nistagmo ha recensito Accabadora di Michela Murgia
Review of 'Accabadora' on 'Goodreads'
3 stelle
3.5
una narrazione della terra, del cielo, degli incontri umani e di tutti i loro rispettivi silenzi
164, pagine
lingua Italiano
Pubblicato il 17 Febbraio 2009 da Einaudi.
«Acabar», in spagnolo, significa finire. E in sardo «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre.
Maria e Tzia Bonaria vivono come mamma e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava, ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso ha molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, ma soprattutto come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia la morte.
«Michela Murgia, attingendo alla potenza della letteratura, traspone il dibattito attuale su testamento biologico ed …
«Acabar», in spagnolo, significa finire. E in sardo «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre.
Maria e Tzia Bonaria vivono come mamma e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava, ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso ha molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, ma soprattutto come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia la morte.
«Michela Murgia, attingendo alla potenza della letteratura, traspone il dibattito attuale su testamento biologico ed eutanasia in un universo mitico, donandoci la possibilità di tornare a pensarvi senza urlare, con la giusta forza e delicatezza».
3.5
una narrazione della terra, del cielo, degli incontri umani e di tutti i loro rispettivi silenzi
Quando è possibile mi piace seguire la lettura con l'audiolibro, preferisco sempre il libro cartaceo dove poter sottolineare passaggi particolari e qui anche se pochi se ne trovano. Nei primi capitoli non avevo capito dove stesse andando poi ho cercato la parola Accabadora, seguito la sua voce narrante e dal momento del 'confine' ho iniziato ad appassionarmi e l'ho finito senza staccarmi. La scrittura di Murgia mi ha presa da 'Il mondo deve sapere' e qui c'è la stessa forma accattivante. Le descrizioni, come in nessuna altra parte, si aggiungono ai concetti regalando una prosa scorrevole e non pesante. Tradizione sarda, cucina, un giusto modo di far incontrare e scontrare persone. Durante l'ascolto pensavo di avere davanti un copione teatrale, mi piacerebbe vedere su un palco il momento della discussione tra Maria e la Accabadora. Le scelte, i momenti bui, la morte e il perdono. Diverse storie che si intrecciano …
Quando è possibile mi piace seguire la lettura con l'audiolibro, preferisco sempre il libro cartaceo dove poter sottolineare passaggi particolari e qui anche se pochi se ne trovano. Nei primi capitoli non avevo capito dove stesse andando poi ho cercato la parola Accabadora, seguito la sua voce narrante e dal momento del 'confine' ho iniziato ad appassionarmi e l'ho finito senza staccarmi. La scrittura di Murgia mi ha presa da 'Il mondo deve sapere' e qui c'è la stessa forma accattivante. Le descrizioni, come in nessuna altra parte, si aggiungono ai concetti regalando una prosa scorrevole e non pesante. Tradizione sarda, cucina, un giusto modo di far incontrare e scontrare persone. Durante l'ascolto pensavo di avere davanti un copione teatrale, mi piacerebbe vedere su un palco il momento della discussione tra Maria e la Accabadora. Le scelte, i momenti bui, la morte e il perdono. Diverse storie che si intrecciano e mostrano due lati delle persone: ciò che è consuetudine di tempi passati e l'ascolto pedagogico quasi come fosse un'analista a spiegarci come si può manifestare e affrontare un problema che portiamo dentro e mai abbiamo confessato a nessuno. Molto terreno con tratti mistici.
Davvero bello, di lettura veloce, umano, fa riflettere sul tema dell'eutanasia senza dare risposte secche o tesi, lasciando al lettore la decisione di cosa sia più giusto, sicuramente da leggere