Caccia alle streghe, guerra alle donne

Brossura, 152 pagine

lingua Italiano

Pubblicato il 09 Luglio 2020 da Nero.

ISBN:
978-88-8056-069-2
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5 stelle (5 recensioni)

La caccia alle streghe è tornata scatenare nel XXI secolo una nuova ondata di violenza, interpersonale e istituzionale, contro le donne. E anche oggi, come nel Medioevo, questa violenza misogina che demonizza la donna procede di pari passo con l’accumulazione capitalistica, che si sviluppa attraverso processi di espropriazione e distruzione dei rapporti di solidarietà e potere che regolano la vita delle comunità. Silvia Federici esamina le cause profonde della guerra in atto, fatta non solo di violenza domestica e sessuale, ma anche economica e strutturale, il cui esito è ancora una volta quello di sovvertire i processi di riproduzione sociale per spaccare le comunità e aprire la strada all’individualismo funzionale al progetto neoliberista. Caccia alle streghe, guerra alle donne è un’indagine sulle cause di questa nuova violenza e una chiamata femminista alle armi, che attraverso la memoria e l’analisi del passato offre spunti inediti per le lotte a venire.

1 edizione

La misoginia è parte dell'oppressione di classe

4 stelle

Com'è indicato apertamente nella prefazione, Caccia alle streghe, guerra alle donne è sostanzialmente una "versione ridotta e introduttiva" del magnum opus di Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l'accumulazione originaria; inoltre non si tratta di un saggio unitario, ma di un'antologia di articoli relativamente brevi che esplorano uno stesso tema. Normalmente mi aspetterei che queste due caratteristiche producano un volume al massimo discreto, e invece il risultato è indubbiamente egregio. E con "egregio", intendo dire che il volume scardina brutalmente l'interpretazione positivista della storia socioeconomica moderna proposta senza battere ciglio dalla manualistica scolastica "ufficiale", poiché svela che l'affermazione in Europa della cultura capitalista, con i suoi miti di efficienza, razionalizzazione e accumulo, rappresentò in realtà il massacro di un'economia di sussistenza relativamente egalitaria e attenta al benessere emotivo-spirituale sviluppatasi nel corso del Medioevo, e che questa repressione violenta non poté non passare per la violenza sistematica …

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5 stelle

Mi sto ancora riprendendo dalla lettura, perciò probabilmente modificherò questa recensione nel corso del tempo.
Era da tempo che ero incuriosita dalla figura di Federici, filosofa, sociologa, attivista, che si occupa di femminismo in chiave marxista. Prima di leggere Calibano e la strega, ho voluto approcciarmi con una lettura simile ma più breve, giusto per iniziare a conoscere la sua prosa e le sue idee. Ebbene, questo libro l'ho divorato. È scritto BENISSIMO, i concetti sono molto chiari e spiegati splendidamente. Consiglio la lettura a chiunque voglia approcciarsi a letture politiche che riguardino femminismo e anticapitalismo.

Un veloce recap di quanto scrive Federici: questo saggio è breve ma intenso. Riprende alcuni concetti di Calibano e la strega, ossia il rapporto tra caccia alle streghe e capitalismo, in primo luogo con un excursus storico a partire dalle enclosures e dalla caccia alle streghe che più o meno conosciamo, sottolineando come il …

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5 stelle

Tremate tremate le streghe son tornate e sono inviperite. Hanno preso coscienza e rivendicano la loro posizione nella narrazione storica senza banalizzazioni o merchandizzazioni.

Federici ci conduce in una riflessione sulle radici socio-culturali e soprattutto economiche che determinarono quella che, a tutti gli effetti, fu una persecuzione istituzionale. Guardando alle modalità della caccia alle streghe e soprattutto alle logiche ad essa sottese (il cui eco risuona in modo disturbante anche in alcune pratiche del XXI secolo) emergono, piuttosto evidenti, i tratti di una cruenta oppressione di genere: criminalizzazione, degradazione sociale, repressione, tortura e sterminio perpetrati da un potere patriarcale e misogino che si è scagliato con fanatica ferocia sui corpi di donne che, con il solo esistere, resistevano all’impoverimento e all’esclusione sociale, frutto perverso dell’accumulazione capitalistica.

Elemento fondamentale, come spesso accade nelle dinamiche operative del pregiudizio, fu l'instillazione sotto pelle della paura. Nelle crepe della relazioni comunitarie, sgretolate dall'avanzata capitalista …