Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò.
Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
"Ender's Game is a guaranteed crowd pleaser." – «The Globe and Mail»
"Intense …
Il mio primo romanzo di sparare agli alieni
4 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta molto tempo dopo la prima lettura]
Ender's Game è il primo romanzo di fantascienza militare che io abbia mai letto (se non forse il mio primo romanzo di fantascienza in toto), quindi non ho le competenze per confrontarlo con i suoi antecedenti e i suoi epigoni e valutare se a suo tempo fosse rivoluzionario o se ora sia antiquato. Posso "solo" dire che l'ho trovato un volume non geniale ma assolutamente godibile: abbiamo la nostra classica guerra fra Umanità retta da un regime militare e misteriosi alieni, abbiamo un'accademia militare per bambini superdotati quanto psicopatici, abbiamo un eroe che sarebbe sicuramente un Gary Stu in termini di supercompetenza ma, e questo è lodevole, è psicologicamente fragilissimo, e questo dà pepe a tutta la trama – sappiamo tutti che Ender se la caverà benissimo in ogni nuova prova dell'addestramento, ma la vera posta …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta molto tempo dopo la prima lettura]
Ender's Game è il primo romanzo di fantascienza militare che io abbia mai letto (se non forse il mio primo romanzo di fantascienza in toto), quindi non ho le competenze per confrontarlo con i suoi antecedenti e i suoi epigoni e valutare se a suo tempo fosse rivoluzionario o se ora sia antiquato. Posso "solo" dire che l'ho trovato un volume non geniale ma assolutamente godibile: abbiamo la nostra classica guerra fra Umanità retta da un regime militare e misteriosi alieni, abbiamo un'accademia militare per bambini superdotati quanto psicopatici, abbiamo un eroe che sarebbe sicuramente un Gary Stu in termini di supercompetenza ma, e questo è lodevole, è psicologicamente fragilissimo, e questo dà pepe a tutta la trama – sappiamo tutti che Ender se la caverà benissimo in ogni nuova prova dell'addestramento, ma la vera posta in gioco è la sua salute emotiva e, in definitiva, (passatemi la banalità, ma qui è opportuna) la sua stessa umanità; sicuramente è un tema inflazionato, ma è eseguito egregiamente e noi lettori empatizziamo da morire con questo ragazzino costretto a crescere troppo in fretta. Anche la prosa è "banalmente all'americana", ma proprio per questo tiene incollati alla pagina senza difficoltà; per altro ho molto apprezzato l'epilogo dai toni più fiabeschi, mi è parso un eccellente coronamento della vicenda.
In this World Fantasy Award-winning novel, the sorcerer Alder fears sleep. He dreams of the …
Una delle più belle eucatastrofi della letteratura
5 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
15 anni dopo Tehanu e 7 anni dopo l'ultimo dei Racconti di Terramare, ecco che inizia l'ultimo atto della saga di Terramare: Lebannen è saldamente sul trono dell'Arcipelago, i rapporti con i Karg migliorano di giorno in giorno, fra i maghi e le streghe tutto procede come sempre... ma nell'estremo occidente qualcosa non va, perché tanto i draghi quanto i morti della Terra Asciutta stanno bussando alle porte degli umani a chiedere il conto di antichi torti. Per venire a capo del problema sarà necessario che re Lebannen, la sua promessa sposa, Tenar, Tehanu, Irian, un duo di maghi, uno stregone e una dragona prendano il mare tutti assieme e si rechino dove tutto è iniziato: a Roke, il centro …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
15 anni dopo Tehanu e 7 anni dopo l'ultimo dei Racconti di Terramare, ecco che inizia l'ultimo atto della saga di Terramare: Lebannen è saldamente sul trono dell'Arcipelago, i rapporti con i Karg migliorano di giorno in giorno, fra i maghi e le streghe tutto procede come sempre... ma nell'estremo occidente qualcosa non va, perché tanto i draghi quanto i morti della Terra Asciutta stanno bussando alle porte degli umani a chiedere il conto di antichi torti. Per venire a capo del problema sarà necessario che re Lebannen, la sua promessa sposa, Tenar, Tehanu, Irian, un duo di maghi, uno stregone e una dragona prendano il mare tutti assieme e si rechino dove tutto è iniziato: a Roke, il centro del mondo e la culla della magia, l'isola dove umani e draghi e vita e morte vengono in contatto.
Per me questo sesto romanzo della saga è bello quanto Le Tombe di Atuan e rappresenta un finale con i controfiocchi: forte di 44 anni di esperienza, sia come romanziera sia come persona, zia Ursula recupera tutti i fili di trama dei cinque libri precedenti e li intreccia assieme, così che tutto ciò che abbiamo letto prima, anche i più piccoli dettagli, finisce per combaciare in una grande architettura coerente (più di quanto succeda in certe saghe scritte in un arco di tempo ben più breve...). In The Other Wind, infatti, il mondo di Terramare è sempre quello che abbiamo incontrato in The Wizard of Earthsea, ma ora ci viene presentato dopo i fatti epocali di The Farthest Shore, e dopo che ne abbiamo appreso sia la grande Storia, grazie ai Tales from Earthsea, sia le piccole storie di vita quotidiana, grazie a The Tombs of Atuan e Tehanu; di conseguenza, noi ora conosciamo Terramare più dei suoi stessi abitanti, ma non per questo empatizziamo di meno con i nostri eroi, e proprio per questo motivo proviamo una sorta di "ironia tragica a rovescio" man mano che li seguiamo in quest'ultima loro avventura: non più una lotta contro se stessi o contro la società, come negli altri romanzi, bensì la scoperta di un processo che la natura stessa del mondo sta portando avanti e che richiede ai mortali di contribuire per portarlo a termine... ma che, una volta compiuto, cambierà Terramare per sempre, proprio come leggere quest'esalogia ha cambiato un pochino anche me.
The tales in this book explore or extend the world established by the first four …
Come scoprii il fantasy di vita quotidiana
4 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Come ci spiega nella prefazione e nella postfazione, zia Ursula non era sicura di come proseguire la storia di Tehanu, Tenar e Ged, per cui finito il quarto Terramare ha osservato il suo mondo immaginario dall'alto, senza passare per i suoi soliti protagonisti, e le sono venute in mente un po' di storie a proposito di com'era Terramare in passato, e di cosa la aspetta nel futuro; il risultato è che il quinto volume della saga è un'antologia di 5+1 racconti (poi vi spiego) ambientati prima dei o fra i volumi precedenti, nei quali l'autrice elabora meglio il tema di fondo introdotto in Tehanu: qual è il rapporto vero fra la magia di Terramare e i ruoli di genere che …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Come ci spiega nella prefazione e nella postfazione, zia Ursula non era sicura di come proseguire la storia di Tehanu, Tenar e Ged, per cui finito il quarto Terramare ha osservato il suo mondo immaginario dall'alto, senza passare per i suoi soliti protagonisti, e le sono venute in mente un po' di storie a proposito di com'era Terramare in passato, e di cosa la aspetta nel futuro; il risultato è che il quinto volume della saga è un'antologia di 5+1 racconti (poi vi spiego) ambientati prima dei o fra i volumi precedenti, nei quali l'autrice elabora meglio il tema di fondo introdotto in Tehanu: qual è il rapporto vero fra la magia di Terramare e i ruoli di genere che le sono associati?
Ciascuno dei 5+1 racconti affronta questo soggetto da una prospettiva diversa:
"The Finder" ci narra di Lontra, un mago vissuto nel "Medioevo" di Terramare, fra la caduta dei re antichi e la nascita dell'Accademia di Magia di Roke, e grazie a lui scopriremo come funzionava la magia prima di essere scolarizzata, e qual era la differenza fra maghi e streghe. Come contenuti e sviluppo della trama è una storia di crescita personale attraverso esperienze iniziatiche e di scontro fra bene e e male; in un certo senso è A Wizard of Earthsea eseguito meglio da una scrittrice più esperta.
"Darkrose and Diamond" è una storia d'amore fra due giovani separati dalla classe sociale: lui è figlio di un ricco mercante, lei è la figlia della strega del villaggio, in più lui ha del potenziale come mago - e si sa, la magia richiede di restare celibi... Non è collegato alla saga principale, ma è comunque una bella escursione nella vita quotidiana di Terramare.
"The Bones of the Earth" ci rivela il passato di Ogion, il primo maestro di Ged. È forse il racconto più "contorto" e meno coinvolgente, perché si svolge in gran parte come monologo interiore, ma se questo non vi disturba sa il fatto suo.
"On the High Marshes" si svolge fra il secondo e il terzo romanzo, quando Ged è Arcimago, ed è una storia di guarigione da un trauma: abbiamo un mago di Roke in fuga dal suo passato, una contadina vedova e generosa e un villaggio agricolo pieno di pettegoli. Come "Darkrose and Diamond" ragiona sul legame magia-amore, ma con protagonisti adulti e in un contesto sociale molto diverso, con tutte le conseguenze del caso.
"Dragonfly" è collocato fra il quinto e il sesto romanzo e fa da raccordo fra i due: la sua protagonista è Libellula ("Dragonfly" in Inglese), una giovane contadina che non riesce a comprendere sé stessa: da un lato qualcosa è andato storto quando ha ricevuto il suo vero nome, che non le calza appieno, dall'altro Libellula è predisposta alla magia, ma la strega del villaggio non osa prenderla a discepola. In cerca di risposte, la nostra eroina parte per Roke, sperando di essere accolta all'Accademia nonostante il suo sesso... e nell'epoca incerta iniziata dopo The Farthest Shore, tutto potrebbe accadere. Per parte mia, il miglior racconto della raccolta.
"A Description of Earthsea" è quello che ho contato come "+1", perché non si tratta di un racconto: è una cronaca storica dalla creazione di Terramare al presente dei romanzi, comprensiva di descrizioni della cultura dell'Arcipelago e delle Isole Kargad. Quest'ultimo testo mi lascia ambivalente: è piacevolissimo da leggere e può fungere da riferimento per chi scriva fanfiction ambientate a Terramare, ma secondo me uccide il senso di "indeterminato" che si ha quando, negli altri romanzi, i protagonisti fanno riferimento a fatti storici e opere culturali di cui noi, lettori, non sappiamo nulla, il che ci lascia piacevolmente insoddisfatti e curiosi.
Nel complesso promuovo a pieni voti questo quinto volume della serie: singolarmente nessun racconto è intenso quanto The Tombs of Atuan o Tehanu, ma tutti assieme ci danno una bella panoramica di Terramare sia nel tempo sia nello spazio... e a me hanno messo una gran voglia di iniziare l'ultimo libro!
Years ago, the young priestess Tenar and powerful wizard Ged helped each other in a …
Come scoprii il fantasy femminista
4 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Con The Farthest Shore pensavamo che la storia di Terramare fosse conclusa: Ged aveva salvato il mondo e si era ritirato comodamente a vita privata. Così pensava anche zia Ursula, finché a un certo punto non ha capito che c'era altro da dire sul mondo di Terramare: la nostra autrice si era già permessa di ribaltare nei primi libri lo stereotipo etnico del fantasy europeo e aveva creato un mondo in cui il 90% della popolazione è nero; ora ha deciso di fare un passo ulteriore e di scrivere un romanzo fantasy sui personaggi che, nel fantasy convenzionale, restano sullo sfondo: contadine di mezza età, streghe guaritrici di villaggio, uomini esausti di ritorno da avventure eroiche, e soprattutto bambini la cui …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Con The Farthest Shore pensavamo che la storia di Terramare fosse conclusa: Ged aveva salvato il mondo e si era ritirato comodamente a vita privata. Così pensava anche zia Ursula, finché a un certo punto non ha capito che c'era altro da dire sul mondo di Terramare: la nostra autrice si era già permessa di ribaltare nei primi libri lo stereotipo etnico del fantasy europeo e aveva creato un mondo in cui il 90% della popolazione è nero; ora ha deciso di fare un passo ulteriore e di scrivere un romanzo fantasy sui personaggi che, nel fantasy convenzionale, restano sullo sfondo: contadine di mezza età, streghe guaritrici di villaggio, uomini esausti di ritorno da avventure eroiche, e soprattutto bambini la cui infanzia è stata distrutta dalla malvagità umana, e che non scopriranno mai di essere i Prescelti. Tehanu, infatti, si svolge subito dopo The Farthest Shore e ha per protagonista Tenar, l'eroina di The Tombs of Atuan, ormai invecchiata e tranquillamente insediata sull'isola di Gont, e la sua lotta quotidiana contro tanti fardelli che al tempo stesso sono sia "Terramarini" sia tremendamente verisimili: un lutto in famiglia, una figlia adottiva vittima di terribili abusi, un migliore amico in crisi d'identità, e soprattutto il sessimo diffuso in tutta la società sia fra gli uomini sia fra le donne, che Tenar (da sempre una persona fuori dagli schemi) percepisce benissimo e combatte con tutte le sue forze.
Il risultato è un dramma psicologico di lotta contro il pregiudizio e di guarigione faticosa, che ti riempie di cazzotti allo stomaco e poi ti asciuga le lacrime; lo considero appena inferiore a The Tombs of Atuan (che secondo me ha un ritmo più sotenuto), e quindi nel complesso ottimo.
Darkness threatens to overtake Earthsea: the world and its wizards are losing their magic. But …
Forse la Le Guin più debole, ma non per questo indegna
2 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
È passata qualche settimana da quando ho letto il terzo dei Terramare, ma ho aspettato un po' prima di recensirlo per lasciar sedimentare.
Giudizio generale: un romanzo piacevole ma pieno di potenziale mancato, per me si piazza un po' sotto A Wizard of Earthsea e molto sotto The Tombs of Atuan.
Il romanzo si apre con il nostro caro Ged ormai cinquantenne e arcimago dell'Arcipelago, e con l'Aricipelago in preda a un bel cataclisma che potrebbe segnare la fine dei tempi - al che, ovviamente, Ged prende armi e bagagli e parte per salvare il mondo, portandosi dietro come aiutante il giovane principe Arren.
E qui, secondo me, abbiamo il nodo irrisolto del romanzo: nel primo libro il giovane Ged …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
È passata qualche settimana da quando ho letto il terzo dei Terramare, ma ho aspettato un po' prima di recensirlo per lasciar sedimentare.
Giudizio generale: un romanzo piacevole ma pieno di potenziale mancato, per me si piazza un po' sotto A Wizard of Earthsea e molto sotto The Tombs of Atuan.
Il romanzo si apre con il nostro caro Ged ormai cinquantenne e arcimago dell'Arcipelago, e con l'Aricipelago in preda a un bel cataclisma che potrebbe segnare la fine dei tempi - al che, ovviamente, Ged prende armi e bagagli e parte per salvare il mondo, portandosi dietro come aiutante il giovane principe Arren.
E qui, secondo me, abbiamo il nodo irrisolto del romanzo: nel primo libro il giovane Ged aveva causato anche lui un cataclisma e lo aveva riparato a fatica, imparando un bel po' su se stesso e sull'ordine cosmico, e l'idea di base di questo terzo volume è fagli affrontare un percorso simile ma da adulto e da mentore di un ragazzo, rovesciando la prospettiva del viaggio da maturazione personale a educazione di un'altra persona più giovane... non fosse che, purtroppo, zia Ursula racconta la storia dal punto di vista di Arren, dandole quindi il tono banale di un qualunque romanzo fantasy in cui il Prescelto ingenuo e immaturo viene guidato da un Saggio imperscrutabile che, all'inizio, sembra infallibile, ma rivela poco a poco i suoi limiti, dando spazio al ragazzo per prendere l'iniziativa. Francamente avrei preferito di gran lunga che il punto di vista fosse Ged, così da immedesimarmi nella sua stanchezza, nel senso di inadeguatezza e nelle speranze risposte nel suo giovane pupillo: così facendo zia Ursula avrebbe anche preservato lo spirito del primo romanzo, cioè (e lo dice lei stessa nella postfazione) ribaltare la figura del mago-mentore, mostrandone le fragilità sia da apprendista sia da maestro.
Ora, pur con questo brutto limite il romanzo, secondo me, si salva e resta una lettura decente: parte lento con delle situazioni di critica sociale un po' fini a se stesse, si sviluppa con una parte centrale ricca di bellissimi panorami (la Via dei Draghi è un passaggio magnifico), arriva a uno scontro con la nemesi carino ma non eccezionale (anche qui, se solo il punto di vista fosse stato Ged!) e si chiude con un bellissimo tono fiabesco molto tolkieniano.
Ora però spero di cuore che la seconda metà dell'esalogia sia eseguita meglio!
When Tenar is chosen as high priestess to the ancient and nameless Powers of the …
Nel cuore della sacerdotessa
5 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Il 2 febbraio 2017 mi è esploso il raffreddore, non ero in condizione di ripassare per gli esami, e sul comodino c'era il secondo romanzo di Terramare che mi guardava; non me lo sarei aspettato, ma mi sono incollato alle pagine e l'ho divorato in un lampo.
Rispetto al primo romanzo, zia Ursula ha decisamente migliorato lo stile (stavolta ci mostra le cose anziché raccontarle e non è in fissa con i viaggi) e fatto una scelta coraggiosa a livello di trama: non ha portato avanti la storia precedente in un arco narrativo più vasto, bensì ha raccontato una storia autonoma ambientata sempre a Terramare, mostrandoci nuovi aspetti di questo mondo da un punto di vista completamente diverso e, in parte, …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
Il 2 febbraio 2017 mi è esploso il raffreddore, non ero in condizione di ripassare per gli esami, e sul comodino c'era il secondo romanzo di Terramare che mi guardava; non me lo sarei aspettato, ma mi sono incollato alle pagine e l'ho divorato in un lampo.
Rispetto al primo romanzo, zia Ursula ha decisamente migliorato lo stile (stavolta ci mostra le cose anziché raccontarle e non è in fissa con i viaggi) e fatto una scelta coraggiosa a livello di trama: non ha portato avanti la storia precedente in un arco narrativo più vasto, bensì ha raccontato una storia autonoma ambientata sempre a Terramare, mostrandoci nuovi aspetti di questo mondo da un punto di vista completamente diverso e, in parte, complementare al precedente. Nel primo romanzo, infatti, abbiamo seguito la crescita di Ged come uomo e il suo apprendere con dolore che il potere comporta responsabilità e giudizio morale, ora invece seguiamo la vicenda di Arha, una ragazza costretta dalla società in una posizione di apparente potere che, in realtà, è solo una prigione in cui lei esiste in funzione del suo ruolo sociale, senza poter avere un'identità propria e la possibilità di decidere la propria vita – e sarà proprio questa la libertà che la nostra eroina cercherà di guadagnarsi, fra ripensamenti e paura dell'ignoto e confrontandosi con il Diverso con la maiuscola.
Nel complesso, Le Tombe di Atuan secondo me è un romanzo eccellente, che ci propone una bella riflessione su tematiche forti: sulla costrizione sociale, sui ruoli di genere, sulla ricerca di se stessi, sulla necessità di sostenersi a vicenda nel trovare la felicità. Ah, e mi ha anche fatto scappare una lacrima.
Ged was the greatest sorcerer in all Earthsea. But he was once called Sparrowhawk, a …
Dentro la torre del mago
4 stelle
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
A me piace la narrativa fantastica, avevo sentito dire bene del ciclo di Terramare e così lo sto recuperando. Non sapevo cosa aspettarmi, e devo dire che l'impatto è stato un misto di sorpresa, straniamento e apprezzamento: il romanzo in esame è un racconto molto fiabesco, che indulge un po' troppo nel raccontare anziché mostrare e nel fare la "guida turistica a Fantasilandia", obiettivamente ha dei punti morti in cui non c'è azione né tensione (a un certo punto ero così annoiato che ho mollato il capitolo a metà per guardare He-Man e i Dominatori dell'Universo), e tuttavia nel complesso mi è piaciuto: nei momenti più ispirati il romanzo ci offre immagini suggestive di un mondo fatto di magia e …
[Vecchia recensione esportata da altro sito e scritta quando ero giovanissimo: la tengo così com'è, soprattutto le igenuità tagliate con l'accetta, per memoria personale di chi ero un tempo.]
A me piace la narrativa fantastica, avevo sentito dire bene del ciclo di Terramare e così lo sto recuperando. Non sapevo cosa aspettarmi, e devo dire che l'impatto è stato un misto di sorpresa, straniamento e apprezzamento: il romanzo in esame è un racconto molto fiabesco, che indulge un po' troppo nel raccontare anziché mostrare e nel fare la "guida turistica a Fantasilandia", obiettivamente ha dei punti morti in cui non c'è azione né tensione (a un certo punto ero così annoiato che ho mollato il capitolo a metà per guardare He-Man e i Dominatori dell'Universo), e tuttavia nel complesso mi è piaciuto: nei momenti più ispirati il romanzo ci offre immagini suggestive di un mondo fatto di magia e viaggi per mare intimamente connessi, ci propone una bella elaborazione dello scontro archetipico fra Eroe e Drago (un capitolo riempitivo, per altro), ci fa empatizzare decentemente con il protagonista e, nelle ultimissime pagine, presenta una scena molto intensa che dà la chiave di lettura a tutta la cerca del protagonista, il giovane mago Ged - un ragazzo che sta trovando un posto nel mondo grazie ai suoi studi, ma che per riuscirci deve anche trovare sé stesso.
In più, trovo apprezzabili due idee della Le Guin che lei stessa, nella postfazione, segnala come il suo tentativo di creare un fantasy dalla personalità propria: il mondo di Terramare è popolato da persone di pelle scura, e non c'è da nessuna parte una Guerra fra Bene e Male - una scelta notevole per il '68, e di cui dovremmo ricordarci anche oggi.
Tirando le somme, secondo me Un mago di Terramare è un romanzo perfettibile ma abbastanza godibile.