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@harisont@bookwyrm.it ma ciò per me è un invito a nozze! Io faccio l'insegnante di Lettere e ho sempre avuto il sogno irrealizzabile di leggere libri di testo prodotti in altre culture 🤩
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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@harisont@bookwyrm.it ma ciò per me è un invito a nozze! Io faccio l'insegnante di Lettere e ho sempre avuto il sogno irrealizzabile di leggere libri di testo prodotti in altre culture 🤩
@harisont@bookwyrm.it ho letto la sinossi del libro, mi ha preso benissimo e me lo sono appuntato come lettura futura! In più ho constato che qualche compleanno fa mi avevano regalato sempre di Lagerlöf Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson, ergo mi sa che comincerò a conoscerla da lì!

Una storia di perdizione e redenzione che accetta il male come il bene, le più alte aspirazioni e gli impulsi …
Ambientato nella stessa Milano magica di Le due lune, Quando il diavolo ti accarezza fa un'inversione a 180° di toni e temi: se il primo libro era una storia di formazione intrisa di atmosfere pagane, in cui personaggi umani si confrontano con forze arcane sopite, ora abbiamo davanti un thriller d'azione con le sparatorie e le coltellate in cui un demone, un secondo demone, un'umana troppo curiosa e un'umana dalle dubbie doti magiche si trovano assaltati a ripetizione da orde di angeli e di umani magicamente drogati dagli angeli, così che i toni del fanastico si fanno "supereroistici" più che paranormali e il ritmo indiavolato rallenta giusto per le (poche) situazioni di pomicio, e per le scene di investigazione veloce atte a dipanare questa matassa di tentati assassini.
Sicuramente ottimo nel suo genere, meno nelle mie corde rispetto al primo romanzo, sicuramente memorabile Khaled il djinn giordano che vive …
Ambientato nella stessa Milano magica di Le due lune, Quando il diavolo ti accarezza fa un'inversione a 180° di toni e temi: se il primo libro era una storia di formazione intrisa di atmosfere pagane, in cui personaggi umani si confrontano con forze arcane sopite, ora abbiamo davanti un thriller d'azione con le sparatorie e le coltellate in cui un demone, un secondo demone, un'umana troppo curiosa e un'umana dalle dubbie doti magiche si trovano assaltati a ripetizione da orde di angeli e di umani magicamente drogati dagli angeli, così che i toni del fanastico si fanno "supereroistici" più che paranormali e il ritmo indiavolato rallenta giusto per le (poche) situazioni di pomicio, e per le scene di investigazione veloce atte a dipanare questa matassa di tentati assassini.
Sicuramente ottimo nel suo genere, meno nelle mie corde rispetto al primo romanzo, sicuramente memorabile Khaled il djinn giordano che vive nei quartieri arabofoni di via Padova, mica male la scena climatica in via Palmanova; da persona che via Padova e via Palmanova le ha abitate e amate, tanto apprezzamento.
A leggere la sinossi, inevitabilmente ci si chiede se Le due lune non sia un paranormal romance della prima generazione, composto per cavalcare l'onda di Twilight, e la risposta è snì: sicuramente è un romanzo fantastico dalle venature paranormali, ma il suo intreccio è da romanzo di formazione olistico che non si limita a una storia d'amore formulaica (anzi!), bensì usa sia la dimensione magica sia il dramma sentimentale come ingredienti di una vicenda, a tutti gli effetti, di crescita personale a tutto tondo. Perché l'eroina del nostro romanzo, Veronica "Nica" Meis, è una ragazza di provincia sbalestrata di botto nella Milano di inizio millennio, la Milano ancora grigia precedente la svolta gentrificatrice dell'Expo 2015, allo sradicamento le si aggiunge il bullismo che ti aspetti dai liceali figli di papà verso un'estranea introversa... e le cose precipitano allorché Nica si scopre affetta da una licantropia che non è né …
A leggere la sinossi, inevitabilmente ci si chiede se Le due lune non sia un paranormal romance della prima generazione, composto per cavalcare l'onda di Twilight, e la risposta è snì: sicuramente è un romanzo fantastico dalle venature paranormali, ma il suo intreccio è da romanzo di formazione olistico che non si limita a una storia d'amore formulaica (anzi!), bensì usa sia la dimensione magica sia il dramma sentimentale come ingredienti di una vicenda, a tutti gli effetti, di crescita personale a tutto tondo. Perché l'eroina del nostro romanzo, Veronica "Nica" Meis, è una ragazza di provincia sbalestrata di botto nella Milano di inizio millennio, la Milano ancora grigia precedente la svolta gentrificatrice dell'Expo 2015, allo sradicamento le si aggiunge il bullismo che ti aspetti dai liceali figli di papà verso un'estranea introversa... e le cose precipitano allorché Nica si scopre affetta da una licantropia che non è né hollywoodiana né sensuale: è un'accurata ricostruzione filologica delle teologie di possessione che caratterizzavano lo sciamanesimo italico protostorico, e le ricerche di Nica per controllare questo potere divino e terribile dentro di lei la portano a dipanare il sottobosco magico di Milano, un sottobosco che parte dalla fondazione celtica e arriva a pratiche di magia cerimoniale settecentesca... E no, il bacio di vero amore non è la soluzione al tutto, è solo un tassello di un percorso più grande in cui la lotta fra umana e bestia è anche la lotta fra ragazzina e giovane adulta.
Una piccola perla che intreccia l'empatia verso la sofferenza dell'adolescenza (qualcosa che noi adulti ci scordiamo troppo spesso) e l'amore per una Milano che, dopo tremila anni e checché se ne dica di Torino, è e resta il Medhelan, l'epicentro magico della pianura padana. Una lettura consigliatissima a chiunque si senta persona meneghina, o ha a che fare con la gioventù di oggi.
Da più parti il ciclo della Terra Piatta è indicato come il capolavoro della fase giovanile di Tanith Lee, quella in cui si dedicava soprattutto al fantasy d'avventura, e da persona che l'ha scoperta e amata grazie alla prima opera di quella fase, la trilogia della Strega Bianca, lo confermo: leggere Night's Master è né più né meno che leggere un'esecuzione moderna, in un inglese britannico straordinario, delle raccolte di novelle un po' fantastiche e un po' sconce che hanno punteggiato la letteratura mediterranea dall'età ellenistica fino al Rinascimento, passando per le Mille e una notte con un tocco di Boccaccio. Sequele di delitti, matrimoni sabotati, gare d'astuzia e patti col diavolo, l'ascesa e la rovina di grandi imperi, la caccia alla bestia feroce e la catabasi di sapore orfico: in queste pagine ci sono tutte queste situazioni da mito pagano mediterraneo e da favola di età cristiana o musulmana, …
Da più parti il ciclo della Terra Piatta è indicato come il capolavoro della fase giovanile di Tanith Lee, quella in cui si dedicava soprattutto al fantasy d'avventura, e da persona che l'ha scoperta e amata grazie alla prima opera di quella fase, la trilogia della Strega Bianca, lo confermo: leggere Night's Master è né più né meno che leggere un'esecuzione moderna, in un inglese britannico straordinario, delle raccolte di novelle un po' fantastiche e un po' sconce che hanno punteggiato la letteratura mediterranea dall'età ellenistica fino al Rinascimento, passando per le Mille e una notte con un tocco di Boccaccio. Sequele di delitti, matrimoni sabotati, gare d'astuzia e patti col diavolo, l'ascesa e la rovina di grandi imperi, la caccia alla bestia feroce e la catabasi di sapore orfico: in queste pagine ci sono tutte queste situazioni da mito pagano mediterraneo e da favola di età cristiana o musulmana, più tante altre ancora, e ogni volta che si termina una vicenda non si resiste alla tentazione di andare avanti e imbattersi in altre trovate fantasmagoriche, che si tratti di torri di cristallo veleggianti sull'oceano o di demoni fabbri che amoreggiano con ragni femmina. E se è vero che questo libro consiste di novelle interconnesse, non per questo non ha un respiro da romanzo, giacché tutte le singole trame si intrecciano assieme in una fase finale ove, più esplicitamente, il protagonista diventa Azhrarn, principe dei demoni, già motore mobile e immondo di tutti i racconti, finalmente chiamato a fare i conti con gli esiti a lunghissimo termine delle sue malefatte... e a quel punto il testo esce dalla dimensione favolistica ed entra pienamente in quella mitologica con punte sublimi.
Per chi ama la narrativa mediterranea antica e il macabro un po' perfido a metà fra Poe e Wilde, una lettura imperdibile.
In questo modo, dagli anni settanta in poi, la depressione ha cambiato radicalmente forma: non più il conflitto nevrotico tra norma e trasgressione, con conseguente senso di colpa, ma, in uno scenario sociale dove non c'è più norma perché tutto è possibile, il nucleo depressivo origina da un senso di insufficienza per ciò che si potrebbe fare e non si è in grado di fare, o non si riesce a fare secondo le attese altrui, a partire dalle quali ciascuno misura il valore di se stesso.

Gli Dèi esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, …

In una Milano buia e sferzata dalla pioggia, Lena sta inseguendo la sua amica Sofia, misteriosamente caduta in uno stato …
@alessandroid non ci credo, un'altra persona oltre a me che sa che i Domine esistono, e tu non ci sei arrivato partendo da Elric bensì viceversa! Guarda, un progetto di fanfiction musicale come il loro poteva andare in porto solo in epoca pre Internet: a quanto so, ormai Moorcock passa il tempo ad accusare artisti successivi di averlo plagiato, nella speranza che ci scappi la causa giudiziaria e il risarcimento per la sua pensione.

Milano, notte di luna piena. Un morso misterioso alla caviglia, e la vita di Veronica non è più la stessa. …
@alessandroid non sono sorpreso affatto, una parte della scena metal è totalmente sovrapponibile al pubblico della sword & sorcery e Moorcock stesso ha scritto canzoni su Elric per le band prog rock dei suoi amici. Il mio spassionato consiglio è di accostarti a Elric leggendo la (di fatto) trilogia originale composta negli anni Sessanta dal giovane Moorcock strafatto, cioè i racconti riuniti ne Il fato del lupo bianco, quelli raccolti ne La maledizione della spada nera e il romanzo a puntate Tempestosa: assieme formano una sequenza breve e coesa con un climax sensato e trasmettono una bella botta metallara.

Disastri nucleari, biotecnologie, fecondazione assistita, cinema e letteratura di fantascienza punteggiano la costellazione di idee madri, mostri e macchine. Nell’universo …

Feared by enemies and friends alike, Elric of Melnibone walks a lonely path among the worlds of the multiverse. The …
Così come il terzo tomo della serie, Elric: The Sailor on the Seas of Fate, anche questo quinto libro, Elric: The Revenge of the Rose, è un volume antologico diviso in due parti: il romanzo The Revenge of the Rose è un midquel aggiunto alla serie nel 1991, i racconti "The Stealer of Souls", "Kings in Darkness", "The Caravan of Forgotten Dreams", "The Last Enchantment" e "To Rescue Tanelorn" risalgono al primo nucleo degli anni Sessanta ed erano pubblicati in passato entro l'antologia autonoma The Bane of the Black Sword – e anche in questo caso non c'è un apparato critico che spieghi la cronologia di composizione...
The Revenge of the Rose mi è parso francamente mediocre, una combinazione degli elementi più deboli sia di The Sailor of the Seas of Fate sia di The Fortress of the Pearl (l'altro midquel, composto nel 1989): la trama consiste di …
Così come il terzo tomo della serie, Elric: The Sailor on the Seas of Fate, anche questo quinto libro, Elric: The Revenge of the Rose, è un volume antologico diviso in due parti: il romanzo The Revenge of the Rose è un midquel aggiunto alla serie nel 1991, i racconti "The Stealer of Souls", "Kings in Darkness", "The Caravan of Forgotten Dreams", "The Last Enchantment" e "To Rescue Tanelorn" risalgono al primo nucleo degli anni Sessanta ed erano pubblicati in passato entro l'antologia autonoma The Bane of the Black Sword – e anche in questo caso non c'è un apparato critico che spieghi la cronologia di composizione...
The Revenge of the Rose mi è parso francamente mediocre, una combinazione degli elementi più deboli sia di The Sailor of the Seas of Fate sia di The Fortress of the Pearl (l'altro midquel, composto nel 1989): la trama consiste di una classica (anche troppo) cerca simil-tolkienesca scandita in tre macro-sezioni semiautonome per ambientazione e per eventi, per i miei gusti c'è un certo eccesso di descrizioni barocche e di monologhi interiori (devo però prendere atto che a Moorcock piacciono), i comprimari di Elric ricevono un sacco di spazio e danno all'opera un'atmosfera a tratti comica, a tratti aulica, in generale completamente fuori fase rispetto a come si era concluso il precedente romanzo The Sleeping Sorceress; sicuramente c'è chi apprezza questo stacco netto, a me ha fatto un po' storcere il naso perché enfatizza ancora di più che questo episodio è un interludio abbastanza avulso dalla trama principale.
Passando ai racconti, la qualità è dignitosa e in linea con l'altro blocco di novelle "classiche" pubblicato in Elric: The Sailor on the Seas of Fate:
Nel complesso, dunque, questi cinque testi sono ancora abbastanza avvincenti e immaginifichi come racconti di sword & sorcery tradizionale, risultano sicuramente datati se si cerca raffinatezza di woldbuilding e introspezione dei personaggi, e sono inferiori alla freschezza sempreverde che ho trovato nei romanzi Elric of Melniboné e The Sleeping Sorceress.