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Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.

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Stanislaw Lem: Cyberiade ovvero viaggio comico, binario e libidinatorio nell'universo di due fantageni (Italian language, 2003) 5 stelle

Review of "Cyberiade ovvero viaggio comico, binario e libidinatorio nell'universo di due fantageni" on 'Goodreads'

5 stelle

Questo libro di racconti di Stanislaw Lem racconta le imprese di due "costruttori", Trurl e Klapaucius, che si scopre essere essi stessi delle macchine (senzienti) solo dopo avere letto qualche storia. Memorabile l'incipit del primo racconto: "Un giorno Trurl il costruttore montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per N".
C'è chi potrebbe lamentarsi dell'uniformità delle storie; io personalmente le ho trovate gustosissime, sempre a mezzo tra il filo del paradosso e una cinica analisi del nostro mondo, appena nascosto sotto il velo dei racconti. Come spesso capita, è più semplice sfruttare ambientazioni esotiche per dire cose di casa nostra.
Infine, una menzione particolare per il traduttore, Riccardo Valla. Il libro è costellato di allitterazioni, giochi di parole, particolari lessici. Trovarseli nella versione italiana significa che il traduttore non si è limitato a lavorare con i piedi, ma ha fatto davvero un'opera da certosino. Bravo!

ha recensito Il nome della rosa di Umberto Eco (I Grandi Tascabili)

Umberto Eco: Il nome della rosa (Italian language, 2001, Rl Libri) 4 stelle

La vicenda si svolge nel medioevo, nell’arco di sette giorni, in un monastero benedettino in …

Review of 'Il nome della rosa' on 'Goodreads'

5 stelle

Onestamente non sono riuscito a capire perché mai tutta quella gente l'abbia comprato (letto non ci giurerei :-) ).
Detto questo, io l'ho trovato favoloso, perché me lo sono letto a vari livelli contemporaneamente... e mi sono divertito col finto latino di Adso.

ha recensito L' ottava vibrazione di Carlo Lucarelli (Einaudi stile libero big)

Review of "L' ottava vibrazione" on 'Goodreads'

Nessuna valutazione

Uno dei diritti di un lettore è quello di lasciare a metà un libro, come probabilmente sapete. Erano anni che non lo esercitavo più, ma a pagina 80 dell'Ottava Vibrazione di Carlo Lucarelli ho detto basta. Lucarelli parla sicuramente bene quando fa Blu Notte; sono anche sicuro che abbia studiato più che bene quanto è capitato a fine '800 giù in Etiopia. Però non ce la faccio proprio. Sarà la troppa frammentarietà della storia, sarà lo stile di scrittura che si è scelto - se in una frase passa dal passato remoto al presente, io non penso che sia un modo per rappresentare il parlato: rabbrividisco. Fatto sta che lo sento troppo lontano da me per perderci del tempo su, soprattutto considerando che non è esattamente che mi manchi la roba da leggere.

Review of 'Semplicità insormontabili' on 'Goodreads'

5 stelle

Si può fare filosofia terra terra? Direi proprio di sì, leggendo questo libro. Il libro comprende una serie di raccontini, già apparsi in parte sulle pagine de <em>La Stampa</em>, dove i personaggi si trovano in situazioni paradossali e che però in un certo senso sono logicamente possibili. Occhei, non esiste un'ameba che dopo la scissione vede entrambe le nuove cellule rivendicare il diritto ad essere quella originaria, né esiste l'Isola delle Quattro Stagioni, che non è a forma di pizza ma è stata costruita sull'equatore e sulla linea di cambiamento di data. Però concettualmente possono esistere, e ci fanno notare che le nostre "certezze" sono problematiche. La cosa bella - o brutta? - è che non ci sono discussioni: si presentano semplicemente queste storie. La cosa sicuramente bella è che i racconti sono davvero piacevoli.

The Beatles complete scores (1993) 5 stelle

Review of 'The Beatles complete scores' on 'Goodreads'

5 stelle

Vidi per la prima volta questo libro nel 1990, in Giappone dove ero andato a una conferenza. Il negozio però non accettava carte di credito e non avevo yen a sufficienza, così lo lasciai là e mi morsi le dita per quattro anni. Poi la Hal Leonard acquisì i diritti per gli USA, e subito mi affrettai a pagare gli allora 60$ necessari per farlo mio.
Il libro, se volete, rafforza lo stereotipo dei nipponici: quattro tizi, con tanta pazienza, si sono messi a trascrivere le canzoni dei Beatles - c'è persino Revolution 9 - con tutte le parti di ciascuno strumento. Ci sono degli errori, alcuni anche marchiani, ma il risultato è strabiliante. Ho provato a suonare qualche brano a partire da queste trascrizioni, e vi garantisco che è una gioia. (sì, probabilmente occorre fotocopiare le pagine ingrandendole: ma è appunto un reference book)

Elliotte Rusty Harold: Effective XML (2003) 5 stelle

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5 stelle

Nemmeno questo è un libro per imparare cos'è XML. È un libro per imparare a usare XML, e scusate se è poco. Secondo me, il modo migliore di leggerlo, anche se tecnicamente sarebbe un testo da tenere come riferimento, è quello di iniziare con una scorsa a tutto il libro; in questo modo si riesce ad avere un'idea di quello che si può fare, e soprattutto di quello che non si dovrebbe fare con XML, il che farà risparmiare molto tempo nell'evitare gli inevitabili errori...

Terry Pratchett: Unseen Academicals (2010) 3 stelle

Unseen Academicals is the 37th novel in Terry Pratchett's Discworld series. The novel satirises football, …

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3 stelle

Nell'ennesimo capitolo del Discworld, questa volta Pratchett prende in giro il mondo del calcio, o meglio dei tifosi e di tutto quello che sta intorno. Lord Vetinari ha pensato di addomesticare le partite tra squadre (bande?) rivali introducendo una serie di regole (bellissima la spiegazione del fuorigioco); potete immaginarvi il risultato finale, conoscendo l'attitudine tipica dei cittadini di Ankh-Morpork e l'attitudine parallela delle bande di tifosi calcistici, non solo in Italia ma anche in Inghilterra. Il tutto condito dalle lotte in punta di parola tra l'antica Unseen University e i parvenu di Brazeneck, e dalle citazioni di autori fintotedeschi... pardon, di Uberwald. Devo però dire che il risultato mi pare un po' deludente; anche la figura del protagonista di questo libro, Mister Nutt, evolve troppo a salti. Ciò detto, vale sempre la pena di leggere Pratchett per gli spaccati di vita del nostro mondo, come la scena della carrozza notturna.

Tony Augarde: The Oxford guide to word games (2003, Oxford University Press) 4 stelle

Review of 'The Oxford guide to word games' on 'Goodreads'

4 stelle

Di per sé il voto a questo libro sarebbe anche più alto: in effetti è una guida completa ai giochi di parole di tutti i tipi, dalle freddure ai doublets, che guarda sia il lato storico che quello più propriamente ludico dei vari giochi. Il testo è di per sé molto chiaro, e generalmente le soluzioni ai giochi messi come esempio sono indicate subito dopo i giochi stessi, per evitare che uno si rompa troppo la testa.
Che cosa c'è allora che non va? Molto banalmente, il fatto che il libro sia in inglese :-) Il problema non è tanto che i giochi non siano a noi noti: in fin dei conti, con un nome o con l'altro ce li abbiamo anche noi. Il guaio è che molti giochi sfruttano la somiglianza della pronuncia di due parole distinte, e comunque capita spesso che si usino termini desueti o comunque non …

Review of 'The Best of Roald Dahl' on 'Goodreads'

5 stelle

Roald Dahl è quello di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o se preferite "Willy Wonka"; ma non solo. In questo libro sono raccolti una serie di racconti non certo per bambini. Le storie hanno quasi sempre una vena di tristezza che almeno a me le fa sentire pesanti; peggio, soprattutto le prime sembrano evitare accuratamente un qualsiasi climax. Però sono belle, inutile negarlo. Dahl scrive benissimo, ti lascia assaporare tutta la scena costringendoti a non avere fretta, con un linguaggio non certo semplice ma ricco di echi; è un po' come dire che non è importante tanto il punto dove si arriva, quanto la strada che si fa per arrivarci. Forse il racconto più bello, anche se leggermente fuori dallo stile degli altri, è Pig, ma anche il minigiallo Lamb to the Slaughter che in un certo senso ricorda il delitto di Cogne, e The Way Up …

Jeremy Butterfield: Damp Squid: The English Language Laid Bare (2008, Oxford University Press) 3 stelle

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3 stelle

La linguistica è una materia che ha avuto un grande vantaggio dalla nascita degli elaboratori elettronici, tanto che negli anni 1960 nacque addirittura una nuova disciplina, la linguistica computazionale. Con il ventunesimo secolo la quantità di testo a disposizione di chi vuole fare delle analisi su come si evolve la lingua è incredibile: il corpus che ha dato l'idea per questo libro contiene la bellezza di due miliardi di parole (che poi sono qualche gigabyte... ma senza immagini e file audio-video vi garantisco che non sono pochi). Nel libro si racconta di come si può vedere la lingua viva e all'opera, ad esempio accorgendosi di come le forme considerate errate dai grammatici prescrittivisti stiano o no prendendo piede nella lingua di tutti i giorni, o almeno in quella scritta ancorché rilassata come quella dei blog. Tra l'altro, il titolo stesso del libro è un errore grammaticale; l'espressione "damp squib" (letteralmente …

ha recensito La grammatica di Dio di Stefano Benni (I narratori/Feltrinelli)

Stefano Benni: La grammatica di Dio (Italian language, 2007, Feltrinelli) 4 stelle

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4 stelle

Andando a guardare i voti dati dai lettori all'ultima fatica di Stefano Benni, quello che stupisce è che c'è una polarizzazione estrema: o il libro è amato alla follia, oppure viene considerato un'emerita schifezza. Secondo me la ragione è abbastanza semplice: questo non è il Benni a cui eravamo stati abituati. Anche se il sottotitolo dice "storie di solitudine e di allegria", di allegria ce n'è davvero poca, qui dentro, e soprattutto i primi racconti ("Boomerang", con un cane troppo fedele, e "Mai più solo", dove si vede come i telefonini possano fare male) sono stati davvero pesanti. Aggiungiamo che verso la metà i racconti mi sono sembrati un po' troppo triti (anche se scritti bene, Benni è sempre Benni) e ammetto che mi è venuta voglia di lasciarlo lì. Fortunatamente ho proseguito: la seconda parte è davvero scoppiettante, con i racconti "Una soluzione civile" su come preparare una guerra …

John Derbyshire: Unknown Quantity (2007, Plume) 4 stelle

Review of 'Unknown Quantity' on 'Goodreads'

4 stelle

Nella matematica che si fa a scuola la geometria quanto quanto è comprensibile: le figure almeno le si vede. L'analisi matematica, con derivate e integrali, è appannaggio di pochi (s)fortunati. Ma quello che probabilmente fa odiare a tutti la matematica sono le equazioni e i polinomi; quello che viene chiamato algebra. Un libro come questo, che racconta la storia dell'algebra partendo dai babilonesi per arrivare al ventunesimo secolo, potrebbe essere visto come il fumo negli occhi. Non è così, per fortuna. Il punto di vista di Derbyshire, che fa lo scrittore ma in fin dei conti è laureato in matematica, si può sintetizzare dicendo che l'algebra è il modo che la matematica ha per rendere astratte le cose concrete. Così le formule numeriche babilonesi ed egizie sono i primi esempi "algebrici", ancora legati a esempi assolutamente concreti: col passare dei secoli si è inizialmente riusciti a immaginare che ci possano …