Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò.
Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
@alessandroid non ci credo, un'altra persona oltre a me che sa che i Domine esistono, e tu non ci sei arrivato partendo da Elric bensì viceversa!
Guarda, un progetto di fanfiction musicale come il loro poteva andare in porto solo in epoca pre Internet: a quanto so, ormai Moorcock passa il tempo ad accusare artisti successivi di averlo plagiato, nella speranza che ci scappi la causa giudiziaria e il risarcimento per la sua pensione.
@alessandroid non sono sorpreso affatto, una parte della scena metal è totalmente sovrapponibile al pubblico della sword & sorcery e Moorcock stesso ha scritto canzoni su Elric per le band prog rock dei suoi amici. Il mio spassionato consiglio è di accostarti a Elric leggendo la (di fatto) trilogia originale composta negli anni Sessanta dal giovane Moorcock strafatto, cioè i racconti riuniti ne Il fato del lupo bianco, quelli raccolti ne La maledizione della spada nera e il romanzo a puntate Tempestosa: assieme formano una sequenza breve e coesa con un climax sensato e trasmettono una bella botta metallara.
Disastri nucleari, biotecnologie, fecondazione assistita, cinema e letteratura di fantascienza punteggiano la costellazione di idee madri, mostri e macchine. Nell’universo …
Feared by enemies and friends alike, Elric of Melnibone walks a lonely path among the …
Un romanzo prolisso e dei racconti metallari
3 stelle
Così come il terzo tomo della serie, Elric: The Sailor on the Seas of Fate, anche questo quinto libro, Elric: The Revenge of the Rose, è un volume antologico diviso in due parti: il romanzo The Revenge of the Rose è un midquel aggiunto alla serie nel 1991, i racconti "The Stealer of Souls", "Kings in Darkness", "The Caravan of Forgotten Dreams", "The Last Enchantment" e "To Rescue Tanelorn" risalgono al primo nucleo degli anni Sessanta ed erano pubblicati in passato entro l'antologia autonoma The Bane of the Black Sword – e anche in questo caso non c'è un apparato critico che spieghi la cronologia di composizione...
The Revenge of the Rose mi è parso francamente mediocre, una combinazione degli elementi più deboli sia di The Sailor of the Seas of Fate sia di The Fortress of the Pearl (l'altro midquel, composto nel 1989): la trama consiste di …
Così come il terzo tomo della serie, Elric: The Sailor on the Seas of Fate, anche questo quinto libro, Elric: The Revenge of the Rose, è un volume antologico diviso in due parti: il romanzo The Revenge of the Rose è un midquel aggiunto alla serie nel 1991, i racconti "The Stealer of Souls", "Kings in Darkness", "The Caravan of Forgotten Dreams", "The Last Enchantment" e "To Rescue Tanelorn" risalgono al primo nucleo degli anni Sessanta ed erano pubblicati in passato entro l'antologia autonoma The Bane of the Black Sword – e anche in questo caso non c'è un apparato critico che spieghi la cronologia di composizione...
The Revenge of the Rose mi è parso francamente mediocre, una combinazione degli elementi più deboli sia di The Sailor of the Seas of Fate sia di The Fortress of the Pearl (l'altro midquel, composto nel 1989): la trama consiste di una classica (anche troppo) cerca simil-tolkienesca scandita in tre macro-sezioni semiautonome per ambientazione e per eventi, per i miei gusti c'è un certo eccesso di descrizioni barocche e di monologhi interiori (devo però prendere atto che a Moorcock piacciono), i comprimari di Elric ricevono un sacco di spazio e danno all'opera un'atmosfera a tratti comica, a tratti aulica, in generale completamente fuori fase rispetto a come si era concluso il precedente romanzo The Sleeping Sorceress; sicuramente c'è chi apprezza questo stacco netto, a me ha fatto un po' storcere il naso perché enfatizza ancora di più che questo episodio è un interludio abbastanza avulso dalla trama principale.
Passando ai racconti, la qualità è dignitosa e in linea con l'altro blocco di novelle "classiche" pubblicato in Elric: The Sailor on the Seas of Fate:
"The Stealer of Souls" include delle gradevoli scene di duello magico a base di demoni e spiriti elementali, però le svolte tragico-truculente iniziano un attimo a essere telefonate (ennesimo elmento che George Martin ha copiato da Moorcock...).
"Kings in Darkness" è il racconto più debole del nucleo originale: a fronte di scene macabre abbastanza carine introduce un nuovo, svenevole, interesse amoroso di Elric, roba che neanche i peggiori fumetti shojo. Buona l'idea di dama Zarozina, ma pessima l'esecuzione.
"The Caravan of Forgotten Dreams" presenta degli eventi chiaramente troppo vasti di magnitudine per essere coerenti con il woldbuilding visto sinora, ma noi ce ne infischiamo perché abbiamo belle coreografie di battaglia e un po' di scavo psicologico su Elric.
"The Last Enchantment" è una breve scenetta tragicomica non particolarmente brillante per i miei gusti, ma funziona bene da "quiete prima della tempesta".
"To Rescue Tanelorn" è un interludio con protagonista Rackhir l'Arciere rosso, comprimario ricorrente di Elric, ed è quindi in qualche modo speculare al racconto "Master of Chaos" compreso in [Elric of Melniboné and Other Stories](https://lore.livellosegreto.it/book/172657/s/elric-of-melnibone-and-other-stories); il suo tono complessivo è stato rieseguito meglio nel romanzo The Sleeping Sorceress, ma è un ottimo preludio al gran finale della saga.
Nel complesso, dunque, questi cinque testi sono ancora abbastanza avvincenti e immaginifichi come racconti di sword & sorcery tradizionale, risultano sicuramente datati se si cerca raffinatezza di woldbuilding e introspezione dei personaggi, e sono inferiori alla freschezza sempreverde che ho trovato nei romanzi Elric of Melniboné e The Sleeping Sorceress.
Gollancz is very proud to present the author's definitive editions of the saga of Elric, …
Una buona antologia miscellanea mascherata da volume monografico
3 stelle
Siamo al quarto volume della saga integrale di Elric di Melniboné e a questo giro la presentazione editoriale Gollancz ha raggiunto un nuovo picco di indecenza: i curatori avevano finito i saggi critici paccottiglia da ammucchiare in prefazione o in appendice, quindi hanno collocato al centro del volume il romanzo The Sleeping Sorceress, che è effettivamente parte della saga di Elric, e vi hanno posto attorno una mezza dozzina di racconti eterogenei, senza indicare né in copertina né in quarta di copertina che si tratta di un volume antologico — lo scopriamo solo dal frontespizio, che recita The Sleeping Sorceress and Other Stories! Questa cialtroneria sarebbe valsa 1 misera stella su 5, ma alla prima lettura nel maggio 2020 mi sono controllato, ho letto unicamente il romanzo di Elric e ho valutato solo quello; poi nel giugno 2021, a mente fredda e dopo aver letto anche altre saghe …
Siamo al quarto volume della saga integrale di Elric di Melniboné e a questo giro la presentazione editoriale Gollancz ha raggiunto un nuovo picco di indecenza: i curatori avevano finito i saggi critici paccottiglia da ammucchiare in prefazione o in appendice, quindi hanno collocato al centro del volume il romanzo The Sleeping Sorceress, che è effettivamente parte della saga di Elric, e vi hanno posto attorno una mezza dozzina di racconti eterogenei, senza indicare né in copertina né in quarta di copertina che si tratta di un volume antologico — lo scopriamo solo dal frontespizio, che recita The Sleeping Sorceress and Other Stories! Questa cialtroneria sarebbe valsa 1 misera stella su 5, ma alla prima lettura nel maggio 2020 mi sono controllato, ho letto unicamente il romanzo di Elric e ho valutato solo quello; poi nel giugno 2021, a mente fredda e dopo aver letto anche altre saghe moorcockiane, mi sono dedicato ai racconti e ho aggiornato di conseguenza la recensione.
Iniziamo quindi con The Sleeping Sorceress, che è davvero davvero appassionante: come già The Sailor on the Seas of Fate consiste di tre novelle autonome cucite assieme da una trama di fondo molto semplice, ma è superiore all'altro romanzo per coesione della trama di fondo, per attenzione alla psicologia dei personaggi e per ritmo e prosa dei singoli racconti: tutto l'intreccio poggia sulla "triangolazione" relazionale fra Elric, Theleb K'aarna e Myshella (la maga addormentata del titolo), Myshella stessa è una coprotagonista carismatica, Elric finalmente dimostra una certa coerenza di carattere anziché farsi portare come un burattino là dove serve a Moorcock, la cosmologia del Multiverso Moorcockiano viene esposta in modo più chiaro che nei romanzi precedenti (va bene essere criptici ma tutto ha un limite) e l'armamentario di mostri e sortilegi portato in campo ha carattere; tutto l'insieme eguaglia senza fatica il primo romanzo della serie, Elric of Melniboné, che sino ad ora era stato il mio testo preferito.
Veniamo ora ai famigerati racconti non collegati alla saga di Elric, che sono stati una piacevole sorpresa: indubbiamente è stato improprio antologizzarli in quella che doveva essere (appunto) la saga di Elric in ordine cronologico e la selezione manca un po' di coesione, ma quantomeno sono testi piuttosto validi! Nello specifico:
"The Eternal Champion" è la prima avventura di John Daker, un altro dei personaggi più noti di Moorcock, ed è stato successivamente espanso nel romanzo omonimo [The Eternal Champion](https://lore.livellosegreto.it/book/164627/s/the-eternal-champion); è, detto sinceramente, un piccolo capolavoro che condensa in poche pagine worldbuilding altamente suggestivo e valido scavo psicologico, raggiungendo i livelli del miglior Robert Howard. 4,5/5
"The Greater Conqueror" è una novella di fantasy storico in cui Alessandro Magno è posseduto dalle forze del Caos e un mercenario ateo si incarica di esorcizzarlo. Sembra una poracciata? Lo è. Contiene abbondanti imprecisioni di ricostruzione storica? Abbastanza ma pensavo peggio. Si lascia leggere? Massì. 2/5
"Earl Aubec of Malador" è al contempo il testo più adatto e quello meno adatto a essere inserito in un volume teoricamente su Elric. Meno adatto perché si tratta di una bozza incompiuta, non di un racconto. Più adatto perché la bozza era di un romanzo prequel al ciclo di Elric, con protagonista il Conte Aubec già visto nel racconto "Master of Chaos" (entro Elric of Melniboné and Other Stories) e menzionato pure in The Sleeping Sorceress. Una bella finestra sull'officina del Moorcock giovane, che avrebbe meritato una presentazione editoriale migliore.
"The Stone Thing" è un racconto comico di parodia sconcia e mangiloquente del fantasy epico medio, non ha ragione di star qui (in teoria allude al ciclo del Principe Corum) ma chissene perché è bello. 3/5.
"Sir Milk-and-Blood" appartiene allo ciclo di racconti gialli-thriller fantastici con protagonisti Seaton Begg e Monsiuer Zenith, cui pertiene anche il racconto "London Flesh" incluso in [Breakfast in the Ruins and Other Stories](https://lore.livellosegreto.it/book/172644/s/breakfast-in-the-ruins-and-other-stories) – ma mentre "London Flesh" è tutto un affastellarsi di riferimenti alla saga del Second Ether, di cui quei racconti sono uno spin-off, questo "Sir Milk-and-Blood" è un testo autocomprensibile in cui viene descritta, in forma di racconto del mistero un po' alla Poe, la vera natura di Zenith entro la cosmologia di Moorcock. Molto stilloso. 4/5.
"The Roaming Forest" è il secondo racconto più attinente al ciclo di Elric: si tratta di un'avventura in solitaria di Rackhir l'Arciere Rosso, il comprimario di Elric già apparso in Elric of Melniboné e The Sleeping Sorceress, ambientata prima del suo incontro con Elric. Non eccelso, ma di lascia leggere. 3/5
"The Flaneur des Arcades de l'Opera" è un'altra avventura di Seaton Begg e Monsieur Zenith, tanto elaborata quanto fuori posto in questo volume: metà della trama fa riferimento alla dilogia dei Von Bek, il finale si lega all'ultimo volume del ciclo di Elric e ci sono allusioni al Second Ether e alla saga di Jerry Cornelius; se lo avessi letto nel 2020 assieme a The Sleeping Sorceress non avrei capito nulla, già adesso sono riuscito a seguire e apprezzare. 3,5/5.
Tirando le somme, i singoli testi di quest'antologia meriterrebero anche un 4/5 complessivo, ma la mancanza di cura editoriale abbassa a 3/5.
Gollancz is very proud to present the author's definitive editions of the saga of Elric, …
Romanzo raffazzonato, racconti buoni, paratesti pessimi
3 stelle
Eccoci arrivati al terzo volume della saga completa di Elric di Melniboné in ordine cronologico... volume che, purtroppo, è anche la conferma di quanto male abbiano lavorato Moorcock e la Gollancz nel mettere assieme un'"edizione definitiva": esattamente come il primo libro, [Elric of Melniboné and Other Stories|(https://lore.livellosegreto.it/book/172657/s/elric-of-melnibone-and-other-stories), anche Elric: The Sailor on the Seas of Fate presenta un apparato critico farlocco che ammassa assieme contributi estemporanei ed eterogenei (la prefazione di Michael Chabon è così piena di minchiate che potrebbe benissimo figurare in un'edizione italiana). Ciò poteva essere tollerabile nel primo volume se consideriamo che vi erano contenuti, alla fin fine, solo un racconto breve e un romanzo non direttamente collegati (stendiamo un velo pietoso sulla sceneggiatura del fumetto) e leggibili anche senza contesto, ma diventa un problema molto grave in questo terzo volume, che invece contiene sia il romanzo eponimo sia le tre corpose novelle "The Dreaming …
Eccoci arrivati al terzo volume della saga completa di Elric di Melniboné in ordine cronologico... volume che, purtroppo, è anche la conferma di quanto male abbiano lavorato Moorcock e la Gollancz nel mettere assieme un'"edizione definitiva": esattamente come il primo libro, [Elric of Melniboné and Other Stories|(https://lore.livellosegreto.it/book/172657/s/elric-of-melnibone-and-other-stories), anche Elric: The Sailor on the Seas of Fate presenta un apparato critico farlocco che ammassa assieme contributi estemporanei ed eterogenei (la prefazione di Michael Chabon è così piena di minchiate che potrebbe benissimo figurare in un'edizione italiana). Ciò poteva essere tollerabile nel primo volume se consideriamo che vi erano contenuti, alla fin fine, solo un racconto breve e un romanzo non direttamente collegati (stendiamo un velo pietoso sulla sceneggiatura del fumetto) e leggibili anche senza contesto, ma diventa un problema molto grave in questo terzo volume, che invece contiene sia il romanzo eponimo sia le tre corpose novelle "The Dreaming City", "While the Gods Laugh" e "The Singing Citadel" (che vecchie edizioni riunivano te a sé nella raccolta The Weird of the White Wolf) e il più recente racconto "A Portrait in Ivory", pensato per incastrarsi fra "The Dreaming City" e "While the Gods Laugh". Questi quattro racconti si collocano circa a metà della cronologia diegetica, ma storicamente rappresentano il primo blocco del ciclo "classico" di Elric composto da Moorcock negli anni Sessanta: è qui, di conseguenza, che incontriamo la versione originaria del personaggio e del suo universo, quella che ebbe un impatto duraturo sulla letteratura fantasy, prima che Moorcock ritoccasse il worldbuilding e la caratterizzazione dei personaggi con i romanzi prequel Elric of Melniboné, The Fortress of Pearl e (appunto) The Sailor on the Seas of Fate; per di più quest'ultimo romanzo non è solo un prequel ai racconti in senso proprio, ma anche un cross-over fra la saga di Elric e altre serie appartenenti al macro-ciclo del Campione Eterno! Come cliente della Gollancz mi sento truffato dalla mancanza di un apparato serio che mi spiegasse questa convoluta trafila di scrittura, costringendomi a documentarmi per conto mio su fonti esterne – edizione definitiva un paio di balle!
Questo detto, commentiamo i testi.
The Sailor on the Seas of Fate è in realtà composto da tre racconti lunghi autonomi che si svolgono uno dopo l'altro a ritmo serrato, abbastanza gradevoli e avvincenti ma inficiati da passaggi filosofici francamente autoreferenziali:
"Voyage on a Dark Shop" è la parte più godibile in termini di trama, ma contiene il cross-over sopra menzionato e ovviamente pullula di mythology gags per i lettori già affezionati, poco coglibili dai neofiti come me;
"The Lands Beyond the World" vede Elric e un comprimario di scarso carisma risolvere come "mediatori esterni" un conflitto fra altri personaggi usa-e-getta, anche ben scritto nel suo genere ma non per questo memorabile – è un tipo di trama che a me dà il latte alle ginocchia;
"The Jade-Man's Eyes" è una classica esplorazione di città perduta che contiene ulteriori mythology gags e quella che dovrebbe essere una sconvolgente anticipazione profetica di eventi futuri ... che però si sposa male con i racconti immediatamente successivi, perché evidentemente Moorcock non sapeva bene come raccordare il prequel ai racconti originali.
Passando invece, per l'appunto, ai quattro racconti classici:
"The Dreaming City" è chiaramente acerbo come prosa, ma sicuramente conserva un certo fascino vintage, pur perdendo e un po' di pathos se letto subito dopo The Sailor on the Seas of Fate (a causa del raccordo goffo); si capisce perché Elric fece il botto, esordendo in questo racconto.
"A Portrait in Ivory" è una breve delicata scenetta che delinea le conseguenze a medio termine di "The Dreaming City" e prepara meglio il terreno a "While the Gods Laugh"; il modo impeccabile in cui funge da ponte, pur essendo stato scritto 45 anni dopo, ha del miracoloso.
"While the Gods Laugh" è un po' troppo allegorico-metafisico per i miei gusti, ma finalmente incontriamo Moonglum, il migliore amico e spalla di Elric per tutto il resto della serie.
"The Singing Citadel" riduce la metafisica e incrementa le scene surreali-farsesche, il che è tutto di guadagnato; non bello come il romanzo Elric of Melniboné, ma va in quella direzione.
Tirando le somme, The Sailor on the Seas of Fate è il più debole dei tre romanzi prequel, globalmente inferiore all'eccellente Elric of Melniboné e meno compatto del lento ma coeso The Fortress of Pearl, mentre le quattro novelle sono sicuramente datate e perdono un po' di fascino a leggerle dopo tutti i prequel, ma se fruite singolarmente sono un tuffo nel passato davvero, davvero educativo: è incredibile che nel 1961 fosse rivoluzionario scrivere dei racconti sword & sorcery chiaramente di matrice howardiana, ma usando come personaggio principale uno stregone sarcastico e drogato di magia. Purtroppo la presentazione scadente inficia la qualità complessiva della raccolta.
Feared by enemies and friends alike, Elric of Melnibone walks a lonely path among the …
Pregiato ma inferiore al primo romanzo
3 stelle
Elric: The Fortress of the Pearl è il secondo volume della saga integrale di Elric in ordine cronologico e a differenza del primo libro, Elric of Melniboné and Other Stories, non è un'antologia: è costituito tutto dal romanzo The Fortress of the Pearl, un midquel pubblicato nel 1989 che si incastra fra i precedenti Elric of Melniboné e The Sailor on the Seas of Fate. In particolare il romanzo si svolge poco tempo dopo il finale di Elric of Melniboné: Elric sta viaggiando nel misterioso Oriente e si ritrova invischiato in una caccia al tesoro nientemeno che nel Paese dei Sogni, dove tutto è possibile.
The Fortress of the Pearl sicuramente si lascia leggere e alcuni passi qua e là sono di notevole perizia retorica, ma nel complesso la trama è molto esile: alla fin fine non si racconta un conflitto, quanto un viaggio in un …
Elric: The Fortress of the Pearl è il secondo volume della saga integrale di Elric in ordine cronologico e a differenza del primo libro, Elric of Melniboné and Other Stories, non è un'antologia: è costituito tutto dal romanzo The Fortress of the Pearl, un midquel pubblicato nel 1989 che si incastra fra i precedenti Elric of Melniboné e The Sailor on the Seas of Fate. In particolare il romanzo si svolge poco tempo dopo il finale di Elric of Melniboné: Elric sta viaggiando nel misterioso Oriente e si ritrova invischiato in una caccia al tesoro nientemeno che nel Paese dei Sogni, dove tutto è possibile.
The Fortress of the Pearl sicuramente si lascia leggere e alcuni passi qua e là sono di notevole perizia retorica, ma nel complesso la trama è molto esile: alla fin fine non si racconta un conflitto, quanto un viaggio in un paese incantato, con tanto di visioni allegoriche e interazioni fra Elric e la sua guida che fanno dire "Dante Alighieri guarda, la Commedia fa ancora scuola!". Non mi ha sorpreso per nulla scoprire che questo romanzo rappresenta in realtà il volume #0 della trilogia [book:Elric: The Moonbeam Roads|24443200], che si svolge in altri spazi e tempi del Multiverso di Moorcock ma prende le mosse dagli eventi occorsi a Elric in questo romanzo — in effetti il senso di anticipazione per sviluppi futuri pervade molti passaggi.
Nel complesso non è un brutto libro, ma non è neanche davvero appassionante: merita se si è dei maniaci come me, che vogliono fare una rassegna completa del ciclo di Elric, o dei fan sfegatati di Moorcock che vogliono padroneggiare tutto il suo Multiverso.
Di suo avrebbe avuto solo 2 stelle su 5, ma lo ho portato a 3 perché a questo giro l'apparato critico è molto superiore a quello orrendo del primo volume, in particolare perché quasi non ce n'è: la prefazione di Neil Gaiman è molto sul pezzo e in appendice c'è un bel racconto breve dello stesso Gaiman, "One life, furnished in Early Moorcock": uno spaccato sulla vita di un adolescente britannico fan di Michael Moorcock, molto poetico e sicuramente fonte di empatia per chiunque a scuola fosse "il secchione/la secchiona che legge roba strana".
Elric of Melniboné is the classic fantasy antihero who transformed the genre, an evil emperor …
Bel romanzo principale, paratesti disastrati
3 stelle
Premetto che ho iniziato Elric of Melniboné and Other Stories a Novembre 2017, l'ho interrotto a metà e l'ho ricominciato da capo oggi, 28 Agosto 2018 – e me lo sono finito tutto d'un fiato. Ho dovuto fruirlo così perché Moorcock e il personale della Gollancz si sono chiaramente fatti di acidi e hanno usato questo volume come discarica in cui stampare tutti i saggi miscellanei che avevano in archivio: fra prefazioni e postfazioni ci ritroviamo a leggere una dopo l'altra introduzioni multiple alla vita e all'opera di Moorcock, introduzioni al genere sword & sorcery in generale e alla saga di Elric in particolare, saggi di critica letteraria scritti da Moorcock, la prefazione a una specifica edizione di uno specifico testo, persino quello che sembra essere il trascritto di una conferenza, e infine un saggio lungo che è stato diviso in più parti per spalmarlo su tutti i sei volumi …
Premetto che ho iniziato Elric of Melniboné and Other Stories a Novembre 2017, l'ho interrotto a metà e l'ho ricominciato da capo oggi, 28 Agosto 2018 – e me lo sono finito tutto d'un fiato. Ho dovuto fruirlo così perché Moorcock e il personale della Gollancz si sono chiaramente fatti di acidi e hanno usato questo volume come discarica in cui stampare tutti i saggi miscellanei che avevano in archivio: fra prefazioni e postfazioni ci ritroviamo a leggere una dopo l'altra introduzioni multiple alla vita e all'opera di Moorcock, introduzioni al genere sword & sorcery in generale e alla saga di Elric in particolare, saggi di critica letteraria scritti da Moorcock, la prefazione a una specifica edizione di uno specifico testo, persino quello che sembra essere il trascritto di una conferenza, e infine un saggio lungo che è stato diviso in più parti per spalmarlo su tutti i sei volumi dedicati a Elric (mossa francamene deplorevole). Il risultato è un paratesto ipertrofico e soffocante che sarà pure ben fatto in alcuni singoli contributi, ma non porta avanti alcuna riflessione storica sulla saga di Elric che contestualizzi i testi primari in un percorso di produzione artistica – peccato che il paratesto dell'edizione definitiva di una saga letteraria dovrebbe fare esattamente quello, e infatti è così che procedono sia gli apparati dell'edizione Ballantine di Robert E. Howard (volume primo: The Coming of Conan the Cimmerian) e di quella Night Shade Books di Clark Ashton Smith (volume primo: The End of the Story). A fronte di questi lavori eccellenti della concorrenza, Gollancz lascia ampiamente a desiderare.
Passando ai testi narrativi che dovrebbero costituire il cuore del volume, si inizia con una novella autoconclusiva di classica esplorazione del castello incantato, Master of Chaos, ambientata nel mondo di Elric prima delle avventure di questi, abbastanza godibile. A seguire, c'è l'anello debole della catena: la sceneggiatura del romanzo grafico Elric: The Making of a Sorcerer (proprio così, non il fumetto stesso, solo la sua sceneggiatura), un resoconto della giovinezza di Elric pieno di riferimenti e mythology gags rivolti ai fan affezionati della serie, ma che a un neo-lettore fanno l'effetto di un "tour guidato a Fantasilandia". Questo "effetto spiegone" mi ha pure rovinato la prima lettura del testo successivo, il romanzo Elric of Melniboné, rispetto al quale la sceneggiatura è un prequel diretto: essermi letto subito prima una guida turistica a Melniboné aveva tolto ogni fascino al graduale worldbuilding compiuto nel romanzo, visto che ogni elemento fantastico e sorprendente mi era già stato sbattuto in faccia nella sceneggiatura stessa.
Ho dovuto lasciar passare nove mesi per togliermi dalla testa l'effetto spiegone e riprendere in mano Elric of Melniboné a mente libera... e ne è valsa la pena. Il romanzo è del '72 e funge a sua volta da prequel ai racconti degli anni Sessanta in cui Elric era esordito, mostrandoci le sue origini come antieroe, dal primo scontro con la sua nemesi personale al recupero della sua iconica spada Tempestosa. Il testo è tuttora fresco e appassionante, complice la capacità di Moorcock di passare senza soluzione di continuità da una voce narrante onniscente all'uso del punto di vista di Elric – una tecnica non banale che gli permette di inserire più facilmente descrizioni favolose e commenti sardonici, senza spezzare affatto il ritmo. In più l'opera ha palesemente un grosso valore storico per lo sviluppo del fantasy anglofono, visto che è stata la saga di Elric a codificare (se non a inventare in toto) gli archetipi dell'impero ancestrale di stregoni domatori di draghi (George Martin, sto guardando alla tua Valyria) e dell'Equilibrio cosmico fra Legge e Caos, imitato a piene mani (e spesso puerilizzato) nei giochi di società della TSR e della Games Workshop.
Riassumendo, questo Elric of Melniboné and Other Stories è una miscellanea abbastanza sgraziata con materiali di qualità difforme, ma limitarsi solo alla novella e al romanzo (evitando invece la sceneggiatura) e leggere i saggi come testi autonomi (non come il commento puntuale che non sono) la rende un gradevole primo incontro con il Duca Bianco; per quanto mi riguarda, mi ha convinto a continuare con la saga.