Baylee ha finito di leggere Memorie di una donna medico di Nawal El Saadawi

Memorie di una donna medico di Nawal El Saadawi
Figura faro della letteratura egiziana, nata nel 1931 in un piccolo villaggio sul delta del Nilo, Nawal al-Sa‘dawi ha la …
Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.
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Figura faro della letteratura egiziana, nata nel 1931 in un piccolo villaggio sul delta del Nilo, Nawal al-Sa‘dawi ha la …
Sorrisi, poi iniziai a ridere così forte da udire chiaramente il suono delle mie risate.
Prima di allora, ogni risata era svanita dalle mie labbra senza fare alcun rumore: mia madre mi aveva sempre detto che le ragazze non dovevano mai ridere in modo tale da farsi sentire dagli altri.
Aprii la bocca più che potevo e mi misi a ridere fragorosamente. Il mio petto si riempì di aria pura, pulita, nella quale non c’erano né fumo né monossido di carbonio, né la medicina né le regole della società. Un’aria della quale non mi importava la composizione o il contenuto, ma della quale sapevo solo che era salutare e rinfrescante per il mio ventre caldo.
— Memorie di una donna medico di Nawal El Saadawi (46%)

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Di “nazione” – e “nazionalismi” – si sente parlare quotidianamente, con le più diverse declinazioni e anche derive ideologiche, ma …

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Google decide come dobbiamo avere accesso alle notizie, scegliendo per noi quelle più adatte. Facebook ci consiglia gli amici, le …

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Non so quale sia la vostra esperienza, ma per quanto mi riguarda ogni volta che parlo di droghe con i miei genitori finisco per sbattere contro un muro: non importa quanto faccia notare che avremmo bisogno di affrontare l’argomento con più razionalità e più empatia, mi ritrovo sempre davanti un rifiuto assoluto. Le droghe sono il male e non si può fare altre che vietarle e rinchiudere in carcere il più a lungo possibile chiunque le venda.
Faccio molta fatica anche solo a capirla questa totale chiusura mentale figlia dell’emergenza sanitaria degli anni Settanta e Ottanta, dovuta al consumo massiccio di eroina in Europa e al conseguente aumento di persone dipendenti e purtroppo anche di morti per overdose e per contagio da altre gravi patologie a causa della condivisione delle siringhe.
Forse pensano che la legislazione attuale sia stata efficace nello sconfiggere il problema della dipendenza da droghe, ma …
Non so quale sia la vostra esperienza, ma per quanto mi riguarda ogni volta che parlo di droghe con i miei genitori finisco per sbattere contro un muro: non importa quanto faccia notare che avremmo bisogno di affrontare l’argomento con più razionalità e più empatia, mi ritrovo sempre davanti un rifiuto assoluto. Le droghe sono il male e non si può fare altre che vietarle e rinchiudere in carcere il più a lungo possibile chiunque le venda.
Faccio molta fatica anche solo a capirla questa totale chiusura mentale figlia dell’emergenza sanitaria degli anni Settanta e Ottanta, dovuta al consumo massiccio di eroina in Europa e al conseguente aumento di persone dipendenti e purtroppo anche di morti per overdose e per contagio da altre gravi patologie a causa della condivisione delle siringhe.
Forse pensano che la legislazione attuale sia stata efficace nello sconfiggere il problema della dipendenza da droghe, ma in realtà è un problema che è semplicemente cambiato con l’evolversi della società: è solo diventato meno visibile e quindi, come da buona tradizione italiana, comodamente ignorabile. Sono felice che Il Post, abbia pubblicato una delle sue guide dedicata alle droghe, dove spiega con molta semplicità, com’è nel suo stile, come la demonizzazione delle droghe oltre a non far sparire il problema delle dipendenze, ha anche bloccato la ricerca sugli effetti benefici che alcune di queste sostanze potrebbero avere per gli esseri umani.
Mi fa piacere anche constatare che si sta aprendo una riflessione volta a superare gli approcci proibizionisti, sebbene sia ancora molto timida e di certo avversata ancora da una grossa fetta della popolazione, che, come i miei genitori, ha ancora il rigetto anche solo nel parlare di droghe e nel riconoscere che si tratta di molte sostanze diverse e con molti effetti diversi. Quindi ben vengano gli spiegoni de Il Post, che di certo non può essere accusato di essere un covo di fattonə che vuole la droga libera per sballarsi.