g_ailu citazione da Orlando di Virginia Woolf
Una volta che il morbo della lettura si sia impadronito dell’organismo, lo indebolisce a tal punto da farlo diventare facile preda di quell’altro flagello, quello che si annida in fondo al calamaio e viene a suppurazione sulla penna d’oca. Lo sventurato incomincia a scrivere. E se ciò costituisce già una grave sventura per un miserabile che non possieda altro che una sedia e un tavolo sotto un tetto che sgocciola – e quindi, dopo tutto, non ha molto da perdere – tanto più miserevole è la sorte dell’uomo ricco, che possieda case e bestiame, cameriere, asini e biancheria, e invece scriva libri. Il gusto per tutte quelle cose gli diventa estraneo; è crivellato da ferri roventi; roso dai vermi. Darebbe fino all’ultimo centesimo (tanto maligno è il germe) pur di scrivere un solo libretto che lo renda famoso; ma tutto l’oro del Perù non varrebbe a comprargli il tesoro d’un solo verso ben tornito. Così si consuma, deperisce, gli scoppia il cervello, volge la faccia al muro. Poco gli importa in quale atteggiamento lo trovino. Ha oltrepassato i cancelli della Morte, conosciuto le fiamme dell’Inferno.
— Orlando di Virginia Woolf
