Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò.
Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
When Tenar is chosen as high priestess to the ancient and nameless Powers of the …
Nel cuore della sacerdotessa
5 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Il 2 febbraio 2017 mi è esploso il raffreddore, non ero in condizione di ripassare per gli esami, e sul comodino c'era il secondo romanzo di Terramare che mi guardava; non me lo sarei aspettato, ma mi sono incollato alle pagine e l'ho divorato in un lampo.
Rispetto al primo romanzo, zia Ursula ha decisamente migliorato lo stile (stavolta ci mostra le cose anziché raccontarle e non è in fissa con i viaggi) e fatto una scelta coraggiosa a livello di trama: non ha portato avanti la storia precedente in un arco narrativo più vasto, bensì ha raccontato una storia autonoma ambientata sempre a Terramare, mostrandoci nuovi aspetti di questo mondo da un punto di vista completamente diverso e, in parte, …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Il 2 febbraio 2017 mi è esploso il raffreddore, non ero in condizione di ripassare per gli esami, e sul comodino c'era il secondo romanzo di Terramare che mi guardava; non me lo sarei aspettato, ma mi sono incollato alle pagine e l'ho divorato in un lampo.
Rispetto al primo romanzo, zia Ursula ha decisamente migliorato lo stile (stavolta ci mostra le cose anziché raccontarle e non è in fissa con i viaggi) e fatto una scelta coraggiosa a livello di trama: non ha portato avanti la storia precedente in un arco narrativo più vasto, bensì ha raccontato una storia autonoma ambientata sempre a Terramare, mostrandoci nuovi aspetti di questo mondo da un punto di vista completamente diverso e, in parte, complementare al precedente. Nel primo romanzo, infatti, abbiamo seguito la crescita di Ged come uomo e il suo apprendere con dolore che il potere comporta responsabilità e giudizio morale, ora invece seguiamo la vicenda di Arha, una ragazza costretta dalla società in una posizione di apparente potere che, in realtà, è solo una prigione in cui lei esiste in funzione del suo ruolo sociale, senza poter avere un'identità propria e la possibilità di decidere la propria vita – e sarà proprio questa la libertà che la nostra eroina cercherà di guadagnarsi, fra ripensamenti e paura dell'ignoto e confrontandosi con il Diverso con la maiuscola.
Nel complesso, Le Tombe di Atuan secondo me è un romanzo eccellente, che ci propone una bella riflessione su tematiche forti: sulla costrizione sociale, sui ruoli di genere, sulla ricerca di se stessi, sulla necessità di sostenersi a vicenda nel trovare la felicità. Ah, e mi ha anche fatto scappare una lacrima.
Ged was the greatest sorcerer in all Earthsea. But he was once called Sparrowhawk, a …
Dentro la torre del mago
4 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
A me piace la narrativa fantastica, avevo sentito dire bene del ciclo di Terramare e così lo sto recuperando. Non sapevo cosa aspettarmi, e devo dire che l'impatto è stato un misto di sorpresa, straniamento e apprezzamento: il romanzo in esame è un racconto molto fiabesco, che indulge un po' troppo nel raccontare anziché mostrare e nel fare la "guida turistica a Fantasilandia", obiettivamente ha dei punti morti in cui non c'è azione né tensione (a un certo punto ero così annoiato che ho mollato il capitolo a metà per guardare He-Man e i Dominatori dell'Universo), e tuttavia nel complesso mi è piaciuto: nei momenti più ispirati il romanzo ci offre immagini suggestive di un mondo fatto di magia e …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
A me piace la narrativa fantastica, avevo sentito dire bene del ciclo di Terramare e così lo sto recuperando. Non sapevo cosa aspettarmi, e devo dire che l'impatto è stato un misto di sorpresa, straniamento e apprezzamento: il romanzo in esame è un racconto molto fiabesco, che indulge un po' troppo nel raccontare anziché mostrare e nel fare la "guida turistica a Fantasilandia", obiettivamente ha dei punti morti in cui non c'è azione né tensione (a un certo punto ero così annoiato che ho mollato il capitolo a metà per guardare He-Man e i Dominatori dell'Universo), e tuttavia nel complesso mi è piaciuto: nei momenti più ispirati il romanzo ci offre immagini suggestive di un mondo fatto di magia e viaggi per mare intimamente connessi, ci propone una bella elaborazione dello scontro archetipico fra Eroe e Drago (un capitolo riempitivo, per altro), ci fa empatizzare decentemente con il protagonista e, nelle ultimissime pagine, presenta una scena molto intensa che dà la chiave di lettura a tutta la cerca del protagonista, il giovane mago Ged - un ragazzo che sta trovando un posto nel mondo grazie ai suoi studi, ma che per riuscirci deve anche trovare sé stesso.
In più, trovo apprezzabili due idee della Le Guin che lei stessa, nella postfazione, segnala come il suo tentativo di creare un fantasy dalla personalità propria: il mondo di Terramare è popolato da persone di pelle scura, e non c'è da nessuna parte una Guerra fra Bene e Male - una scelta notevole per il '68, e di cui dovremmo ricordarci anche oggi.
Tirando le somme, secondo me Un mago di Terramare è un romanzo perfettibile ma abbastanza godibile.
«Anziché presentarsi come cittadini/e per bene in cerca di tolleranza e assimilazione, le/gli attiviste/i newyorkesi che fondarono Queer Nation scelsero …
«Anziché presentarsi come cittadini/e per bene in cerca di tolleranza e assimilazione, le/gli attiviste/i newyorkesi che fondarono Queer Nation scelsero …