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Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.

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David Sacks: The Alphabet (2004) 3 stelle

Review of 'The Alphabet' on 'Goodreads'

3 stelle

Anche questo libro era fuori commercio, e l'ho acquistato di seconda mano dai fondi di una biblioteca (dello Stoke-on-Trent College), dove in effetti non era mai stato chiesto in prestito. Il tema, come dice il titolo stesso, è l'alfabeto, inteso come insieme delle 26 lettere che lo compongono; dopo un capitolo introduttivo che racconta come dal primo alfabeto (semitico ma egizio, precedente a quello fenicio) l'idea sia stata man mano presa da altre popolazioni che se lo adattavano ai propri suoni, segue un capitolo per ciascuna lettera, che mostra la sua evoluzione e il mutamento delle sue caratteristiche (grafiche ma anche di suono) nell'inglese. Uno dei due grandi svantaggi del libro è proprio il suo essere anglocentrico; si parla un po' del francese perché in fin dei conti il normanno è una delle sorgenti della lingua inglese, e c'è qualche accenno allo spagnolo probabilmente perché è praticamente la seconda lingua …

ha recensito Storia matematica della rete di Fabrizio Luccio (Nuova cultura -- 160. -- Introduzioni)

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5 stelle

(se vuoi una mia recensione più seria di questo e del precedente libro, va' su galileonet, www.galileonet.it/recensioni/8790/ !)
Di Internet ne parlano così tante persone, che spesso ci sembra di saperne già tutto a priori. Gli autori di questo libro sono professori universitari pisani (col Luccio ci diedi anche un esame, una ventina d'anni fa...) e hanno pensato di dare un'impostazione più matematica alla presentazione. Il libro è così diviso in due parti. Nella prima si raccontano i concetti matematici che sono alla base di Internet, esposti in maniera intuitiva, senza troppe formule, ma accurata; la seconda parte dà una visione a grandi linee di Internet partendo appunto da questi presupposti. Il libro è molto scorrevole e dà una visione molto chiara e interessante; probabilmente la seconda parte sarebbe potuta essere un po' più approfondita senza nessun problema, e dando anzi ulteriori spunti di riflessione. Un'unica pecca: a pagina 41 …

ha recensito Lavoratori di tutto il mondo, ridete di Moni Ovadia (Einaudi stile libero Big)

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3 stelle

Mi sa tanto che non deve essere così facile essere nato in un paese dell'Est, essere emigrato in Italia, e nonostante tutto essere di sinistra. Anche Moni Ovadia deve essere d'accordo con me, visto che in questo libro si lancia in una lunga introduzione per spiegare come l'idea di base del socialismo rivoluzionario fosse buona, ma che è stata gestita sempre peggio: e che comunque il capitalismo non è certo meglio e che se non fosse stato creato quel "cordone sanitario" dopo la prima guerra mondiale magari le cose sarebbero andate diversamente. Resta il fatto che questo libro rimane né carne né pesce, con una serie di battute che dovrebbero essere la parte fondamentale del libro ma sono di valore disuguale: alcune fantastiche, mentre altre non sono riuscito a capirle. Paradossalmente è più interessante la parte storica, con l'appendice in fondo e i rapidi richiami durante il libro: ma allora …

ha recensito La grammatica di Dio di Stefano Benni (I narratori/Feltrinelli)

Stefano Benni: La grammatica di Dio (Italian language, 2007, Feltrinelli) 4 stelle

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4 stelle

Andando a guardare i voti dati dai lettori all'ultima fatica di Stefano Benni, quello che stupisce è che c'è una polarizzazione estrema: o il libro è amato alla follia, oppure viene considerato un'emerita schifezza. Secondo me la ragione è abbastanza semplice: questo non è il Benni a cui eravamo stati abituati. Anche se il sottotitolo dice "storie di solitudine e di allegria", di allegria ce n'è davvero poca, qui dentro, e soprattutto i primi racconti ("Boomerang", con un cane troppo fedele, e "Mai più solo", dove si vede come i telefonini possano fare male) sono stati davvero pesanti. Aggiungiamo che verso la metà i racconti mi sono sembrati un po' troppo triti (anche se scritti bene, Benni è sempre Benni) e ammetto che mi è venuta voglia di lasciarlo lì. Fortunatamente ho proseguito: la seconda parte è davvero scoppiettante, con i racconti "Una soluzione civile" su come preparare una guerra …

Concepts of modern mathematics (1995) 1 stella

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1 stella

Ogni tanto sbaglio gli acquisti. Questo libro non è nient'altro che un testo scolastico su quella che è diventata di moda come la "nuova matematica". Quello non sarebbe stato poi chissà quale problema, se il testo fosse stato scritto nel modo brillante che mi aspetto da Ian Stewart; purtroppo però questa è probabilmente la sua prima opera - la prima edizione del libro è infatti del 1975 - e si sente che l'autore aveva sì delle potenzialità, ma non erano state ancora espresse. Alla fine, pertanto, il libro non ha nemmeno il fascino di un'opera antica che uno magari legge da un punto di vista storico; se ne può fare tranquillamente a meno.
( da xmau.com/notiziole/arch/200608/002459.html )

Jeremy Stangroom: Einstein's riddle (2009, Bloomsbury) 2 stelle

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2 stelle

Una mia regola aurea sulla qualità dei libri da leggere è "se sono in carta patinata, lascia perdere". Diciamo che sono più attento al contenuto che alla forma del contenitore; la regola chiaramente non si applica ai libri d'arte o di fotografia dove c'è la necessità di una carta di migliore qualità per vedere le immagini, ma per l'appunto queste sono le eccezioni e non la regola.

In questo caso la regola è stata regolarmente rispettata. Bisogna dare atto a Stangroom di avere creato delle nuove storie intorno ai classici problemi e paradossi in quel mare magnum che sta tra la matematica e la filosofia; è però anche vero che tutti i problemi presenti dovrebbero essere ben presenti a chi è avvezzo a questi temi. Per quello che mi riguarda - anche se probabilmente io non faccio testo - l'unico paradosso che non conoscevo è l'ultimo, quello sulla bella addormentata. …

Bernardo Caprotti: Falce e carrello (Italian language, 2007, Marsilio) 4 stelle

La drammatica denuncia del Dott. Bernardo Caprotti, Presidente e socio fondatore di Esselunga, la prima …

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4 stelle

Lo scorso inverno almeno noi milanesi siamo stati subissati di articoli sul libro-denuncia scritto da Bernardo Caprotti, padre padrone dell'Esselunga, contro il "potere Coop". Con la calma che è la virtù dei nati stanchi, finalmente mi sono messo a leggerlo, partendo dal sanissimo principio "meglio sapere che non sapere". Che dire a chi è indeciso se prenderlo o no? Beh, liber omnis divisus est in partes tres. L'introduzione di Geminello Alvi la si può saltare a piè pari senza perdere nulla, a meno che uno non voglia sapere quanto Geminello Alvi sia bravo e intelligente e gli altri tutti stupidi e comunisti... ma allora prendetevi un libro suo, no? Più utile la parte finale, con Stefano Filippi che racconta le biografie dei quattro principali esponenti Coop oggetto del j'accuse di Caprotti: Mario Zucchelli, Pierluigi Stefanini, Turiddo Campaini, Bruno Cordazzo.
Ma naturalmente il succo è il testo di Caprotti: quello che …

Douglas R. Hofstadter: Le Ton Beau De Marot (1998, Basic Books) 4 stelle

Lost in an art—the art of translation. Thus, in an elegant anagram (translation = lost …

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4 stelle

È un libro in un certo senso triste, visto che ricorda la morte della moglie di Hofstadter. Non per nulla Doug non ha mai voluto che fosse tradotto in altre lingue, perché è troppo personale.
Però è un must have per chi è interessato alla creatività e ai problemi della traduzione.

ha recensito Il parlar figurato di Bice Mortara Garavelli (Universale Laterza -- 902)

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5 stelle

Bice Mortara Garavelli da decenni cerca di raccontare agli italiani come funziona la retorica. Stavolta con questo agile libretto forse ci è riuscita sul serio. Il problema principale quando si trattano questi temi, in effetti, è quello di trovare il modo per passare dall'esempio al nome; se qualcuno (qualcuno a caso...) parla infatti di anadiplosi si può sempre prendere il vocabolario e cercare il lemma corrispondente, ma partire dall'esempio per arrivare al nome è irrealizzabile. In questo caso invece l'indice serve proprio a dare un nome alla figura; nel testo c'è poi la spiegazione anche storica, terminata da una definizione vocabolariesca. Nel caso vi chiediate perché mai serva conoscere le figure retoriche, la risposta è banale: le dichiarazioni di politici e persone altolocate sono fatte apposta per nascondere la realtà per mezzo di esse, e quindi è opportuno accorgersi di quello che ci sta dietro.

Stanislaw Lem: Cyberiade ovvero viaggio comico, binario e libidinatorio nell'universo di due fantageni (Italian language, 2003) 5 stelle

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5 stelle

Questo libro di racconti di Stanislaw Lem racconta le imprese di due "costruttori", Trurl e Klapaucius, che si scopre essere essi stessi delle macchine (senzienti) solo dopo avere letto qualche storia. Memorabile l'incipit del primo racconto: "Un giorno Trurl il costruttore montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per N".
C'è chi potrebbe lamentarsi dell'uniformità delle storie; io personalmente le ho trovate gustosissime, sempre a mezzo tra il filo del paradosso e una cinica analisi del nostro mondo, appena nascosto sotto il velo dei racconti. Come spesso capita, è più semplice sfruttare ambientazioni esotiche per dire cose di casa nostra.
Infine, una menzione particolare per il traduttore, Riccardo Valla. Il libro è costellato di allitterazioni, giochi di parole, particolari lessici. Trovarseli nella versione italiana significa che il traduttore non si è limitato a lavorare con i piedi, ma ha fatto davvero un'opera da certosino. Bravo!