Pubblicato il 23 Ottobre 2013 da Sperling & Kupfer.
ISBN:
978-88-6836-093-1
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4 stelle
(4 recensioni)
Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, che racconta la storia di Sethe, indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile americana, si ribella al proprio destino e fugge al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l'orrore della schiavitù, la forza dell'amore materno e il peso di un indicibile segreto. Intrecciando mito e storia, leggenda e realtà, Toni Morrison ci regala un indimenticabile capolavoro della letteratura americana, vicitore del Premio Pulitzer per la narrativa.
This book walks around you over and over again, dizzying you deeper into different characters' pasts and thoughts. When it reaches a climax, it's like you fall over, and then are pulled back up, and made dizzy again. I found myself entranced with Morrison's writing. I've never read her before, except 'The Bluest Eye' over 15 years ago in college that I don't remember it at all. I listened to the audiobook, too, which is narrated by Morrison. I have to admit, there were times I didn't understand what was happening, or what had just happened. The story would press on, and I'd have to make sense of it. That's why this is 4 stars for me, but it's probably my own flaw in being able to understand. However, I also think that's the point, to not quite understand sometimes. I will reread this at some point.
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Amatissima è quel tipo di romanzo immenso che, dopo averlo letto, vorresti leggesse chiunque, ma non hai idea di come scriverne perché almeno qualcunǝ si incuriosisca abbastanza da fare un tentativo. Mamma mia, Morrison, cosa non mi hai fatto provare durante questa lettura!
E dire che per gran parte della prima metà non mi aveva preso per niente: non riuscivo bene a capire dove volesse portarmi Morrison, complici quel tocco di realismo magico che sconcertava la mia ragione e una storia della quale faticavo a mettere insieme i pezzi. Poi a un certo punto qualcosa ha scattato, gli elementi della storia si sono messi in fila e ho capito di star leggendo un capolavoro.
Vi diranno che Amatissima è un romanzo sulla schiavitù dei neri negli USA – ed è vero – ma quello è solo il primo …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Amatissima è quel tipo di romanzo immenso che, dopo averlo letto, vorresti leggesse chiunque, ma non hai idea di come scriverne perché almeno qualcunǝ si incuriosisca abbastanza da fare un tentativo. Mamma mia, Morrison, cosa non mi hai fatto provare durante questa lettura!
E dire che per gran parte della prima metà non mi aveva preso per niente: non riuscivo bene a capire dove volesse portarmi Morrison, complici quel tocco di realismo magico che sconcertava la mia ragione e una storia della quale faticavo a mettere insieme i pezzi. Poi a un certo punto qualcosa ha scattato, gli elementi della storia si sono messi in fila e ho capito di star leggendo un capolavoro.
Vi diranno che Amatissima è un romanzo sulla schiavitù dei neri negli USA – ed è vero – ma quello è solo il primo filo, che poi si intreccerà con altri fili per dare vita a un tessuto simile al raso, così uniforme che è difficile individuare il punto di partenza. Come si fa a dire di aver raggiunto la libertà? Che cos’è la libertà? Basta non avere più padroni e padrone, oppure è una questione più complessa, fatta di tanti ambiti nei quali liberarsi?
Ho amato il modo in cui Morrison ha raccontato la maternità, inevitabilmente intrecciata con lo schiavismo e il patriarcato, che ne pervertono l’amore con le loro logiche gerarchiche e il loro assoluto disprezzo per la libertà altrui. Non si attraversa indenni una società dove a chi è in fondo alla scala gerarchica può essere fatta qualsiasi cosa – e Morrison non è parca di esempi. Nemmeno essere le vittime garantisce di aver imparato la lezione.
E in questo romanzo di donne, non manca lo sguardo sulla mascolinità, annientata nella condizione di schiavo, dove qualunque pretesa di forza e superiorità sugli altri generi viene meno e ancora persa nel tentativo di ritrovarsi e ricostruirsi secondo logiche diverse.
It was not a story to pass on: non è una storia da tramandare e non è una storia da ignorare. È particolarmente consigliata alle persone razzializzate e a chi ama la letteratura di confine, non tanto geografico, ma etico e interiore.
Ben scritto, ma non mi piace, mi addormento. Abbandonato il 23, poi ripreso e terminato nei primi di giugno; mi ci sono appassionato. Tremendo, ma non mi sembra poi un capolavoro, nonostante il tema della schiavitù e la stranezza del ritorno dello spirito della bambina.