Per quel mi è stato possibile scoprire leggendo l'etimologia dei sostantivi greci e latini che significano cibo, noto che la maggior parte delle volte essi devono la loro derivazione dall'azione o dall'effetto del mangiare. Ma quando derivano da un particolare alimento, come nel caso di σίτος ε σίτίον; e, in lingua latina, di cibus, e probabilmente penus, da pendeo, il riferimento è ai soli vegetali. D'altro canto, quelle parole che indicano pesce, carne, o pollame, o si riferiscono a loro in qualche modo, non danno mai origine a termini generali che significano cibo. È proprietà dei dizionari essere imperfetti al punto che possiamo ricevere poco o nessun aiuto nelle ricerche filologiche che non siano nell'ordine delle più comuni. Nell'esaminare il verbo alo, nutrirsi, l'occhio scorrendo mi cadde sulla parola vicina, alea, un dado, che non trovo spiegata nel dizionario di Ainsworth se non nel modo più banale. Eppure proviene ovviamente dalla parola greca άλς, άλος, sale, il cui minerale si cristallizza in cubi.