cretinodicrescenzago ha risposto allo stato di Luca Broggi
@lbroggi@bookwyrm.gatti.ninja non ci credo, un altro diplomato del '13/'14 che aveva fatto la tesina nerdacchiona! La mia fu un più banale "Tolkien aedo dei tempi moderni"
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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@lbroggi@bookwyrm.gatti.ninja non ci credo, un altro diplomato del '13/'14 che aveva fatto la tesina nerdacchiona! La mia fu un più banale "Tolkien aedo dei tempi moderni"

DMR Books proudly presents this collection of fantasy adventure fiction by some of our finest authors. Some tales are from …
Da insegnante di Lettere, detesto profondamente l'enfasi che i programmi ministeriali concedono a quella che io chiamo la "letteratura del cazzo", cioè i romanzi realistici stilisticamente pretenziosi e inerenti la grave crisi di coscienza di un uomo etero borghesotto (o giovanotto o di mezza età), che si scopre incapace di reggere le aspettative sociali... e anziché optare per la rivolta costruttiva e la diserzione dal suo ceto, si perde in velleità inconcludenti o capricci bambineschi. Questo culto ossessivo per La coscienza di Zeno o Il fu Mattia Pascal o Gli indifferenti mi seccava istintivamente già da ragazzo, a maggior ragione ora che, da adulto, comprendo che si tratti di un cacciare in gola alle scolaresche la prospettiva sul mondo delle classi dirigenti, così da deresponsabilizzarle e mitizzarle agli occhi dei subalterni (cioè il 95% degli studenti), mettendo al contempo a tacere i tentativi dei gruppi subalterni stessi di alzare la …
Da insegnante di Lettere, detesto profondamente l'enfasi che i programmi ministeriali concedono a quella che io chiamo la "letteratura del cazzo", cioè i romanzi realistici stilisticamente pretenziosi e inerenti la grave crisi di coscienza di un uomo etero borghesotto (o giovanotto o di mezza età), che si scopre incapace di reggere le aspettative sociali... e anziché optare per la rivolta costruttiva e la diserzione dal suo ceto, si perde in velleità inconcludenti o capricci bambineschi. Questo culto ossessivo per La coscienza di Zeno o Il fu Mattia Pascal o Gli indifferenti mi seccava istintivamente già da ragazzo, a maggior ragione ora che, da adulto, comprendo che si tratti di un cacciare in gola alle scolaresche la prospettiva sul mondo delle classi dirigenti, così da deresponsabilizzarle e mitizzarle agli occhi dei subalterni (cioè il 95% degli studenti), mettendo al contempo a tacere i tentativi dei gruppi subalterni stessi di alzare la voce. Non è affatto un caso che, nella mia esperienza, mai ho visto proporre a scuola Vogliamo tutto, che è l'esatta antitesi della letteratura del cazzo: superficialmente, sembra un romanzo mordenista nel solco di Svevo, ma qui il flusso di coscienza serve a restituire voce collettiva al sottoproletariato italiano, quella massa di contadini meridionali nati poco dopo la Guerra e sradicati dalla misera sicurezza campagnola per diventare operai non specializzati nelle grandi fabbriche, sia quelle impiantate nel Meridione sia ovviamente quelle del triangolo industriale padano, e tale flusso di coscienza ci racconta non già una storia di inettutudine e mediocrità individuale (come piace fare ai romanzieri borghesi), bensì la storia di riscatto collettivo di questi operai ipersfruttati mossi inizialmente dalla ricerca egoistica di benessere materiale, salvo poi rendersi conto della loro comune condizione di sfruttamento, così che il nostro protagonista anonimo (perché non è solo un uomo, ma un archetipo) e i suoi colleghi man mano acquisiscono coscienza, appunto, collettiva di sé come subalterni, e organizzano in autonomia la propria mobilitazione politica, rifiutando impietosamente il dirigismo di CGIL e PCI in favore dello scontro frontale con il padronato e le forze dell'ordine... e il finale del romanzo, fotografia quasi in presa diretta dei sollevamenti operai dell'autunno caldo 1969, non può non ispirarci come mito moderno e paradigma eroico da replicare.
Che marciscano pure nel letamaio gli Zeno Cosini, i Mattia Pascal e i Michele Ardengo: datemi la storia dei miei padri tute blu, loro che hanno cercato di prendersi tutto.
A rigore, Roma senza Papa è fantascienza che, per l'anno di composizione, si svolgeva nei proverbiali "20 anni nel futuro", e a leggerlo oggi diventa ucronia, ma è tutto meno che la fantascienza ucronica all'americana di thriller fantapolitico. Nella finzione narrativa, stiamo infatti leggendo dei diari personali, in parte privati e in parte appunti da pubblicare, composti da un prevosto svizzero in trasferta a Roma, per partecipare a un dibattito teologico sul culto mariano che vede contrapposti tradizionalisti e riformisti, entro una Chiesa Cattolica in via di conciliazione sia con i protestantisimi sia, per certi versi... col buddismo. Da questa base, traiamo un romanzo che intreccia assieme, senza soluzione di continuità, dibattiti squisitamente tecnici di teologia cattolica (proprio come la fantascienza americana classica propone dibattiti squisitamente tecnici di scienze dure), cenni a una Storia con la maiuscola alternativa in cui l'URSS è ancora in piedi e l'Italia non ha conosciuto …
A rigore, Roma senza Papa è fantascienza che, per l'anno di composizione, si svolgeva nei proverbiali "20 anni nel futuro", e a leggerlo oggi diventa ucronia, ma è tutto meno che la fantascienza ucronica all'americana di thriller fantapolitico. Nella finzione narrativa, stiamo infatti leggendo dei diari personali, in parte privati e in parte appunti da pubblicare, composti da un prevosto svizzero in trasferta a Roma, per partecipare a un dibattito teologico sul culto mariano che vede contrapposti tradizionalisti e riformisti, entro una Chiesa Cattolica in via di conciliazione sia con i protestantisimi sia, per certi versi... col buddismo. Da questa base, traiamo un romanzo che intreccia assieme, senza soluzione di continuità, dibattiti squisitamente tecnici di teologia cattolica (proprio come la fantascienza americana classica propone dibattiti squisitamente tecnici di scienze dure), cenni a una Storia con la maiuscola alternativa in cui l'URSS è ancora in piedi e l'Italia non ha conosciuto Mani Pulite, e, soprattutto, ampie discettazioni su come la vita di Roma resti indissolubilmente legata alla presenza della Santa Sede, e ogni rettifica alla pratica e al cerimoniale cattolico possa scompensare gli equilibri della Città Eterna. Un romanzo estremamente complicato, probabilmente un esercizio cerebrale per la maggior parte del pubblico, per me una goduria.
Se i gatti scomparissero dal mondo è come quei film di "fantastico leggero" che si usavano una volta, con gli scambi di coscienza fra persone diverse o gli angeli che danno una mano alle squadre sportive in crisi; in questo caso, abbiamo il diavolo che offre un patto faustiano a un postino qualunque malato terminale: un giorno in più in cambio della sparizione di un qualcosa dal mondo. E a ogni sparizione il nostro signor postino riepiloga e rivisita questo o quel fatto della sua vita nel tentativo di trovare una quadra ai conti in sospeso, finché l'ultimo e più importante di essi non ci conduce a un climax finale che, per una questione di risonanza biografica, a me ha davvero davvero toccato.
@lasiepedimore il tuo sacrificio in realtà è utile, contribuisci a filtrare, appunto, le perle dallo sterco! Non ci pensiamo mai, ma qualche persona deve pur farlo, se no come fanno le cose belle a costruirsi la buona fama?
Speravo con fiducia che Come distruggere il capitalismo della sorveglianza desse degli spunti aggiuntivi rispetto a Silicon Valley. I signori del silicio, il primo testo sul tema che ho letto, e in parte ne ha dati analizzando più nel dettaglio la storia dei meccanismi di profilazione di massa a scopo pubblicitario e securtario; tuttavia, questo pregio viene compromesso da una prosa che sembra pensata per la pubblicazione su Twitter, con capitoli brevi brevi che spezzettano la trattazione in pensieri semplici, e da una traduzione italiana piena di frasi contorte (se non sintatticamente sgrammaticate) che sanno tanto di bozza mai revisionata; e lo dico a malincuore, da grande estimatore del gruppo Ippolita.
@lasiepedimore il "romanzo che racconta i tormenti di un uomo con la maturità emotiva di un acaro della polvere", per parte mia, è un genere fin troppo inflazionato nella letteratura occidentale da almeno 150 anni, e bruciarli tutti sarebbe un bel recupero di spazio. E mi chiedo che minchia pensasse Neri Pozza a tradurre un esemplare taiwanese di questa specie infame.

L'Operazione speciale voluta da Putin e dal governo russo, che a febbraio 2022 veniva presentata come un veloce colpo di …

Da qualche tempo abbiamo appreso che esiste un problema chiamato “capitalismo della sorveglianza”, cioè il business del controllo, dell’estrazione e …

Teorico e militante politico conosciuto, letto e discusso in tutto il mondo, Antonio Negri (1933-2023) è una delle figure più …

Teorico e militante politico conosciuto, letto e discusso in tutto il mondo, Antonio Negri (1933-2023) è una delle figure più …
@lbroggi@bookwyrm.gatti.ninja per parte mia è uno dei più bei romanzi di fantascienza che abbia mai letto :3

Teorico e militante politico conosciuto, letto e discusso in tutto il mondo, Antonio Negri (1933-2023) è una delle figure più …

Copyleft edition compiled from Project Gutenberg texts, no ISBN given.
«A mysterious god creates a cosmic pantheon to rule over …