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ha recensito Elric: The Revenge of the Rose di Michael Moorcock (Elric of Melniboné (Gollancz edition), #5)

Michael Moorcock: Elric: The Revenge of the Rose (EBook, 2014, Gollancz) 3 stelle

Feared by enemies and friends alike, Elric of Melnibone walks a lonely path among the …

Un romanzo prolisso e dei racconti metallari

3 stelle

Così come il terzo tomo della serie, Elric: The Sailor on the Seas of Fate, anche questo quinto libro, Elric: The Revenge of the Rose, è un volume antologico diviso in due parti: il romanzo The Revenge of the Rose è un midquel aggiunto alla serie nel 1991, i racconti "The Stealer of Souls", "Kings in Darkness", "The Caravan of Forgotten Dreams", "The Last Enchantment" e "To Rescue Tanelorn" risalgono al primo nucleo degli anni Sessanta ed erano pubblicati in passato entro l'antologia autonoma The Bane of the Black Sword – e anche in questo caso non c'è un apparato critico che spieghi la cronologia di composizione...

The Revenge of the Rose mi è parso francamente mediocre, una combinazione degli elementi più deboli sia di The Sailor of the Seas of Fate sia di The Fortress of the Pearl (l'altro midquel, composto nel 1989): la trama consiste di una classica (anche troppo) cerca simil-tolkienesca scandita in tre macro-sezioni semiautonome per ambientazione e per eventi, per i miei gusti c'è un certo eccesso di descrizioni barocche e di monologhi interiori (devo però prendere atto che a Moorcock piacciono), i comprimari di Elric ricevono un sacco di spazio e danno all'opera un'atmosfera a tratti comica, a tratti aulica, in generale completamente fuori fase rispetto a come si era concluso il precedente romanzo The Sleeping Sorceress; sicuramente c'è chi apprezza questo stacco netto, a me ha fatto un po' storcere il naso perché enfatizza ancora di più che questo episodio è un interludio abbastanza avulso dalla trama principale.

Passando ai racconti, la qualità è dignitosa e in linea con l'altro blocco di novelle "classiche" pubblicato in Elric: The Sailor on the Seas of Fate:

  • "The Stealer of Souls" include delle gradevoli scene di duello magico a base di demoni e spiriti elementali, però le svolte tragico-truculente iniziano un attimo a essere telefonate (ennesimo elmento che George Martin ha copiato da Moorcock...).
  • "Kings in Darkness" è il racconto più debole del nucleo originale: a fronte di scene macabre abbastanza carine introduce un nuovo, svenevole, interesse amoroso di Elric, roba che neanche i peggiori fumetti shojo. Buona l'idea di dama Zarozina, ma pessima l'esecuzione.
  • "The Caravan of Forgotten Dreams" presenta degli eventi chiaramente troppo vasti di magnitudine per essere coerenti con il woldbuilding visto sinora, ma noi ce ne infischiamo perché abbiamo belle coreografie di battaglia e un po' di scavo psicologico su Elric.
  • "The Last Enchantment" è una breve scenetta tragicomica non particolarmente brillante per i miei gusti, ma funziona bene da "quiete prima della tempesta".
  • "To Rescue Tanelorn" è un interludio con protagonista Rackhir l'Arciere rosso, comprimario ricorrente di Elric, ed è quindi in qualche modo speculare al racconto "Master of Chaos" compreso in [Elric of Melniboné and Other Stories](https://lore.livellosegreto.it/book/172657/s/elric-of-melnibone-and-other-stories); il suo tono complessivo è stato rieseguito meglio nel romanzo The Sleeping Sorceress, ma è un ottimo preludio al gran finale della saga.

Nel complesso, dunque, questi cinque testi sono ancora abbastanza avvincenti e immaginifichi come racconti di sword & sorcery tradizionale, risultano sicuramente datati se si cerca raffinatezza di woldbuilding e introspezione dei personaggi, e sono inferiori alla freschezza sempreverde che ho trovato nei romanzi Elric of Melniboné e The Sleeping Sorceress.

ha risposto allo stato di Kene

@alessandroid non sono sorpreso affatto, una parte della scena metal è totalmente sovrapponibile al pubblico della sword & sorcery e Moorcock stesso ha scritto canzoni su Elric per le band prog rock dei suoi amici. Il mio spassionato consiglio è di accostarti a Elric leggendo la (di fatto) trilogia originale composta negli anni Sessanta dal giovane Moorcock strafatto, cioè i racconti riuniti ne Il fato del lupo bianco, quelli raccolti ne La maledizione della spada nera e il romanzo a puntate Tempestosa: assieme formano una sequenza breve e coesa con un climax sensato e trasmettono una bella botta metallara.

ha risposto allo stato di Kene

@alessandroid non ci credo, un'altra persona oltre a me che sa che i Domine esistono, e tu non ci sei arrivato partendo da Elric bensì viceversa! Guarda, un progetto di fanfiction musicale come il loro poteva andare in porto solo in epoca pre Internet: a quanto so, ormai Moorcock passa il tempo ad accusare artisti successivi di averlo plagiato, nella speranza che ci scappi la causa giudiziaria e il risarcimento per la sua pensione.

ha risposto allo stato di cretinodicrescenzago

@cretinodicrescenzago Possibile che Moorcock non li abbia mai sgamati in tutti questi anni? Sì comunque ricordo benissimo un Negative (rivista di merch) del 2003/2004 la cui copertina era dedicata al loro nuovo disco, e io da pollo non mi sono mai messo ad ascoltarli, forse per un pregiudizio a caso. Nella loro nicchia comunque credo siano molto seguiti, poi il cantante Morby è conosciuto anche per altri progetti.