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Libri di alephoto85

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AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

Verrebbe spontaneo pensare che il cherofobico sia una persona depressa, ma non è così. Il cherofobico evita tutte le situazioni che potrebbero renderlo felice perché ha la convinzione, spesso inconscia, che gli accadimenti tristi siano a esclusivo appannaggio delle persone felici. Per evitare quindi la possibilità di essere tristi, evita la felicità. Come? Anzitutto rifiutando qualsiasi tipo di cambiamento che potrebbe, in modo incontrollabile, provocarla: in questo modo però si condanna a una vita limitata.

Quid 9: La Paura di ,

Cherofobia ed eleuterofobia

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

D’altra parte, come posso io voler avere a che fare con qualcuno che, siccome è diverso da me in qualcosa, non posso pensare di conoscere come le mie tasche? Questa è la leva su cui fanno presa i movimenti conservatori. In sé non c’è niente di male nel volersi limitare ad avere a che fare solo con individui simili a noi; la cosa grave è che effetti manipolatori di questo tipo, soprattutto quando usati in modo miope e diffuso, producono atteggiamenti discriminatori che spesso sfociano in vere e proprie violenze verbali e fisiche. Ho paura dunque aggredisco. Quanto atavismo, quanta bestialità, quanta presenza di amigdala in questo banale rapporto causa-effetto.

Quid 9: La Paura di ,

Articolo "La paura del diverso" di Simone Ferrari

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

Non si possono criticare i Paesi europei perché ignorano la storia dei loro vicini quando l’Italia ha lo stesso problema: è l’unico Stato che commemora la fine della Prima Guerra mondiale il 4 novembre, mentre l’armistizio del 1918 entrò in vigore nell’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese, ovvero alle 11:00 dell’11 novembre, giornata festiva nel Commonwealth, in Francia e in Belgio. Ugualmente, la conclusione della Seconda Guerra mondiale in Italia si celebra il 25 aprile, mentre la guerra in Europa finì ufficialmente l’8 maggio 1945, ricordato come Victory Day.

Qualche storico considera la Prima Guerra mondiale come l’ultima Guerra d’Indipendenza italiana e l’impressione è che, dopo aver riunificato la Nazione con considerevole spargimento di sangue, gli italiani abbiano perso la loro bellicosità.

Forse però non si tratta di un problema solo del nostro Paese: gli ultimi decenni sembrano indicare che anche altre Nazioni europee abbiano perso ferocia e combattività. L’inerzia collettiva potrebbe indicare che siamo effettivamente giunti al “tramonto dell’Occidente”, come filosofeggiava Spengler nel suo libro del 1922, in cui la civilizzazione occidentale è descritta come impegnata solamente a mantenere in vita modelli culturali già morti.

Quid 9: La Paura di ,

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

Altro segno di palese disprezzo si palesò nel 1943, quando quello che in Italia venne annunciato a caratteri cubitali dal Corriere della Sera come ARMISTIZIO, veniva dai britannici definito come “ITALY: UNCONDITIONAL SURRENDER”.

Tra un blando Armistizio e una Resa incondizionata c’è una certa differenza e non si tratta solo di diversi punti di vista o della storia scritta dai vincitori. Se è vero che le nazioni hanno i leader che si meritano, eletti liberamente o subiti passivamente, le differenze tra Mussolini e Churchill erano notevoli: “Their finest hour”, il sobrio discorso di Churchill del 18 giugno 1940, mobilitò l’intero Regno Unito in soli 36 minuti, mentre l’entusiastica reazione di Piazza Venezia era già evaporata al momento della dichiarazione di guerra.

Quid 9: La Paura di ,

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

Le disfatte degli italiani, unite all’ingloriosa tempistica dell’entrata in guerra, convinsero gli inglesi di avere a che fare con un esercito di vigliacchi e Mussolini, con le sue ridicole pose militaresche, venne ritratto come un pavido sbruffone. Nel Regno Unito si rideva a spese degli italiani, considerati un branco di incompetenti lavativi, e circolavano battute del genere: “Qual è il libro più corto del mondo? L’elenco degli eroi di guerra italiani”.

Quid 9: La Paura di ,

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

La dichiarazione di guerra dell’Italia il 10 giugno 1940 fu subito tacciata come atto di viltà dagli alleati. Mussolini temeva di “perdere il treno della vittoria” visto che i francesi erano in rotta, i Paesi confinanti erano occupati dalle truppe tedesche e i britannici avevano da poco terminato la ritirata a Dunkerque. Nessuno riusciva a fermare Hitler e la fine della guerra, che sembrava imminente, avrebbe fatto perdere la faccia ai fascisti, quindi Mussolini fece salire gli italiani su un treno che non solo non si sarebbe fermato alla stazione Vittoria, ma avrebbe deragliato paurosamente lungo il tragitto.

Quid 9: La Paura di ,

Articolo "Salve, o Popolo d'Eroi"

citazione da Quid 9: La Paura di AA.VV.

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

In passato la paura collettiva ha spinto verso una mentalità autoritaria, il desiderio di un leader forte e una rigida disciplina. Alex Gourevitch, professore di scienze politiche presso la Brown University, scrive che “in condizioni in cui le ideologie politiche convenzionali non riescono a ispirare, c’è la tentazione di ricorrere alla politica della paura. La speranza è che la ricerca della sicurezza, in mancanza di qualcosa di più elevato, possa diventare un principio politico unificante a se stante”, purtroppo l’allarmismo più che unificare, “favorisce la paura come emozione isolante”.

La natura patologica dell’attuale clima politico è un problema grave e di difficile soluzione.

Secondo Dan Gardner, autore di Risk: The Science and Politics of Fear, “il calcolo politico favorisce sempre la politica della paura. La retorica è così dominante che, limitarsi a respingerla equivarrebbe a un suicidio politico”. Dobbiamo quindi accettare che la paura sia un conveniente strumento di manipolazione dei popoli e che non ci sia una via di uscita da questo atteggiamento demagogico?

Martha Nussbaum, docente di diritto ed etica presso l’Università di Chicago, nel suo libro The New Religious Intolerance: Overcoming the Politics of Fear in an Anxious Age afferma che prima di poter superare le nostre paure, dobbiamo accettarle: “Il nostro tempo è davvero pericoloso. Molte paure sono razionali e gli appelli alla paura hanno un ruolo da svolgere in una società che prende sul serio la vita umana”. L’atto di strumentalizzarle è irresponsabile e porta alla creazione di capri espiatori sui quali sfogare le nostre ansie. Dovremmo invece ricondurre queste paure alle loro cause concrete, discutendone apertamente, e infine affrontarne le vere cause con uno sforzo comune.

Quid 9: La Paura di ,

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

Le persone sono sempre state facilmente influenzabili da eventuali pericoli ma nell’ultimo secolo questo timore sulla sicurezza è cresciuto costantemente, fino a far nascere, negli anni ’80, la definizione di “società del rischio”.

Un’indagine del 2017, svolta su 18.000 adulti in 25 Paesi, ha rilevato come l’86% degli intervistati ritenga che il mondo sia diventato un luogo più pericoloso rispetto a cinquant’anni prima. Le statistiche dicono il contrario, ma questa percezione è in continua crescita.

Il sociologo Zygmunt Bauman parla di “retrotopia”: un’utopia rivolta al passato. È sempre più diffusa la tendenza a collocare il meglio della nostra società nel passato e non nel futuro. Il cambiamento viene visto come un rischio e la paura di andare verso un futuro peggiore rende sempre più chiusi e diffidenti. Questa paura allontana le persone fra loro e le rende sempre più manipolabili.

Quid 9: La Paura di ,

AA.VV., Mensa Italia: Quid 9: La Paura (EBook, Italiano language, Mensa Italia) 4 stelle

La paura è un ostacolo al vivere sereno o un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza? …

La paura rientra fra quei sentimenti che sono in grado di innescare una reazione involontaria, ma pur sempre effettiva, all’acquisto. E questo, in un’economia di mercato come la nostra, rappresenta un fattore da tenere sotto controllo.

Quid 9: La Paura di , (Pagina 5)

John Frank Newton: Ritorno alla natura. In difesa della dieta vegetariana (Paperback, Italiano language, 2020, Ortica Editrice) 5 stelle

Newton scrisse questo libro nel 1811 per promuovere una dieta vegetarina. L’autore sosteneva infatti che …

Per quel mi è stato possibile scoprire leggendo l'etimologia dei sostantivi greci e latini che significano cibo, noto che la maggior parte delle volte essi devono la loro derivazione dall'azione o dall'effetto del mangiare. Ma quando derivano da un particolare alimento, come nel caso di σίτος ε σίτίον; e, in lingua latina, di cibus, e probabilmente penus, da pendeo, il riferimento è ai soli vegetali. D'altro canto, quelle parole che indicano pesce, carne, o pollame, o si riferiscono a loro in qualche modo, non danno mai origine a termini generali che significano cibo. È proprietà dei dizionari essere imperfetti al punto che possiamo ricevere poco o nessun aiuto nelle ricerche filologiche che non siano nell'ordine delle più comuni. Nell'esaminare il verbo alo, nutrirsi, l'occhio scorrendo mi cadde sulla parola vicina, alea, un dado, che non trovo spiegata nel dizionario di Ainsworth se non nel modo più banale. Eppure proviene ovviamente dalla parola greca άλς, άλος, sale, il cui minerale si cristallizza in cubi.

Ritorno alla natura. In difesa della dieta vegetariana di  (Pagina 113)

Nota 41

John Frank Newton: Ritorno alla natura. In difesa della dieta vegetariana (Paperback, Italiano language, 2020, Ortica Editrice) 5 stelle

Newton scrisse questo libro nel 1811 per promuovere una dieta vegetarina. L’autore sosteneva infatti che …

Prima di procedere con il prossimo estratto, devo porre l'accento sull'ultima frase, "dovremmo indagare", in cui concordo completamente con l'autore. Nessun argomento può essere più interessante per l'umanità di un'indagine compiuta con molta attenzione e onestà sui mezzi per rendere la vita più lunga e più sana di quanto sia. A tal fine, si dovrebbe mettere insieme una commissione, non legata alla pratica della medicina. Il trionfo che il dottor Lambe ha ottenuto in venti casi di cancro ai primi stadi, nei quali ha controllato lo stato di avanzamento di questa malattia spaventosa, rende le sue opinioni e il suo scopo degni di un'indagine onesta e approfondita. In cosa consiste esattamente la mia proposta? Farei approvare un atto dal re, dai lords e dai commons per vietare l'uso della carne a tutti i sudditi di Sua Maestà? So quanto sarebbe folle questo progetto. Non ho immaginato niente del genere, ma piuttosto che gli uomini sotto la cui responsabilità o giurisdizione si trovano ospedali, infermerie o ospizi, dovrebbero mettere insieme una dozzina di pazienti malati di cancro su cui provare l'effetto di questa pratica. Un chirurgo dovrebbe accertarsi che siano effettivamente malati di cancro, entro un certo stadio ma giudicato inguaribile attraverso i metodi tradizionali. L'esperimento dovrebbe essere eseguito su questi pazienti, e, se si scoprisse, come l'esperienza dà ampio motivo di presumere, che i progressi dei tumori si arrestano in modo uniforme durante il primo anno, e che vengono completamente assorbiti durante il secondo anno, questo fatto importante, adeguatamente confermato e diffuso nel mondo, non potrà mancare di attrarre tutta l'attenzione che la sua magnitudine gli conferisce di diritto. Non dovremmo però poi far pratica di inganni nei confronti del pubblico per contrastare gli effetti del risultato previsto.

Ritorno alla natura. In difesa della dieta vegetariana di  (Pagina 98 - 99)