Liberamente ha recensito Sandokan e le tigri di Mompracem di Emilio Salgari
Una storia d'amore (ma "interrazziale"!), con qualche ripetizione e incongruenza
3 stelle
Avviso sul contenuto Attenzione, anticipazioni su trama ed esito delle battaglie!
A me Salgari piace tanto, ma proprio tanto tanto, e dunque da lui mi aspetto il massimo. E purtroppo - secondo me - quest'opera non lo è. Sandokan è una sorta di invasato, il cui sangue ribolle, sempre sull'orlo di accessi d'ira o di disperazione. L'aggettivo formidabile, a lui riferito, viene spesso ripetuto, così come pure il fatto che non pianga (narrazione congruente con la virilità maschia a cavallo tra Otto e Novecento), salvo poi versare lacrime in più occasioni. Sandokan, poi, che dovrebbe essere l'invincibile Tigre della Malesia, tutto è fuorché invincibile: viene sconfitto, ferito, fugge, sconfitto nuovamente... Il tutto sempre con gran perdita di uomini. Il solo sensato, qua dentro, mi pare essere Yanez. Detto questo, sempre e comunque bello leggere Salgari o, come in questo caso, sentirlo leggere dall'ottima Ménéstrandise Edizioni. Onore al merito, poi, per una storia d'amore interrazziale: considerata l'epoca...
