cretinodicrescenzago ha finito di leggere Almuric di Robert E. Howard

Almuric di Robert E. Howard
The novel is a planetary romance in which Esau Cairn is transported from Earth to the planet Almuric where he …
cretinodicrescenzago Blocca account
cretinodicrescenzago@lore.livellosegreto.it
Registrato 1 anno, 5 mesi fa
Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
Questo collegamento si apre in una finestra pop-up
Completato! cretinodicrescenzago ha letto 24 di 12 libri.

The novel is a planetary romance in which Esau Cairn is transported from Earth to the planet Almuric where he …

L’elaborazione di Lenin sull’imperialismo ha rappresentato e rappresenta tuttora la descrizione più organica dei caratteri della nostra epoca. In una …

L’elaborazione di Lenin sull’imperialismo ha rappresentato e rappresenta tuttora la descrizione più organica dei caratteri della nostra epoca. In una …

Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il sequestro di Aldo Moro, due ragazzi di diciotto anni vengono uccisi a …

Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il sequestro di Aldo Moro, due ragazzi di diciotto anni vengono uccisi a …
Avevo voglia di un romanzo breve e denso, avevo voglia di una voce autoriale forte, e avevo voglia di ri-incontrare Jack Vance dopo essermi immerso l'altr'anno nel ciclo di Lyonesse, ergo ho dato un occhio ai suoi premi letterari, ho scoperto che The Last Castle gli è valso la doppietta Premio Hugo & Premio Nebula, e mi ci sono buttato. E niente, è stato amore. Detto senza filtri, se volete dimostrare a qualche conoscente che la narrativa fantastica è capace di profondità filosofica senza cadere nella logorrea, proponete The Last Castle: è una pièce breve e veloce che si legge in una giornata, ma in questa manciata di pagine condensa un worldbuilding robustissimo di Terra incartapecorita, civiltà decadenti, tensioni sociali, forme di vita extraterrestri realmente aliene, dibattiti filosofici, quel poco di scene belliche che non guasta, e una prosa brutalmente sarcastica e lessicalmente squisita che è esattamente nel …
Avevo voglia di un romanzo breve e denso, avevo voglia di una voce autoriale forte, e avevo voglia di ri-incontrare Jack Vance dopo essermi immerso l'altr'anno nel ciclo di Lyonesse, ergo ho dato un occhio ai suoi premi letterari, ho scoperto che The Last Castle gli è valso la doppietta Premio Hugo & Premio Nebula, e mi ci sono buttato. E niente, è stato amore. Detto senza filtri, se volete dimostrare a qualche conoscente che la narrativa fantastica è capace di profondità filosofica senza cadere nella logorrea, proponete The Last Castle: è una pièce breve e veloce che si legge in una giornata, ma in questa manciata di pagine condensa un worldbuilding robustissimo di Terra incartapecorita, civiltà decadenti, tensioni sociali, forme di vita extraterrestri realmente aliene, dibattiti filosofici, quel poco di scene belliche che non guasta, e una prosa brutalmente sarcastica e lessicalmente squisita che è esattamente nel mio gusto (a tal proposito, credo finalmente di potermi considerare un prosatore vanciano!). Ancora non ho letto integralmente I Viaggi di Gulliver, ma non mi stupirebbe scoprire che Vance si possa iscrivere senza soluzione di continuità nella tradizione di Swift, e francamente non esito a metterlo in relazione con quella perla nostrana che è Il barone rampante – che sì è romanzo mimetico, però un'intersezione fra i due testi da qualche parte nell'iperuranio funzionerebbe senza soluzione di continuità. Tutto ciò detto, perché solo 4/5? Perché da un lato il romanzo accusa un po' la sua età nel proporci un "eroismo dei tecnici e del buon senso" che la nostra attuale apocalisse ci ha dimostrato essere ingenuo a livelli diabetici, dall'altro lo scioglimento avrebbe meritato, secondo me, qualche scena in più per conoscere l'unica figura femminile di rilievo, e i deuteragonisti sino ad allora sempre visti dall'esterno. Ma poco male, è comunque spettacolare!

For 700 years the Meks served without complaint; they were indispensable, for no gentleman would demean himself with toil. But …
Pochi mesi fa mi ero gustato The Last Castle e non ho resistito al leggermi l'altro romanzo breve Premio Hugo del maestro Vance, appunto The Dragon Masters, e l'ho trovato leggermente inferiore ma comunque validissimo. Partiamo dal fatto che come tematica generale i due romanzi condividono gli stessi ingredienti fondamentali, i quali evidentemente erano presenze ricorrenti nel cervello del Vance quasi cinquantenne: una colonia terrestre nello spazio profondo regredita a una società feudale, una tensione interna agli umani fra tradizionalismo pomposo e riformismo tecnico, una fazione umana che opta per un'alternativa ascetico-comunista, una specie aliena ostile e imperscrutabile, uno scontro con gli alieni che impone all'umanità di scegliere definitivamente il proprio percorso. Ora, indubbiamente The Dragon Masters forgia assieme questi elementi di base in una struttura significativamente diversa da quella di The Last Castle e di sicuro non si ha una sensazione di "doppione" o di "riciclo" (a differenza …
Pochi mesi fa mi ero gustato The Last Castle e non ho resistito al leggermi l'altro romanzo breve Premio Hugo del maestro Vance, appunto The Dragon Masters, e l'ho trovato leggermente inferiore ma comunque validissimo. Partiamo dal fatto che come tematica generale i due romanzi condividono gli stessi ingredienti fondamentali, i quali evidentemente erano presenze ricorrenti nel cervello del Vance quasi cinquantenne: una colonia terrestre nello spazio profondo regredita a una società feudale, una tensione interna agli umani fra tradizionalismo pomposo e riformismo tecnico, una fazione umana che opta per un'alternativa ascetico-comunista, una specie aliena ostile e imperscrutabile, uno scontro con gli alieni che impone all'umanità di scegliere definitivamente il proprio percorso. Ora, indubbiamente The Dragon Masters forgia assieme questi elementi di base in una struttura significativamente diversa da quella di The Last Castle e di sicuro non si ha una sensazione di "doppione" o di "riciclo" (a differenza di quanto mi era successo nel corpus dei coniugi Kuttner-Moore con i romanzi The Dark World e The Mask of Circe), tuttavia è invitabile constatare che questo primo romanzo sia relativamente più "grezzo" del successivo: meno audace nei montaggi scenici, meno brillante nella riflessione filosofica, leggermente più monotono nella sua enfasi sulle situazioni militari – ancora più ingenuo nel dipingere positivamente l'eroe "tecnocrate", tratto sicuramente figlio del suo tempo ma alquanto straniante in epoca di CoVid-19. Ciò detto, questa "grossolanità" è comunque quella di Jack Vance, e la sua prosa brillante ricca di dialoghi spigliati eguaglia il Fritz Leiber di The Swords of Lankhmar e dà la polvere a qualunque tolkienista; in più, ho semplicemente adorato il senso di vacuità meditativa che pervade i paragrafi finali, spiazzanti e angoscianti assieme. Non il miglior Vance in assoluto, ma decisamente consigliato.
N.B.: il romanzo non dura davvero i 20 giorni che c'ho messo io a leggerlo, è che in mezzo ho fatto la pausa mare.

Man has warred for centuries with the reptilian race called "Basics". The winner of each bloody encounter has made slaves …

Il protagonista della nostra storia di lavoro fa il postino, mette in comunicazione tutti gli altri ma accanto a sé …

1978, l'estate più torrida del secolo. In uno sperduto paesino della campagna meridionale, mentre gli adulti se ne stanno chiusi …

«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano, …

Roma senza papa fu il libro che rivelò Morselli. Quando il romanzo apparve, nel 1974, Giulio Nascimbeni scrisse sul «Corriere …

«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano, …
Prima o poi sarebbe arrivato, quel momento terribile in cui avrei assegnato a una mia classe un romanzo che io conoscevo solo di fama, e l'avrei letto per la prima volta in sincrono con loro. Il momento è arrivato e l'onore è capitato a Il giorno della civetta, che per combinazione è anche il primo romanzo in italiano del mio '22. Che dire, c'è un motivo se è diventato un Classico di quelli che "tutti raccomandano ma nessuno legge". Sono cento pagine scarse in cui Sciascia è riuscito, effettivamente, a distillare tutto il marcio e il nobile della Repubblica italiana in generale e della Sicilia nello specifico: campanilismi e statalismo, lassismo etico e difesa del proprio particolare, sopravvivenza parassitaria del fascismo e sforzo utopico intrinseco alla Costituzione del '46, abusi delle forze dell'ordine e potere pervasivo della malavita, la cultura dell'egoismo e quella della Resistenza... le luci e ombre …
Prima o poi sarebbe arrivato, quel momento terribile in cui avrei assegnato a una mia classe un romanzo che io conoscevo solo di fama, e l'avrei letto per la prima volta in sincrono con loro. Il momento è arrivato e l'onore è capitato a Il giorno della civetta, che per combinazione è anche il primo romanzo in italiano del mio '22. Che dire, c'è un motivo se è diventato un Classico di quelli che "tutti raccomandano ma nessuno legge". Sono cento pagine scarse in cui Sciascia è riuscito, effettivamente, a distillare tutto il marcio e il nobile della Repubblica italiana in generale e della Sicilia nello specifico: campanilismi e statalismo, lassismo etico e difesa del proprio particolare, sopravvivenza parassitaria del fascismo e sforzo utopico intrinseco alla Costituzione del '46, abusi delle forze dell'ordine e potere pervasivo della malavita, la cultura dell'egoismo e quella della Resistenza... le luci e ombre del PCI a fronte dell'"orda funesta del germe centrista" cresciuta all'ombra dello scudo crociato democristiano (un biscotto a chi coglie la citazione). E tutto ciò esposto in una prosa che fa faville e diventa ipnotica a più riprese, tanto nei dialoghi iper-caratterizzati che si potrebbero drammatizzare come niente quanto nello spettacolare e ormai proverbiale explicit sulla "linea della palma" in ascesa verso Nord (e che Sciascia non sapeva essere un primo annuncio del collasso ecologico, tanto per gradire). Poi vabeh, prosa spettacolare, e mi piacerebbe cercare degli studi seri di stilistica per capire se vi sia un filo rosso fra Verga e Sciascia, perché io una certa somiglianza la sento! Detto tutto questo, perché dico che Il giorno della civetta è un Classico che nessuno legge? Perché non ha peli sulla lingua nel puntare il dito contro i parassiti che dissanguano la Repubblica e nel dare una pacca sulla spalla a chi si batte contro i pezzi di mrda in esame, e visto lo stato di cose dopo tanti decenni è palese che sono ancora i suddetti strnzi ad avere il coltello dalla parte del manico. Non esito a dire che si tratti di letteratura schierata almeno quanto Kobane Calling, e per parte mia ne abbiamo tanto bisogno.