g_ailu ha finito di leggere Orlando di Virginia Woolf

Orlando di Virginia Woolf
Orlando è stato scritto nel 1928 e dedicato alla poetessa (e grande giardiniera) Vita Sackville-West, di cui per un certo …
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Completato! g_ailu ha letto 12 di 12 libri.

Orlando è stato scritto nel 1928 e dedicato alla poetessa (e grande giardiniera) Vita Sackville-West, di cui per un certo …

Never Let Me Go is a 2005 dystopian science fiction novel by British author Kazuo Ishiguro. It was shortlisted for …

Never Let Me Go is a 2005 dystopian science fiction novel by British author Kazuo Ishiguro. It was shortlisted for …
Tenue entusiasmo, molto incuriosita dall'universo distopico entro cui si muove l'amicizia (diciamocelo un filo problematica) dei tre protagonisti di questa storia, molto meno stimolanti le dinamiche relazionali tra i tre poste al centro della narrazione. L'aneddotica malinconica è infatti usata come espediente per centellinare informazioni su cosa succede al di fuori del piccolo mondo di Kath, Ruth e Tommy. Il risultato è una narrazione fortemente egoriferita da parte dei tre, che lascia insoddisfatto e incompiuto chi, invece, vorrebbe esplorare le macro-dinamiche di quella società. Sicuramente ne emerge la stringente necessità di un'educazione sessuo-affettiva che vada di pari passo con quella culturale, ma ci si rende anche conto ben presto che qualcos'altro stride più forte e nella loro tragica situazione non è affatto quello il problema più grande.
Che tutti i comportamenti problematici dei tre siano in un certo senso meccanismi di difesa e forme di reazione alla realtà di cui …
Tenue entusiasmo, molto incuriosita dall'universo distopico entro cui si muove l'amicizia (diciamocelo un filo problematica) dei tre protagonisti di questa storia, molto meno stimolanti le dinamiche relazionali tra i tre poste al centro della narrazione. L'aneddotica malinconica è infatti usata come espediente per centellinare informazioni su cosa succede al di fuori del piccolo mondo di Kath, Ruth e Tommy. Il risultato è una narrazione fortemente egoriferita da parte dei tre, che lascia insoddisfatto e incompiuto chi, invece, vorrebbe esplorare le macro-dinamiche di quella società. Sicuramente ne emerge la stringente necessità di un'educazione sessuo-affettiva che vada di pari passo con quella culturale, ma ci si rende anche conto ben presto che qualcos'altro stride più forte e nella loro tragica situazione non è affatto quello il problema più grande.
Che tutti i comportamenti problematici dei tre siano in un certo senso meccanismi di difesa e forme di reazione alla realtà di cui sono inconsciamente al corrente? Non so, qualcosa nel testo lo suggerisce, quasi ci fosse un rimosso collettivo che bussa alla porta della loro coscienza. Tuttavia, questa intuizione non è bastata a colmare la distanza ed empatizzare con la loro esasperante passività, l'ossessiva concentrazione sui piccoli dettagli delle loro esistenze individuali nel tentativo disperato di dare importanza ai loro drammi personali e il loro aggrapparsi a ogni speranza per quanto assurda piuttosto che interrogarsi su ciò che succede.
Un libro dal grande potenziale concettuale, che però si perde un po' nel minimalismo dei suoi stessi protagonisti.

«Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e vivo con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico …
Anni ’60: Saturnia, detta Nina, è un’investigatrice privata specializzata nella ricerca di persone scomparse condotta con mezzi non esattamente convenzionali. Nina riesce infatti a rintracciare le anime perse instaurando con loro una connessione fatta di vivide visioni indotte dai fumi di misteriosi fiori allucinogeni. Quasi sempre arriva troppo tardi per salvarle, e i fiori germinano nella sua mente, infestandola di una presenza sempre più invadente che le sussurra osservazioni e frecciatine che sente solo lei.
Sulle tracce del piccolo Cesare, scomparso nel nulla un anno prima, Nina approda a Lamara e si invischia sempre più nelle palustri e claustrofobiche vicende della piccola cittadina laziale, dove il passato non passa mai davvero e la verità è sepolta sotto strati di fango e omertà.
La presenza di Nina è vissuta dalla comunità come un’intrusione pericolosa di una straniera venuta a ficcare il naso in questioni che non la riguardano. Il fatto che …
Anni ’60: Saturnia, detta Nina, è un’investigatrice privata specializzata nella ricerca di persone scomparse condotta con mezzi non esattamente convenzionali. Nina riesce infatti a rintracciare le anime perse instaurando con loro una connessione fatta di vivide visioni indotte dai fumi di misteriosi fiori allucinogeni. Quasi sempre arriva troppo tardi per salvarle, e i fiori germinano nella sua mente, infestandola di una presenza sempre più invadente che le sussurra osservazioni e frecciatine che sente solo lei.
Sulle tracce del piccolo Cesare, scomparso nel nulla un anno prima, Nina approda a Lamara e si invischia sempre più nelle palustri e claustrofobiche vicende della piccola cittadina laziale, dove il passato non passa mai davvero e la verità è sepolta sotto strati di fango e omertà.
La presenza di Nina è vissuta dalla comunità come un’intrusione pericolosa di una straniera venuta a ficcare il naso in questioni che non la riguardano. Il fatto che tutto sembri essere connesso al misterioso culto pagano di Furrina, una santa bambina a cui tutta la cittadina è devota in modo a tratti morbosamente protettivo, non fa che complicare le cose.
Le allucinazioni di Nina si fanno sempre più grottesche e contraddittorie, rendendo sempre più densa la coltre di superstizioni, antiche credenze e segreti inconfessabili che ammantano il reale.
L’ambientazione è a tratti così immersiva da sembrare di percepire sulla pelle l’umidità della palude, di sentire l’odore pungente del fango viscido e, in fondo alla testa, il costante gracidio delle rane, a tratti assordante colonna sonora dell’assurdo.
Nelle prime pagine, la narrazione procede fluida, con un ritmo incalzante che spinge avanti in una crescente suspense, per poi avvinghiare con uno stile di scrittura che diventa lento e vischioso, sempre più evocativo e perturbante. La logica non basterà a risolvere il mistero, ma occorre dotarsi di sospensione dell’incredulità e di una buona dose di weird (o forse solo un falcetto e l’effige di una rana potranno aiutarvi).
Raccolta di racconti surreali tutti legati trasversalmente dal tema del corpo femminile e della sessualità, il sottotesto é manifestamente femminista e alcuni spunti davvero notevoli. ...e poi c'è il racconto su Law&Order che mi ha invece annoiata mortalmente fino al suo inesorabile abbandono.
Non escludo di leggere altro di Carmen Maria Machado, ma per il momento sentimenti tiepidi.

«Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e vivo con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico …
Un romanzo weird e onirico, assist perfetto per riflettere sui ruoli di genere e sulla loro natura oppressiva anche e soprattutto nella società giapponese.
Nowatari Rui, esasperata da una relazione coniugale frustrante, trabocca infine dagli angusti limiti prestabiliti per il suo essere donna, moglie e musa, tramutandosi in una foresta infestante e rifugiandosi nel suo folto.
Il marito Tetsuya è infatti uno scrittore acclamato ma un uomo mediocre e presuntuoso, impregnato di misoginia e mascolinità tossica, che deve il suo successo all’aver cannibalizzato la vita privata e l’intimità della moglie (non pago anche dell'amante trovata abusando dell apropria posizione di insegnante).
Il finale risulta forse troppo didascalico: il simbolismo e la metafora visionaria erano già sufficientemente chiari ed efficaci, anche grazie all’urticante antipatia suscitata da Nowatari Tetsuya.
In un'epoca in cui il true crime spopola come forma ultima di intrattenimento, corpicino racconta con sguardo cinicamente ed antropologicamente critico il fenomeno sociologico di quando un delitto si fa caso mediatico, tra spettacolarizzazione della tragedia e pornografia del dolore.
Sardonicamemte divertente e pensato davvero bene: lo stile infantile fa risaltare l'orrore e il taglio antropologico non risulta mai spiegone presuntuoso. I personaggi improbabili e grotteschi, così come i titoloni in sovraimpressione, sono perfetta parodia della nostra società.
Tuono ci manchi.

Siamo nel 2100, nella città sommersa di T. L’umanità è migrata in fondo al mare per sfuggire ai devastanti cambiamenti …
In questa antologia di 12 racconti brevi (alcuni forse troppo brevi) misteri, incubi e superstizioni di un piccolo mondo rurale del secolo scorso tornano a perturbare i nostri sonni tranquilli.
Ambientazione di elezione è il territorio dell’appennino romagnolo lontano dalla città, tra campagne silenziose, paludi ammantate di nebbia e claustrofobici paesi di provincia in cui si conoscono tutti e la lenta quotidianità scorre apparentemente tranquilla.
Protagonisti indiscussi (vittime o carnefici che siano) sono i bambini la cui suggestionabile immaginazione si presta a feconda fucina per generare mostri disturbanti che fanno rabbrividire anche gli adulti e la loro razionalità.
Novella psichedelica a due livelli.
Il primo livello é la storia del capitano (pirata e filosofo) Mission che in Madagascar fonda la colonia pirata di libertatia un esperimentobper provare che "300 anime possano coesistere in armonia tra loro, con i vicini e l'ecosfera di flora e fauna" mentre porta avanti la sua passione per i lemuri (fantasmi dagli occhi sgranati endemici in Madagascar e quasi ridotti all'estinzione).
Il secondo livello é un trip nel giardino delle occasioni (biologiche e politiche) perdute tra racconti di piaghe disgustose ed elucubrazioni filosofiche sulla religione (adorate le pagine sull'ipocrisia e il narcisismo di Gesù e i suoi presupposti miracoli) e la devastazione ambientale perpetrata dall'Homo cd Sapiens che, unica tra le specie non uccide solo per trarre nutrimento, ma anche per il puro piacere di farlo.
In puro stile lisergico beat generation emerge tutto il Borroughs libertario ed ecologista, che riflette sul suo tempo …
Novella psichedelica a due livelli.
Il primo livello é la storia del capitano (pirata e filosofo) Mission che in Madagascar fonda la colonia pirata di libertatia un esperimentobper provare che "300 anime possano coesistere in armonia tra loro, con i vicini e l'ecosfera di flora e fauna" mentre porta avanti la sua passione per i lemuri (fantasmi dagli occhi sgranati endemici in Madagascar e quasi ridotti all'estinzione).
Il secondo livello é un trip nel giardino delle occasioni (biologiche e politiche) perdute tra racconti di piaghe disgustose ed elucubrazioni filosofiche sulla religione (adorate le pagine sull'ipocrisia e il narcisismo di Gesù e i suoi presupposti miracoli) e la devastazione ambientale perpetrata dall'Homo cd Sapiens che, unica tra le specie non uccide solo per trarre nutrimento, ma anche per il puro piacere di farlo.
In puro stile lisergico beat generation emerge tutto il Borroughs libertario ed ecologista, che riflette sul suo tempo sempre attraverso il filtro di droga e catastrofismo paranoico.