cretinodicrescenzago ha iniziato a leggere Antonio Negri di Elia Zaru

Antonio Negri di Elia Zaru
Teorico e militante politico conosciuto, letto e discusso in tutto il mondo, Antonio Negri (1933-2023) è una delle figure più …
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Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
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Completato! cretinodicrescenzago ha letto 15 di 12 libri.

Teorico e militante politico conosciuto, letto e discusso in tutto il mondo, Antonio Negri (1933-2023) è una delle figure più …

Copyleft edition compiled from Project Gutenberg texts, no ISBN given.
«A mysterious god creates a cosmic pantheon to rule over …
@neurob La traduzione Mondadori in 4 volumi entro gli Oscar Fantasy (e poi negli Oscar Bestseller) è stata la prima a proporre in Italiano solo i racconti autentici di Howard, ma diversi testi mantenevano le revisioni stilistiche di de Camp, che essendo un ingegnere meccanico non è che brillasse per senso estetico; la prima traduzione condotta sui testi autentici di Howard è la raccolta Oscar Draghi del 2016, se no ovviamente puoi tentare la lingua originale con questa edizione Del Rey ;)

Memorie reali, sotto pseudonimo, di una donna americana guarita dalla schizofrenia. Titolo originale: "Operators and things. The inner life of …

L’asessualità è un tema che sta piano piano uscendo dall’ombra, ma che è ancora troppo poco compreso. Chi fa informazione …
Proverò (male) a recensire il libro come è scritto - tutto così a flusso di coscienza con frasi brevi brevi - e pensate ancora non c'era Twitter, non c'era Internet diffuso, non c'erano tutte le stronzate con cui l'umanità si è fatta fottere dal sistema dalla fine del secolo scorso a oggi, e adesso ci stupiamo pure perché infanti di 2 anni sono già lobotomizzati dalla TV spazzatura su Youtube. Costretti a sanguinare è un'autobiografia e una storia corale - è la storia di Marco "Philopat" Galliani e di tutta la sua compagnia - ed erano tanta gente, sempre qualcuno che usciva e uno che entrava, chi moriva e chi emigrava - in pratica stava morendo la grande contestazione del '68-'77 e tutta la gioventù adolescente della periferia di Milano cercava casa - solo che i vecchi kompagni autonomi stavano tutti rifluendo a vita privata con l'eroina o i patti …
Proverò (male) a recensire il libro come è scritto - tutto così a flusso di coscienza con frasi brevi brevi - e pensate ancora non c'era Twitter, non c'era Internet diffuso, non c'erano tutte le stronzate con cui l'umanità si è fatta fottere dal sistema dalla fine del secolo scorso a oggi, e adesso ci stupiamo pure perché infanti di 2 anni sono già lobotomizzati dalla TV spazzatura su Youtube. Costretti a sanguinare è un'autobiografia e una storia corale - è la storia di Marco "Philopat" Galliani e di tutta la sua compagnia - ed erano tanta gente, sempre qualcuno che usciva e uno che entrava, chi moriva e chi emigrava - in pratica stava morendo la grande contestazione del '68-'77 e tutta la gioventù adolescente della periferia di Milano cercava casa - solo che i vecchi kompagni autonomi stavano tutti rifluendo a vita privata con l'eroina o i patti col PSI di Craxi o direttamente in discoteca. Quindi che facevano 'sti ragazzi e ragazze di Baggio Giambellino Corsico Opera eccetera eccetera - insomma le zone tagliate fuori dalla Milano che conta? - Ascoltavano musica punk fra loro con le rare importazioni dall'Anglosfera - suonavano come potevano con i mezzi che avevano - stavano tutto il giorno fatti come procioni - le vacanze a Londra con i traveler's cheque falsi squattando in case bruciate - ogni paio di anni una persona che molla e una che arriva - le botte dai fascisti le botte dai kompagni stalinisti le botte dai genitori - i triangoli amorosi, la depressione, la scuola che non va - Philopat che scappa di casa e va a vivere in via Correggio 18, una delle prime case occupate politicizzate di Milano, e fra lui e i suoi amici via Correggio diventa anche uno dei primi centri sociali intesi come spazio aggregativo-culturale alternativo antisistema seguendo l'esempio contemporaneo del Leoncavallo - e giù sorrisi e pianti man mano che la storia dei punk si intreccia a quella degli occupanti e Costretti a sanguinare va a raccontare la stessa vicenda dall'altro punto di vista di Le radici del glicine. Storie di una casa occupata. E poi le persone che ci restano secche - i pestaggi delle guardie - i viaggi per fare i mega cortei antifa in Germania e in Sicilia - il finale aperto che segna il trapasso dall'ultima onda del Settantasette al reflusso degli Ottanta - la consapevolezza commossa e commovente che hai appena letto la Storia di noi che le nostre storie non possiamo averle. A rileggere tutto oggi sale il magone - perché nel 1984 il Grande Fratello ha vinto senza sparare un colpo - se non la distruzione di via Correggio - ma finché c'è nichilismo c'è punk e punk è anche speranza.

In Italia, dal 2001 in poi, la repressione rivolta ai movimenti sociali ha visto una forte accelerazione. se tale giro …

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Da sempre in Italia in narrativa vale l’equazione lavoro + scrittura = letteratura industriale. Eppure le opere di Ottieri …

L’epica politica di Balestrini dà voce narrativa all’operaismo italiano.
La nuova edizione di un grande classico della letteratura del ‘900, …

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I capelli sono fondamentali - bisogna tenerli dritti - in piedi - come spilli o borchie taglienti - sono un …
Da lettore affezionato di sword & sorcery e discreto estimatore della space opera, un tempo ero restio a dare una chance alle avventure di John Carter, temendo di perdere tempo con delle anticaglie noiose pervase di machismo dozzinale e miopia di vedute: se ciò può capitare leggendo i pezzi peggiori del bravo Robert Howard, figurarsi con il suo modello antecedente di 10-15 anni! E invece, grazie agli articoli di retrospettiva su Burrough pubblicati dalla casa editrice DMR Books (che consiglio un sacco!), e grazie al bellissimo progetto di fabbricazione di ebook liberi chiamato standardebook.org, mi sono convinto a fare il salto nello spazio siderale e visitare anche io il pianeta Barsoom... e ne è valsa la pena. Certamente, A Princess of Mars ha assolutamente una costruzione di intreccio molto elementare, in cui John Carter vagabonda per il pianeta Marte, ovunque arriva si ritrova invischiato in scontri e contese belliche, e …
Da lettore affezionato di sword & sorcery e discreto estimatore della space opera, un tempo ero restio a dare una chance alle avventure di John Carter, temendo di perdere tempo con delle anticaglie noiose pervase di machismo dozzinale e miopia di vedute: se ciò può capitare leggendo i pezzi peggiori del bravo Robert Howard, figurarsi con il suo modello antecedente di 10-15 anni! E invece, grazie agli articoli di retrospettiva su Burrough pubblicati dalla casa editrice DMR Books (che consiglio un sacco!), e grazie al bellissimo progetto di fabbricazione di ebook liberi chiamato standardebook.org, mi sono convinto a fare il salto nello spazio siderale e visitare anche io il pianeta Barsoom... e ne è valsa la pena. Certamente, A Princess of Mars ha assolutamente una costruzione di intreccio molto elementare, in cui John Carter vagabonda per il pianeta Marte, ovunque arriva si ritrova invischiato in scontri e contese belliche, e bene o male ne esce sempre benone grazie alla sua prestanza fisica superiore a quella dei nativi marziani (prestanza che Burrough cerca pure di giustificare a livello ecologico-anatomico, il che mi fa sorridere assai!); indubbiamente, è anche vero che tutti i personaggi hanno una psiche molto semplice, e ci possiamo scordare i processi drammaturgici di redenzione o dannazione della fantascienza sociale alla Ursula Le Guin; e infine, è indiscutibile che la prospettiva morale proposta come superiore e auspicabile da Carter (e da Burroughs per bocca sua) sia una glorificazione dell'onore marziale e dell'agone all'ultimo sangue molto romantica e ingenua, che stride (o dovrebbe stridere) tremendamente in qualunque testa pensante sia viva dopo le Guerre Mondiali... PERÒ, non si può assolutamente negare che le trame velocissime, rissose e melodrammatiche di Burroughs incollino alla pagina tanto efficacemente quanto una serie TV contemporanea media, se non di più, né che i semplici personaggi di Burroughs presentino comunque una loro dignità e rotondità, che si tratti della composta passionalità della principessa Deja Thoris o dell'acume politico del condottiero Tars Tarkas, o della connotazione banale ma fuzionalissima dei cattivi cattivissimi quali Thal Hajus o il jeddak di Zodanga. Né si può negare il genio immaginativo con cui Burroughs ha costruito un pianeta Marte sì implausibile e pieno di esotismi che travalicano la sensatezza (esattamente, perché i Marziani parlano ancora se sono perfettamente telepati?), ma anche per questo estremamente tangibile e affascinante, e della giusta consistenza per risultare un mondo immaginario plausibile, nel quale la mente può vagare e tutto può accadere — c'è poco da fare, ma senza Barsoom nessuno avrebbe mai pubblicato né la Terra di Mezzo, né Terramare, né qualsivoglia opera fantastica situata in un mondo immaginario complesso e profondo. Infine, una nota sul paragrafo finale: credo sia una delle poche chiusure di un romanzo che mi si siano impresse in testa per il loro slancio lirico, e mi lascia combattuto fra trattare l'opera come un autoconclusivo dal finale aperto, o proseguire la saga con gli scritti successivi. Immagino che chi vivrà vedrà.
In potenza The Houses of Iszm è un classico romanzo autoconclusivo di Jack Vance: un thriller fantascientifico che prima ci introduce gli usi e costumi ed economia di una cultura extraterrestre, poi ci inserisce dentro una vicenda di fatti criminosi vari ed eventuali. Nei fatti, però, si sente tantissimo che è una delle sue novelle composte per rivista e risalenti agli anni Cinquanta, in quella fase di maturazione fra i racconti brevi di Magnus Ridolph e i pezzi da novanta ambientati nell'universo del Gaean Reach: all'opera manca il mordente di un protagonista carismatico e ben connotato (non dico per forza Cugel l'Astuto, ma quantomeno l'eroe de L'ultimo castello), e cade invece nella deprimente soluzione di un protagonista senza personalità propria che finisce in mezzo ai fatti criminosi per puro caso. Sarò io un palato fine, ma non reggo i thriller in cui un personaggio anonimo cerca di schivarne …
In potenza The Houses of Iszm è un classico romanzo autoconclusivo di Jack Vance: un thriller fantascientifico che prima ci introduce gli usi e costumi ed economia di una cultura extraterrestre, poi ci inserisce dentro una vicenda di fatti criminosi vari ed eventuali. Nei fatti, però, si sente tantissimo che è una delle sue novelle composte per rivista e risalenti agli anni Cinquanta, in quella fase di maturazione fra i racconti brevi di Magnus Ridolph e i pezzi da novanta ambientati nell'universo del Gaean Reach: all'opera manca il mordente di un protagonista carismatico e ben connotato (non dico per forza Cugel l'Astuto, ma quantomeno l'eroe de L'ultimo castello), e cade invece nella deprimente soluzione di un protagonista senza personalità propria che finisce in mezzo ai fatti criminosi per puro caso. Sarò io un palato fine, ma non reggo i thriller in cui un personaggio anonimo cerca di schivarne di ogni: a me piacciono i conflitti personali.