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Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.

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Terry Pratchett: Thud! A Novel of Discworld (Hardcover, 2005, HarperCollins) 5 stelle

Koom Valley? That was where the trolls ambushed the dwarfs, or the dwarfs ambushed the …

Review of 'Thud! A Novel of Discworld' on 'Goodreads'

5 stelle

Nella saga siamo arrivati a quota trenta libri (più i cinque definiti "for young readers", probabilmente perché qualcuno si lamentava della troppa prolificità del Nostro). Nel Discworld questa volta ci si trova a rischiare una guerra tra troll e nani, e solo il Comandante Vimes potrà trovare una soluzione, sempre che riesca a venire a patti con il suo Disorganizer con la tecnologia Bluenose™ e a raccontare ogni sera la storiella "Dov'è la mia mucca?" a suo figlio. Ah sì, dovrà imparare a giocare a Thud!, il gioco da scacchiera favorito dalle varie specie che vivono ad Ankh-Morpork. Rimettendosi a leggere i primi libri della serie, si vede come le trame siano completamente cambiate: molta meno magia - tanto per i nostalgici dello stile per il momento c'è ancora Harry Potter - ma in compenso ci si lancia a improbabili paragoni col Codice da Vinci. Il guaio, si fa per …

Review of 'La turbopolitica' on 'Goodreads'

2 stelle

Il sottotitolo di questo libro è "Sessant'anni di comunicazione politica e di scena pubblica in Italia: 1945-2005". Come si puo intuire, il titolo riassume la tesi dell'autore: in questi ultimi anni la politica ha subito un'accelerazione incredibile, e ha per così dire messo il turbo. L'idea di per sé è buona, e ci sono molti spunti interessanti, sia per il periodo fino al 1963 che dagli anni '90 in poi - stranamente la parte di mezzo è trattata molto meno, forse perché relativamente statica. Sarei anche passato sopra al primo breve capitolo, che è un concentrato puro di sociologhese per cui mi ci sarebbe voluto un vocabolario; in fin dei conti è molto breve. Però ho trovato il libro troppo ripetitivo, con lo stesso concetto ripetuto con praticamente le stesse parole a distanza di poche pagine, tanto che a volte mi chiedevo se non avessi perso il segno. Non so, …

Achille C. Varzi: Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica (Italian language, 2001, Carocci) 2 stelle

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2 stelle

Supponiamo di voler redigere un catalogo universale: [...] un catalogo di tutto ciò che esiste ed è esistito, e anche di ciò che forse potrà esistere nel futuro. Come classicheremo le varie voci? Che categorie utilizzeremmo?" Questa domanda a prima vista innocua è l'incipit di questo libro il cui titolo continua con "e altri argomenti di metafisica". Achille Varzi è un filosofo - anche una persona molto simpatica, ma qui esulo dalla recensione... - che tende a studiare il linguaggio e i suoi significanti. In quest'opera Varzi fa una carrellata delle varie correnti filosofiche contemporanee a riguardo (moltiplicatori e unificatori; realisti, nominalisti, tropisti...) mostrando tutti i problemi che ciascuna delle visioni corrispondenti del mondo porta all'atto pratico: banalizzando, o si ottiene una moltiplicazione senza fine degli enti ed eventi, o si perde la capacità di unificare il tutto. Il libro è scritto in maniera molto scorrevole: però devo confessare che …

Piergiorgio Odifreddi: Penna, pennello e bacchetta. Le tre invidie del matematico (Italian language, 2006) 4 stelle

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4 stelle

In questo libro, che è la raccolta in forma cartacea di tre lezioni tenute all'università di Bologna, Piergiorgio Odifreddi ufficialmente dovrebbe raccontare quali sono "le tre invidie del matematico", vale a dire le arti della scrittura, della pittura e della musica che dovrebbero essere appunto appannaggio della parte destra del cervello, in opposizione a quella sinistra dedicata al ragionamento logico. Inutile dire che all'atto pratico, più che dell'"invidia", Odifreddi parla di come in realtà ci sia matematica dietro tutte queste arti. Il risultato pratico è piuttosto disuguale: le prime due sezioni sono un po' tirate per i capelli, mentre la spiegazione di come si è evoluta la teoria matematica alla base della musica è venuta molto bene. In genere, l'arte affabulatoria del nostro si vede alla grande, e rende la lettura molto piacevole: nella foga oratoria, si è perfino dimenticato di mettere troppe delle sue usuali frecciate anticlericali (sì, qui …

Martin Gardner: Colossal Book Of Wordplay (2010, Puzzlewright) 4 stelle

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4 stelle

Martin Gardner è universalmente noto per i suoi libri di matematica ricreativa. Ma chiunque abbia letto qualcuno dei suoi libri (soprattutto se in lingua originale, per ovvi motivi) sa che Gardner amava indulgere anche ai giochi di e con le parole. Questo libretto, smilzo nonostante il reboante nome raccoglie per l'appunto i giochi sparsi nelle sue varie opere; Gardner stava riguardando le bozze quando in maggio morì, e l'opera è stata completata da Ken Jennings che stava già collaborando con lui per la preparazione del testo. Ora, è vero che molti appassionati di giochi matematici sono anche appassionati di giochi con le parole, anche se il il viceversa non è necessariamente vero; però è chiaro che Gardner, per quanto bravo, non era il top per questo tipo di giochi. Il risultato è comunque godibile anche per chi come me non è madrelingua inglese e quindi si perde parecchi giochi, a …

G. Patrick Vennebush: Math Jokes 4 Mathy Folks (2010, Robert Reed Publishers) 3 stelle

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3 stelle

Le barzellette sui matematici (da soli o in compagnia di altre categorie) sono tante, anche se chi non è del campo magari non le conosce. Tanto per dire, anch'io nel mio blog ne ho raccolte alcune, vedi xmau.com/mate/humour/barzellette.html . C'è però chi è arrivato a un livello superiore: G. Patrick Vennebush ha preparato trascrivendo queste battute e barzellette. Devo subito avvisare il possibile lettore: non solo bisogna avere una conoscenza di matematica, ma bisogna sapere l'inglese molto bene perché parecchie delle battute sono delle freddure che si basano sulla pronuncia delle parole. (Non sempre: la battuta che apre il libro è "- Cosa dice lo 0 all'8? - Che bella cintura che hai!" Il caso classico è quello di π che si pronuncia come "pie", torta, ma ce ne sono molti altri. Probabilmente è meglio centellinarsi la lettura, anche perché il troppo stroppia... oppure, se preferite, iscrivetevi <a href="http://mathjokes4mathyfolks.wordpress.com/2010/08/09/in-bookstores-now/">al suo …

ha recensito Amori senza amore di Luigi Pirandello (Oscar Mondadori -- 28)

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2 stelle

Uno dei guai di essere un compratore compulsivo di libri e non avere tempo per leggerli è che finisce che me ne può capitare uno tra le mani dopo quindici anni. I cinque euro attuali erano 3900 lire... A parte queste considerazioni secondarie, devo dire che Kafka non fa per me. Non so se il problema è esacerbato dalla traduzione, vecchiotta e quindi un po' pesante; ma è proprio la struttura del racconto kafkiano, che oscilla tra la disperazione e l'inconclusione, che mi mette a disagio. Prendiamo "Nella colonia penale", per esempio. C'è questa ineluttabilità delle esecuzioni, che si fanno senza che nessuno sappia esattamente la ragione; e anche il visitatore, che pure sembrerebbe uno dei protagonisti, è come se non esistesse davvero. Tra i molti racconti postumi inseriti nella raccolta, spicca "Il maestro di scuola del villaggio", dove l'incomunicabilità così cara a Kafka arriva a un livello persino comico; …

Svetoslav Savchev: Mathematical miniatures (2003) 4 stelle

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4 stelle

Risolvere i problemi matematici che vengono dati alle varie competizioni non è facile. Non tanto perché "sono matematici", come qualche malfidente che odia la matematica potrebbe pensare, ma perché "sono matematici", nel senso che non esiste un metodo standard per risolverli, o altrimenti un vero matematico non si divertirebbe a farli. Questo libro contiene una cinquantina di questi problemi, tutti commentati con una spiegazione di quali possono essere le linee di attacco per risolverli. Beh, quasi tutti: ogni cinque problemi c'è infatti il "coffee break", con problemini da risolvere al volo (ma state tranquilli, c'è la soluzione anche di questi!). Devo dire che metà dei problemi non mi sono piaciuti molto, ma all'interno ci sono delle vere gemme. Inutile poi dire che questo libro è consigliato solo ai pochi pazzi che si divertono con queste cose, non è certo per le masse!

David Sacks: The Alphabet (2004) 3 stelle

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3 stelle

Anche questo libro era fuori commercio, e l'ho acquistato di seconda mano dai fondi di una biblioteca (dello Stoke-on-Trent College), dove in effetti non era mai stato chiesto in prestito. Il tema, come dice il titolo stesso, è l'alfabeto, inteso come insieme delle 26 lettere che lo compongono; dopo un capitolo introduttivo che racconta come dal primo alfabeto (semitico ma egizio, precedente a quello fenicio) l'idea sia stata man mano presa da altre popolazioni che se lo adattavano ai propri suoni, segue un capitolo per ciascuna lettera, che mostra la sua evoluzione e il mutamento delle sue caratteristiche (grafiche ma anche di suono) nell'inglese. Uno dei due grandi svantaggi del libro è proprio il suo essere anglocentrico; si parla un po' del francese perché in fin dei conti il normanno è una delle sorgenti della lingua inglese, e c'è qualche accenno allo spagnolo probabilmente perché è praticamente la seconda lingua …

Professor Ian Stewart: Professor Stewart's cabinet of mathematical curiosities (2008) 5 stelle

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5 stelle

Ultimamente Ian Stewart sembra voler superare il nostro Piergiorgio Odifreddi quanto a prolificità. Devo però dire che questa sua ultima fatica è davvero apprezzabile. Dai faldoni del professor Stewart è uscito fuori un libro che è un pot-pourri matematico, dai problemini classici alle brevi digressioni sui matematici e sui problemi della matematica: dalle barzellette matematiche alle digressioni tipo la "matematica light" all'interno del mio blog.
Il risultato è sorprendentemente buono, forse anche perché stavolta Stewart se è limitato nei giochi di parole o forse perché sono stato più attento alla matematica che alle parole. La scelta di parlare di tutto, purché sia matematica, è secondo me vincente - naturalmente per chi la matematica l'apprezza - perché dà una inaspettata varietà. Vale insomma la pena di leggerselo, anche per chi come me conosce già la maggior parte del materiale.

Benjamin Bold: Famous problems of geometry and how to solve them (1982, Dover Publications) 3 stelle

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3 stelle

Lo dico subito, a scanso di equivoci: il titolo di questo libro è in effetti fuorviante. È infatti vero che si parla dei tre problemi classici irrisolti della geometria greca, vale a dire la duplicazione del cubo, la trisezione dell'angolo e la quadratura del cerchio, oltre che alla costruzione dei poligoni regolari di un numero qualunque di lati; ma non viene raccontato come li si risolve, o se si preferisce si racconta di come si possono risolvere "barando", cioè senza limitarsi a usare riga e compasso, la prima senza graduazioni e il secondo che non può riportare distanze.
Il testo, almeno per noi italiani, risulta interessante per alcuni punti che generalmente non vengono insegnati nei corsi della matematica, come la traccia della dimostrazione che ha portato Gauss a costruire l'eptadecagono regolare; nel complesso però non è che sia chissaché. D'altra parte, le dimostrazioni più complicate vengono omesse, quindi è comprensibile …

James Redfield: La profezia di celestino (Paperback, Italian language, 2002, Corbaccio) 3 stelle

Are three decades of interest in modern physics, ecology, mystical religion and interpersonal psychology finally …

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2 stelle

Non gli metto una sola stelletta semplicemente perché si può leggere per curiosità e perché in fin dei conti stiamo parlando di un capostipite del suo genere: però queste cose niueigg non riesco proprio a prenderle non dico sul serio, ma almeno con un pizzico di interesse.