Baylee ha finito di leggere Stato e anarchia di Mikhail Aleksandrovich Bakunin

Stato e anarchia di Mikhail Aleksandrovich Bakunin
L'opera, scritta nel 1873, fu composta e stampata in russo a Zurigo da un gruppo di giovani fuorusciti o evasi …
Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.
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L'opera, scritta nel 1873, fu composta e stampata in russo a Zurigo da un gruppo di giovani fuorusciti o evasi …

Un'analisi limpida ed equilibrata, basata su una lettura critica originale, che ci pone davanti a un tema sempre più incalzante, …
Dalla sua stessa natura ogni scienziato è portato verso ogni sorta di perversione intellettuale e morale e suoi vizi capitali sono l'esagerazione delle proprie conoscenze, della propria intelligenza e il disprezzo di tutti coloro che non sanno.
— Stato e anarchia di Mikhail Aleksandrovich Bakunin (Pagina 160)
Avrei dovuto leggere questo libro in tempo di Covid! 😅

L'opera, scritta nel 1873, fu composta e stampata in russo a Zurigo da un gruppo di giovani fuorusciti o evasi …

Indagare sui tarocchi equivale a indagare su noi stessi, poiché ci rammenta l’universalità della nostra brama di senso, di uno …

Marcus Katz e Tali Goodwin, due dei più noti ed attivi esperti e docenti di Tarocchi al mondo e cofondatori …
Avevo una gran voglia di leggere questo libro perché racconta una storia che non conoscevo e che all’apparenza sembra incredibile vista l’importanza dello hanami (l’ammirazione per la fioritura dei ciliegi ornamentali) in Giappone: eppure c’è stato più di un momento storico nel quale molte varietà di ciliegi ornamentali hanno rischiato di scomparire per sempre. I motivi sono gli stessi per i quali si tende a devastare l’ambiente in lungo e in largo: industrializzazione selvaggia, incuria, disinteresse, propaganda politica e una passione tutta umana per appiattire le varietà della natura in una semplicità più maneggevole.
La varietà di ciliegio ornamentale Somei-yoshino costa poco, cresce e si propaga in fretta e fa dei fiori molto scenografici (quelli che tuttə noi abbiamo imparato ad associare al Giappone, visto che ormai sette ciliegi su dieci appartengono a questa varietà). Ciliegina sulla torta, sono alberi clonati, quindi fioriscono tutti insieme per quei magici otto giorni …
Avevo una gran voglia di leggere questo libro perché racconta una storia che non conoscevo e che all’apparenza sembra incredibile vista l’importanza dello hanami (l’ammirazione per la fioritura dei ciliegi ornamentali) in Giappone: eppure c’è stato più di un momento storico nel quale molte varietà di ciliegi ornamentali hanno rischiato di scomparire per sempre. I motivi sono gli stessi per i quali si tende a devastare l’ambiente in lungo e in largo: industrializzazione selvaggia, incuria, disinteresse, propaganda politica e una passione tutta umana per appiattire le varietà della natura in una semplicità più maneggevole.
La varietà di ciliegio ornamentale Somei-yoshino costa poco, cresce e si propaga in fretta e fa dei fiori molto scenografici (quelli che tuttə noi abbiamo imparato ad associare al Giappone, visto che ormai sette ciliegi su dieci appartengono a questa varietà). Ciliegina sulla torta, sono alberi clonati, quindi fioriscono tutti insieme per quei magici otto giorni che hanno resa perfetta l’analogia con la brevità e la fragilità della vita. Un’analogia che sarà terribilmente pervertita durante il regime ultranazionalista che condurrà il Giappone alla Seconda Guerra Mondiale.
Eppure avere una maggiore varietà di ciliegi ornamentali permetterebbe alla stagione dello hanami di estendersi per due mesi, grazie ai diversi periodi di fioritura. Non sarebbe meraviglioso godere per tutto questo tempo di questa floreale bellezza, nella sua varietà di forme e colori? Ma l’uniformità dei Somei-yoshino per il momento la fa da padrona ed è solo grazie agli sforzi di persone come Collingwood Ingram, Seisaku Funatsu e Manabu Miyoshi se molte varietà di ciliegi ornamentali sono ancora tra noi. Soprattutto di Ingram, che ha provveduto a regalare marze a chiunque gliele chiedesse e fosse evidentemente unə amante di questi alberi: il gentiluomo inglese voleva essere sicuro che finissero in buone mani.
Ho trovato questa storia molto appassionante e a tratti anche commovente nel leggere di queste persone opporsi a un’uniformità che non era solo floristica era anche morale e cercare di salvare la bellezza della varietà, nella speranza che un giorno sarebbe tornata importante e avrebbe contribuito a sanare le ferite che l’ultranazionalismo e la guerra avevano inflitto a migliaia di persone. In un mondo nel quale si parla di armi con una pericolosa leggerezza, è importante tenere presente della devastazione che portano, sia alle popolazioni sia all’ambiente.
Certamente, il comportamento di Ingram oggi ci sembra a tratti bizzarro e poco professionale (vogliamo parlare del suo giudizio morale sulla varietà Kazan, accusata di avere dei fiori così osceni da non essere adatti a essere piantata nel cortile del prestigioso collegio femminile dove aveva studiato sua figlia e avrebbe studiato sua nipote: questi poveri fiori furono incolpati di essere “come prostitute, sciatti, sempre pronti a mettersi in mostra”. Insomma, anche meno), ma non dobbiamo dimenticare che stiamo davvero parlando di un uomo di altri tempi: uno di quegli aristocratici ricchi ed eccentrici che, per non annoiarsi, si trovava un hobby nel quale spendere tempo e denaro. Con Ingram almeno ci è andata bene.
C’è un aspetto in particolare che ammiro di bell hooks: la sua capacità di sbrogliare la realtà e di renderla nuda davanti al suo sguardo femminista. Quante volte non sappiamo raccapezzarci nella complessità delle situazioni che sembrano rendere i nostri principi inapplicabili? Quante volte rimaniamo paralizatə davanti a eventi che non sappiamo come interpretare? Quante volte la nostra emotività grida offesa senza che riusciamo a tradurre in pensieri quell’indignazione?
Ecco, bell hooks riusciva a tradurre nero su bianco tutta questa massa informe e a trasformarla in buone pratiche femministe. Si era faticosamente costruita la sua etica femminista e lasciava che questa la guidasse nella vita, nelle riflessioni e nei suoi contributi alla teoria femminista. È sempre riuscita a distinguere tra le chiacchiere e la prassi femminista, tra la solidarietà con l’enorme varietà delle esperienze delle donne e il desiderio di rifiutarne e punirne alcune, tra il rifiuto di ogni essenzialismo …
C’è un aspetto in particolare che ammiro di bell hooks: la sua capacità di sbrogliare la realtà e di renderla nuda davanti al suo sguardo femminista. Quante volte non sappiamo raccapezzarci nella complessità delle situazioni che sembrano rendere i nostri principi inapplicabili? Quante volte rimaniamo paralizatə davanti a eventi che non sappiamo come interpretare? Quante volte la nostra emotività grida offesa senza che riusciamo a tradurre in pensieri quell’indignazione?
Ecco, bell hooks riusciva a tradurre nero su bianco tutta questa massa informe e a trasformarla in buone pratiche femministe. Si era faticosamente costruita la sua etica femminista e lasciava che questa la guidasse nella vita, nelle riflessioni e nei suoi contributi alla teoria femminista. È sempre riuscita a distinguere tra le chiacchiere e la prassi femminista, tra la solidarietà con l’enorme varietà delle esperienze delle donne e il desiderio di rifiutarne e punirne alcune, tra il rifiuto di ogni essenzialismo e la tentazione di semplificare riducendo tutto a definizioni standard.
bell hooks aveva una barra morale così dritta che sapeva discernere la sua strada anche quando la nebbia era fitta, anche quando la tiravano per la giacca perché dichiarasse di tifare una parte o per l’altra. Elogio del margine / Scrivere al buio fotografa un momento della vita di una donna che ha saputo rimanere aperta e curiosa verso nuove riflessioni e nuovi punti di vista, senza mai lasciarsene sopraffare, ma mantenendo ben chiaro nella mente che il suo nemico era il patriarcato capitalista suprematista bianco.
Se dovesse trovare un difetto in Elogio del margine vi direi che è nel suo radicamento nella cultura statunitense che, per noi italianə in alcuni punti può risultare un po’ oscuro. Di più facile lettura è sicuramente Scrivere al buio, una lunga intervista che Maria Nadotti, sua traduttrice in italiano, le ha fatto nel 1997 e che risulta a noi più comprensibile perché il pensiero di hooks viene mediato da una persona che conosce le specificità del nostro Paese. Il mio consiglio è di tenere d’occhio le librerie e di leggere le sue opere, visto che abbiamo il privilegio di vivere in un momento storico nel quale vengono ristampate e, in alcuni casi, tradotte per la prima volta: non fatevi sfuggire l’occasione di incontrare il pensiero cristallino.

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New York, 28 giugno 1969. Dopo un’incursione della polizia in piena notte, fuori dallo Stonewall Inn Bar scattano i moti …

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L'organizzazione dei lavoratori non ha saputo raccogliere una delle intuizioni più importanti del femminismo sindacale: quella di ascoltare i bisogni e aspettative di tutti, donne e uomini, operai e non, lavoratori e non. Perché operai della grande industria, impiegate, operai, sindacaliste che si sforzano di conciliare il lavoro con la vita, casalinghe divise fra faccende di casa e desiderio di uscire fuori, giovani che lottano per entrare nel mondo del lavoro, disoccupati, cassintegrati, sono tutti soggetti da considerare, da difendere, da tutelare. E tutti si portano dietro, donne e uomini, la fatica di vivere in un mondo che, a dispetto dell'era globale che vorrebbe abbattere confini e livellare standard di vita, è sempre più diviso, sempre più ineguale.
— Il movimento femminista in Italia di Fiamma Lussana (Pagina 150)

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Leggende, racconti brevi, fiabe e aneddoti: in una parola "novellette", briciole preziose di una forma di conoscenza antica come il …