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Libri di alephoto85

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Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

E la ristrettissima élite (l’1% della popolazione mondiale) che si è impadronita di metà della ricchezza del pianeta ha integrato l’ideologia del merito – ora che è evidente che la sua ricchezza è frutto di eredità, estrazioni ed espropriazioni, sempre accompagnate dall’esternalizzazione dei costi sociali e ambientali (Maslennikov 2025) – con narrazioni eugenetiche, per continuare a fornire, con l’idea di una razza superiore, la giustificazione morale di una disuguaglianza abissale: «le storie che i ricchi si raccontano sul perché questo sia l’unico modo in cui le cose possono andare» – osserva Cory Doctorow – «finiscono sempre per essere storie sulla superiorità di sangue. Eugenetica e disuguaglianza sono compagne inseparabili» (Doctorow 2025d).

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 35)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

È la legge giuridica a creare le corporations e le regole del mercato, e chi – anziché salvaguardare la concorrenza e alcuni beni comuni – opti a favore della regolazione dei monopoli, ponendo le basi giuridiche della loro esistenza, compie una scelta a favore di norme giuridiche che condurranno a oligarchie, a dispotismi e all’instaurarsi di relazioni feudali. La scelta è politica.

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 32)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Se non tolleriamo un re come potere politico, non dovremmo tollerare un re che controlli la produzione, il trasporto e la vendita di qualsiasi bene di prima necessi- tà. Se non vogliamo sottometterci a un imperatore, non dovremmo sottometterci a un autocrate del commercio, con il potere di impedire la concorrenza e di fissare il prezzo di qualsiasi merce. (John Sherman)

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di 

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

A chi riteneva che non si dovesse interferire con la legge naturale del commercio e che ai monopoli si dovesse semplicemente chiedere di essere “buoni”, da allora in avanti, Brandeis replicava che i monopoli sono in realtà “innaturali”. La vera alternativa, qualora si voglia ricorrere a metafore tratte dal- la biologia, non è, secondo Brandeis, quella tra natura e artificio – per cui le leggi antitrust si opporrebbero alla crescita naturale di un’azienda, tentando di creare artificialmente la concorrenza – ma quella tra salute e malattia; anche in natura, infatti, si dà la tendenza ad accrescersi indefinitamente, che è propria non delle cellule sane, bensì di quelle tumorali: «il tentativo di smantellare i trust illegali esistenti non è quindi un tentativo di interferire in alcun modo con la legge naturale del commercio. È uno sforzo per ripristinare la salute rimuovendo un tumore dal corpo industriale» (Fraenkel, Lewis 1934: 115-116).

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 32)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Simili giganti privati (Wu 2021), assimilabili a Stati nazionali per potere, dimensioni economiche e prerogative, non derivano dal genio di una manciata di nerd – ascesi alla Casa Bianca dal garage di casa – ma dalla mancata applicazione delle leggi antitrust statunitensi. Negli Stati Uniti, dagli anni ’70 del Novecento alla metà degli anni 2010, le corti sono state indotte a considerare rilevanti, nell’applicazione delle leggi antitrust, non la questione strutturale del potere connesso a un ruolo dominante nel mercato, ma i soli casi in cui i monopoli avessero deciso di esercitare in modi specifici – ad esempio, alzando i prezzi – il potere acquisito (Khan 2017). Sulla base dello «standard del benessere del consumatore» (affidabile quanto la tesi che le persone siano meri «portafogli ambulanti», anziché, tra gli altri, lavoratori e cittadini) (Doctorow 2023b), sono state consentite integrazioni verticali, acquisizioni e fusioni, oscurando con fantasiose proiezioni economiche ciò che in realtà si sapeva almeno dal 1890: non è possibile avere, allo stesso tempo, una democrazia e «un’orda di multimilionari»

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 31)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Il problema, politicamente, non sorge con il rischio che uno Stato autoritario si impadronisca dei dati individuali che sono stati raccolti per fini privati. Un cittadino costretto a vivere, nudo, in una casa di vetro è già un suddito privo di autonomia e di potere.

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 29)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Prendete un settore oligopolistico di colossi tecnologici, le cui piattaforme sono diventate parte integrante della vita di miliardi di persone, e incollatelo attraverso un’infrastruttura tecnofinanziaria a un settore oligopolistico di colossi finanziari, la cui moneta digitale è diventata parte integrante della vita di miliardi di persone. Poi incollate le due cose a tutto il resto (città, macchine, i nostri corpi) e presentate questa situazione, in cui l’intero contesto in cui viviamo è nelle mani della volontà di profitto di oligopoli remoti, come una rivoluzione gradita e inevitabile alimentata dalla nostra volontà. Infine, raffigurate tutti quelli che si ribellano a questo stato di cose come luddisti che vivono fuori dal mondo, gente imprigionata nel passato, persone che bisogna riuscire a convincere o poveretti che devono essere salvati. (Scott 2022: 33-34)

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 28)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Chi fra noi può predire il futuro? Chi oserebbe farlo? La risposta alla prima do- manda è nessuno; quella alla seconda alla domanda è tutti, in particolare tutti i governi e gli operatori economici del pianeta. È per quello che vengono usati i nostri dati. Appositi algoritmi li analizzano per ricavarne modelli ricorsivi di comportamento dai quali desumere i comportamenti futuri, una sorta di profezia digitale che è solo leggermente più accurata rispetto a metodi analogici come la lettura della mano. Quando si va a scavare tra i reali meccanismi tecnici che calcolano la prevedibilità, si arriva a capire che i suoi fondamenti scientifici sono di fatto antiscientifici, e che lo stesso nome con cui definiamo la prevedibilità stessa è fatalmente sbagliato: si tratta soltanto di manipolazione. Se un sito web inizia a dirvi che, poiché vi è piaciuto questo libro, potrebbero piacervi anche i libri di James Clapper o di Michael Hayden non sta offrendo un suggerimento sensato, quanto piuttosto un meccanismo di sottile coercizione. (Snowden 2019)

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 26)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Vent’anni fa, se i miei pasti erano incessantemente ripresi da una videocamera, era probabile che io mi trovassi in un carcere di massima sicurezza. Se la stessa cosa accade oggi, è probabile che io abbia acquistato un sistema di domotica di Google, Apple, Amazon o Facebook, le cui registrazioni saranno utilizzate da quelle aziende e vendute a chiunque sia interessato ad acquistarle.

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 24)

Come non detto XD

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Se un sistema di “intelligenza artificiale” è in grado di tradurre quello che scriviamo, perché non sostenere che sia anche in grado di comprenderlo? Se può identificare un singolo individuo o classificarne correttamente alcuni tratti somatici, perché non sostenere che sia in grado altresì di riconoscere un ladro o un bravo lavoratore dalle loro fattezze esteriori o un malato di mente dalla voce? Perché non trasformare un sistema statistico, grazie alla polvere magica dell’“intelligenza artificiale”, in un oracolo in grado di prevedere i futuri reati di ogni individuo o il futuro rendimento scolastico di ogni singolo studente?

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 24)

Dovrei citare tutto il libro quindi cercherò di "contenermi" d'ora in poi XD

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

Il misterianesimo è l’idea secondo cui la cognizione umana, la mente, non possa essere compresa. Prendere questo concetto e applicarlo a meccanismi noti — sostenendo, ad esempio, che non sappiamo come funzionino sistemi ingegnerizzati, come le reti neurali artificiali (ANN), o che essi costituiscano delle scatole nere che possiamo aprire solo con difficoltà — è, nel migliore dei casi, inappropriato e, nel peggiore, malizioso. Conosciamo bene la struttura meccanicistica di tali modelli, poiché siamo stati noi a progettarli e a costruirli. (Guest, Nuñez Hernández, Blokpoel 2026)

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 22)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

In virtù della loro natura probabilistica, i sistemi di apprendimento automatico sono fragili: tracciando correlazioni statistiche di ogni genere – senza una com- prensione del loro significato o contesto – sono, per gli esseri umani che li utiliz- zano, sensibili a elementi irrilevanti e soggetti a esiti imprevedibili e assurdi, oltre che vulnerabili a attacchi avversari non rilevabili. Non si tratta, in senso stretto, di errori. Un sistema di apprendimento automatico per la “visione” fa la stessa cosa (costruisce modelli tracciando correlazioni tra gruppi di pixel) sia quando classifi- ca correttamente l’immagine di un aereo, sia quando, in virtù dell’alterazione di un singolo pixel, classifica la medesima immagine dell’aereo come “gatto”: in entram- bi i casi, fa qualcosa di completamente diverso da ciò che facciamo noi quando riconosciamo un aereo in una foto.

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 21)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

La tendenza all’antropomorfismo costituisce, della concezione magica dell’intelligenza artificiale, l’elemento spontaneo. Il pensiero magico può tuttavia presentarsi, al tempo stesso, come accade per altre manifestazioni della credulità popolare, come effetto di un’impostura: può cioè essere alimentato attraverso un inganno deliberato, per il conseguimento di specifici fini, pubblici o privati. La tendenza spontanea ad antropomorfizzare gli oggetti della tecnologia è sfruttata dalle aziende – e assecondata da alcuni governi – per indurre la convinzione che i loro prodotti siano in grado di comprendere, conoscere, consigliare o giudicare in senso proprio; correlativamente, il cervello è assimilato a un computer, gli esseri umani a macchine e i volti delle persone a codici a barre, così da giustificare il fatto che le persone siano effettivamente trattate come cose, nei processi in cui si decidono le loro sorti sulla base di statistiche automatizzate, a partire da etichette e collezioni di dati che – a qualsiasi titolo e pur senza alcun riferimento a contesti e significati – li riguardino.

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 16)

Daniela Tafani: Dieci miti sull'intelligenza artificiale. (Paperback, Milano University Press) Nessuna valutazione

“Questa tecnologia è qui per restare”, “sono strumenti, quello che conta è l'uso che se …

In realtà, chi ci assimili a una macchina non sta in genere difendendo seriamente una tesi scientificamente indifendibile; sta compiendo, invece, un gesto politico: ci assimila a una macchina perché intende trattarci come una macchina, intende cioè – in modi che variamente gli gioveranno e che invariabilmente danneggeranno noi – violare i nostri diritti. L’incapacità di distinguere le persone dalle cose e di ascrivere alle persone un valore incondizionato, dignità e diritti è del resto, oltre che la caratteristica distintiva degli psicopatici, l’essenza stessa della crudeltà

— Dieci miti sull'intelligenza artificiale. di  (Pagina 12)