Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò.
Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
Copyleft edition compiled from Project Gutenberg texts, no ISBN given.
A collection of Oscar Wilde’s …
Commoventi, sensuali, inebrianti
5 stelle
Attorno ai 4 anni avevo in casa un'antologia di fiabe illustrate di varia provenienza, e la mia preferita era "Il principe felice" di un tal Oscar Wilde; qualche anno dopo avrei ritrovato il signor Wilde in un'altra antologia, in cui il Nostro spiccò di nuovo con "Il gigante egoista", e poi in una raccolta personale di suoi racconti di cui mi rimasero impressi a fuoco "L'usignolo e la rosa", "Il giovane re" e "Il fantasma di Canterville" (e non ricordo sinceramente cos'altro contenesse). Oggi, alla tenera età di trent'anni, mi sono deciso a rileggere tutte le fiabe e favole di Wilde in lingua originale, e ci ho ritrovato tutti i pregi che mi affascinavano da bambino, oltre a qualcosina in più.
È invariata la contrapposizione fra l'etica cattolica delle buone opere e l'egoismo avido dei farisei benpensanti; è invariato il gusto elegantissimo per le descrizioni lussuriose e per le divagazioni …
Attorno ai 4 anni avevo in casa un'antologia di fiabe illustrate di varia provenienza, e la mia preferita era "Il principe felice" di un tal Oscar Wilde; qualche anno dopo avrei ritrovato il signor Wilde in un'altra antologia, in cui il Nostro spiccò di nuovo con "Il gigante egoista", e poi in una raccolta personale di suoi racconti di cui mi rimasero impressi a fuoco "L'usignolo e la rosa", "Il giovane re" e "Il fantasma di Canterville" (e non ricordo sinceramente cos'altro contenesse). Oggi, alla tenera età di trent'anni, mi sono deciso a rileggere tutte le fiabe e favole di Wilde in lingua originale, e ci ho ritrovato tutti i pregi che mi affascinavano da bambino, oltre a qualcosina in più.
È invariata la contrapposizione fra l'etica cattolica delle buone opere e l'egoismo avido dei farisei benpensanti; è invariato il gusto elegantissimo per le descrizioni lussuriose e per le divagazioni dotte che sembrano uscite dalla letteratura greco-romana (tanto che a distanza di cinque lustri mi ricordavo ancora a memoria i racconti africani del Rondinotto al Principe Felice e le esperienze edonistiche del Giovane Re); mi è diventato evidente il sarcasmo satirico al vitriolo con cui Wilde bombarda indiscriminatamente bottegai, accademici, sacerdoti e artisti, grazie al quale dalla commozione patetica si può passare organicamente alla risata amara. E mi risulta nuovo, ovviamente, il tentativo di Wilde di comporre non favole edificanti, bensì fiabe d'avventura con i racconti che da bambino non avevo mai letto ("Il pescatore e la sua anima" e "Il bambino delle stelle"); di questi brani, dirò solo che reggono il confronto con le Mille e una notte e surclassano l'esito moderno mainstream della fiaba d'avventura, cioè il fantasy tolkienista.
Da quest'avventura, direi che mi porto a casa la consapevolezza che è grazie al Rondinotto se ho assimilato sin da subito che la bisessualità esiste (si innamora sia di una canna di fiume femmina sia della statua di un umano, vedete voi!), l'esempio morale delle "scelte di consumo" del Giovane Re... e tanta empatia per il povero giullare dell'Infanta di Spagna, oltre che applausi per l'inserto di una storia gotica in flashback entro quell'ultimo racconto.
E infine, è indubbio che sia stato lord Edward Dunsany a sdoganare il racconto fantastico per adulti, ma fra i due irlandesi in lizza preferisco di gran lunga il corpus più ridotto ma più profondo di Wilde.
The first part of Gollancz’s definitive collection of Moorcock’s short fiction, this selection features some …
Considerando il clima storico del nostro presente, è già inquietante di per sé leggere un serial fantapolitico che immagina la Terza guerra mondiale negli anni '80; a maggior ragione, se il primo episodio tratta di un progetto algerino di sintesi fra il panarabismo socialista e il panislamismo fondamentalista, e si fa cenno all'AIDS come una malattia "solo degli omosessuali".
Moorcock, vecchio volpone!
Immaginate di essere un normale adolescente con tendenze aggressive. Niente di grave, solo qualche rissa …
Archetipicamente banale
2 stelle
Mi era stato regalato quando avevo circa 10 anni, lo ho ritrovato di recente, e a quanto pare ai tempi lo avevo pure iniziato ma non mi ricordavo nulla; arrivato circa a 1/3 capisco perché – avevo già abbastanza buon gusto da non apprezzare i fantasy a portale dalla prosa sciatta e dall'intreccio formulaico, e l'estetica vagamente insolita presa dalle fiabe slave di certo non bastava a compensare.
Piranesi lives in the House. Perhaps he always has.
In his notebooks, day after day, …
La Casa è anche la mia Casa
4 stelle
L'opera prima di Clarke, Jonathan Strange & Mr Norrell, mi ha fatto compagnia proprio nel periodo in cui mi sono congedato dagli ultimi retaggi del me stesso studente e mi sono trasformato in un giovane lavoratore; Piranesi, il suo secondo e per ora ultimo romanzo (e speriamo non l'ultimo davvero, considerando che l'autrice scrive lentissimamente per problemi di salute gravi), mi ha fatto compagnia ora, che da giovane lavoratore divento uomo adulto, e che dire, mi ha dato tanto, perché nel protagonista Piranesi ho trovato tanto, ma tanto di me stesso.
Certo, il romanzo è costruito come trama di mistero (diciamo pure "giallo") e funziona egregiamente sia perché si tratta di un mistero fantastico situato in un mondo immaginario fuori dagli schemi, sia perché la voce narrante è tutto meno che un detective convenzionale (da giallo realstico o fantastico che sia); indubbiamente ciò lo rende più "cerebrale" di …
L'opera prima di Clarke, Jonathan Strange & Mr Norrell, mi ha fatto compagnia proprio nel periodo in cui mi sono congedato dagli ultimi retaggi del me stesso studente e mi sono trasformato in un giovane lavoratore; Piranesi, il suo secondo e per ora ultimo romanzo (e speriamo non l'ultimo davvero, considerando che l'autrice scrive lentissimamente per problemi di salute gravi), mi ha fatto compagnia ora, che da giovane lavoratore divento uomo adulto, e che dire, mi ha dato tanto, perché nel protagonista Piranesi ho trovato tanto, ma tanto di me stesso.
Certo, il romanzo è costruito come trama di mistero (diciamo pure "giallo") e funziona egregiamente sia perché si tratta di un mistero fantastico situato in un mondo immaginario fuori dagli schemi, sia perché la voce narrante è tutto meno che un detective convenzionale (da giallo realstico o fantastico che sia); indubbiamente ciò lo rende più "cerebrale" di Strange & Norrell, che invece indulgeva di più nel ritratto psicologico, e questa cerebralità, anzi, risulta via via più avvincente, man mano che la trama si infittisce e la risoluzione del mistero passa anche per un'alternanza di voci che ci riporta allo stile ergodico dell'opera precedente; nondimeno, in aggiunta alla bella, bella trama di mistero, Piranesi mi ha avvinto anche per la sua struttura di diario e il conseguente dialogo a tu per tu fra noi pubblico e Piranesi il portagonista, e più entravo nella sua testa più ci riconoscevo la mia, e a più riprese ho esperito una profonda empatia e tenerezza per le sue pratiche di vita, i suoi modi di pensiero e il suo approccio ai problemi: il momento massimo è successo in una particolare scena in cui il nostro eroe sceglie di riposarsi per assimilare con calma una fatica cognitiva... e io stavo leggendo per riposarmi dopo una fatica cognitiva!
Essendo un romanzo del mistero, e non un romanzo mondo, intrinsecamente Piranesi non ha la rileggibilità infinita del suo fratello maggiore, ma è un romanzo del mistero che parla di una persona come me, e me lo porterò nel cuore.