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alephoto85

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Paul Lockhart: Contro l'ora di matematica. (Paperback, Italian language, 2010, Rizzoli) 5 stelle

Regola n°1 L’equazione (matematica = noia + fatica) è sbagliata.

Regola n°2 Non esiste nulla …

La prima cosa da chiarire è che la matematica è un'arte. La differenza tra la matematica e le altre arti, come la musica e la pittura, è che la nostra cultura non la riconosce come tale. Tutti comprendono che i poeti, i pittori e i musicisti creano delle opere d'arte e che si esprimono per mezzo di parole, immagini e suoni. In effetti la nostra società è piuttosto generosa nei riguardi delle manifestazioni di creatività: architetti, chef e persino registi televisivi sono considerati artisti. Perché, allora, non i matematici?

In parte il problema è dato dal fatto che nessuno ha la minima idea di quello che i matematici fanno. A quanto pare, l'impressione comune è che i matematici siano legati in qualche modo alla scienza: forse aiutano gli scienziati con le loro formule, o inseriscono grandi numeri nei computer per una ragione o per l'altra. Certo è che, se dovessimo dividere il mondo in «sognatori poetici» e «pensatori razionali», la maggioranza delle persone porrebbe i matematici nella seconda categoria.

Ma la verità è che non esiste nulla di più poetico e visionario, nulla di più radicale, sovversivo e psichedelico della matematica. La matematica non è meno stupefacente della cosmologia o della fisica (i matematici hanno concepito i buchi neri ben prima che gli astronomi ne scoprissero uno) e offre una maggiore libertà espressiva rispetto alla poesia, all'arte o alla musica (che dipendono fortemente dalle proprietà dell'universo fisico). La matematica è la più pura delle arti, e la più fraintesa.

Contro l'ora di matematica. di  (Pagina 19)

Paul Lockhart: Contro l'ora di matematica. (Paperback, Italian language, 2010, Rizzoli) 5 stelle

Regola n°1 L’equazione (matematica = noia + fatica) è sbagliata.

Regola n°2 Non esiste nulla …

Ecco perché è così sconfortante vedere ciò che si sta facendo della matematica a scuola. Questa ricca e affascinante avventura dell'immaginazione è stata ridotta a una sterile sequela di dati da memorizzare e di procedure da seguire. Invece di una domanda semplice e naturale su alcune figure, invece di un processo creativo e gratificante di invenzione e di scoperta, agli studenti viene offerto questo:

Formula dell'area di un triangolo A = 1/2 b h

«L'area di un triangolo è uguale alla base per l'altezza diviso due.» Agli studenti è richiesto di imparare a memoria questa formula per poi «applicarla» di continuo negli «esercizi». Addio all'eccitazione, alla gioia, persino al dolore e alla frustrazione dell'atto creativo! Non rimane nemmeno più un problema da risolvere. La domanda è stata formulata e nello stesso tempo è stata fornita la risposta: allo studente non rimane niente da fare.

Contro l'ora di matematica. di  (Pagina 23)

Paul Lockhart: Contro l'ora di matematica. (Paperback, Italian language, 2010, Rizzoli) 5 stelle

Regola n°1 L’equazione (matematica = noia + fatica) è sbagliata.

Regola n°2 Non esiste nulla …

E così, l'assurda tragedia nota col nome di «didattica della matematica» continua, e anzi non fa che diventare più depravata e asinina ogni anno che passa. Ma non voglio parlarne più. Sono stanco di lamentarmi. A che scopo? La scuola non si è mai occupata di ragionamento e creazione. La scuola si occupa di addestrare i ragazzi a essere meri esecutori, in modo da classificarli. Non scandalizza affatto apprendere che la scuola rovina la matematica: la scuola rovina qualsiasi cosa! Inoltre non è necessario che vi dica che le vostre ore di matematica erano una noiosa, inutile perdita di tempo: ci siete passati, ricordate?

Invece, quello che farò sarà dirvi qualcosa di più su che cos'è davvero la matematica e perché io la amo tanto.

Contro l'ora di matematica. di  (Pagina 75)

ha risposto allo stato di IlarioQ

@ilarioq@poliversity.it sì, se ne parla poco effettivamente e anche nel fedi lo vedo poco presente. In realtà nell'ambiente si conosce parecchio perché, pur non essendo un linguaggio "mainstream", è comunque importante, ma viene spesso "liquidato" come "vecchio" o comunque troppo di nicchia e limitato a settori specifici (aeronautico e medico, principalmente).

In realtà presenta delle caratteristiche interessanti e sviluppate molto prima rispetto ad altri linguaggi, per questo viene usato in settori così strategici (per farla breve).

Comunque mi interessa parecchio, adesso. Ci avevo già provato in adolescenza ma la mia conoscenza dell'inglese era (molto) limitata e il materiale in italiano era praticamente inesistente XD, quindi adesso secondo giro; spero solo di riuscire a portare avanti lo studio perché il tempo è sempre troppo poco.