.mau. ha recensito Mathematical Journeys di Peter D. Schumer
Review of 'Mathematical Journeys' on 'Goodreads'
2 stelle
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002433.html
Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.
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la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002433.html
Ampliamento della conferenza che Stefano Bartezzaghi tenne la scorsa estate al Festival della mente di Sarzana, questo libretto ha come sottotitolo "Contro la mitologia della creatività". Eh sì, perché la creatività, anzi la "creatività" tra virgolette, è una brutta bestia e non è certo facilmente catalogabile. Per Bartezzaghi, come del resto per molti, la "creatività" nasce dall'aggiunta di uno o più vincoli ulteriori; ma soprattutto occorre che un problema sia risolto in modo nuovo e la soluzione sia percepita come la parte più importante. Per questo motivo un creativo deve avere conoscenza approfondita della materia e abilità nel manipolarla: oserei dire in anglofrancese "créatif, i.e. craft". Il tutto viene piacevolmente esposto nelle poco più di cento pagine nel solito stile divagante di Stefano, che raccoglie di tutto (e si vede che ha la mia età. È solo la nostra generazione che può ricordarsi del Trio Reno con uno che diceva …
Ampliamento della conferenza che Stefano Bartezzaghi tenne la scorsa estate al Festival della mente di Sarzana, questo libretto ha come sottotitolo "Contro la mitologia della creatività". Eh sì, perché la creatività, anzi la "creatività" tra virgolette, è una brutta bestia e non è certo facilmente catalogabile. Per Bartezzaghi, come del resto per molti, la "creatività" nasce dall'aggiunta di uno o più vincoli ulteriori; ma soprattutto occorre che un problema sia risolto in modo nuovo e la soluzione sia percepita come la parte più importante. Per questo motivo un creativo deve avere conoscenza approfondita della materia e abilità nel manipolarla: oserei dire in anglofrancese "créatif, i.e. craft". Il tutto viene piacevolmente esposto nelle poco più di cento pagine nel solito stile divagante di Stefano, che raccoglie di tutto (e si vede che ha la mia età. È solo la nostra generazione che può ricordarsi del Trio Reno con uno che diceva "Motociclista" e gli altri che lo rimbeccavano: "O moto, o ciclista!") Oltre all'enigmistica, si va da Dante a Marcello Marchesi, da Rodari a Munari, da Escher con le sue opere figura/sfondo a Douglas Hofstadter con i suoi ambigrammi, che portano a un altro punto fondamentale: la "creatività" è l'avere contemporaneamente due sensi, l'opposto insomma del "senza senso" - che è ben diverso dal nonsense - rispetto a quello che si fa di solito. Consigliato. (Però GEB è "an Eternal Golden Braid", non brain!)
Fa un po' specie vedere un libro del cardinal Martini tradotto dal tedesco. D'altra parte, le conversazioni del titolo sono con un gesuita austriaco che si occupa dei ragazzi di strada nell'Europa orientale, e immagino che il libro sia nato pensando al cristianesimo dei paesi di lingua tedesca.
Partendo da alcune domande dei ragazzi seguiti da padre Georg, la chiacchierata può essere vista più o meno come un testamento spirituale del cardinale, che naturalmente prosegue sulla sua linea di "cattolicesimo liberal" che non è affatto quello di cui parlano i giornali ma piuttosto una necessità di distinguere le cose davvero importanti per la religione partendo dalla rilettura della Bibbia - e qua si capiscono le accuse di luteranesimo fattegli dai cattolici più tradizionalisti - unita a una capacità di ascolto degli altri che è molto conciliare e dovrebbe essere vista come "compagni di strada". Personalmente ho trovato alcune parti ripetitive; …
Fa un po' specie vedere un libro del cardinal Martini tradotto dal tedesco. D'altra parte, le conversazioni del titolo sono con un gesuita austriaco che si occupa dei ragazzi di strada nell'Europa orientale, e immagino che il libro sia nato pensando al cristianesimo dei paesi di lingua tedesca.
Partendo da alcune domande dei ragazzi seguiti da padre Georg, la chiacchierata può essere vista più o meno come un testamento spirituale del cardinale, che naturalmente prosegue sulla sua linea di "cattolicesimo liberal" che non è affatto quello di cui parlano i giornali ma piuttosto una necessità di distinguere le cose davvero importanti per la religione partendo dalla rilettura della Bibbia - e qua si capiscono le accuse di luteranesimo fattegli dai cattolici più tradizionalisti - unita a una capacità di ascolto degli altri che è molto conciliare e dovrebbe essere vista come "compagni di strada". Personalmente ho trovato alcune parti ripetitive; la sezione che ho preferito è quella in cui Martini racconta a modo suo la vita del re Davide e degli evangelisti Giovanni e Luca, facendo un ritratto a tutto tondo. Il libro è consigliabile a chiunque non abbia un pensiero predeterminato e voglia sentire delle altre campane; non aspettatevi però chissà quali ribaltoni teologici.
Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po' come l'immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
Succedono cose un po' strane: ad esempio, un "cerchio" assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po' strane.
Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come "Juvenile literature" ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire "recuperata". Un buon …
Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po' come l'immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
Succedono cose un po' strane: ad esempio, un "cerchio" assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po' strane.
Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come "Juvenile literature" ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire "recuperata". Un buon acquisto per chi ama divertirsi con i pensieri "cosa succederebbe se..."
Il guaio di Benni, secondo me, è che non è capace a fare un libro. La storia principale è piuttosto fiacca, e le ultime pagine mostrano come si fosse trovato costretto a infilare una chiusa di un tipo qualunque.
Ma chi se ne importa! Il libro lo si deve leggere per le digressioni, una serie di spassosissimi raccontini di un paio di pagine che formano un caleidoscopio di personaggi e avvenimenti. E poi volete mettere? lo si può leggere a spizzichi e bocconi senza preoccuparsi di avere perso il filo...
Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dimostrazioni sono generalmente evitate, e Chaitin preferisce fare dei bei riquadroni manco avesse da fare dei lucidi. Il sottotitolo del libro, "Alla ricerca di Omega", è dovuto al fatto che il culmine del libro è la definizione di Ω, il numero che codifica la probabilità che un programma scelto a caso e fatto girare con input casuale su un computer prefissato termini. Ω ha un valore ben preciso per ogni computer dato, ma è impossibile sapere quale, e non sappiamo nemmeno quanto possiamo approssimarlo: paradossalmente, pur essendo perfettamente definito, è anche perfettamente casuale. L'approccio di Chaitin è non convenzionale, riprendendo molti risultati del …
Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dimostrazioni sono generalmente evitate, e Chaitin preferisce fare dei bei riquadroni manco avesse da fare dei lucidi. Il sottotitolo del libro, "Alla ricerca di Omega", è dovuto al fatto che il culmine del libro è la definizione di Ω, il numero che codifica la probabilità che un programma scelto a caso e fatto girare con input casuale su un computer prefissato termini. Ω ha un valore ben preciso per ogni computer dato, ma è impossibile sapere quale, e non sappiamo nemmeno quanto possiamo approssimarlo: paradossalmente, pur essendo perfettamente definito, è anche perfettamente casuale. L'approccio di Chaitin è non convenzionale, riprendendo molti risultati del XX secolo in chiave informatica; a parte l'astrattezza, che uno si può aspettare, non mi è piaciuto per nulla lo stile di scrittura, troppo enfatico e pieno di parole e frasi in neretto, ma soprattutto di punti esclamativi. Si vede che io sono un matematico più sobrio.
Beh, molti non saranno d'accordo con me. Però dal mio punto di vista trovare la prosa surreale di Lewis Carroll unita alle spiegazioni scientifiche di Martin Gardner è qualcosa che non ha prezzo. Per comprare il libro c'è sempre Mastercard :-)
Credo che questo libro detenga il record della più veloce mia lettura: venti minuti. D'altra parte, se uno sfoglia le pagine, si accorge che il testo è ridottissimo, e le pagine sono riempite da disegnini (colorati). In effetti, il libro si direbbe uno di quelli che si comprano per i bambini, e anche nella quarta di copertina si parla di dodici fiabe. Le "fiabe", però, servono a elencare alcuni dei problemi filosofici più noti: si inizia con il quesito "Come possiamo essere certi che le cose esistano quando non le vediamo?" al problema dello spettro invertito al paradosso della nave di Teseo ("quand'è che a furia di cambiare le sue parti un oggetto non è più quello originale?") Quello che secondo me manca al libro è una spiegazione non tanto delle risposte ai problemi ma dei problemi stessi. Altrimenti, se uno regala il libro ai propri figli, corre il rischio …
Credo che questo libro detenga il record della più veloce mia lettura: venti minuti. D'altra parte, se uno sfoglia le pagine, si accorge che il testo è ridottissimo, e le pagine sono riempite da disegnini (colorati). In effetti, il libro si direbbe uno di quelli che si comprano per i bambini, e anche nella quarta di copertina si parla di dodici fiabe. Le "fiabe", però, servono a elencare alcuni dei problemi filosofici più noti: si inizia con il quesito "Come possiamo essere certi che le cose esistano quando non le vediamo?" al problema dello spettro invertito al paradosso della nave di Teseo ("quand'è che a furia di cambiare le sue parti un oggetto non è più quello originale?") Quello che secondo me manca al libro è una spiegazione non tanto delle risposte ai problemi ma dei problemi stessi. Altrimenti, se uno regala il libro ai propri figli, corre il rischio di doversi arrampicare sugli specchi alle domande dei ragazzini!
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/003102.html
Voi magari non lo sapete, ma io conosco un tipo, anzi non lo conosco perché non l'ho mai visto di persona ma leggo quello che scrive, che dice sempre che Paolo Nori è il miglior scrittore italiano che possiamo leggere e lui nel senso del tipo cerca sempre di scrivere come lui nel senso di Paolo Nori. Così quando ho visto questo libro mi sono detto Ecco, questa volta posso prendere il libro e vedere quanto è bravo Paolo Nori come dice sempre il mio amico che però non è proprio un amico. Però ho letto il libro dall'inizio alla fine e non è che mi sia piaciuto così tanto, forse perché il suo tipo di scrittura con frasi che vanno avanti come se uno chiacchierasse davanti alla macchinetta del caffè è carino per una pagina o due ma poi diventa pesante, oppure forse anche perché il libro non è …
Voi magari non lo sapete, ma io conosco un tipo, anzi non lo conosco perché non l'ho mai visto di persona ma leggo quello che scrive, che dice sempre che Paolo Nori è il miglior scrittore italiano che possiamo leggere e lui nel senso del tipo cerca sempre di scrivere come lui nel senso di Paolo Nori. Così quando ho visto questo libro mi sono detto Ecco, questa volta posso prendere il libro e vedere quanto è bravo Paolo Nori come dice sempre il mio amico che però non è proprio un amico. Però ho letto il libro dall'inizio alla fine e non è che mi sia piaciuto così tanto, forse perché il suo tipo di scrittura con frasi che vanno avanti come se uno chiacchierasse davanti alla macchinetta del caffè è carino per una pagina o due ma poi diventa pesante, oppure forse anche perché il libro non è che fosse così interessante, con questi due protagonisti che devono scrivere un romanzo storico epistolare e parlano degli affari loro che sono quasi sempre bevute e sesso più parlato che fatto. Che poi non so se ho mai letto più di qualche riga per volta del mio amico che non è mio amico, e magari se l'avessi letto di più non avrei nemmeno preso questo libro, ma non si può cambiare il passato e la recensione finisce allora così senza dire nulla di importante.
Bruno Munari, oltre che bravissimo designer,viene ricordato come importante artista: non so quanto lui sarebbe d'accordo, almeno leggendo questo libro che raccoglie i suoi (frammentari, e con troppe virgole per i miei gusti) pensieri sul design. Munari non perde occasione di ripetere che l'artista può fare quel che gli pare, mentre il designer ha dei vincoli ben precisi. Materiali, perché l'oggetto da produrre non può costare più di quanto si possa far presumibilmente pagare al pubblico, ma anche pratici; quello che lui chiama styling, l'aggiungere orpelli per far vedere quanto costa l'oggetto, è anch'esso ben lontano dal design.
Il risultato finale è però un po' deludente, almeno per uno come me che creativo non è. Il suo punto di vista, che occorre fare uno studio preliminare diviso in svariati passi, e solo alla fine si può vedere se e dove si può aggiungere la creatività, è sicuramente vincente: ma dalle …
Bruno Munari, oltre che bravissimo designer,viene ricordato come importante artista: non so quanto lui sarebbe d'accordo, almeno leggendo questo libro che raccoglie i suoi (frammentari, e con troppe virgole per i miei gusti) pensieri sul design. Munari non perde occasione di ripetere che l'artista può fare quel che gli pare, mentre il designer ha dei vincoli ben precisi. Materiali, perché l'oggetto da produrre non può costare più di quanto si possa far presumibilmente pagare al pubblico, ma anche pratici; quello che lui chiama styling, l'aggiungere orpelli per far vedere quanto costa l'oggetto, è anch'esso ben lontano dal design.
Il risultato finale è però un po' deludente, almeno per uno come me che creativo non è. Il suo punto di vista, che occorre fare uno studio preliminare diviso in svariati passi, e solo alla fine si può vedere se e dove si può aggiungere la creatività, è sicuramente vincente: ma dalle pagine del libro la creatività non traspare, e si vedono solo i passi formali di partenza, tipo lista della spesa. La parte migliore a mio parere è la sezione "Compasso d'Oro a ignoto", dove alcuni oggetti comuni vengono presi e analizzati per vedere come in effetti seguano le regole che Munari dà per un oggetto di design, compresi ovviamente i vincoli di materiale e costo, e l'evoluzione del rasoio, dalla vecchia lama da affilare ai bilama usa-e-getta. Speravo in qualcosa di più.
Giovannino Guareschi: o lo si ama o lo si odia. (I film non fanno testo, mi affretto ad aggiungere). Quindi sapete già se non siete assolutamente interessati a questo libro. Se siete dei fan dello scrittore della Bassa, trovate una serie di quadretti - con qualche ripetizione, perché il libro in buona parte è una raccolta di articoli su Guareschi - con una serie di aneddoti noti e meno noti. Conoscendo la maggior parte della sua biografia (ma non sapevo che avrebbe voluto comprarsi uno dei tram dismessi dalla città di Parma per farlo girare intorno a casa sua, anche se fa sicuramente parte del suo modo di fare) personalmente ho trovato interessanti i capitoli sui genitori del Giovannino, e mi sono stupito nello scoprire che il "teologo in racconti" in realtà non solo dedicasse la domenica a scrivere ma non andasse nemmeno a messa. D'altra parte il paradosso di …
Giovannino Guareschi: o lo si ama o lo si odia. (I film non fanno testo, mi affretto ad aggiungere). Quindi sapete già se non siete assolutamente interessati a questo libro. Se siete dei fan dello scrittore della Bassa, trovate una serie di quadretti - con qualche ripetizione, perché il libro in buona parte è una raccolta di articoli su Guareschi - con una serie di aneddoti noti e meno noti. Conoscendo la maggior parte della sua biografia (ma non sapevo che avrebbe voluto comprarsi uno dei tram dismessi dalla città di Parma per farlo girare intorno a casa sua, anche se fa sicuramente parte del suo modo di fare) personalmente ho trovato interessanti i capitoli sui genitori del Giovannino, e mi sono stupito nello scoprire che il "teologo in racconti" in realtà non solo dedicasse la domenica a scrivere ma non andasse nemmeno a messa. D'altra parte il paradosso di Guareschi è che proprio perché era una persona tutta di un pezzo (il suo pezzo, claro) non lo si può incasellare in nessun modo, e bisogna avere il coraggio di prenderlo così com'è. Onestamente non credo sarei mai potuto andarci d'accordo: ciò non toglie che apprezzi anche la persona, oltre ad ammirare lo scrittore.
(anche sul mio blog: xmau.com/notiziole/arch/200809/004669.html )
Lo ammetto. Dovetti leggere il libro per la maturità, dove fortunatamente non mi diedero italiano. Ma a parte la sfiga cosmica che permea la storie e l'"Ombretta sdegnosa del mis-si-pi-pi" non mi è rimasto in testa nulla. Forse qualcosa vorrà dire.
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/001784.html
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002572.html