cretinodicrescenzago vorrebbe leggere Quando Dio era una donna di Merlin Stone

Quando Dio era una donna di Merlin Stone
Il testo ormai classico che ha inaugurato un nuovo sguardo sul passato e ha spinto generazioni di donne a ripensare …
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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Completato! cretinodicrescenzago ha letto 21 di 12 libri.

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Traduzione di Diego Ferraris e Anna Mary Garrapa Prefazione di Lucia Linsalata, Diego Ferraris e Anna Mary Garrapa
Dai saperi …
Quanto fa incazzare sapere che, come esseri umani, siamo giunti alla conclusione che qualcosa è nocivo per la nostra salute, ma questa informazione non è immediatamente diffusa in ogni angolo del globo, per cui si continua a fare qualcosa di letale solo per il profitto di pochə e l’ignoranza di troppə? A me tantissimo, soprattutto se penso che sono storie niente affatto rare. Il sogno del Villaggio dei Ding è una di queste.
Yan Lianke racconta di quando, negli anni Novanta del secolo scorso, nella sua provincia natale, lo Henan, si diffuse la convinzione che si sarebbero potuti fare soldi facili vendendo il proprio sangue. Siccome i soldi sono facili solo quando si sta pagando un costo occulto, nel Villaggio dei Ding ben presto si inizia a morire di una malattia misteriosa, che si capisce essere collegata alla vendita del sangue, ma che confonde nel suo manifestarsi anche in chi …
Quanto fa incazzare sapere che, come esseri umani, siamo giunti alla conclusione che qualcosa è nocivo per la nostra salute, ma questa informazione non è immediatamente diffusa in ogni angolo del globo, per cui si continua a fare qualcosa di letale solo per il profitto di pochə e l’ignoranza di troppə? A me tantissimo, soprattutto se penso che sono storie niente affatto rare. Il sogno del Villaggio dei Ding è una di queste.
Yan Lianke racconta di quando, negli anni Novanta del secolo scorso, nella sua provincia natale, lo Henan, si diffuse la convinzione che si sarebbero potuti fare soldi facili vendendo il proprio sangue. Siccome i soldi sono facili solo quando si sta pagando un costo occulto, nel Villaggio dei Ding ben presto si inizia a morire di una malattia misteriosa, che si capisce essere collegata alla vendita del sangue, ma che confonde nel suo manifestarsi anche in chi non ha partecipato personalmente alla compravendita e addirittura neə neonatə.
Noi che sappiamo bene come si diffonde l’HIV non ci stupiamo: ci incazziamo soltanto davanti all’evidenza che questi farabutti abbiano usato più volte lo stesso ago per i prelievi – quanti lo avranno fatto scientemente e quanti con ingenua ignoranza? – e che davanti all’evidenza di un’epidemia in corso nessuna autorità si sia preoccupata di spiegare alla popolazione come arginare il contagio o di fornire dei farmaci aə ammalatə.
Si rimane annichilitə davanti alla distruzione di un’intera comunità, non solo per l’ammontare sempre maggiore di persone ce sviluppano l’AIDS e muoiono, ma per la perdita dei legami comunitari davanti all’evidenza di essere statə usatə e di averlo permesso davanti alla promessa dei soldi. Nemmeno la prossimità della morte sembra una motivazione sufficiente per recuperare il piacere di stare insieme e lasciare le persone libere di vivere come meglio credono i loro ultimi giorni.
Testimone privilegiato di questo sfracello è Ding Shuiyang, il cui figlio è quello che più si è arricchito dalla vendita del sangue. Insieme a lui assistiamo impotenti alla scomparsa del villaggio e all’abiezione con la quale il figlio continua ad approfittarsi della situazione, adattandosi a fornire nuovi “servizi” a mano a mano che l’epidemia si diffonde.
Nonostante tutto questo, però, non è un romanzo nichilista: paradossalmente è proprio lo sconforto di Ding Shuiyang davanti alle azioni del figlio a manifestare un grande amore per la vita e l’importanza di prendersene cura, per quanto possibile e fino a quando è necessario.

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La pirateria condivide una bizzarra caratteristica con la stregoneria: entrambe hanno una storia ben definita, ma la loro rilevanza ha più a che fare con l’immaginario di ribellə all’ordine costituito assunto da piratə e streghə nel tempo che con i fatti storici che lə riguardano.
Graeber ci dice subito che anche Libertalia, una colonia che sarebbe stata fondata in Madagascar è un frutto della fantasia utopica del Settecento. Tuttavia, le idee di governo che incarnava di certo circolarono per i salotti illuministi europei e probabilmente finirono per influenzare diversə pensatorə.
Oggi siamo abituatə a pensare all’Illuminismo come al crogiolo delle idee che avrebbero giustificato il colonialismo, lo sfruttamento e il genocidio, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un periodo nel quale circolarono molte idee “nuove” e al di fuori dei canali ufficiali del sapere – nei “salotti”, spesso gestiti da donne, totalmente scomparse dalla storia.
E scomparsi dalla storia …
La pirateria condivide una bizzarra caratteristica con la stregoneria: entrambe hanno una storia ben definita, ma la loro rilevanza ha più a che fare con l’immaginario di ribellə all’ordine costituito assunto da piratə e streghə nel tempo che con i fatti storici che lə riguardano.
Graeber ci dice subito che anche Libertalia, una colonia che sarebbe stata fondata in Madagascar è un frutto della fantasia utopica del Settecento. Tuttavia, le idee di governo che incarnava di certo circolarono per i salotti illuministi europei e probabilmente finirono per influenzare diversə pensatorə.
Oggi siamo abituatə a pensare all’Illuminismo come al crogiolo delle idee che avrebbero giustificato il colonialismo, lo sfruttamento e il genocidio, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un periodo nel quale circolarono molte idee “nuove” e al di fuori dei canali ufficiali del sapere – nei “salotti”, spesso gestiti da donne, totalmente scomparse dalla storia.
E scomparsi dalla storia sono anche i contributi che venivano dalle colonie: durante l’Illuminismo si era molto più rilassatə sull’ammettere di aver tratto spunto dal pensiero di persone non-europee, così come era più facile condurre “esperimenti utopici” nelle periferie dell’impero e lontano dalle grinfie dell’Ancien Régime. Ecco, Graeber ci ricorda tutto questo mentre mette insieme quello che si sa e quello che si vocifera di Libertalia: come al solito, non lo so se ha ragione, ma trovo che sia così stimolante che per me vale sempre la pena di leggerlo.

Luigi Moraldi: Detti segreti di Gesù (Paperback, Italiano language, 1989, Mondadori)
Con "detti segreti" non ci si riferisce a espressioni misteriose, né a rivelazioni segrete che in realtà esistono soltanto in …

Featuring a new introduction by Ken Liu, this revised edition of Ursula K. Le Guin’s first full-length collection of essays …