Liberamente ha valutato Come fu scritta la prima lettera: 4 stelle

Come fu scritta la prima lettera di Rudyard Kipling
Divertente racconto breve sulla nascita della scrittura... e su malintesi e difficoltà comunicative.
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Divertente racconto breve sulla nascita della scrittura... e su malintesi e difficoltà comunicative.
Bello. Bello bello bello. A tratti inquietante, il che non scalfisce ma anzi accresce il fascino del racconto. Ricordavo che mi era piaciuto già in passato, ma forse ora ho acquisito più maturità o, forse, sono i tempi a essere mutati. In un'epoca come questa in cui viviamo, trovo che (ri)leggere Asimov sia utile, oltre che piacevole.
Avviso sul contenuto Attenzione, anticipazioni su trama ed esito delle battaglie!
A me Salgari piace tanto, ma proprio tanto tanto, e dunque da lui mi aspetto il massimo. E purtroppo - secondo me - quest'opera non lo è. Sandokan è una sorta di invasato, il cui sangue ribolle, sempre sull'orlo di accessi d'ira o di disperazione. L'aggettivo formidabile, a lui riferito, viene spesso ripetuto, così come pure il fatto che non pianga (narrazione congruente con la virilità maschia a cavallo tra Otto e Novecento), salvo poi versare lacrime in più occasioni. Sandokan, poi, che dovrebbe essere l'invincibile Tigre della Malesia, tutto è fuorché invincibile: viene sconfitto, ferito, fugge, sconfitto nuovamente... Il tutto sempre con gran perdita di uomini. Il solo sensato, qua dentro, mi pare essere Yanez. Detto questo, sempre e comunque bello leggere Salgari o, come in questo caso, sentirlo leggere dall'ottima Ménéstrandise Edizioni. Onore al merito, poi, per una storia d'amore interrazziale: considerata l'epoca...
Una luce colorata e vibrante potrebbe essere incantevole, ma Lovecraft la trasforma in una presenza angosciante, in un crescendo che non concede tregua fino all'epilogo. Bellissimo racconto breve, magistralmente interpretato da Camponeschi.
Da bambina, quando veleggiavo nel Mar dei Caraibi al fianco del Corsaro Nero, innamorata più di Yara e invidiosa dei capelli d'oro di Onorata, non potevo immaginare che, anni dopo, avrei rivissuto le stesse emozioni grazie alla voce di Edoardo Camponeschi. La Ménéstrandise ci regala una lettura meravigliosa e coinvolgente di uno dei capolavori della letteratura italiana, il mio pensiero riconoscente va a questa casa editrice che, dopo anni, pare rendere giustizia a un autore tanto geniale quanto sfortunato.
Ma io dico: la meraviglia di un autore che, senza essersi praticamente mai mosso da casa, si destreggia in descrizioni di flora e fauna caraibica, portandoti con sè tra i rabbiosi flutti e le placide insenature, le più intricate e misteriose foreste o le inquietanti paludi! E all'epoca mica c'era Wikipedia per trovare le descrizioni! Al contempo, non pago di ciò, ti delizia con una scelta lessicale eccelsa, regalandoti frasi come "propagandosi tra le procellose nubi". Oh, qual goduria!
Aggiungo: onore e plauso al lettore, Edoardo Camponeschi. La sua voce, versatile e coinvolgente, avvince e tiene desta l'attenzione (e se lo dico io, che di solito con gli audiolibri mi addormento...). Bravissimo davvero!
SPOILER
Completamente scioccata dalla lettura del testo che, a pagina 53, asserisce che Nascono dunque in Noi i nostri vermi (...) e succiamo dalle nostre Madri, o nell'utero, o col Latte questa sfortunata Eredità verminosa, la quale non sò poi, se sia una pena, o una legge della Natura (...)
"Quella famiglia era composta dall'agricoltore e da sua moglie, tre figli e una nonna vecchia transita". (Pag. 80)
Interessante, qui, l'utilizzo di transita, dal latino transĭtus -us, derivato di transire: il significato letterale rimanda al passare (si pensi al divieto di transito), ma qui, essendo evidente che la nonna era ancora in vita, è da intendersi come rafforzativo dell'aggettivo vecchia (dunque vecchia passata, stravecchia).
Fin da quando fece la sua comparsa nel racconto di Platone, Atlantide non ha mai smesso di affascinare l’umanità e, nei secoli, non sono certo mancati i ricercatori – più o meno degni di fiducia – che hanno creduto di poterne identificare la collocazione geografica in questo o quest’altro punto del pianeta. Anche se potrà sembrare ridondante per molti, spendo qualche parola su cosa dovrebbe essere stata Atlantide, perché, proprio per il fascino suscitato e la grande quantità di decenni trascorsi dalla sua nascita platoniana, nei secoli questa è mutata parecchio, diventando a volte isola altre continente, spostandosi a volte nel Mediterraneo o appena fuori da esso altre in pieno Oceano Pacifico o...
La recensione completa qui: noblogo.org/i-libri-di-v/il-mito-di-atlantide-e-i-continenti-scomparsi-di-lyon-sprague-de-camp
Il signor Stetič rimarrà forse stupito nel ricevere la lunga lettera della signorina Kayleigh: anche lei ha lavorato per diversi mesi all’Hexa ma, a differenza di gran parte dei suoi ex colleghi, non intende costituirsi parte civile nel processo contro l’azienda, né cercare di ottenere soldi. Tutto quello che vuole è essere lasciata in pace e, se possibile, dimenticare. Per questo ha deciso di scrivere all’avvocato Stetič, che da quando la storia è apparsa sulla stampa non le dà tregua e continua a chiamarla: per raccontargli tutto e venire finalmente lasciata in pace. Perché nessuno più le chieda: “Allora, signorina Kayleigh, qual è la cosa più orrenda che ha visto?”.
La Hexa è una società come tante altre, sparse nel mondo: sorge in un palazzone anonimo in un’anonima periferia di una grande città e al suo interno lavorano persone anonime che hanno il compito di visionare i post di altre …
Il signor Stetič rimarrà forse stupito nel ricevere la lunga lettera della signorina Kayleigh: anche lei ha lavorato per diversi mesi all’Hexa ma, a differenza di gran parte dei suoi ex colleghi, non intende costituirsi parte civile nel processo contro l’azienda, né cercare di ottenere soldi. Tutto quello che vuole è essere lasciata in pace e, se possibile, dimenticare. Per questo ha deciso di scrivere all’avvocato Stetič, che da quando la storia è apparsa sulla stampa non le dà tregua e continua a chiamarla: per raccontargli tutto e venire finalmente lasciata in pace. Perché nessuno più le chieda: “Allora, signorina Kayleigh, qual è la cosa più orrenda che ha visto?”.
La Hexa è una società come tante altre, sparse nel mondo: sorge in un palazzone anonimo in un’anonima periferia di una grande città e al suo interno lavorano persone anonime che hanno il compito di visionare i post di altre persone anonime che cercano il loro istante di notorietà sui social. Kayleigh è una dei tanti moderatori incaricati di verificare che i milioni di post pubblicati siano conformi alle linee guida dettate dalla piattaforma, che è la società committente per la quale Hexa lavora. All’inizio il compito sembra facile, ed è anche ben retribuito, almeno...
La recensione completa qui: noblogo.org/i-libri-di-v/questo-post-e-stato-rimosso-di-hanna-bervoets