Benché la civiltà occidentale ne rivendichi l'invenzione, Graeber ci mostra come forme democratiche basate sull'autoorganizzazione siano emerse, nel tempo e …
Benché la civiltà occidentale ne rivendichi l'invenzione, Graeber ci mostra come forme democratiche basate sull'autoorganizzazione …
John Adams, per esempio, nella sua Difesa della Costituzione [1797] sosteneva che le società veramente egualitarie non erano mai esistite; che ogni società umana conosciuta ha sempre avuto un capo supremo, un’aristocrazia (basata sulla ricchezza o su «virtù naturali») e la gran massa della gente comune; che la Costituzione romana è stata quella che ha saputo meglio bilanciare i poteri di tutti gli elementi sociali. La Costituzione americana intendeva riprodurre quell’equilibrio istituendo un forte potere presidenziale, un Senato che rappresentasse la ricchezza e un Congresso che rappresentasse il popolo (sebbene i poteri reali di quest’ultimo siano di fatto circoscritti a una sorta di supervisione sulla redistribuzione della ricchezza raccolta con le tasse). Questo ideale repubblicano si trova alla base di tutte le costituzioni «democratiche» e ancora oggi in America molti ideologi conservatori sottolineano il fatto che «l’America non è una democrazia: è una repubblica».
Questa è la prima antologia di scrittori tibetani mai pubblicata in Italia. Il volume raccoglie …
Antichi demoni, nuove divinità
3 stelle
Siccome sono una lettrice curiosa, mi ci vuole un attimo a incuriosirmi davanti alla prima antologia di narrativa tibetana contemporanea pubblicata in Italia e un altro attimo per prenderlo in prestito. Poi una volta iniziato mi ci è voluto solo un altro attimo per capire che io del Tibet non so davvero nulla – non ho nemmeno avuto il periodo di fascinazione per il buddhismo o Sette anni in Tibet (mai visto). Ma da qualche parte bisogna pur iniziare per imparare cose nuove, no?
Quindi nella mia crassa ignoranza ho capito che l’occupazione cinese attraversa questi racconti come una frattura e anche quelli che non si occupano direttamente delle conseguenze di quell’evento storico sembrano comunque contenerne l’eco. La raccolta, infatti, si apre e si chiude con due racconti che, pur da punti di vista diversi, ci raccontano del trauma dell’occupazione cinese e del suo impatto sulla vita e sulla cultura …
Siccome sono una lettrice curiosa, mi ci vuole un attimo a incuriosirmi davanti alla prima antologia di narrativa tibetana contemporanea pubblicata in Italia e un altro attimo per prenderlo in prestito. Poi una volta iniziato mi ci è voluto solo un altro attimo per capire che io del Tibet non so davvero nulla – non ho nemmeno avuto il periodo di fascinazione per il buddhismo o Sette anni in Tibet (mai visto). Ma da qualche parte bisogna pur iniziare per imparare cose nuove, no?
Quindi nella mia crassa ignoranza ho capito che l’occupazione cinese attraversa questi racconti come una frattura e anche quelli che non si occupano direttamente delle conseguenze di quell’evento storico sembrano comunque contenerne l’eco. La raccolta, infatti, si apre e si chiude con due racconti che, pur da punti di vista diversi, ci raccontano del trauma dell’occupazione cinese e del suo impatto sulla vita e sulla cultura del Tibet. Moltissimi racconti poi contengono critiche al culto della personalità di Mao, riferimenti all’esilio e alla perdita di contatto con la propria cultura o alle difficoltà di vivere in un Paese che cambia velocemente ma anche sembra sempre abitato dai fantasmi del passato.
Com’è tipico delle antologie, non tutti i racconti mi sono sembrati notevoli – alcuni mi sembravano essere stati scelti più per la loro rilevanza politica che per quella letteraria. Ho trovato, però, molto interessante il breve saggio introduttivo della curatrice, che è molto utile per farsi almeno un’idea della letteratura moderna tibetana e di com’è nata, se come me non ne sapete niente.
Virginia Woolf ha quarant’anni. Insieme al marito Leonard dirige una casa editrice, la Hogarth Press, …
Ma io ti adoro – adoro ogni parte del corpo, dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Non ti libererai mai di me, anche volendo. Signore – come vorrei che potessimo aiutarci l’una con l’altra. Ma tu sei lì completamente sola, e io non posso farci niente.
Ma se l’essere amata da Virginia vale qualcosa, Virginia ti ama; e ti amerà sempre, e ti prego, credici – e riposa, e curati e non scrivere lettere.
Benché la civiltà occidentale ne rivendichi l'invenzione, Graeber ci mostra come forme democratiche basate sull'autoorganizzazione siano emerse, nel tempo e …