.mau. ha recensito Per sempre giovane di Gianni Biondillo (Narratori della Fenice)
Review of 'Per sempre giovane' on 'Goodreads'
5 stelle
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002451.html
Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.
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la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002451.html
Roald Dahl è quello di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o se preferite "Willy Wonka"; ma non solo. In questo libro sono raccolti una serie di racconti non certo per bambini. Le storie hanno quasi sempre una vena di tristezza che almeno a me le fa sentire pesanti; peggio, soprattutto le prime sembrano evitare accuratamente un qualsiasi climax. Però sono belle, inutile negarlo. Dahl scrive benissimo, ti lascia assaporare tutta la scena costringendoti a non avere fretta, con un linguaggio non certo semplice ma ricco di echi; è un po' come dire che non è importante tanto il punto dove si arriva, quanto la strada che si fa per arrivarci. Forse il racconto più bello, anche se leggermente fuori dallo stile degli altri, è Pig, ma anche il minigiallo Lamb to the Slaughter che in un certo senso ricorda il delitto di Cogne, e The Way Up …
Roald Dahl è quello di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o se preferite "Willy Wonka"; ma non solo. In questo libro sono raccolti una serie di racconti non certo per bambini. Le storie hanno quasi sempre una vena di tristezza che almeno a me le fa sentire pesanti; peggio, soprattutto le prime sembrano evitare accuratamente un qualsiasi climax. Però sono belle, inutile negarlo. Dahl scrive benissimo, ti lascia assaporare tutta la scena costringendoti a non avere fretta, con un linguaggio non certo semplice ma ricco di echi; è un po' come dire che non è importante tanto il punto dove si arriva, quanto la strada che si fa per arrivarci. Forse il racconto più bello, anche se leggermente fuori dallo stile degli altri, è Pig, ma anche il minigiallo Lamb to the Slaughter che in un certo senso ricorda il delitto di Cogne, e The Way Up to Heaven meritano.
Non gli metto una sola stelletta semplicemente perché si può leggere per curiosità e perché in fin dei conti stiamo parlando di un capostipite del suo genere: però queste cose niueigg non riesco proprio a prenderle non dico sul serio, ma almeno con un pizzico di interesse.
La mia generazione, e penso anche quella prima della mia, ha assorbito il concetto di "matematica ricreativa" dai libri di Martin Gardner. E prima di lui? Questo libro dovrebbe essere stato uno dei più importanti e famosi: posso assicurarvi che non è esattamente un'opera che induca il lettore ad apprezzare la materia. Dal mio punto di vista, l'unico capitolo di un certo interesse è stato quello sulle terne pitagoriche, con una trattazione ben più completa di quanto avessi mai visto in giro. Ma ad esempio la trattazione sui quadrati magici, con pagine e pagine di formule generatrici di alcuni tipi di quadrati ma senza alcuna - del resto inesistente - generalità, me la sono saltata a piè pari: la vita è troppo breve per fare tutto.
Il libro comunque mi ha fatto imparare qualcosa: che Martin Gardner è stato davvero un genio della comunicazione, e scusate se è poco.
Oggettivamente il libro si limita a raccontare un po' di giochi linguistici che si possono fare a partire dalla filastrocca "Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba...". Però Dossena lo fa in una maniera assolutamente favolosa, come del resto nel suo stile, e la lettura è assolutamente goduriosa.
Come cambiano le cose nel tempo! Quando mi capitò di vedere per la prima volta un libretto che raccontava la teoria dei giochi (una vecchissima edizione Zanichelli di fine anni '70) il tutto era senz'ombra di dubbio matematica. Questo libretto della meritoria serie OUP "A Very Short Introduction" è un testo di economia, con una rapida incursione nel campo biologico. Il teorema del minimax, ai tempi al centro della trattazione, è buttato lì quasi come un inciso; gli equilibri di Nash, che allora non erano neanche trattati, sono rapidamente spiegati già nelle prime pagine, e sono visti quasi come un postulato, mentre si lavora molto sui giochi a informazione non completa, avvicinandosi spesso all'introduzione della casualità.
Una trattazione di questo tipo risulta sicuramente più appetibile per chi è allergico alla matematica, e che trova un testo abbastanza discorsivo e senza troppe formule; il rovescio della medaglia è che ho trovato …
Come cambiano le cose nel tempo! Quando mi capitò di vedere per la prima volta un libretto che raccontava la teoria dei giochi (una vecchissima edizione Zanichelli di fine anni '70) il tutto era senz'ombra di dubbio matematica. Questo libretto della meritoria serie OUP "A Very Short Introduction" è un testo di economia, con una rapida incursione nel campo biologico. Il teorema del minimax, ai tempi al centro della trattazione, è buttato lì quasi come un inciso; gli equilibri di Nash, che allora non erano neanche trattati, sono rapidamente spiegati già nelle prime pagine, e sono visti quasi come un postulato, mentre si lavora molto sui giochi a informazione non completa, avvicinandosi spesso all'introduzione della casualità.
Una trattazione di questo tipo risulta sicuramente più appetibile per chi è allergico alla matematica, e che trova un testo abbastanza discorsivo e senza troppe formule; il rovescio della medaglia è che ho trovato piuttosto difficile seguire i vari teoremi, che sono stati dimostrati in una maniera pericolosamente simile al metodo "handwaving", e che i vari esempi di giochi a due persone sono sì minimali e distinti, ma proprio perché minimali rimangono spesso difficili da confrontare al volo. Forse qualche esercizio svolto in più sarebbe utile per impratichirsi di più della materia; ma per essere una introduzione non si deve pretendere chissà che cosa.
Ultima nota per gli anglofobi: la traduzione italiana del libro dovrebbe uscire per Codice entro fine anno.
(anche sul mio blog, xmau.com/notiziole/arch/200810/004798.html - ho scritto una recensione più classica su Galileo, www.galileonet.it/recensioni/10575/ )
A quarant'anni dall'uscita dell'ormai introvabile edizione Urania e a sessantacinque dalla pubblicazione originale - credo a puntate - Mondadori ha ripubblicato questo libro, che è il primo Heinlein allo stato puro. Pura avventura spaziale - anche se all'interno di una nave generazionale. Fascismo, o per meglio dire "teoria del superuomo" - uno dei protagonisti "buoni" è un mutante con due teste, giusto per spiegare che cosa intendo. Personaggi tagliati con l'accetta e assolutamente bidimensionali. Rispetto all'ultimo Heinlein, niente sesso né donne :-). Detto tutto questo, non riesci a lasciarlo da parte anche se sai esattamente cosa succederà... come del resto sai cosa succede nei film made in USA, che continui a guardare lo stesso.
Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini postati su YouTube hanno spopolato tra i gattofili e si possono vedere nel sito www.simonscat.com. Sono certo che molti dei fan del gatto (quorum ego) hanno comprato questo libro con una serie di tavole raffiguranti il nostro eroe. A dire il vero, l'ambientazione delle vignette, un po' più bucolica e campagnola, non rende pienamente giustizia, anche se le scene con lo gnomo da giardino meritano; ma garantisco che molte immagini mi hanno fatto davvero sghignazzare!
La "quarta rivoluzione" che dà il titolo a questo libro segue quelle che dall'oralità ha portato alla scrittura, dal rotolo (il volumen) al libro (il codex), e dal manoscritto alla stampa. E cosa ci riserverà il futuro del libro, ciò di cui se ne parla nelle sei "lezioni" di quest'opera? Ma del libro elettronico, l'e-book insomma. L'analisi di Roncaglia è molto acuta e spazia su tutti i temi legati anche indirettamente al libro elettronico, dalla differenza di fruizione ("lean forward", delle opere da consultare; "lean back", per le letture piu leggere, mobilità) all'evoluzione degli ebook reader ai progetti di digitalizzazione di Google. L'unico appunto che posso fare al testo è che spesso ripete un po' troppo lo stesso concetto, un metodo più da lezione universitaria che da testo scritto. Il libro è comunque assolutamente consigliato per chiunque voglia capire cosa sta succedendo con i libri elettronici; poi possiamo …
La "quarta rivoluzione" che dà il titolo a questo libro segue quelle che dall'oralità ha portato alla scrittura, dal rotolo (il volumen) al libro (il codex), e dal manoscritto alla stampa. E cosa ci riserverà il futuro del libro, ciò di cui se ne parla nelle sei "lezioni" di quest'opera? Ma del libro elettronico, l'e-book insomma. L'analisi di Roncaglia è molto acuta e spazia su tutti i temi legati anche indirettamente al libro elettronico, dalla differenza di fruizione ("lean forward", delle opere da consultare; "lean back", per le letture piu leggere, mobilità) all'evoluzione degli ebook reader ai progetti di digitalizzazione di Google. L'unico appunto che posso fare al testo è che spesso ripete un po' troppo lo stesso concetto, un metodo più da lezione universitaria che da testo scritto. Il libro è comunque assolutamente consigliato per chiunque voglia capire cosa sta succedendo con i libri elettronici; poi possiamo chiederci se le previsioni di Roncaglia della nascita di un nuovo oggetto, dalla fruizione diversa da quella di un libro e legata a una tecnologia ancora diversa da quelle attuali, si avvererà.
beh, mi lessi la prima edizione della traduzione (quella che costava sessantamila lire vent'anni fa...) e mi dissi "come diavono sono riusciti a tradurlo?" (non per nulla ci si erano messi in cinque)
Garantisco che lo si può leggere anche in italiano, e che è semplicemente troppo bello.
Consiglio per i pavidi: iniziate dai dialoghi, e lasciate per il momento da parte il resto.
Comincio subito con dire a chi sconsiglio il libro. Se sei uno di quelli che pensa che i libri servano giusto per riempire qualche spazio vuoto in casa, oppure ti sta sulle palle uno come Eco che sembra sempre sapere tutto, anche se si parla dei fumetti di inizio anni '40, lascia perdere: non fa per te, e ti arrabbieresti solo a leggerlo. In caso contrario, corri subito a prenderlo.
Il libro è un "romanzo illustrato", nel senso che ci sono tante immagini a colori qua e là per il testo. La storia è quasi una finta autobiografia, visto che Eco è coetaneo del protagonista Yambo e probabilmente ha vissuto la sua infanzia in tempo di guerra da quelle parti. In pratica è un tour de force, a partire dall'inizio dove Yambo ha perso la memoria e parla solamente per citazioni da libri. Io l'ho letto di un fiato, …
Comincio subito con dire a chi sconsiglio il libro. Se sei uno di quelli che pensa che i libri servano giusto per riempire qualche spazio vuoto in casa, oppure ti sta sulle palle uno come Eco che sembra sempre sapere tutto, anche se si parla dei fumetti di inizio anni '40, lascia perdere: non fa per te, e ti arrabbieresti solo a leggerlo. In caso contrario, corri subito a prenderlo.
Il libro è un "romanzo illustrato", nel senso che ci sono tante immagini a colori qua e là per il testo. La storia è quasi una finta autobiografia, visto che Eco è coetaneo del protagonista Yambo e probabilmente ha vissuto la sua infanzia in tempo di guerra da quelle parti. In pratica è un tour de force, a partire dall'inizio dove Yambo ha perso la memoria e parla solamente per citazioni da libri. Io l'ho letto di un fiato, ma capisco chi non lo sopporta.
La mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/000621.html
La mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/000875.html
Dopo che nel 2008 il Cabinet del professor Stewart entrò prepotentemente nella Top Ten dei libri più venduti nel Regno Unito - si vede che lì la matematica ogni tanto riesce ad arrivare al grande pubblico - l'accademico britannico fa il bis con questo "tesoretto", sempre costruito mischiando fatti e fattoidi matematici senza troppo ordine, anche se a dire il vero alcuni di essi sono opportunamente posti uno a fianco dell'altro. Vi sembrerà strano, ma per una volta ho trovato il sequel meglio dell'originale! Da un lato Stewart non ha fortunatamente esagerato con i giochi di parole, dall'altro - avendo già sfruttato molte delle curiosità matematiche per così dire "comuni" - è stato costretto a pescare novità che spesso lo sono davvero, almeno per uno come me che pure di matematica ricreativa ne mastica parecchia. Per i non angolofoni non resta che sperare che Codice traduca anche questo volume, e …
Dopo che nel 2008 il Cabinet del professor Stewart entrò prepotentemente nella Top Ten dei libri più venduti nel Regno Unito - si vede che lì la matematica ogni tanto riesce ad arrivare al grande pubblico - l'accademico britannico fa il bis con questo "tesoretto", sempre costruito mischiando fatti e fattoidi matematici senza troppo ordine, anche se a dire il vero alcuni di essi sono opportunamente posti uno a fianco dell'altro. Vi sembrerà strano, ma per una volta ho trovato il sequel meglio dell'originale! Da un lato Stewart non ha fortunatamente esagerato con i giochi di parole, dall'altro - avendo già sfruttato molte delle curiosità matematiche per così dire "comuni" - è stato costretto a pescare novità che spesso lo sono davvero, almeno per uno come me che pure di matematica ricreativa ne mastica parecchia. Per i non angolofoni non resta che sperare che Codice traduca anche questo volume, e lo affidi allo stesso traduttore :)
Non so se la mia chiesa non mi farebbe mai leggere questo libro. Io comunque l'ho letto, perché sono sempre stato allergico ai libri proibiti; però mi chiedo se davvero un approccio di questo tipo può far spostare il credo di alcune persone. Innanzitutto, nonostante questa seconda edizione sia stata ampliata "includendo tutte le religioni più importanti" in realtà si parla per almeno i tre quarti del libro di cattolicesimo e fondamentalismo cristiano USA; il libro è chiaramente pensato per l'americano medio. Ci sono alcune notizie interessanti e almeno a me ignote, tipo quella sulle missioni-lager francescane nella California del XVII secolo - la parte peggio tradotta del libro, tra l'altro; e altre notizie ben note ma che magari i più non conoscono, come le similitudini tra i detti di tante religioni che si possono vedere nel quiz in appendice. Ma buona parte dei vari saggi presenti nel libro contengono …
Non so se la mia chiesa non mi farebbe mai leggere questo libro. Io comunque l'ho letto, perché sono sempre stato allergico ai libri proibiti; però mi chiedo se davvero un approccio di questo tipo può far spostare il credo di alcune persone. Innanzitutto, nonostante questa seconda edizione sia stata ampliata "includendo tutte le religioni più importanti" in realtà si parla per almeno i tre quarti del libro di cattolicesimo e fondamentalismo cristiano USA; il libro è chiaramente pensato per l'americano medio. Ci sono alcune notizie interessanti e almeno a me ignote, tipo quella sulle missioni-lager francescane nella California del XVII secolo - la parte peggio tradotta del libro, tra l'altro; e altre notizie ben note ma che magari i più non conoscono, come le similitudini tra i detti di tante religioni che si possono vedere nel quiz in appendice. Ma buona parte dei vari saggi presenti nel libro contengono una serie di errori storici, affermazioni senza alcun fondamento e contraddizioni tra loro che si direbbe costoro vogliano creare un fondamentalismo areligioso, perché essi pensano che i seguaci del fondamentalismo cristiano siano così stupidi da potere accettare anche questo... e forse magari non hanno tutti i torti. L'"umanesimo" che dovrebbe essere il punto a cui i curatori tendono è insomma una religione ancor più confusa, mi sa. Consiglio comunque di leggere Stephan Hoeller sull'ermetismo americano, nel senso di Ermete Trismegisto, a pagina 475; e soprattutto il cristianesimo come codice segreto per indicare le conoscenze sumere delle piante magiche presentato da John Allegro a pagina 283. Almeno vi divertirete un po'. Per quanto riguarda la traduzione, faccio solo notare che "l'immacolata concezione" non c'entra nulla con la nascita di Gesù, e mi sa che non sia un errore nel testo inglese.