Baylee ha finito di leggere La luce fantastica di Terry Pratchett

La luce fantastica di Terry Pratchett
Lentamente ma inesorabilmente il Mondo Disco si sta avvicinando a un'antipatica stella rossa; la collisione sembra ormai inevitabile. Di fronte …
Femminista in fieri, aroace, atea agnostica, lettrice curiosa, book blogger, amante dell'inverno e del tè caldo.
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37% completato! Baylee ha letto 30 di 80 libri.

Lentamente ma inesorabilmente il Mondo Disco si sta avvicinando a un'antipatica stella rossa; la collisione sembra ormai inevitabile. Di fronte …
Kerstin Gier ci regala sempre romanzi divertenti e ironici, ma questa volta non l'ho trovata brillante come suo solito. La colpa credo sia da attribuire in parte alla trama, in parte alle battute.
Il problema della trama è che si capisce fin da subito dove vuole andare a parare e qual è la morale della favola. E' difficile appassionarsi alle riflessioni (per quanto simpatiche) della protagonista quando già sappiamo che si rivelerà aria fritta.
Ci sarebbero volute delle battute spassose, ma anche su questo fronte il romanzo non brilla particolarmente. E' divertente, ironico, ma non al livello della Gier alla quale siamo abituati.
Come al solito, ho adorato le citazioni che precedono le avventure della protagonista e che aggiungono pepe alla narrazione (Colui che per la prima volta utilizzò una parolaccia al posto di un giavellotto fu il fondatore della civiltà. Sigmund Freud).

Kati è serena con Felix, ma dopo cinque anni di matrimonio incomincia a subentrare quel trantran che ti fa chiedere: …
L'inizio di questa storia breve è così repentino da risultare spiazzante. Siamo appena all'inizio e Lee ha già sbattuto in faccia a Dirk (steso in un letto d'ospedale) il nocciolo della questione.
“Penso che tu sia gay e che lo tenga ben nascosto. Ne ho incontrati tanti di tipi come te. Sei infelice e te la prendi con chi ti sta intorno. Ma ho visto come mi guardavi, come se fossi la tua cena e tu fossi pronto a divorarmi. E non pensare nemmeno per un attimo che questo possa accadere. Lo prenderò anche nel culo, ma non mi faccio dei coglioni come te che non hanno il coraggio di accettare chi sono”.
Posso assicurarvi che “Ma che c***o...” non è stata solo la risposta di Dick, visto che questi due manco si conoscono.
Superato lo shock dell'ex abrupto, comunque, la storia procede bene ed è molto carina. …
L'inizio di questa storia breve è così repentino da risultare spiazzante. Siamo appena all'inizio e Lee ha già sbattuto in faccia a Dirk (steso in un letto d'ospedale) il nocciolo della questione.
“Penso che tu sia gay e che lo tenga ben nascosto. Ne ho incontrati tanti di tipi come te. Sei infelice e te la prendi con chi ti sta intorno. Ma ho visto come mi guardavi, come se fossi la tua cena e tu fossi pronto a divorarmi. E non pensare nemmeno per un attimo che questo possa accadere. Lo prenderò anche nel culo, ma non mi faccio dei coglioni come te che non hanno il coraggio di accettare chi sono”.
Posso assicurarvi che “Ma che c***o...” non è stata solo la risposta di Dick, visto che questi due manco si conoscono.
Superato lo shock dell'ex abrupto, comunque, la storia procede bene ed è molto carina. Lee si prende cura di Dick nel suo processo di guarigione e quest'ultimo piano, piano si ritrova ad abbassare le difese (o forse sarebbe più corretto dire che Lee le abbatte a spallate).
Tra pregiudizi e inaspettata solidarietà, Dick dovrà tirare fuori gli attributi (letteralmente anche, qualora ve lo stiate chiedendo) per convincere Lee a rimanere al suo fianco per sempre.

Dirk Krause è un bastardo di prima classe. Può solo prendersela con se stesso se la sua vita è un …
Un finale decisamente annunciato. Dove altro poteva portare l'ingenuità di Celaena, adesso estesa anche a Sam?
I due hanno lasciato il palazzo di Arobynn e non trovano lavoro come assassini. Allora non trovano di meglio che accettare un incarico per un tizio sconosciuto. Già il fatto di non sapere chi sia avrebbe dovuto spingere Celaena e Sam a investigare sul suo conto (tanto per essere sicuri che non sia una trappola). Se poi aggiungete il fatto che questo tizio non vuole avere a che fare con la Gilda degli Assassini e che propone loro un lavoro suicida, be'... il non investigare diventa follia.
Il tutto mentre Celaena Sardothien continua a farci sapere che è la migliore assassina di Adarlan. Ma per favore. Qualunque assassina degna di questo nome ragionerebbe con freddo raziocinio, non con ormoni in danze brasiliane.
Alla fine di questi quattro racconti prequel, posso dire che Caleane è …
Un finale decisamente annunciato. Dove altro poteva portare l'ingenuità di Celaena, adesso estesa anche a Sam?
I due hanno lasciato il palazzo di Arobynn e non trovano lavoro come assassini. Allora non trovano di meglio che accettare un incarico per un tizio sconosciuto. Già il fatto di non sapere chi sia avrebbe dovuto spingere Celaena e Sam a investigare sul suo conto (tanto per essere sicuri che non sia una trappola). Se poi aggiungete il fatto che questo tizio non vuole avere a che fare con la Gilda degli Assassini e che propone loro un lavoro suicida, be'... il non investigare diventa follia.
Il tutto mentre Celaena Sardothien continua a farci sapere che è la migliore assassina di Adarlan. Ma per favore. Qualunque assassina degna di questo nome ragionerebbe con freddo raziocinio, non con ormoni in danze brasiliane.
Alla fine di questi quattro racconti prequel, posso dire che Caleane è più una macellaia che un'assassina. Sa come ammazzare bene la gente, ma non sa come non farsi fregare. Una dote che è ben lontana dal farla essere la migliore assassina di Adarlan, un titolo che probabilmente spetta a Arobynn, un personaggio molto intrigante (come sempre, quando il buono è manchevole, si guarda al cattivo nella speranza che sia migliore).

Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All'Assassina Celaena Sardothien non …
Terzo prequel con il ritorno di Arobynn e Sam. Celaena avrà di nuovo a che fare con la schiavitù e con l'amore (qualche dubbio poteva esserci in proposito?).
Di nuovo si palesa la sconcertante ingenuità della protagonista. Ha fatto perdere una marea di soldi ad Arobynn con le sue idee contro la schiavitù (facendolo inc*e come una iena) e adesso pensa di essere tanto importante per lui da convincerlo a cambiare idea? Sì, come no.
Sam si trasforma dal ragazzo zerbino all'amore della vita di Celaena. Le fa un regalo dolcissimo e personale, in netto contrasto con i costosi omaggi che Arobynn fa avere a Celaena per farsi perdonare della punizione. Non sentite puzza di bruciato? Sembra che si stia preparando un bell'incendio.
Arobynn, a differenza di Celaena, non è un ingenuo: è un assassino fatto e finito, astuto e crudele quanto basta per renderlo un personaggio molto …
Terzo prequel con il ritorno di Arobynn e Sam. Celaena avrà di nuovo a che fare con la schiavitù e con l'amore (qualche dubbio poteva esserci in proposito?).
Di nuovo si palesa la sconcertante ingenuità della protagonista. Ha fatto perdere una marea di soldi ad Arobynn con le sue idee contro la schiavitù (facendolo inc*e come una iena) e adesso pensa di essere tanto importante per lui da convincerlo a cambiare idea? Sì, come no.
Sam si trasforma dal ragazzo zerbino all'amore della vita di Celaena. Le fa un regalo dolcissimo e personale, in netto contrasto con i costosi omaggi che Arobynn fa avere a Celaena per farsi perdonare della punizione. Non sentite puzza di bruciato? Sembra che si stia preparando un bell'incendio.
Arobynn, a differenza di Celaena, non è un ingenuo: è un assassino fatto e finito, astuto e crudele quanto basta per renderlo un personaggio molto interessante.

Quando il re degli Assassini affida a Celaena un incarico speciale per contrastare la schiavitù nel regno di Adarlan, Celaena …
In questo secondo racconto Celaena Sardothien viene spedita nel deserto come punizione per non aver obbedito ad Arobynn e dovrà allenarsi con il Maestro Muto dei Sicari Silenziosi.
Non so bene cosa pensare di questo Maestro Muto (per modo di dire): da una parte mette in evidenza un modo diverso di addestrare assassini, dall'altro sembra affetto dalla stessa ingenuità di Celaena. Per quanto la sua spiegazione degli eventi sia sensata, mi ha lasciato un retrogusto di inverosimiglianza.
Un assassino, soprattutto un Maestro, dovrebbe essere scaltro. Il Maestro Silenzioso dà l'idea di essere un nonno bonario che ha messo su una scuola per assassini “nobili”, cioè pronti a lottare in nome di qualche buon principio. In contrasto con la scuola di Arobynn, che ha messo su assassini per fare soldi e giochi di potere.
Sembra tutto molto – troppo – accomodante: avendo scelto un'assassina come protagonista, l'autrice sembra volerle dare troppi …
In questo secondo racconto Celaena Sardothien viene spedita nel deserto come punizione per non aver obbedito ad Arobynn e dovrà allenarsi con il Maestro Muto dei Sicari Silenziosi.
Non so bene cosa pensare di questo Maestro Muto (per modo di dire): da una parte mette in evidenza un modo diverso di addestrare assassini, dall'altro sembra affetto dalla stessa ingenuità di Celaena. Per quanto la sua spiegazione degli eventi sia sensata, mi ha lasciato un retrogusto di inverosimiglianza.
Un assassino, soprattutto un Maestro, dovrebbe essere scaltro. Il Maestro Silenzioso dà l'idea di essere un nonno bonario che ha messo su una scuola per assassini “nobili”, cioè pronti a lottare in nome di qualche buon principio. In contrasto con la scuola di Arobynn, che ha messo su assassini per fare soldi e giochi di potere.
Sembra tutto molto – troppo – accomodante: avendo scelto un'assassina come protagonista, l'autrice sembra volerle dare troppi scrupoli. Avrei preferito un'eroina indipendente con un codice morale personalizzato (e poco incline a strizzare l'occhio a ciò che il lettore potrebbe ritenere giusto): di certo, l'avrebbe resa più interessante.

I Sicari Silenziosi del Deserto Rosso sono gente di poche parole. In ogni caso, Celeana Sardothien non avrebbe molto di …
C'è una forte nota stonata in questo racconto: la costruzione della protagonista, Celaena. Fin da subito si presenta, con molta modestia, la migliore assassina di Adarlan: arrogante, sprezzante e abile. Insomma, un'eroina con i controc***i.
La vicenda si sviluppa e assume le forme di una farsa. Celaena vive in un mondo di intrighi, veleni e pugnali nell'ombra e tutti riescono a fargliela sotto al naso. Prima il suo capo, Arobynn, poi Sam (che capisce subito come girano gli ingranaggi del suo cervello), poi pure Rolfe, il “cattivo” di turno, che non si lascia prendere per i fondelli dalla sua sceneggiata (salvo poi avere la peggio). Sembra l'ingenuità fatta persona per una addestrata per essere una letale assassina e per aver già ucciso. Il che non ha riscosso la mia approvazione.
Da come era iniziato il racconto, mi ero aspettata freddezza, spietatezza, brutale efficienza. Invece, Celaena sembra una bambina cocciuta e …
C'è una forte nota stonata in questo racconto: la costruzione della protagonista, Celaena. Fin da subito si presenta, con molta modestia, la migliore assassina di Adarlan: arrogante, sprezzante e abile. Insomma, un'eroina con i controc***i.
La vicenda si sviluppa e assume le forme di una farsa. Celaena vive in un mondo di intrighi, veleni e pugnali nell'ombra e tutti riescono a fargliela sotto al naso. Prima il suo capo, Arobynn, poi Sam (che capisce subito come girano gli ingranaggi del suo cervello), poi pure Rolfe, il “cattivo” di turno, che non si lascia prendere per i fondelli dalla sua sceneggiata (salvo poi avere la peggio). Sembra l'ingenuità fatta persona per una addestrata per essere una letale assassina e per aver già ucciso. Il che non ha riscosso la mia approvazione.
Da come era iniziato il racconto, mi ero aspettata freddezza, spietatezza, brutale efficienza. Invece, Celaena sembra una bambina cocciuta e capricciosa che va in giro a vantarsi di essere la migliore assassina in circolazione quando, se non ci fosse stato Sam, non avrebbe cavato un ragno dal buco.

Su un'isola remota in un mare tropicale, Celaena Sardothien, temuta assassina, è arrivata per una missione. È stata mandata dalla …
A volte benedico sinceramente il passaparola, perché ti fa scoprire libri che altrimenti non avrei mai trovato e letto. Una tua amica ti fa presente un libro, tu leggi la trama e pensi: ma sì, promette bene, leggiamolo!
Precariamente Incinta è un viaggio tra le difficoltà di una donna incinta ai giorni nostri, e non si limita solamente alle difficoltà che tutti conosciamo (o che possiamo immaginare, nel mio caso specifico).
Pare che i pregiudizi e il folklore intorno alla gravidanza siano ancora ben sedimentati nella mente degli italiani (un po' come l'oroscopo, che per stessa ammissione degli astrologi, si basa ancora sul sistema geocentrico. Sic). Mi viene in mente un parente di non mi ricordo più di che grado desideroso di sottoporre mia madre, incinta di mio fratello, “al pendolo”: in base a come penzolava, avrebbe divinato il sesso del nascituro. Reazione di mia madre? Una grassa risata. …
A volte benedico sinceramente il passaparola, perché ti fa scoprire libri che altrimenti non avrei mai trovato e letto. Una tua amica ti fa presente un libro, tu leggi la trama e pensi: ma sì, promette bene, leggiamolo!
Precariamente Incinta è un viaggio tra le difficoltà di una donna incinta ai giorni nostri, e non si limita solamente alle difficoltà che tutti conosciamo (o che possiamo immaginare, nel mio caso specifico).
Pare che i pregiudizi e il folklore intorno alla gravidanza siano ancora ben sedimentati nella mente degli italiani (un po' come l'oroscopo, che per stessa ammissione degli astrologi, si basa ancora sul sistema geocentrico. Sic). Mi viene in mente un parente di non mi ricordo più di che grado desideroso di sottoporre mia madre, incinta di mio fratello, “al pendolo”: in base a come penzolava, avrebbe divinato il sesso del nascituro. Reazione di mia madre? Una grassa risata.
Ci voleva proprio una mente razionale a gettare ironia sui luoghi comuni. Il folklore è bello quando vai ad una festa medievale, non quando pretende di saperne più della scienza negli ambiti che a quest'ultima competono.
L'unica pecca (se così si può chiamare) che ho trovato in questo libro è stata una tendenza all'eccessiva razionalità, a scapito della letterarietà. Da lettrice, in alcuni punti ho avvertito l'esigenza di qualche artificio letterario che smorzasse la freddezza del racconto crudo degli eventi.

Un viaggio irriverente ed esilarante attraverso la gravidanza e la maternità, visto attraverso gli occhi di una dottoranda, una precaria …