Ci sono parti interessanti diluite in uno strazio di space opera che anche basta. Mollato a metà
Recensioni e commenti
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aresti ha valutato Il formaggio e i vermi: 5 stelle

Carlo Ginzburg: Il formaggio e i vermi (Italian language, 1976, G. Einaudi)
Il formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg (Einaudi paperbacks ; 65)
Offers a study of culture in the sixteenth century as seen through the eyes of one man, the miller known …
aresti ha valutato La fine di Israele: 5 stelle

La fine di Israele di Ilan Pappé
«Stiamo assistendo all’inizio della fine dello Stato di Israele». Dopo il 7 Ottobre e il genocidio a Gaza, il progetto …
aresti ha valutato L'ombra dell'uomo: 4 stelle

L'ombra dell'uomo di Jane Goodall (I Timoni)
Circa cinquanta anni fa una ragazza inglese, Jane Goodall, arrivò sulle rive del lago Tanganica con l'incarico di studiare il …
aresti ha valutato Povere creature!: 5 stelle

Povere creature! di Alasdair Gray
Chi è veramente Bella Baxter, giovane donna ritrovata nelle fredde acque del Clyde nella Glasgow tardovittoriana e riconsegnata alla vita …
aresti ha interrotto la lettura di Pensa a Fleba di Banks Iain M.
aresti ha recensito Il problema dei tre corpi di Cixin Liu
Bello finché non arriva la parte fantascientifica
2 stelle
L'incipit e le parti del libro ambientate durante la Rivoluzione Culturale mi sono piaciute, probabilmente perché conosco poco della storia cinese. Il libro parte bene, crea suspence e inizialmente sembra avviarsi a diventare una di quelle storie di fantascienza che porta a riflettere su temi della scientifici e tecnologici: invece il resto è una roba ferma agli anni 30 della fantascienza americana. Ogni mistero viene svelato, ha una soluzione banale e per giunta non si capisce neppure come e perché i protagonisti arrivino alla soluzione. Pagine e pagine spese per fare supercazzole vagamente scientifiche e generare sense of wonder che diluiscono le poche idee valide che ci sono (e ce ne sarebbero). Personaggi che se dici che sono bidimensionali gli fai un complimento.
aresti ha recensito Laguna di Nnedi Okorafor
Gli alieni arrivano a Lagos
4 stelle
Un’astronave aliena compare di fronte alla capitale nigeriana. Non è sospesa a qualche centinaio di metri dal terreno come la corrispettiva nel film District 9, ma sprofondata negli abissi dell’oceano. Il primo testimone dell’evento è un enorme pesce spada. I segni rivelatori della sua presenza sono sporadici boati sulla costa, l’innalzarsi del livello del mare, il proliferare di animali sconosciuti nelle acque. Il libro segue la comparsa dei visitatori dalla prospettiva di Lagos, città caotica, multietnica, multireligiosa, la vera protagonista della storia. È un libro corale: l’evento viene reinterpretato dai suoi abitanti a seconda dei loro sistemi di credenze e delle loro aspirazioni; una biologa marina cerca di interpretarlo attraverso la scienza, un fanatico cristiano pensa che gli alieni sono streghe, i membri dei circoli LGBT clandestini pensano ai visitatori come alfieri della rivoluzione queer, un vescovo con la passione per youtube crede di aver trovato nuove genti da evangelizzare. …
Un’astronave aliena compare di fronte alla capitale nigeriana. Non è sospesa a qualche centinaio di metri dal terreno come la corrispettiva nel film District 9, ma sprofondata negli abissi dell’oceano. Il primo testimone dell’evento è un enorme pesce spada. I segni rivelatori della sua presenza sono sporadici boati sulla costa, l’innalzarsi del livello del mare, il proliferare di animali sconosciuti nelle acque. Il libro segue la comparsa dei visitatori dalla prospettiva di Lagos, città caotica, multietnica, multireligiosa, la vera protagonista della storia. È un libro corale: l’evento viene reinterpretato dai suoi abitanti a seconda dei loro sistemi di credenze e delle loro aspirazioni; una biologa marina cerca di interpretarlo attraverso la scienza, un fanatico cristiano pensa che gli alieni sono streghe, i membri dei circoli LGBT clandestini pensano ai visitatori come alfieri della rivoluzione queer, un vescovo con la passione per youtube crede di aver trovato nuove genti da evangelizzare. Lo stesso genere del libro sembra passare dal fantascientifico al fantastico a seconda dello sguardo che i narratori gettano sulla storia. Lo stile è spesso avventuroso e leggero, i personaggi a volte sembrano personaggi da commedia ma non diventano mai irrealistici. Gli alieni non sono una cafonata da Indipendence Day ma mi hanno ricordato più le creature quasi angeliche (e inquietanti) de L’Ultimo Terrestre di Gipi.
aresti ha iniziato a leggere Buona Apocalisse a tutti! di Terry Pratchett
aresti ha recensito Il mondo della foresta di Ursula K. Le Guin
The word for world is Forest
5 stelle
Questo libro è parte del ciclo di Hainish, come La mano sinistra delle tenebre e I reietti dell'altro pianeta. I terrestri hanno raggiunto New Tahiti, un mondo boscoso abitato da una razza di piccoli umanoidi, e subito cominciano a sfruttarlo e a sfruttarne gli abitanti per lavorare. È difficile descrivere il libro senza entrare nello spoiler: partendo dal titolo inglese, "The word for world is Forest", il primo tema è il legame degli abitanti col mondo che loro concepiscono come foresta, e i terrestri che invece vedono come una riserva di prezioso legno, che sulla Terra è praticamente estinto. La cultura degli abitanti di Athshe (il nome che loro danno al pianeta) è basata sulla non differenza sostanziale tra sogno e veglia, che sono tempi entrambi reali. Ho trovato molto bello come Ursula le Guin immagina l'innovazione in una cultura "primitiva". Ma il tema principale del libro (che è stato …
Questo libro è parte del ciclo di Hainish, come La mano sinistra delle tenebre e I reietti dell'altro pianeta. I terrestri hanno raggiunto New Tahiti, un mondo boscoso abitato da una razza di piccoli umanoidi, e subito cominciano a sfruttarlo e a sfruttarne gli abitanti per lavorare. È difficile descrivere il libro senza entrare nello spoiler: partendo dal titolo inglese, "The word for world is Forest", il primo tema è il legame degli abitanti col mondo che loro concepiscono come foresta, e i terrestri che invece vedono come una riserva di prezioso legno, che sulla Terra è praticamente estinto. La cultura degli abitanti di Athshe (il nome che loro danno al pianeta) è basata sulla non differenza sostanziale tra sogno e veglia, che sono tempi entrambi reali. Ho trovato molto bello come Ursula le Guin immagina l'innovazione in una cultura "primitiva". Ma il tema principale del libro (che è stato scritto durante la guerra in Vietnam) è la violenza, sia quella "atavica" dei terrestri che quella nuova in cui gli Athsheani si trovano loro malgrado coinvolti. È un libro crudo e poetico allo stesso tempo
aresti ha recensito La nuova stirpe di Octavia E. Butler
Non da buttare, ma sotto le aspettative
Ho letto il libro perché parte del Ciclo dei Patternisti, ma devo dire che gli altri due romanzi che avevo letto mi erano piaciuti di più. "Seme Selvaggio" era eccezionale perché con la scusa della fantascienza ti proiettava nell'Africa del '600 e i poteri e i legami dei personaggi erano chiari. Qua l'ambientazione è l'America moderna e non ho apprezzato le descrizioni delle battaglie tra telepati, che a un certo punto mi sembrano supercazzole. Ad ogni modo il romanzo è scritto bene e ha gli elementi tipici delle opere di Butler








