cretinodicrescenzago vorrebbe leggere House of Leaves di Mark Z. Danielewski

House of Leaves di Mark Z. Danielewski
Years ago, when House of Leaves was first being passed around, it was nothing more than a badly bundled heap …
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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Completato! cretinodicrescenzago ha letto 16 di 12 libri.

Years ago, when House of Leaves was first being passed around, it was nothing more than a badly bundled heap …

For over twenty years, World Fantasy Award winner Patricia A. McKillip has captured the hearts and imaginations of thousands of …

The worlds of the White Crow "Wonderful... once you've entered you will never want to leave." Michael Moorcock
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After years of seeing her sisters suffer at the hands of an abusive prince, Marra—the shy, convent-raised, third-born daughter—has finally …

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The Ninth Necromancer needs a swordswoman.
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traduzione a cura di alcune militanti del Comitato italiano di Jineolojî
Jin, Jiyan, Azadî raccoglie le voci di venti rivoluzionarie …
Avviso sul contenuto Commenti espliciti ai finali a sorpresa di due racconti su cinque
[Vecchia recensione esportata da altro sito]
Dopo aver letto un po' di opere individuali di Henry Kuttner e un po' di collaborazioni con sua moglie Catherine L. Moore, era giunta l'ora di leggere qualcosa della sola Catherine, e siccome sono ancora in vena di sci-fi mi sono buttato su questo Judgment Night: A Selection of Science Fiction – ovverosia una raccolta di cinque romanzi brevi/racconti lunghi scelti da Moore stessa come suoi pezzi forti. Non male, ma mi aspettavo di meglio:
In conclusione, con 3 testi su 5 piacevoli (anche se non memorabili) e 1 datato ma obiettivamente avanti sui suoi tempi, mi ritengo abbastanza soddisfatto dall'antologia – nonché abbastanza propenso a recuperare l'altra raccolta di racconti della buona Catherine, The Best of C.L. Moore.

Released in 1952, Judgment Night collects five Moore novellas from the pages of editor John W. Campbell, Jr.’s Astounding Science …

Joanna's world is recognisable; it's very much like ours. So is Jeannine's – except that in hers the Second World …
[Vecchia recensione esportata da altro sito]
Nella prefazione a Bloodchild and Other Stories Octavia Butler dichiara apertamente di essere una scrittrice da romanzo, non da racconto, e proprio per questo in vita sua ha iniziato, terminato e considerato degni di pubblicazione solo sette testi brevi – quelli che ha riunito e commentato uno a uno (santissima donna) qui in questa piccola densa raccolta. E a mio parere è proprio il caso di parlare di "pochi ma buonissimi", perché la qualità va dal buono allo straordinario. Partiamo da un nucleo di tre racconti di purissima fantascienza sociale: l'eponimo "Bloodchild" è una storia di interazione e (possibile) incastro fra biologie e civiltà radicalmente diverse, la cui compatibilità valoriale è di per sé stessa un'incognita e una costruzione in fieri; "The Evening, the Morning, and the Night", invece, ragiona sull'eugenetica e l'abilismo e il paternalismo sanitario e la possibilità di autodeterminazione, alternando picchi …
[Vecchia recensione esportata da altro sito]
Nella prefazione a Bloodchild and Other Stories Octavia Butler dichiara apertamente di essere una scrittrice da romanzo, non da racconto, e proprio per questo in vita sua ha iniziato, terminato e considerato degni di pubblicazione solo sette testi brevi – quelli che ha riunito e commentato uno a uno (santissima donna) qui in questa piccola densa raccolta. E a mio parere è proprio il caso di parlare di "pochi ma buonissimi", perché la qualità va dal buono allo straordinario. Partiamo da un nucleo di tre racconti di purissima fantascienza sociale: l'eponimo "Bloodchild" è una storia di interazione e (possibile) incastro fra biologie e civiltà radicalmente diverse, la cui compatibilità valoriale è di per sé stessa un'incognita e una costruzione in fieri; "The Evening, the Morning, and the Night", invece, ragiona sull'eugenetica e l'abilismo e il paternalismo sanitario e la possibilità di autodeterminazione, alternando picchi di crudezza e attimi di delicata speranza; "Speech and Sounds", invece, è un taglio estremamente raffinato al sottogenere dell'apocalisse subitanea e violenta (alla The Day of the Triffids per intenderci) contenete una delle scene erotiche più delicate che io abbia mai visto, una resa straordinariamente angosciante della pertita delle facoltà linguistiche – nonché, di nuovo, un afflato di rinascita fra le macerie. Proseguiamo poi con due testi che non hanno nulla di esplicitamente fantastico, ma assolutamente spaccano come vignette di vita quotidiana dell'America nixoniana: "Next of Kin" mette in scena da prospettiva femminile e con toni biblici il più classico dei drammi familiari di elaborazione del lutto, "Crossover" incapsula in poche pagine una vicenda di alienazione lavorativa e maltrattamento sentimentale apparentemente senza uscita (pisciando in testa nel mentre a tutta la letteratura-del-cazzo inerente le crisi di mezza età di maschi borghesi bianchi), entrambe mi hanno fatto (ri)scoprire il gusto della narrativa realistica sincera e dimessa e per questo potente (e contrapposta a quella autoriferita e boriosa). Incontriamo poi due racconti della vecchiaia di Butler (aggiunti nella seconda edizione) che in qualche modo vanno a rielaborare e sintetizzare entrambi i filoni precedenti: "Amensty" è una vicenda di primo contatto umani-extraterrestri, di integrazione forzata e forzosa e di incomunicabilità reciproca, "The Book of Martha" è realismo magico cristiano all'ennesima potenza, con un dialogo fra il Dio cristiano e una donna qualunque dell'America afrodiscendente a scopo di palingenesi (tema che adoro). Chiudono la raccolta un breve ritratto autobiografico di Butler, imperniato sul suo sforzo indefesso per diventare scrittrice, e la sua piccola guida su come imparare a scrivere narrativa, che nel loro insieme restituiscono l'immagine di un'autentica eroina culturale che si è battuta a vita contro il patriarcato razzista – coerentemente con le sue storie, in cui le eroine sono donne, le culture afrodiscendenti, la prospettiva amorevole e cinica assieme, la lingua controllata e sobria.
Direi che in futuro non potrò non leggere almeno la dilogia delle Parabole, ma ancora più importante sarà ascoltare voci di minoranza nella mia lingua e nel mio paese, ed elevarle perché divengano maggioranza.
Nota: a quanto parte dopo la scomparsa di Butler sono emersi due suoi racconti giovanili inediti, distribuiti per un periodo nel volume Unexpected Stories, ma a quanto pare il libro è uscito di stampa e questo mi fa molto incazzare... [NdR, successivamente l'ho recuperato!]

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