Recensioni e commenti

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Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.

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ha recensito Il Tao della fisica di Fritjof Capra (Gli Adelphi -- 4)

Fritjof Capra: Il Tao della fisica (Italian language, 1989, Adelphi) 3 stelle

The Tao of Physics: An Exploration of the Parallels Between Modern Physics and Eastern Mysticism …

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1 stella

Sarà, ma a me questo libro non ha detto poi molto. I niù eigg lo amano, ma se si guarda sotto il linguaggio scopriamo che Capra dice l'equivalente orientaleggiante di "La Genesi scrive «Dio disse sia la luce, e la luce fu» e infatti dopo il big bang arrivarono le radiazioni luminose". Sai che roba...

ha recensito E se covano i lupi di Paola Mastrocola (Narratori della Fenice)

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3 stelle

Seconda favola di Paola Mastrocola, dopo Che animale sei?. In questo libro Lupo e Anatra sono ormai sposati, e Anatra si mette a covare tre uova... finché Lupo pensa che forse è l'ora di essere meno astratto e si offre per covarle lui, mentre Anatra potrà fare qualcos'altro nelle quattro settimane: le due storie proseguono parallele fino alla schiusa delle uova.
Ho trovato il libro molto bello e tenero, e oltretutto mi ha anche fatto sorridere in parecchi punti, il che fa sempre bene. La Mastrocola è davvero brava, e riesce a tratteggiare situazioni assolutamente reali con una prosa né piatta né melensa. L'unico appunto che mi sento di farle è quello del finale, che mi sembra un po' un anticlimax: avrei preferito il libro terminasse subito dopo la schiusa delle uova, evitando le ultime pagine che trovo in tono minore. Ma anche con questa pecca minore resta un …

Gregory Chaitin: Meta Math! (Paperback, 2006, Vintage) 4 stelle

In Meta Math!, Gregory Chaitin, one of the world's foremost mathematicians, leads us on a …

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4 stelle

Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dimostrazioni sono generalmente evitate, e Chaitin preferisce fare dei bei riquadroni manco avesse da fare dei lucidi. Il sottotitolo del libro, "Alla ricerca di Omega", è dovuto al fatto che il culmine del libro è la definizione di Ω, il numero che codifica la probabilità che un programma scelto a caso e fatto girare con input casuale su un computer prefissato termini. Ω ha un valore ben preciso per ogni computer dato, ma è impossibile sapere quale, e non sappiamo nemmeno quanto possiamo approssimarlo: paradossalmente, pur essendo perfettamente definito, è anche perfettamente casuale. L'approccio di Chaitin è non convenzionale, riprendendo molti risultati del …

ha recensito Il pianeta dove scomparivano le cose di Roberto Casati (Einaudi tascabili -- 1384)

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4 stelle

Credo che questo libro detenga il record della più veloce mia lettura: venti minuti. D'altra parte, se uno sfoglia le pagine, si accorge che il testo è ridottissimo, e le pagine sono riempite da disegnini (colorati). In effetti, il libro si direbbe uno di quelli che si comprano per i bambini, e anche nella quarta di copertina si parla di dodici fiabe. Le "fiabe", però, servono a elencare alcuni dei problemi filosofici più noti: si inizia con il quesito "Come possiamo essere certi che le cose esistano quando non le vediamo?" al problema dello spettro invertito al paradosso della nave di Teseo ("quand'è che a furia di cambiare le sue parti un oggetto non è più quello originale?") Quello che secondo me manca al libro è una spiegazione non tanto delle risposte ai problemi ma dei problemi stessi. Altrimenti, se uno regala il libro ai propri figli, corre il rischio …

John Derbyshire: Unknown Quantity (2007, Plume) 4 stelle

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4 stelle

Nella matematica che si fa a scuola la geometria quanto quanto è comprensibile: le figure almeno le si vede. L'analisi matematica, con derivate e integrali, è appannaggio di pochi (s)fortunati. Ma quello che probabilmente fa odiare a tutti la matematica sono le equazioni e i polinomi; quello che viene chiamato algebra. Un libro come questo, che racconta la storia dell'algebra partendo dai babilonesi per arrivare al ventunesimo secolo, potrebbe essere visto come il fumo negli occhi. Non è così, per fortuna. Il punto di vista di Derbyshire, che fa lo scrittore ma in fin dei conti è laureato in matematica, si può sintetizzare dicendo che l'algebra è il modo che la matematica ha per rendere astratte le cose concrete. Così le formule numeriche babilonesi ed egizie sono i primi esempi "algebrici", ancora legati a esempi assolutamente concreti: col passare dei secoli si è inizialmente riusciti a immaginare che ci possano …

The Beatles complete scores (1993) 5 stelle

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5 stelle

Vidi per la prima volta questo libro nel 1990, in Giappone dove ero andato a una conferenza. Il negozio però non accettava carte di credito e non avevo yen a sufficienza, così lo lasciai là e mi morsi le dita per quattro anni. Poi la Hal Leonard acquisì i diritti per gli USA, e subito mi affrettai a pagare gli allora 60$ necessari per farlo mio.
Il libro, se volete, rafforza lo stereotipo dei nipponici: quattro tizi, con tanta pazienza, si sono messi a trascrivere le canzoni dei Beatles - c'è persino Revolution 9 - con tutte le parti di ciascuno strumento. Ci sono degli errori, alcuni anche marchiani, ma il risultato è strabiliante. Ho provato a suonare qualche brano a partire da queste trascrizioni, e vi garantisco che è una gioia. (sì, probabilmente occorre fotocopiare le pagine ingrandendole: ma è appunto un reference book)

del Mauro: Storia Linguistica Dell'Italia Unita (Paperback, 1993, Laterza) 2 stelle

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2 stelle

Premetto che io ho letto la quarta edizione del libro, datata 1991, e non la quinta del 2005 che potrebbe essere diversa, anche se il fatto che sia stato usato lo stesso ISBN mi fa pensare al più all'aggiunta di un'appendice. Nonostante il tema mi interessasse, ho fatto molta fatica a terminare il libro. La prima edizione del libro è del 1963, immagino un ampliamento della tesi di laurea del De Mauro, e lo si sente. La prosa è infatti pesante, e troppo accademica, dando per scontate una serie di nozioni linguistiche che non sono proprio da tutti, a parte i vezzi come usare l'abbreviazione "scil." che non è nemmeno presente nel Dizionario De Mauro (per i curiosoni, sta per scilicet, "vale a dire", "cioè"). È un peccato, perché le idee presentate sono interessanti e spesso opposte a quello che si pensa: ad esempio, già nei primi anni '60 …

Ian Stewart: HOW TO CUT A CAKE: AND OTHER MATHEMATICAL CONUNDRUMS. (Undetermined language, OXFORD UNIVERSITY PRESS) 4 stelle

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4 stelle

Anche Ian Stewart ha terminato la sua opera come autore della rubrica di matematica ricreativa di <em>Scientific American</em> ed edizioni sorelle. Questa è la raccolta degli ultimi articoli da lui pubblicati, come sempre rivisti con alcuni contibuti dei lettori. Il risultato finale è un po' disuguale: alcuni capitoli, come i due che danno il nome al libro, sono molto interessanti, mentre ad esempio la parte sul minimo numero di incroci è un po' pesantuccia. L'altro punto che mi fa rimpiangere i vecchi libri di Martin Gardner è che la parte delle aggiunte è molto più scarna: o la matematica ricreativa è diventata anch'essa troppo complicata, oppure i tempi eroici sono comunque terminati. Ma in ogni caso il libro resta sicuramente piacevole. I non anglofoni possono gioire: la traduzione italiana dovrebbe uscire all'inizio della primavera per Einaudi.