Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò.
Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei …
Il pathos cala un po', il succo resta
3 stelle
La seconda parte di Macerie Prime chiude molto bene tutti i cliffhanger rimasti dalla prima, con Calcare e i suoi amici che sciolgono i nodi delle rispettive vite e vanno avanti. La trama e i momenti umoristici sono da manuale, però il modo in cui Calcare propone la sua tesi ("Nei momenti di crisi tieniti stretta la tua comunità") mi è sembrato un po' banalizzante, o comunque meno raffinato di come aveva trattato la risposta al lutto in Dimentica il mio nome. Non è, secondo me, il suo lavoro migliore, ma è sicuramente meritevole.
[A rileggere e trascrivere questa recensione a 8 anni di distanza, mi rendo conto che con questo testo Michele era probabilmente nel pieno di una fase transitoria fra la riflessione strettamente autobiografica e personale e l'ampliamento dello sguardo a una scala comunitaria, che sarebbe piano piano sbocciato sotto il periodo Covid. Morale, ovvio che ancora …
La seconda parte di Macerie Prime chiude molto bene tutti i cliffhanger rimasti dalla prima, con Calcare e i suoi amici che sciolgono i nodi delle rispettive vite e vanno avanti. La trama e i momenti umoristici sono da manuale, però il modo in cui Calcare propone la sua tesi ("Nei momenti di crisi tieniti stretta la tua comunità") mi è sembrato un po' banalizzante, o comunque meno raffinato di come aveva trattato la risposta al lutto in Dimentica il mio nome. Non è, secondo me, il suo lavoro migliore, ma è sicuramente meritevole.
[A rileggere e trascrivere questa recensione a 8 anni di distanza, mi rendo conto che con questo testo Michele era probabilmente nel pieno di una fase transitoria fra la riflessione strettamente autobiografica e personale e l'ampliamento dello sguardo a una scala comunitaria, che sarebbe piano piano sbocciato sotto il periodo Covid. Morale, ovvio che ancora non aveva il polso perfetto della cosa!]
Macerie prime è una storia su cosa ci rende umani. Sulle cose che, per quanto …
Quando Michele Rech iniziò con la critica sociale pesante
4 stelle
[Quando scrissi questa recensione avevo 22 anni scarsi, ora che la trasferisco su Bookwyrm ne ho quasi 30 e la città di macerie prime mi sta crescendo attorno. Michele, grazie di avermi educato tu, sul serio.]
Macerie Prime è un'autobiografia coi controcazzi. A livello di trama, è la storia di 3 incontri concatenati fra Calcare personaggio e i suoi amici storici, e i suddetti incontri sono lo spunto per raccontarci, come flashback o riflessioni, le sofferenze emotive (rappresentate come mostri) che rodono il cuore a Calcare e compagnia. In passato Zero ci aveva già fatto vedere la depressione e l'anoressia di Camille in forma di coyote nero, il polpo alla gola delle colpe mai amesse, i fantasmi del passato di sua nonna e il cumulo degli accolli, ma ora ci va giù anche più pesante (leggere per credere). In più, ricordate il naufragio della nave Italia e le zattere dei …
[Quando scrissi questa recensione avevo 22 anni scarsi, ora che la trasferisco su Bookwyrm ne ho quasi 30 e la città di macerie prime mi sta crescendo attorno. Michele, grazie di avermi educato tu, sul serio.]
Macerie Prime è un'autobiografia coi controcazzi. A livello di trama, è la storia di 3 incontri concatenati fra Calcare personaggio e i suoi amici storici, e i suddetti incontri sono lo spunto per raccontarci, come flashback o riflessioni, le sofferenze emotive (rappresentate come mostri) che rodono il cuore a Calcare e compagnia. In passato Zero ci aveva già fatto vedere la depressione e l'anoressia di Camille in forma di coyote nero, il polpo alla gola delle colpe mai amesse, i fantasmi del passato di sua nonna e il cumulo degli accolli, ma ora ci va giù anche più pesante (leggere per credere). In più, ricordate il naufragio della nave Italia e le zattere dei giovani adulti di [book:Ogni maledetto lunedì su due|17571519]? Ecco, 5 anni dopo quella metafora si è evoluta: ora Calcare e amici stanno in una baraccopoli costruita nelle macerie del titolo, una baraccopoli in cui i mostri di cui sopra li tormentano ogni giorno - Sarah ha una vita di merda e si sfoga su chi sta appena meglio di lei, Cinghiale ha fatto scelte irrevocabili e non sa come gli andranno, Katja ha come mostro il suo moroso, Deprecabile, e Calcare non si può più proteggere facendo l'armadillo - non ora che il suo lavoro l'ha reso una persona diversa da chi era a 28 anni. Aspetto con ansia la seconda parte del romanzo, ché voglio proprio vedere se si finisce in tragedia o con un po' di speranza.
Marco deve fare la maturità e la sola domanda che gli viene posta, da chiunque …
Un'opera prima un po' traballante
2 stelle
[Recensione composta in gioventù quando l'autore era un esordiente, non chiedetemi che ne sia di lui ora – voglio scoprirlo!]
La quarta variazione è una storia di maturazione: Marco sta per diplomarsi al liceo artistico e vorrebbe fare il disegnatore professionista, ma ha contro la pressione sociale di amici e parenti che vorrebbero vederlo fare un "lavoro vero"; gli serviranno un po' di esperienze di vita intense per trovare la sua strada.
Il romanzo è piacevole e si lascia leggere, ma è penalizzato da una struttura di trama elementare e perfettibile: lo sviluppo psicologico di Marco non ha ostacolo seri che rendano possibile un suo fallimento, le figure di antagonista sono piatte, il momento climatico è un po' verboso, i due leit motiv (i disegni surreali di Marco e i suoi giochi con gli amici) non hanno un impatto vero sulla trama.
Ciò detto, l'autore è giovane e ha già …
[Recensione composta in gioventù quando l'autore era un esordiente, non chiedetemi che ne sia di lui ora – voglio scoprirlo!]
La quarta variazione è una storia di maturazione: Marco sta per diplomarsi al liceo artistico e vorrebbe fare il disegnatore professionista, ma ha contro la pressione sociale di amici e parenti che vorrebbero vederlo fare un "lavoro vero"; gli serviranno un po' di esperienze di vita intense per trovare la sua strada.
Il romanzo è piacevole e si lascia leggere, ma è penalizzato da una struttura di trama elementare e perfettibile: lo sviluppo psicologico di Marco non ha ostacolo seri che rendano possibile un suo fallimento, le figure di antagonista sono piatte, il momento climatico è un po' verboso, i due leit motiv (i disegni surreali di Marco e i suoi giochi con gli amici) non hanno un impatto vero sulla trama.
Ciò detto, l'autore è giovane e ha già uno stile grafico gradevole, perciò se impara a sceneggiare o si mette a lavorare in duo con uno sceneggiatore potrà sicuramente fare un salto qualitativo. Io tifo per lui.
Dodici mesi, dodici momenti nella vita di un giovane uomo che cerca sé stesso e …
Comunque è ridicolo che lo lessi e apprezzai neanche due mesi prima di avviare la mia prima relazione amorosa, e che non me lo sia riletto durante l'anno di assestamento dopo che quella relazione si è chiusa!
Sam sta scrivendo un articolo. Una cosa complessa, che comporta che lui vada a vivere …
Una storia di formazione urbana
4 stelle
[Vecchia recensione di quando ero pischello, abbiate pietà]
Sam fa il fotografo e sta facendo un reportage da New York: vuole restare per due mesi senza parlare con nessuno, e documentare tutto con le sue foto. Tutto va bene, finché il nostro non sviluppa una memory stick fra tante e nota una cosa assurda: ci sono foto che non ricorda di aver fatto, e in tutte appare una donna che lui non conosce. Da qui inizia il nostro viaggio nel modo di vivere e di pensare di Sam, da un lato, e dall'altro nella natura di New York – una grande città in cui le vite umane non possono non toccarsi e deviarsi di traiettoria l'un l'altra. Il risultato è una storia di elaborazione del dolore, di scontro con la disabilità, di costruzione di schemi confortevoli e di superamento dei propri limiti per riuscire a vivere meglio. In una parola, …
[Vecchia recensione di quando ero pischello, abbiate pietà]
Sam fa il fotografo e sta facendo un reportage da New York: vuole restare per due mesi senza parlare con nessuno, e documentare tutto con le sue foto. Tutto va bene, finché il nostro non sviluppa una memory stick fra tante e nota una cosa assurda: ci sono foto che non ricorda di aver fatto, e in tutte appare una donna che lui non conosce. Da qui inizia il nostro viaggio nel modo di vivere e di pensare di Sam, da un lato, e dall'altro nella natura di New York – una grande città in cui le vite umane non possono non toccarsi e deviarsi di traiettoria l'un l'altra. Il risultato è una storia di elaborazione del dolore, di scontro con la disabilità, di costruzione di schemi confortevoli e di superamento dei propri limiti per riuscire a vivere meglio. In una parola, commovente.
“Ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’‘Ur-Fascismo’, o il ‘fascismo eterno’. L’Ur-Fascismo …