cretinodicrescenzago vorrebbe leggere La terra dei figli di Gipi

La terra dei figli di Gipi
Il cuore degli altri è un segreto.
Il grande ritorno di Gipi dopo unastoria. Un padre, due figli, una …
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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83% completato! cretinodicrescenzago ha letto 30 di 36 libri.

Il cuore degli altri è un segreto.
Il grande ritorno di Gipi dopo unastoria. Un padre, due figli, una …

Il nuovo romanzo grafico di Marta Baroni è un catalogo di ricordi sulla sua infanzia e adolescenza a Roma, scritto …
Comprai e lessi per la prima volta Al sole come i gatti nella lontana primavera 2017, quando avevo ancora Facebook e Zerocalcare reclamizzò sul suo profilo quest'opera allora appena uscita di una collega allora esordiente. Sul momento, fu una bella esperienza di viaggio cerebrale nei quartieri romani realmente abitati e vissuti (e proprio per questo ignoti a noi forestieri) e fece sognare a occhi aperti il me ventunenne, ragazzino ancora attaccato suo malgrado al villaggio natale in provincia di Monza, con visioni di vita spensierata su e giù per la metropoli in groppa ai mezzi pubblici.
L'ho riletto oggi, ad Agosto 2023, più di sei anni dopo, e circa cinque mesi dopo il mio trasloco a Milano per, finalmente, farmi una vita, e mi sono reso conto che Marta Baroni, senza che io me ne rendessi conto, mi aveva già piantato nel cuore i semini che sono germinati in quest'ultimo …
Comprai e lessi per la prima volta Al sole come i gatti nella lontana primavera 2017, quando avevo ancora Facebook e Zerocalcare reclamizzò sul suo profilo quest'opera allora appena uscita di una collega allora esordiente. Sul momento, fu una bella esperienza di viaggio cerebrale nei quartieri romani realmente abitati e vissuti (e proprio per questo ignoti a noi forestieri) e fece sognare a occhi aperti il me ventunenne, ragazzino ancora attaccato suo malgrado al villaggio natale in provincia di Monza, con visioni di vita spensierata su e giù per la metropoli in groppa ai mezzi pubblici.
L'ho riletto oggi, ad Agosto 2023, più di sei anni dopo, e circa cinque mesi dopo il mio trasloco a Milano per, finalmente, farmi una vita, e mi sono reso conto che Marta Baroni, senza che io me ne rendessi conto, mi aveva già piantato nel cuore i semini che sono germinati in quest'ultimo periodo: perché Al sole come i gatti non racconta "solo" la Roma dei Romani e delle Romane, ma racconta la cultura dei rioni e i loro rapporti di amicizia, il nesso profondo fra la topografia della città e la mentalità di chi la vive, la resistenza della cultura popolare autentica alla gentrificazione e alla globalizzazione, la battaglia eroica della sinistra antagonista per tenere viva la socialità orizzontale con le occupazioni e i baretti da zecche, la poesia malinconica dei mezzi pubblici che vanno verso la periferia esterna, e il diritto di ogni essere umano a mettere radici per poi slanciarsi verso nuovi lidi e nuove avventure. Tutte disposizioni d'animo che ho fatto mie da che ho traslocato e che attuo giorno per giorno, che siano bonarie vanterie per i pregi del mio quartiere, amore per i miei centri sociali di riferimento, e gioia sprizzante quando vado a trovare le amicizie dall'altro lato della metropoli.
Grazie di avermi educato a cosa voglia dire vivere la città con genuinità e autenticità, signora Baroni. Grazie di cuore.

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Riuniti in un unico volume tutti i fumetti che Zerocalcare ha dedicato alla vicenda di Ilaria Salis, la militante antifascista …

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Prosegue l'autobiografia introspettiva di Michele Rech, e a circa dieci anni dal grande romanzo grafico di analisi della sua famiglia materna, ecco quello dedicato alla famiglia paterna – e se in Dimentica il mio nome fu la scomparsa della nonna a permettere a Zerocalcare di riconoscere che mamma Elisabeth è una persona, non solo un genitore, qui in Quando muori resta a me è la fatidica vacanza col padre Pin nella casa d'origine dei nonni a innescare un complesso lavoro di ripescaggio e sbrogliamento dei non detti, degli abbandoni, degli allontanamenti voluti e subiti, dei grovigli di torto e rancore ereditati di generazione in generazione – e il tutto non si limita al vissuto personale dei Rech padre e figlio, ma lo inquadra nelle lontane origini della famiglia nel Veneto bellunese, ieri come oggi relegato a "Meridione del Nord", nelle vergogne e nelle ombre che la generazione di papà Pin …
Prosegue l'autobiografia introspettiva di Michele Rech, e a circa dieci anni dal grande romanzo grafico di analisi della sua famiglia materna, ecco quello dedicato alla famiglia paterna – e se in Dimentica il mio nome fu la scomparsa della nonna a permettere a Zerocalcare di riconoscere che mamma Elisabeth è una persona, non solo un genitore, qui in Quando muori resta a me è la fatidica vacanza col padre Pin nella casa d'origine dei nonni a innescare un complesso lavoro di ripescaggio e sbrogliamento dei non detti, degli abbandoni, degli allontanamenti voluti e subiti, dei grovigli di torto e rancore ereditati di generazione in generazione – e il tutto non si limita al vissuto personale dei Rech padre e figlio, ma lo inquadra nelle lontane origini della famiglia nel Veneto bellunese, ieri come oggi relegato a "Meridione del Nord", nelle vergogne e nelle ombre che la generazione di papà Pin si porta dietro dai "maledetti anni Settanta", nella consapevolezza da parte di Michele di non essere più il giovane punkabbestia picchiato dalla Forestale al G8 di Genova, bensì un uomo ampiamente adulto che ha ampiamente fatto il giro di boa del tempo che potrà trascorrere coi suoi genitori (e questo in tavole di rara potenza lirica). Se è vero che i meccanismi narrativi utilizzati per la gestione delle proiezioni interiori dello Zerocalcare personaggio sono un po' classici e telefonati, è altrettanto vero che l'opera nel suo complesso è di profonda delicatezza e dolcezza – tanto più per me, che anche grazie ad essa ho sbloccato un po' la situazione comunicativa col mio, di padre!

Un viaggio con suo padre verso il paesino tra le Dolomiti da cui proviene la famiglia paterna sarebbe la scusa …