«In se stesso, “l’essere là” è un’esperienza da cartolina (“Io sono stato a Katmandu – e tu?”). È “l’essere qui”, uno studioso in mezzo ad altri studiosi, a far sì che la tua antropologia sia letta... pubblicata, recensita, citata, insegnata.»
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Partire da un fungo per parlare del mondo
Un'acuta etnografia sulle relazioni che si instaurano intorno al matsutake, un fungo che cresce molto bene in ambienti perturbati dall'uomo, come le foreste abbandonate dai taglialegna. Un bene di lusso per i giapponesi, che lo trattano come un regalo ambito. Raccolto da diversi gruppi marginali (immigrati del sudest asiatico e veterani americani fra tutti) ai margini delle foreste nazionali e venduto a chi poi si occupa della logistica internazionale. Uno strano percorso che mostra come il capitalismo, per creare valore, si basi sulla spoliazione di sistemi esterni a se stesso. Un entità che nasce come status di libertà, viene tradotto in merce nella compravendita e ritorna un regalo alla fine della propria traiettoria.
L'efficace racconto del fungo perde un po' di mordente nel corso del saggio e sfocia in un entusiasmo incondizionato verso il regno dei funghi, lasciando andare in secondo piano la storicità e la realtà politica delle vite …
Un'acuta etnografia sulle relazioni che si instaurano intorno al matsutake, un fungo che cresce molto bene in ambienti perturbati dall'uomo, come le foreste abbandonate dai taglialegna. Un bene di lusso per i giapponesi, che lo trattano come un regalo ambito. Raccolto da diversi gruppi marginali (immigrati del sudest asiatico e veterani americani fra tutti) ai margini delle foreste nazionali e venduto a chi poi si occupa della logistica internazionale. Uno strano percorso che mostra come il capitalismo, per creare valore, si basi sulla spoliazione di sistemi esterni a se stesso. Un entità che nasce come status di libertà, viene tradotto in merce nella compravendita e ritorna un regalo alla fine della propria traiettoria.
L'efficace racconto del fungo perde un po' di mordente nel corso del saggio e sfocia in un entusiasmo incondizionato verso il regno dei funghi, lasciando andare in secondo piano la storicità e la realtà politica delle vite precarie che racconta.
Resta un lavoro lodevole, interdisciplinare, multiprospettico, scritto veramente bene, e che riesce a raccontare l'assemblaggio più-che-umano che è il mondo in cui siamo inseriti tutti.
marco ha risposto allo stato di caosorganizzato
@sans_serif_girl@eldritch.cafe @caosorganizzato Questo libro parla tanto dei funghi ma anche per parlare di altro (lavoro, vita precaria, economia globale, storie personali). Lei è molto brava a scrivere e la parte più interessante, per me, è il nuovo metodo che promuove per fare ricerca. Più che sul matsutake, di cui parla abbondantemente anche dal punto di vista biologico, è un saggio sulle relazioni -- umane, non-umane e più-che-umane -- che girano intorno al matsutake.
Dall'inizio alla fine scrive come se fosse un tassello di un movimento più ampio, e per questo sceglie anche di non dare una struttura troppo fissa e evita anche una conclusione reale. Forse anche per questo può essere deludente.
Al netto di alcuni limiti (che condivido con quelli riscontrati da Alunni, antropologo italiano, nella sua recensione sul Tascabile www.iltascabile.com/scienze/fungo-tsing/) è un libro molto fertile e che consiglierei senza troppe remore.












