cretinodicrescenzago vorrebbe leggere Milano emotiva di Holly Heuser

Milano emotiva di Holly Heuser
«Questa Milano attraversata da Holly Heuser, da lei disegnata e raccontata, è un ventre accogliente o un incubo?» Dall’introduzione di …
cretinodicrescenzago Blocca account
cretinodicrescenzago@lore.livellosegreto.it
Registrato 1 anno, 8 mesi fa
Il classico nerd sinistronzo: leggo narrativa fantastica classica, narrativa realistica con una trama (quindi niente dick lit), saggi di scienze sociali marxisti-femministi-decoloniali-froci, testi di mitologia, filosofia pagana e magia, e roba che tiene assieme tutto ciò. Salvo dove indicato diversamente, ho composto le recensioni a ridosso della prima lettura, quindi le primissime risalgono al 2017 quando avevo ventun anni e qualcosa – abbiate pietà delle mie ingenuità.
Questo collegamento si apre in una finestra pop-up
Completato! cretinodicrescenzago ha letto 41 di 36 libri.

«Questa Milano attraversata da Holly Heuser, da lei disegnata e raccontata, è un ventre accogliente o un incubo?» Dall’introduzione di …

La celebre figura del cyborg viene di frequente associata alla disabilità, ma cosa implica per le persone disabili? Può diventare …

Traduzione di Diego Ferraris e Anna Mary Garrapa Prefazione di Lucia Linsalata, Diego Ferraris e Anna Mary Garrapa
Dai saperi …
Quanto fa incazzare sapere che, come esseri umani, siamo giunti alla conclusione che qualcosa è nocivo per la nostra salute, ma questa informazione non è immediatamente diffusa in ogni angolo del globo, per cui si continua a fare qualcosa di letale solo per il profitto di pochə e l’ignoranza di troppə? A me tantissimo, soprattutto se penso che sono storie niente affatto rare. Il sogno del Villaggio dei Ding è una di queste.
Yan Lianke racconta di quando, negli anni Novanta del secolo scorso, nella sua provincia natale, lo Henan, si diffuse la convinzione che si sarebbero potuti fare soldi facili vendendo il proprio sangue. Siccome i soldi sono facili solo quando si sta pagando un costo occulto, nel Villaggio dei Ding ben presto si inizia a morire di una malattia misteriosa, che si capisce essere collegata alla vendita del sangue, ma che confonde nel suo manifestarsi anche in chi …
Quanto fa incazzare sapere che, come esseri umani, siamo giunti alla conclusione che qualcosa è nocivo per la nostra salute, ma questa informazione non è immediatamente diffusa in ogni angolo del globo, per cui si continua a fare qualcosa di letale solo per il profitto di pochə e l’ignoranza di troppə? A me tantissimo, soprattutto se penso che sono storie niente affatto rare. Il sogno del Villaggio dei Ding è una di queste.
Yan Lianke racconta di quando, negli anni Novanta del secolo scorso, nella sua provincia natale, lo Henan, si diffuse la convinzione che si sarebbero potuti fare soldi facili vendendo il proprio sangue. Siccome i soldi sono facili solo quando si sta pagando un costo occulto, nel Villaggio dei Ding ben presto si inizia a morire di una malattia misteriosa, che si capisce essere collegata alla vendita del sangue, ma che confonde nel suo manifestarsi anche in chi non ha partecipato personalmente alla compravendita e addirittura neə neonatə.
Noi che sappiamo bene come si diffonde l’HIV non ci stupiamo: ci incazziamo soltanto davanti all’evidenza che questi farabutti abbiano usato più volte lo stesso ago per i prelievi – quanti lo avranno fatto scientemente e quanti con ingenua ignoranza? – e che davanti all’evidenza di un’epidemia in corso nessuna autorità si sia preoccupata di spiegare alla popolazione come arginare il contagio o di fornire dei farmaci aə ammalatə.
Si rimane annichilitə davanti alla distruzione di un’intera comunità, non solo per l’ammontare sempre maggiore di persone ce sviluppano l’AIDS e muoiono, ma per la perdita dei legami comunitari davanti all’evidenza di essere statə usatə e di averlo permesso davanti alla promessa dei soldi. Nemmeno la prossimità della morte sembra una motivazione sufficiente per recuperare il piacere di stare insieme e lasciare le persone libere di vivere come meglio credono i loro ultimi giorni.
Testimone privilegiato di questo sfracello è Ding Shuiyang, il cui figlio è quello che più si è arricchito dalla vendita del sangue. Insieme a lui assistiamo impotenti alla scomparsa del villaggio e all’abiezione con la quale il figlio continua ad approfittarsi della situazione, adattandosi a fornire nuovi “servizi” a mano a mano che l’epidemia si diffonde.
Nonostante tutto questo, però, non è un romanzo nichilista: paradossalmente è proprio lo sconforto di Ding Shuiyang davanti alle azioni del figlio a manifestare un grande amore per la vita e l’importanza di prendersene cura, per quanto possibile e fino a quando è necessario.

Il numero quattro del nuovo mensile a fumetti del manifesto ideato e curato da Maicol & Mirco.
Altan è la …

Il numero tre del nuovo mensile a fumetti del manifesto ideato e curato da Maicol & Mirco.
Sulla rivista sbarca …

Il numero due del nuovo mensile a fumetti del manifesto ideato e curato da Maicol & Mirco.
Shintaro Kago ci …

Il numero uno del nuovo mensile a fumetti del manifesto ideato e curato da Maicol & Mirco.
72 pagine a …
La pirateria condivide una bizzarra caratteristica con la stregoneria: entrambe hanno una storia ben definita, ma la loro rilevanza ha più a che fare con l’immaginario di ribellə all’ordine costituito assunto da piratə e streghə nel tempo che con i fatti storici che lə riguardano.
Graeber ci dice subito che anche Libertalia, una colonia che sarebbe stata fondata in Madagascar è un frutto della fantasia utopica del Settecento. Tuttavia, le idee di governo che incarnava di certo circolarono per i salotti illuministi europei e probabilmente finirono per influenzare diversə pensatorə.
Oggi siamo abituatə a pensare all’Illuminismo come al crogiolo delle idee che avrebbero giustificato il colonialismo, lo sfruttamento e il genocidio, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un periodo nel quale circolarono molte idee “nuove” e al di fuori dei canali ufficiali del sapere – nei “salotti”, spesso gestiti da donne, totalmente scomparse dalla storia.
E scomparsi dalla storia …
La pirateria condivide una bizzarra caratteristica con la stregoneria: entrambe hanno una storia ben definita, ma la loro rilevanza ha più a che fare con l’immaginario di ribellə all’ordine costituito assunto da piratə e streghə nel tempo che con i fatti storici che lə riguardano.
Graeber ci dice subito che anche Libertalia, una colonia che sarebbe stata fondata in Madagascar è un frutto della fantasia utopica del Settecento. Tuttavia, le idee di governo che incarnava di certo circolarono per i salotti illuministi europei e probabilmente finirono per influenzare diversə pensatorə.
Oggi siamo abituatə a pensare all’Illuminismo come al crogiolo delle idee che avrebbero giustificato il colonialismo, lo sfruttamento e il genocidio, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un periodo nel quale circolarono molte idee “nuove” e al di fuori dei canali ufficiali del sapere – nei “salotti”, spesso gestiti da donne, totalmente scomparse dalla storia.
E scomparsi dalla storia sono anche i contributi che venivano dalle colonie: durante l’Illuminismo si era molto più rilassatə sull’ammettere di aver tratto spunto dal pensiero di persone non-europee, così come era più facile condurre “esperimenti utopici” nelle periferie dell’impero e lontano dalle grinfie dell’Ancien Régime. Ecco, Graeber ci ricorda tutto questo mentre mette insieme quello che si sa e quello che si vocifera di Libertalia: come al solito, non lo so se ha ragione, ma trovo che sia così stimolante che per me vale sempre la pena di leggerlo.

Luigi Moraldi: Detti segreti di Gesù (Paperback, Italiano language, 1989, Mondadori)
Con "detti segreti" non ci si riferisce a espressioni misteriose, né a rivelazioni segrete che in realtà esistono soltanto in …

Featuring a new introduction by Ken Liu, this revised edition of Ursula K. Le Guin’s first full-length collection of essays …

Introduzione di Giulio Guidorizzi Con una conversazione tra Carlo Ginzburg e Giulia Boringhieri
Pubblicati nel 1947, i Dialoghi con Leucò …
Un mio vecchio insegnante di scrittura mistery aveva un'opinione molto poco lusinghiera del suo stesso genere. Nel giallo, secondo lui, il mistero è solo un pretesto. L'obiettivo del romanzo giallo è, come quello di molti altri romanzi, gettare luce sulla società in cui si svolge, le sue forme e regole e soprattutto le sue contraddizioni. Messa così, l'idea di un romanzo giallo solarpunk appare decisamente meno bizzarra.
Murder in the tool library di A.E. Marling è esattamente quello che dice il titolo: l'indagine per un omicidio che è stato perpetrato nella "biblioteca degli oggetti", un luogo classico del solarpunk. A indagare sono i membri di un'organizzazione che non è una polizia, a processare non è un vero tribunale, a scoprire la verità e occuparsi di come è potuto succedere è un sacco di gente, tutti consapevoli che la riparazione è fondamentale, ma che niente riporterà indietro chi è stato ucciso. …
Un mio vecchio insegnante di scrittura mistery aveva un'opinione molto poco lusinghiera del suo stesso genere. Nel giallo, secondo lui, il mistero è solo un pretesto. L'obiettivo del romanzo giallo è, come quello di molti altri romanzi, gettare luce sulla società in cui si svolge, le sue forme e regole e soprattutto le sue contraddizioni. Messa così, l'idea di un romanzo giallo solarpunk appare decisamente meno bizzarra.
Murder in the tool library di A.E. Marling è esattamente quello che dice il titolo: l'indagine per un omicidio che è stato perpetrato nella "biblioteca degli oggetti", un luogo classico del solarpunk. A indagare sono i membri di un'organizzazione che non è una polizia, a processare non è un vero tribunale, a scoprire la verità e occuparsi di come è potuto succedere è un sacco di gente, tutti consapevoli che la riparazione è fondamentale, ma che niente riporterà indietro chi è stato ucciso.
Quindi non è un giallo con un detective e un assassino, ma un romanzo corale (c'è chi sostiene che tutto il solarpunk tende a essere corale). Ma nonostante la struttura e la lingua non banali, rimane un romanzo onesto, che non ambisce a diventare letterario, ma a sviscerare tra persone semplici una questione molto complessa: come si fa la "giustizia" in un mondo solarpunk? Chi la esercita, come si organizza, con quali strumenti? Nell'anarchia cos'è la punizione? quale equilibrio tra il diritto di tutti a sapere e la necessità di nascondere a qualcuno?
In una città senza nome, una società vive ad appena una generazione di distanza dal mondo di prima: un cyberpunk delle big tech che potrebbe anche essere il nostro presente. È una società molto egualitaria e piuttosto queer, dove c'è spazio per chiunque; c'è una specie di lavoro e c'è lo svago; ci sono le famiglie e i quartieri; ci sono i forum e i social network. E a un certo punto c'è un omicidio.
Il mondo di questo romanzo è interessante perché chi scrive fa delle ipotesi compiute su come potrebbe funzionare questa società, e le porta avanti mostrando tanto le loro conseguenze desiderabili, quanto quelle controverse. Specula su luci e ombre di un mondo diverso, e senza dubbio molto migliore. Accarezza l'utopia, ma lascia un sacco di questioni aperte, di possibili contraddizioni, di note veramente amare. Anche perché quello che è desiderabile per qualcuno può essere controverso per qualcun altro. E perfino la soluzione del caso, che il genere giallo richiederebbe essere la più positiva possibile, contiene un granello di sabbia che prima o poi potrebbe anche incastrare l'ingranaggio del mondo.
Per me Murder in the tool library è un bel libro e un ottimo romanzo solarpunk. Lo consiglio.

SOMMARIO

«Un’Ambigua Utopia» uscì fra il 1977 e il 1982. Prodotta da un collettivo di ex militanti di organizzazioni dell’estrema sinistra, …