Gianluigi ha recensito Matematica - Lezione 10: L'infinito di Maurizio Codogno (Matematica, #10)
E oltre!
4 stelle
Un ottimo volume grazie al giusto mix tra divulgazione e formalismo matematico.
(recensione completa su DropSea)
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Un ottimo volume grazie al giusto mix tra divulgazione e formalismo matematico.
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Nel complesso il libro funziona all'interno della collana inserendosi perfettamente nella linea editoriale, grazie a un formalismo tutto sommato leggero, alcune dimostrazioni scelte (altre vengono rimandate agli esercizi) e uno stile comunque ricco di esempi "concreti". Unica vera perplessità è con la serie armonica a segni alterni, con una affermazione che lascia un po' perplessi e che non sembra un refuso o una dimenticanza, ma una poco perdonabile superficialità.
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Un altro interessante mix di spunti tuttosommato gradevole, che però sembra un po' fuori luogo, visto che il testo principale oscilla tra un formalismo che poteva essere riassunto facendo riferimento a volumi precedenti e una parte applicativa che alla fine appare un po' striminzita.
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Voltaire tormentava Eulero (così come chiunque altro non si trovasse d'accordo con lui) perché non sopportava la sua umiltà e la sua morigeratezza, ma soprattutto perché non concepiva la saldezza della sua fede. Allora gli dava del bigotto e del fanatico e ne metteva in dubbio addirittura l'intelligenza. Ma a prescindere dall'irriverenza di Voltaire, la maggioranza dei contemporanei di Eulero vedeva in lui una mosca bianca.
- Sara Zucchini dalla sezione I maestri della storia della matematica
— Matematica - Lezione 10: L'infinito di Maurizio Codogno (Matematica, #10) (Pagina 96)
Una caratteristica peculiare dell'infinito è che non è più vero, come invece capita con le grandezze finite, che una certa quantità è sempre maggiore di una sua parte propria. Galileo mostra infatti nel Dialogo sopra i massimi sistemi come i quadrati perfetti si possano associare a uno a uno agli interi, e quindi sembrerebbero essere "la stessa quantità"; ma è evidente che ci sono moltissimi interi che non sono quadrati perfetti.
— Matematica - Lezione 10: L'infinito di Maurizio Codogno (Matematica, #10) (Pagina 27 - 28)
"(...) Non dobbiamo però dimenticare che stelle molto grandi e brillanti come era la nostra sono rare. E non è detto che anche soli di più modeste dimensioni non abbiano pianeti abitabili."
— Le mappe del cielo di James Blish (Urania Collezione, #233) (Pagina 103)
Vedi, per esempio, il sistema di Trappist-1
Soppravvivremo. Ma chi siamo, noi, per avere il diritto di sopravvivere?
— Le mappe del cielo di James Blish (Urania Collezione, #233) (Pagina 80)
Fra quegli squali e un’onnipresente specie di lutiani rossi da dieci chili equipaggiati con zanne impressionanti – una delle quali ha già prelevato un campione dall’orecchio di un fotografo – è evidente che qui i grossi carnivori costituiscono la parte piú ingente della biomassa totale. Se ciò è vero, questo significa che a Kingman Reef l’idea consueta di una piramide alimentare è capovolta. (..). Piú ancora che dalla conta dei singoli individui, scriveva [Paul] Colinvaux, la forma della piramide alimentare è data dalla massa: «L’insieme degli insetti presenti in un tratto di bosco pesa molto piú dell’insieme degli uccelli; e i passeracei, gli scoiattoli e i topi messi insieme pesano decisamente piú delle volpi, i falchi e i gufi messi insieme».
— Il mondo senza di noi di Alan Weisman (Einaudi Stile Libero extra)
Diciotto anni dopo la pubblicazione di quel romanzo [Solaris di Stanislaw Lem], lo scienziato britannico James Lovelock elaborò l’ipotesi che la Terra, piuttosto che essere solo il corpo solido oggetto principe della geologia, sia piuttosto un organismo vivente per il quale le nostre azioni appaiono come domande alle quali esso risponde con meccanismi di retroazione. (..). Ritorna con Lovelock un concetto che già abbiamo trovato in Solaris:
Mentre scrivo, due veicoli spaziali Viking ruotano intorno al pianeta Marte, aspettando istruzioni di atterraggio dalla Terra. La loro missione si prefigge la ricerca della vita, o di una prova di vita presente o passata su quel pianeta. Anche questo libro tratta della ricerca della vita, e la ricerca su quella che d’ora in poi chiamere-mo Gaia è in pratica un tentativo di trovare il più grosso essere vivente sulla Terra. Il nostro viaggio potrà non rivelare molto di più dell’infinita varietà di forme viventi che sono proliferate sulla superficie della Terra, al di sotto della scatola trasparente dell’a-ria, e che costituiscono la biosfera. Se Gaia invece esiste, allora è possibile che si scopra che noi e tutte le cose viventi siamo parte e partner di un vasto essere che nella sua completezza ha il potere di mantenere il nostro pianeta confortevolmente adatto alla vita (da James Lovelock, Gaia. Nuove idee sull’ecologia, Bollati Boringhieri, Torino 2011, p. 14)
— Domicili cosmici di Angelo Adamo (Pagina 257 - 259)
Il principale argomento del libro è quello di introdurre il lettore alla statistica descrittiva, una disciplina in continua evoluzione, e che continuerà a fornire importanti contributi alla comprensione del mondo.
Col penultimo volume della serie Uoto propone al lettore un confronto a distanza tra Novak, il padre, e Jolenta, la figlia, in una storia che riserva alcuni interessanti colpi di scena.
L'enfasi sul gioco d'azzardo nella parte iniziale è la chiave per raccontare al meglio la teoria delle probabilità.
Metti uno scienziato pazzo al posto del conte Dracula e una casa infestata dagli insetti al posto del suo castello ed ecco un capolavoro dell'horror a fumetti!
Quando non sai, per stessa ammissione del traduttore, dove finisce l'autore e inizia il traduttore, non è semplice valutare un'opera
Questo solitario pellegrinaggio, interrotto solo da qualche sporadico intervento di Minni e Pluto - appositamente inseriti con il compito di spezzare il ritmo - mette in scena in una veste inedita anche un'illustre coprotagonista della storia, la città. Una Topolinia differente da quella mostrata fino a quel momento, alla quale è indubbio che gli autori abbiano cercato di attribuire maggiore veridicità rispetto alle classiche rappresentazioni del passato.
- dall'articolo conclusivo, non accreditato (forse di Alessandro Mercatelli)
— Topolino e il mistero della voce spezzata di Giorgio Cavazzano, Silvano Mezzavilla (Topolino Gold, #11) (Pagina 62)