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Federica Leonardi: Lamara (Paperback, Moscabianca Edizioni) 4 stelle

Sopravvivere come investigatrice privata negli anni Sessanta non è un’impresa facile, per questo Nina preferisce …

Un investigativo a tinte folk horror che emerge dal palustro

4 stelle

Anni ’60: Saturnia, detta Nina, è un’investigatrice privata specializzata nella ricerca di persone scomparse condotta con mezzi non esattamente convenzionali. Nina riesce infatti a rintracciare le anime perse instaurando con loro una connessione fatta di vivide visioni indotte dai fumi di misteriosi fiori allucinogeni. Quasi sempre arriva troppo tardi per salvarle, e i fiori germinano nella sua mente, infestandola di una presenza sempre più invadente che le sussurra osservazioni e frecciatine che sente solo lei.

Sulle tracce del piccolo Cesare, scomparso nel nulla un anno prima, Nina approda a Lamara e si invischia sempre più nelle palustri e claustrofobiche vicende della piccola cittadina laziale, dove il passato non passa mai davvero e la verità è sepolta sotto strati di fango e omertà.

La presenza di Nina è vissuta dalla comunità come un’intrusione pericolosa di una straniera venuta a ficcare il naso in questioni che non la riguardano. Il fatto che tutto sembri essere connesso al misterioso culto pagano di Furrina, una santa bambina a cui tutta la cittadina è devota in modo a tratti morbosamente protettivo, non fa che complicare le cose.

Le allucinazioni di Nina si fanno sempre più grottesche e contraddittorie, rendendo sempre più densa la coltre di superstizioni, antiche credenze e segreti inconfessabili che ammantano il reale.

L’ambientazione è a tratti così immersiva da sembrare di percepire sulla pelle l’umidità della palude, di sentire l’odore pungente del fango viscido e, in fondo alla testa, il costante gracidio delle rane, a tratti assordante colonna sonora dell’assurdo.

Nelle prime pagine, la narrazione procede fluida, con un ritmo incalzante che spinge avanti in una crescente suspense, per poi avvinghiare con uno stile di scrittura che diventa lento e vischioso, sempre più evocativo e perturbante. La logica non basterà a risolvere il mistero, ma occorre dotarsi di sospensione dell’incredulità e di una buona dose di weird (o forse solo un falcetto e l’effige di una rana potranno aiutarvi).