storie d’amore romantico che fanno sognare a occhi aperti un sacco di gente: abbiamo un matrimonio (e delle vite) privo di slanci, una suocera preoccupata per la carriera del figlio, una passione proibita, un artista maledetto e una bella donna, un figlio sacrificato sull’altare del Grande Amore…
Quanta parte dell’amore romantico è follia malsana? Siamo ormai così abituatə a un certo tipo di retorica che è difficile vederne il marcio… Penso che Follia sia così perturbante proprio perché è follemente normale e il personaggio che più smaschera la follia della normalità è Stella, che si è rotta le scatole di fare la recita e fa saltare il banco, facendo emergere l’insanità di tutti gli altri e anche la loro piccolezza.
Se leggerete questo romanzo, mettete in conto di dover leggere tra le righe per cercare di arrivare alla versione corretta e sappiate che, oltre a richiedere qualche rudimento di psichiatria, potrebbe essere necessaria anche una buona capacità di discernere le balle dalla verità, visto che non tuttə qui stanno dicendo il vero...
New enemies rise from the shadows in the next novel of the New York Times …
Review of 'The Thief (Black Dagger Brotherhood Series)' on 'Goodreads'
5 stelle
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Come annunciato ieri, ecco arrivare il mio sproloquio sul sedicesimo libro della Confraternita del Pugnale Nero: il romanzo è incentrato sulla coppia Sola/Assail e grande spazio è dedicato anche a Jane e Vishous, ma come sempre ci sono molti personaggi (anche se questa volta non c’è un grande affollamento di punti di vista… cose che probabilmente tornerà nel prossimo volume, The Savior, che promette di essere intenso e pieno di avvenimenti belli grossi...)
Procediamo con (dis)ordine…
Assail e Sola sono stati introdotti come due personaggi molto forti e abituati a contare solo su loro stessi e a curarsi di poche persone a loro care. In The Thief, però, Assail non se la passa bene dopo la sua disintossicazione dalla cocaina, che – a quanto pare – sui vampiri ha un effetto molto più devastante che sugli …
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Come annunciato ieri, ecco arrivare il mio sproloquio sul sedicesimo libro della Confraternita del Pugnale Nero: il romanzo è incentrato sulla coppia Sola/Assail e grande spazio è dedicato anche a Jane e Vishous, ma come sempre ci sono molti personaggi (anche se questa volta non c’è un grande affollamento di punti di vista… cose che probabilmente tornerà nel prossimo volume, The Savior, che promette di essere intenso e pieno di avvenimenti belli grossi...)
Procediamo con (dis)ordine…
Assail e Sola sono stati introdotti come due personaggi molto forti e abituati a contare solo su loro stessi e a curarsi di poche persone a loro care. In The Thief, però, Assail non se la passa bene dopo la sua disintossicazione dalla cocaina, che – a quanto pare – sui vampiri ha un effetto molto più devastante che sugli esseri umani.
Ho apprezzato moltissimo la riflessione sulle malattie “prestigiose” versus quelle “infamanti”: si è pronti a versare fiumi d’inchiostro sui nobili sforzi per guarire dal cancro, mentre la dipendenza da sostanze viene ancora guardata con sufficienza, nonostante sia anch’essa potenzialmente letale e assai penosa. Zia Ward, quando vuoi, sai picchiare duro…
Per quanto riguarda Sola, è ancora la tipa tosta che abbiamo imparato ad amare. Certo, in questo libro gliene capitano di tutti i colori (dalla malattia e riabilitazione di Assail alla scoperta che – ta-dah! – i vampiri esistono), ma continua a non accettare cazzate da nessuno. Brava la nostra ragazza! (E aggiungo che questi vampiri hanno bisogno di un corso accelerato su come rivelare la propria esistenza agli esseri umani, perché delicatezza proprio zero, eh…).
Ovviamente con Sola è arrivata anche sua nonna e con Assail i suoi cugini, Ehric ed Evale, più il buon Markcus. Vovó è sempre una forza della natura manipolatrice che ottiene sempre quello che vuole: una di quelle persone che finisci per assecondare solo per farla stare zitta… meno male che è una dei buoni!
Ehric ed Evale sono sempre carini e maledettamente intriganti: muoio dalla voglia di saperne di più su di loro (se poi Zia Ward mi dice pure che potrebbero finire per avere una relazione con la stessa donna…). Quando mangiano ghost peppers (i peperoncini più piccanti del mondo) come se fossero patatine sotto lo sguardo orripilato di Sola, mi hanno fatto morire dal ridere!
Adesso veniamo alla parte che ha fatto incazzare un sacco di fan: Vishous (non) tradisce Jane, litigano (sembra non abbastanza) e poi fanno la pace (senza che V abbia strisciato abbastanza).
Avete letto bene: non c’è un vero e proprio tradimento, ma un tentativo di tradimento. Secondo me, il modo in cui si prende questa faccenda dipende dalla propria concezione di che cos’è un tradimento e cosa si può fare al riguardo. Se siete per le decisioni drastiche e/o per punire la persona fedifraga, è difficile che apprezziate il modo in cui Zia Ward ha sviluppato questa crisi di coppia.
Io sono molto rilassata in merito, nel senso che tutto dipende molto dalle circostanze nelle quali il tradimento avviene. Infatti, mi sono goduta alla grande tutte le parti dedicate a V e Jane, che, essendo molto razionali, mantengono una discreta dose di ragionevolezza anche quando litigano. Poi ci sono alcune scene emotivamente importanti, come quelle che coinvolgono anche Phury (finalmente lo rivediamo!); poi ce ne sono anche di assurdamente divertenti e queste coinvolgono un paio di pantaloni di pigiama rosa di My Little Pony…
Passando al lato oscuro, bisogna parlare un attimo di Throe, perché sta diventando tutto molto corrotto e perverso. Le parti dedicate a lui e a queste misteriose ombre sono super-inquietanti e mettono addosso un sacco di turbamento (tanto che a un certo punto succede una roba talmente inaspettata che ho quasi urlato, rischiando una notevole figura di cacca). Zia Ward è riuscita a costruire una grande tensione intorno a questa nuova minaccia e sono molto curiosa di leggere come evolverà la situazione (per chi sta seguendo la Confraternita: è davvero venuto il momento di mettersi in pari con Fallen Angels perché pare che le due serie convergeranno proprio con il prossimo volume).
Infine (poi mi fermo, ho già scritto un poema!), ricompare Murdher, dopo anni dalla sua prima comparsa, alla quale era seguito il silenzio da parte di Ward, nonostante ogni anno le chiedessero che fine avesse fatto. Sono eccitatissima perché la ricomparsa è una bomba, in tutti i sensi, e non vedo l’ora di leggere il casino che combinerà in casa Confraternita...
Review of 'Il Postino Di Neruda (La Strega E Il Capitano)' on 'Goodreads'
4 stelle
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Il postino di Neruda, dal quale è stato liberamente tratto Il postino, l’ultimo film di Massimo Troisi, è un romanzo bizzarro: molto breve – si legge in un soffio – e apparentemente privo di elementi memorabili, eppure permanerà nella vostra mente anche dopo la fine della lettura.
È un romanzo che per gran parte delle sue pagine si svolge con un tono scanzonato e ironico: infatti, sebbene si abbia ben presto sentore (anche per gli evidenti riferimenti alla storia cilena e alla presenza di un poeta come Neruda) che gli eventi avranno una svolta drammatica, non è affatto amarezza ciò che mi ha trasmesso. Neanche il caffè amaro con il quale si conclude il romanzo c’è riuscito.
Piuttosto, l’ho trovato un libro consolatorio: si parla di come la poesia accenda gli animi delle persone e riesca …
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Il postino di Neruda, dal quale è stato liberamente tratto Il postino, l’ultimo film di Massimo Troisi, è un romanzo bizzarro: molto breve – si legge in un soffio – e apparentemente privo di elementi memorabili, eppure permanerà nella vostra mente anche dopo la fine della lettura.
È un romanzo che per gran parte delle sue pagine si svolge con un tono scanzonato e ironico: infatti, sebbene si abbia ben presto sentore (anche per gli evidenti riferimenti alla storia cilena e alla presenza di un poeta come Neruda) che gli eventi avranno una svolta drammatica, non è affatto amarezza ciò che mi ha trasmesso. Neanche il caffè amaro con il quale si conclude il romanzo c’è riuscito.
Piuttosto, l’ho trovato un libro consolatorio: si parla di come la poesia accenda gli animi delle persone e riesca a dar loro la spinta per credere in un sogno e magari anche la forza per cercare di realizzarlo. Mario Jiménez non può che farci simpatia mentre succhia linfa poetica da Neruda che, sebbene guardi con affetto a questo suo nuovo amico, non può fare a meno di cercare di mettere un freno ai suoi entusiasmi («La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa!» - «Questa bella frase democratica mi piace molto, ma non spingiamo la democrazia tanto oltre da mettere ai voti chi debba essere il padre all'interno della famiglia»).
La poesia, infatti, può essere pericolosa: lo sa bene Rosa González, che l’apprezza, ma ne conosce bene il potere persuasivo. Prova a mettere in guardia la figlia, a strigliare Neruda e a guardare in cagnesco Mario, ma invano. La poesia è forte e, quando domina i sentimenti, non c’è ragione che tenga…
Così diceva Neruda, ricevendo il Premio Nobel per la letteratura:
«Esattamente cento anni fa, un povero splendido poeta, il più grande e atroce dei disperati, scrisse questa profezia: A l'aurore, armés d'une ardente patience, nous entrerons aux splendides villes. "All'alba, armati di ardente pazienza, entreremo nelle città splendide". «Io credo in questa profezia di Rimbaud, il veggente. Io vengo da un'oscura provincia, da un paese che la geografia ha separato di netto dagli altri. Fui il più derelitto dei poeti, e la mia poesia fu regionale, dolorosa e piovosa. Ma ho sempre avuto fede nell'uomo. Non ho mai perso la speranza. Perciò sono arrivato fin qui, con la mia poesia e la mia bandiera. «In conclusione devo dire agli uomini di buona volontà, ai lavoratori, ai poeti, che l'intero avvenire è espresso in quella frase di Rimbaud: soltanto con ardente pazienza conquisteremo la splendida città che darà luce, giustizia e dignità a tutti gli uomini. «Così, la poesia non avrà cantato invano».
«Nei mesi scorsi, Nicoletta ha scritto un’utile guida/pamphlet, pensata per una composita galassia di insegnanti, …
Review of 'Questo chi lo dice? E perché?' on 'Goodreads'
3 stelle
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Questa breve guida (sono una sessantina di pagine) è stata redatta da Nicoletta Bourbaki, un gruppo di storici che si fa un mazzo tanto nel demolire falsi storici e tentativi di stravolgere il senso delle lotte contro il nazifascismo e il colonialismo. Potete liberamente scaricarla da sito della Wu Ming Foundation ed è una lettura che consiglio a chiunque, visto che stando sul web è una questione che ci riguarda tutt e alla quale tutt dobbiamo cercare di porre l’attenzione.
In this young adult novel, Alice, afraid of explaining her asexuality, has given up on …
Review of "Let's Talk about Love" on 'Goodreads'
2 stelle
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Non sapete quanto mi dolga scrivere che ho trovato un romanzo con una pessima rappresentazione dell’asessualità (e dell’adolescenza, che, sebbene sia un fenomeno meno raro, non è meno irritante).
Il romanzo inizia con la nostra protagonista, Alice, che viene mollata dalla sua fidanzata, Margot. Il motivo? Alice non ama e non fa sesso come piacerebbe a Margot. Dove sta il problema? Alice non ha detto a Margot di essere un’asessuale biromantica e, nella sua mente, inizia subito a lamentarsi della scarsa comprensione della (ex) fidanzata.
Ora, per ricevere comprensione bisogna anche mettere le altre persone nella posizione di poter comprendere: non stiamo parlando della vicina di casa, che deve farsi i fatti suoi, ma della tua ragazza, che trova un pelo strano il fatto che tu non voglia essere toccata durante il sesso. Vuole sapere perché, vuole capire, …
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Non sapete quanto mi dolga scrivere che ho trovato un romanzo con una pessima rappresentazione dell’asessualità (e dell’adolescenza, che, sebbene sia un fenomeno meno raro, non è meno irritante).
Il romanzo inizia con la nostra protagonista, Alice, che viene mollata dalla sua fidanzata, Margot. Il motivo? Alice non ama e non fa sesso come piacerebbe a Margot. Dove sta il problema? Alice non ha detto a Margot di essere un’asessuale biromantica e, nella sua mente, inizia subito a lamentarsi della scarsa comprensione della (ex) fidanzata.
Ora, per ricevere comprensione bisogna anche mettere le altre persone nella posizione di poter comprendere: non stiamo parlando della vicina di casa, che deve farsi i fatti suoi, ma della tua ragazza, che trova un pelo strano il fatto che tu non voglia essere toccata durante il sesso. Vuole sapere perché, vuole capire, ma Alice niente, tace e inizia a sentirsi la vittima della situazione. Irritante come poche.
Avrei accettato una roba del genere se a un certo punto del romanzo avesse fatto autocritica o se un personaggio le avesse fatto notare che era stata ingiusta, ma niente. Siamo nel tipico romanzo YA dove i personaggi non si evolvono, ma arrivano allegramente immutati alla fine.
Alice, infatti, è la tipica ragazza tutta cuori&fiori che mette a dura prova il mio aromanticismo e che finisce per incontrare il bellimbusto di turno, Takumi. Quest’ultimo è privo di qualsivoglia difetto (fisico o caratteriale) e finirà per essere il cavaliere dalla scintillante armatura che accetterà Alice per quello che è (senza parlare di niente, ovviamente, sia mai che in questi YA si mostri come affrontare una sana e costruttiva discussione sui propri desideri ed esigenze).
Poi tutta la negatività è rivolta contro l’ignara Margot, ma il personaggio che spala merda sull’asessualità in questo romanzo è la migliore amica di Alice, Feenie. Però è la migliore amica, quindi, be’, è giustificata, poverina, è che è fatta così, apre la bocca e lascia andare… ma dove? Ma come? Ma cosa? Ma anche no, diamine! Sa che Alice è asessuale e poco incline a fare sesso e il suo consiglio per capire meglio i suoi sentimenti verso Takumi è comunque portatelo a letto. Sul serio? Ma che razza di amica è?
Boh. Il libro non si becca l’infamia di una stella solo perché ci sono anche alcune parti interessanti (come il dialogo con lo psicologo che ho postato anche qui sul blog) e qualche riflessione importante qua e là, ma – a essere sincera – non credo valgano la pena di sorbirsi tutto il resto…
«Prendere una sberla non fa male in certi casi: si sente di non dovere piú …
Review of 'Materada' on 'Goodreads'
4 stelle
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Oggi si celebra il Giorno del Ricordo per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”: tuttavia, fin dalla sua nascita, questa giornata si è rivelata piuttosto smemorata, revisionista e molto lontana da ogni accuratezza storica.
Nel mio piccolo, per ovviare a qualunque “svista” vi capiti di sentire in questa giornata, vi consiglio questo bellissimo speciale che Internazionale pubblicò lo scorso anno, la consultazione degli articoli di Giap sotto il tag foibe e questo piccolo riassunto della faccenda uscito su Huffington Post.
Inoltre, visto che questo è un blog che parla di libri, vi consiglio di leggere Materada di Fulvio Tomizza, che visse in prima persona gli eventi …
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Oggi si celebra il Giorno del Ricordo per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”: tuttavia, fin dalla sua nascita, questa giornata si è rivelata piuttosto smemorata, revisionista e molto lontana da ogni accuratezza storica.
Nel mio piccolo, per ovviare a qualunque “svista” vi capiti di sentire in questa giornata, vi consiglio questo bellissimo speciale che Internazionale pubblicò lo scorso anno, la consultazione degli articoli di Giap sotto il tag foibe e questo piccolo riassunto della faccenda uscito su Huffington Post.
Inoltre, visto che questo è un blog che parla di libri, vi consiglio di leggere Materada di Fulvio Tomizza, che visse in prima persona gli eventi di Istria (Materada era proprio il suo paese d’origine).
Già dalle prime pagine possiamo renderci conto che la retorica del Giorno del Ricordo poco si confà alla realtà dei fatti e che nessuno slogan politico potrà rendere giustizia alla complessità di una terra di confine come quella di Istria, dove le culture di mescolavano in maniera così naturale che solo l’ottusità della violenza istituzionalizzata poteva distruggere quella pace.
Non si ricava alcun sentimento di amor patrio leggendo Materada: è un romanzo che trasmette un grande squallore. Tomizza inizia il romanzo così: La guerra tutti l'abbiamo provata, e anche la Liberazione che si portò dietro altri lutti e altre miserie. È un incipit che mi ha colpito molto ed è la lunghezza entro la quale si dipaneranno le vicende del protagonista, Francesco, italiano con un cognome slavo, partigiano (di quelli che oggi vorrebbero farci credere fossero solo “stranieri cattivi”), bilingue e vittima degli italiani furbi, di quelli che riescono sempre a girare la frittata (e le leggi) a loro favore, e carnefice di quelli più poveri, di quelli che non hanno nulla e cercano di andare avanti come possono.
«[…] Ero diventata come un chiodo e poi ho capito che neanche tu eri meglio di tua madre e non mi meritavi, anche se non avevo né manzi né terre. E volevi anche tu avere e avere, e non ti importava di altro. Sì, ero troppo povera per voi. [...]»