Luca Broggi ha recensito Harry Potter e la pietra filosofale di J.K. Rowling
Un bel romanzo per ragazzi!
3 stelle
Scorre bene ed intrattiene. La narrazione scorre ed è anche divertente.
Paperback, 223 pagine
lingua English
Pubblicato il 14 Agosto 2007 da Bloomsbury.
Is there anybody left in the Muggle world who hasn't heard of Harry Potter, or read his extraordinary and exciting adventures? In this first book in the series, which catapulted J.K. Rowling to the very heights of literary fame, Harry discovers that he is no ordinary boy but a wizard of great renown and that he is expected at Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry. Moreover, at Hogwarts he encounters "He Who Must Not Be Named", a master of magic whose ambition is more dark and terrifying than Harry can possibly imagine. --back cover
Scorre bene ed intrattiene. La narrazione scorre ed è anche divertente.
Mi sono sempre piaciuti i film ma non mi sono mai reputato un fan della saga. Devo dire che mi sono trovato davanti ad un ottima lettura, molto semplice ma non infantile. Sicuramente consigliato un po' a tutti i fan del fantasy
Sebbene sia dichiaratamente un libro per bambini, il registro di scrittura risulta inizialmente altalenante (a metà tra un romanzo per adolescenti e un libro per bambini, cambiando registro repentinamente) per poi stabilirsi su un registro da romanzo adolescenziale, quasi troppo complicato per un pubblico di 10/11 anni.
Edizione splendida, c'è poco da dire.
Nonostante questa edizione sia soprattutto da collezione, con questa ho voluto esercitarmi nella lettura in inglese. Conclusione: è comunque un libro molto ben fatto anche per essere letto, non solo per essere tenuto in libreria.
A great start to what became a great experience reading the series with my wife and oldest daughter over the next three years.
Una sola cosa mi dispiace: che abbia visto i film prima di leggere il libro.
In questo modo mi sono auto-spoilerata un paio di cose che avrei preferito non sapere.
La mia memoria, molto molto povera per quel che riguarda cose di vitale importanza (nozioni da studiare e simili) sembra essere, invece, piuttosto buona quando si parla di cose di poco conto.