Maomao, congedata dalla Corte Interna, ritorna al Palazzo Imperiale.
Un …
Il monologo della Speziale, Vol. 2
4 stelle
Questo secondo volume è ricco di avvenimenti e ha la funzione di presentarci il background di Maomao. Sappiamo che è stata cresciuta da un eunuco dalle conoscenze mediche e dalle capacità deduttive eccezionali, Luomen, e dalle cortigiane della Casa Verderame, che considera sue sorelle, insieme alla tenutaria, che le ha fatto da nonna, ma in questo volume conosceremo i suoi genitori biologici.
Proprio una sua visita a casa sarà anche l’occasione per approfondire la vita delle cortigiane. Così come accade nella Corte Interna, anche il quartiere dei piaceri segue una ben precisa gerarchia: dalla prostituta di strada, costretta ad accettare ogni cliente ne compri i servizi, alle cortigiane più ambite, per passare del tempo con le quali sono necessarie cifre da capogiro, che spesso ammontano a diversi stipendi di un funzionario medio. Per non parlare delle somme necessarie per riscattarle.
Tra le più prestigiose cortigiane del quartiere dei piaceri ci …
Questo secondo volume è ricco di avvenimenti e ha la funzione di presentarci il background di Maomao. Sappiamo che è stata cresciuta da un eunuco dalle conoscenze mediche e dalle capacità deduttive eccezionali, Luomen, e dalle cortigiane della Casa Verderame, che considera sue sorelle, insieme alla tenutaria, che le ha fatto da nonna, ma in questo volume conosceremo i suoi genitori biologici.
Proprio una sua visita a casa sarà anche l’occasione per approfondire la vita delle cortigiane. Così come accade nella Corte Interna, anche il quartiere dei piaceri segue una ben precisa gerarchia: dalla prostituta di strada, costretta ad accettare ogni cliente ne compri i servizi, alle cortigiane più ambite, per passare del tempo con le quali sono necessarie cifre da capogiro, che spesso ammontano a diversi stipendi di un funzionario medio. Per non parlare delle somme necessarie per riscattarle.
Tra le più prestigiose cortigiane del quartiere dei piaceri ci sono le tre sorelle maggiori di Maomao, chiamate le tre Principesse: Pairin, l’insaziabile amante del sesso; Meimei, la più dolce e gentile; e Joka, la meno espansiva. Attraverso i loro diversi approcci alla professione, Hyuuga ci racconta di come potesse essere la vita di una cortigiana, dei rischi che correvano e della necessità di apprendere bene una qualche arte indispensabile per poter ottenere il favore – e i soldi – degli uomini in modo da poter esercitare il lusso di scegliersi i clienti e guadagnare abbastanza per poter raggiungere una certa stabilità e sicurezza.
Agli occhi di Maomao gli sforzi delle cortigiane non sono diversi da quelli delle concubine nella Corte Interna: è dura per una donna trovare un posto sicuro in quel mondo a meno di non ottenere il favore di un uomo. Si tratta di ambienti estremamente competitivi dove è difficile rimanere a lungo rilevanti, visto che la bellezza fisica, per quanti trucchi si possano utilizzare, è drammaticamente effimera e la sensibilità degli uomini una merce rara.
Durante la Prima guerra mondiale, un giovane ufficiale inglese ferito al fronte, Arthur Hastings, viene …
Poirot a Styles Court
3 stelle
Siccome all’estate viene sempre associata la lettura dei gialli, io mi ero convinta che avrei dovuto leggere i miei primi libri di Agatha Christie tra giugno e agosto. Tutto molto bello – e strano, lo ammetto – peccato che ogni anno mi dimenticassi di prenotarli in biblioteca. Così sono riuscita a superare i trenta senza aver mai letto un romanzo o un racconto della celebre scrittrice, finché quest’anno con indomita volontà ne ho presi quattro tutti insieme. Quindi ne è falsa la pena di fare questo recuperone?
Se il signor Quin mi ha intrigata, Poirot mi ha lasciata piuttosto freddina. Non mi sento di liquidarlo né di essere troppo cattiva perché Poirot a Styles Court non è solo il primo romanzo con Poirot, ma proprio il primo romanzo giallo di Christie, quindi ci sta che non sia eccelso. Infatti, questo giallo non mi ha impressionata particolarmente, nessun personaggio ha davvero …
Siccome all’estate viene sempre associata la lettura dei gialli, io mi ero convinta che avrei dovuto leggere i miei primi libri di Agatha Christie tra giugno e agosto. Tutto molto bello – e strano, lo ammetto – peccato che ogni anno mi dimenticassi di prenotarli in biblioteca. Così sono riuscita a superare i trenta senza aver mai letto un romanzo o un racconto della celebre scrittrice, finché quest’anno con indomita volontà ne ho presi quattro tutti insieme. Quindi ne è falsa la pena di fare questo recuperone?
Se il signor Quin mi ha intrigata, Poirot mi ha lasciata piuttosto freddina. Non mi sento di liquidarlo né di essere troppo cattiva perché Poirot a Styles Court non è solo il primo romanzo con Poirot, ma proprio il primo romanzo giallo di Christie, quindi ci sta che non sia eccelso. Infatti, questo giallo non mi ha impressionata particolarmente, nessun personaggio ha davvero catturato la mia attenzione e alcuni elementi mi sono sembrati omessi solo perché altrimenti sarebbe stato lampante fin da subito chi fosse l’assassinə.
Questa scelta mi è proprio sembrata un tentativo maldestro da parte di Christie di portare avanti l’indagine e svelare tutto alla fine: ma un detective deve avere delle buone ragioni per non svelare le sue carte e qui mi sono sembrate molto labili. Anche se, ammetto, rivelare informazioni sensibili a uno che fa una proposta di matrimonio a una tizia che conosce appena e che potrebbe essere un’assassina potrebbe non essere la migliore delle idee (per la cronaca, lei gli ride in faccia e lui ha pure il coraggio di rimanerci male e quella scena è forse la mia preferita di tutto il libro).
Sicuramente leggerò altri libri con protagonista Poirot perché sono certa che Christie ne ha scritti di migliori con lui protagonista: chissà se ci riuscirò prima della prossima estate. Ora che ho iniziato potrei riservarmeli anche per le vacanze di Natale.
Giovani donne vengono spesso vendute per lavorare per un breve periodo nell'harem dell'imperatore. È questo …
Il monologo della speziale, Vol. 1
4 stelle
Siamo nella Corte Interna, la parte del Palazzo Imperiale dove vivono le concubine dell’imperatore di un Paese fittizio che si rifà alla Cina imperiale: qui facciamo la conoscenza della nostra protagonista, Maomao, che è stata rapita mentre raccoglieva erbe nel bosco vicino a casa e venduta come serva. Già nel primo capitolo, Hyuuga ci dice che il punto di vista di questa storia sarà di una diciassettenne cresciuta nel Quartiere dei Piaceri, avvezza a stare in mezzo alle donne e ai loro problemi e poco incline ai sentimentalismi.
Purtroppo, il suo piano di svolgere il suo lavoro bene e tornare a casa senza problemi una volta finito il suo contratto naufraga presto perché il suo piano per salvare la vita aə neonatə delle consorti Gyokuyou e Lihua viene scoperto da Jinshi, eunuco a capo della Corte Interna. Jinshi non si presenta come un deuteragonista simpatico: anzi, è piuttosto fastidioso. In …
Siamo nella Corte Interna, la parte del Palazzo Imperiale dove vivono le concubine dell’imperatore di un Paese fittizio che si rifà alla Cina imperiale: qui facciamo la conoscenza della nostra protagonista, Maomao, che è stata rapita mentre raccoglieva erbe nel bosco vicino a casa e venduta come serva. Già nel primo capitolo, Hyuuga ci dice che il punto di vista di questa storia sarà di una diciassettenne cresciuta nel Quartiere dei Piaceri, avvezza a stare in mezzo alle donne e ai loro problemi e poco incline ai sentimentalismi.
Purtroppo, il suo piano di svolgere il suo lavoro bene e tornare a casa senza problemi una volta finito il suo contratto naufraga presto perché il suo piano per salvare la vita aə neonatə delle consorti Gyokuyou e Lihua viene scoperto da Jinshi, eunuco a capo della Corte Interna. Jinshi non si presenta come un deuteragonista simpatico: anzi, è piuttosto fastidioso. In quanto uomo bellissimo non si fa scrupolo nell’usare il suo fascino per raggiungere i suoi scopi.
Maomao è molto infastidita dalla sua presenza: per quanto Jinshi si atteggi ad amicone, un suo ordine sarebbe sufficiente per farla condannare a morte. Maomao non dimentica mai di essere solo uno strumento utile a risolvere i misteri che si presentano all’attenzione dell’eunuco grazie alle sue capacità di osservazione e alle sue competenze come speziale: per questo non subisce affatto il suo fascino e cerca con gli occhi la solidarietà di Gaoshun, un altro eunuco, aiutante personale di Jinshi che lo segue ovunque vada e che al pari della nostra speziale deve sopportarne i capricci.
Nel corso del volume Maomao risolverà parecchi misteri e problemi per conto di Jinshi e conosceremo vari personaggi che ritroveremo anche più avanti, come le consorti di alto rango – Gyokuyou, Lihua, Lishu e Ad-Duo – e le loro ancelle, così come Xiaolan, la serva che diventerà amica di Maomao e la rifornirà di pettegolezzi della Corte Interna. Essendo l’inizio di una lunga serie (in Giappone siamo al diciassettesimo volume), l’approfondimento dei vari personaggi e ancora da venire, ma già vediamo l’enfasi messa sull’analisi dei rapporti di potere, sia tra appartenenti a gerarchie diverse, sia tra i generi: la Corte Interna è un luogo pieno di donne e di lotte senza quartiere per ottenere e mantenere una briciola di potere e muoversi in questo ambiente ostile può essere letale.
Dodici tra i racconti preferiti da Agatha Christie all’interno della sua vasta produzione. Dodici miniature …
Il misterioso signor Quin
4 stelle
A volte in letteratura accadono cose strane e inaspettate, di quelle che, nelle scuole di scrittura, sicuramente insegneranno a evitare per non correre rischi: la possibilità che un personaggio del quale una scrittrice non sapeva bene cosa fare diventi così intrigante da reggere da solo una raccolta di racconti di per sé non entusiasmante.
Il signor Quin è davvero una bella idea: un uomo misterioso che compare e scompare solo quando il suo amico – se si amicizia si può parlare – Sattertwaithe si trova davanti a un caso da risolvere. Un vero e proprio deus ex machina, che arriva solo per indirizzare Sattertwaithe verso il filo giusto da tirare per sbrogliare la matassa, per poi andarsene senza lasciare traccia. Un espediente da teatro classico, rafforzato dalla posizione di spettatore di succosi drammi della vita quale si definisce Sattertwaithe e dalla presentazione dei personaggi e del loro ruolo in apertura …
A volte in letteratura accadono cose strane e inaspettate, di quelle che, nelle scuole di scrittura, sicuramente insegneranno a evitare per non correre rischi: la possibilità che un personaggio del quale una scrittrice non sapeva bene cosa fare diventi così intrigante da reggere da solo una raccolta di racconti di per sé non entusiasmante.
Il signor Quin è davvero una bella idea: un uomo misterioso che compare e scompare solo quando il suo amico – se si amicizia si può parlare – Sattertwaithe si trova davanti a un caso da risolvere. Un vero e proprio deus ex machina, che arriva solo per indirizzare Sattertwaithe verso il filo giusto da tirare per sbrogliare la matassa, per poi andarsene senza lasciare traccia. Un espediente da teatro classico, rafforzato dalla posizione di spettatore di succosi drammi della vita quale si definisce Sattertwaithe e dalla presentazione dei personaggi e del loro ruolo in apertura di ogni racconto.
Tutto meraviglioso se non fosse che la naturale evoluzione di un personaggio come il signor Quin fosse il rivelarlo come una creatura sovrannaturale dalle tinte diaboliche. Agatha Christie gioca molto con la sua (possibile) natura ultraterrena e in alcuni racconti sembra quasi pronta a virare verso il fantastico; eppure alla fine non supera mai quel confine. Il che può risultare molto frustrante per moltə lettorə, ma secondo me ha finito per dare una sfumatura tutta particolare al signor Quin: è il tipo di ambiguità che oggi darebbe la stura a un milione di fanfiction.
Quindi riesco a capire chi dice che è una raccolta malriuscita: a livello strettamente tecnico ha ragione. Ma la lettrice che è in me non vuole sentire ragioni: fanculo la tecnica. Ce ne fossero di incertezze di questo tipo! Lunga vita ai personaggi involontariamente liminali!
L'"ideologia gender" minaccia la nostra società! Confonde l’identità e le menti dei nostri figli, mette …
L'ideologia gender è pericolosa
4 stelle
Laura Schettini, ricercatrice in Storia contemporanea, ci racconta che nella primavera del 2022 viene contattata per fare un intervento in un’assemblea di istituto sugli stereotipi di genere. Volendo affrontare l’argomento in modo serio – sicuramente in modo più serio in cui una larga fetta della politica aveva affrontato il tema l’anno precedente, fino all’affossamento del DDL Zan – avevano esplicitamente cercato una storica per avere un quadro completo della questione.
Essendo ai tempi un tema molto caldo, – mi verrebbe da scrivere, “ovviamente” – un’insegnante saltò su e tirò fuori l’armamentario classico del pericolo gender: non si deve parlare di sesso a scuola. Nemmeno di storia della sessualità, evidentemente. Per fortuna, in questo caso, la dirigente scolastica è intervenuta a riportare la calma e alla fine Schettini è riuscita a fare il suo intervento e quindi a rispondere alle tante domande deə ragazzə. Perché se c’è qualcosa che appassiona …
Laura Schettini, ricercatrice in Storia contemporanea, ci racconta che nella primavera del 2022 viene contattata per fare un intervento in un’assemblea di istituto sugli stereotipi di genere. Volendo affrontare l’argomento in modo serio – sicuramente in modo più serio in cui una larga fetta della politica aveva affrontato il tema l’anno precedente, fino all’affossamento del DDL Zan – avevano esplicitamente cercato una storica per avere un quadro completo della questione.
Essendo ai tempi un tema molto caldo, – mi verrebbe da scrivere, “ovviamente” – un’insegnante saltò su e tirò fuori l’armamentario classico del pericolo gender: non si deve parlare di sesso a scuola. Nemmeno di storia della sessualità, evidentemente. Per fortuna, in questo caso, la dirigente scolastica è intervenuta a riportare la calma e alla fine Schettini è riuscita a fare il suo intervento e quindi a rispondere alle tante domande deə ragazzə. Perché se c’è qualcosa che appassiona a quell’età è sicuramente il sesso, la sessualità e tutto quello che ruota loro intorno.
In questo momento la terribile ideologia gender sembra aver perso un po’ di smalto: vorrei scrivere perché continuano a iniziare nuove guerre e il genocidio in Palestina prosegue, ma mi sembra piuttosto che la preoccupazione massima sia per un referendum su una riforma costituzionale in gran parte ancora da scrivere e su una certa famiglia con idee molto naïf su cosa significhi vivere in mezzo alla natura. E anche se quest’ultimo caso ha molto a che vedere con l’opposizione alla fantomatica ideologia gender e con un nazional-familismo che vede il ritorno in pompa magna del potere di vita e di morte dei genitori sullə figliə, in barba al supremo interesse deə minori. Che, se anche possiamo avere dei dubbi sull’operato deə assistenti sociali, di sicuro non è avere gente che sbraita su di loro da mane a sera in ogni luogo e in ogni lago.
Tornando al libro in questione, si tratta di un saggio molto agile sulla storia dell’invenzione della cosiddetta ideologia gender, che, per come l’abbiamo conosciuta oggi, nasce nel 1995 in occasione della Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, ma affonda le sue radici nell’Ottocento, quando si cristallizzarono i ruoli sociali di uomini e donne secondo una gerarchia fondata sulla differenza sessuale che serviva a giustificare l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica, il loro sfruttamento economico e la loro soggezione nella sfera privata. E già nell’Ottocento le femministe protestarono contro questa ideologia che veniva spacciata come stato di natura e già allora chi si opponeva a questo modello familiare era innaturale, perversa e pericolosa per la società.
Oggi come allora l’ideologia gender è pericolosa solo per chi pensa che la società debba continuare a fondarsi sulla discriminazione e su un modello ideologico di famiglia che si presenta come insoddisfacente fin dalla sua comparsa.
Un libro già premiatissimo in tutto il mondo, definito all’unanimità uno dei più belli e …
Ducks
4 stelle
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Libro con molestie, violenza di genere
Già dalle prime pagine, Ducks si presenta esattamente come la sua copertina: grigio. Non c’è infatti nessun motivo di usare colori sgargianti quando racconti di come ti sei ritrovata schiacciata dal debito studentesco e a fare un lavoro dove non v’è cura né per la salute psicofisica deə lavoratorə né per la salvaguardia dell’ambiente. Tuttə sono consapevoli che si tratti di un lavoro di merda, ma nessunə si lamenta perché l’alternativa non c’è; anzi, molti dei lavoratori più anziani sono finiti lì dopo essere stati rimbalzati da altri impieghi all’inizio promettenti proprio come quello nelle sabbie bituminose.
Il grigio si sposa bene con la vita monotona e spenta che Beaton si trova a fare, non solo per il suo lavoro, ma anche dal punto di vista sociale. Essendo in un ambiante prettamente maschile e isolato dal resto della società, Beaton si ritrova sola e incapace di costruire legami profondi che vadano al di là di una superficiale necessità di avere qualcunə con cui scambiare due chiacchiere o uscire la sera.
Ma soprattutto il grigio si sposa bene con l’alienazione nella quale ti precipita una situazione tanto estrema e per di più con uno squilibrio di genere tanto marcato: le poche donne diventano oggetti bramati da avere e usare per alleviare quel vuoto che inghiotte tutto. E quando la violenza dell’oggettificazione estrema toccherà Beaton tutto non potrà che farsi nero.
Ducks è un romanzo grafico imponente che mette in evidenza diversi problemi: il lavoro povero, lo sfruttamento dell’ambiente, la salute mentale, le discriminazioni di genere, i debiti studenteschi. Beaton tiene tutto insieme perché non c’è modo di sistemare un problema alla volta quando tutti sono così intrecciati l’un l’altro in un sistema perverso dal quale non sembra esserci via d’uscita.