Baylee ha recensito L'ideologia gender è pericolosa di Laura Schettini
L'ideologia gender è pericolosa
4 stelle
Laura Schettini, ricercatrice in Storia contemporanea, ci racconta che nella primavera del 2022 viene contattata per fare un intervento in un’assemblea di istituto sugli stereotipi di genere. Volendo affrontare l’argomento in modo serio – sicuramente in modo più serio in cui una larga fetta della politica aveva affrontato il tema l’anno precedente, fino all’affossamento del DDL Zan – avevano esplicitamente cercato una storica per avere un quadro completo della questione.
Essendo ai tempi un tema molto caldo, – mi verrebbe da scrivere, “ovviamente” – un’insegnante saltò su e tirò fuori l’armamentario classico del pericolo gender: non si deve parlare di sesso a scuola. Nemmeno di storia della sessualità, evidentemente. Per fortuna, in questo caso, la dirigente scolastica è intervenuta a riportare la calma e alla fine Schettini è riuscita a fare il suo intervento e quindi a rispondere alle tante domande deə ragazzə. Perché se c’è qualcosa che appassiona a quell’età è sicuramente il sesso, la sessualità e tutto quello che ruota loro intorno.
In questo momento la terribile ideologia gender sembra aver perso un po’ di smalto: vorrei scrivere perché continuano a iniziare nuove guerre e il genocidio in Palestina prosegue, ma mi sembra piuttosto che la preoccupazione massima sia per un referendum su una riforma costituzionale in gran parte ancora da scrivere e su una certa famiglia con idee molto naïf su cosa significhi vivere in mezzo alla natura. E anche se quest’ultimo caso ha molto a che vedere con l’opposizione alla fantomatica ideologia gender e con un nazional-familismo che vede il ritorno in pompa magna del potere di vita e di morte dei genitori sullə figliə, in barba al supremo interesse deə minori. Che, se anche possiamo avere dei dubbi sull’operato deə assistenti sociali, di sicuro non è avere gente che sbraita su di loro da mane a sera in ogni luogo e in ogni lago.
Tornando al libro in questione, si tratta di un saggio molto agile sulla storia dell’invenzione della cosiddetta ideologia gender, che, per come l’abbiamo conosciuta oggi, nasce nel 1995 in occasione della Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, ma affonda le sue radici nell’Ottocento, quando si cristallizzarono i ruoli sociali di uomini e donne secondo una gerarchia fondata sulla differenza sessuale che serviva a giustificare l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica, il loro sfruttamento economico e la loro soggezione nella sfera privata. E già nell’Ottocento le femministe protestarono contro questa ideologia che veniva spacciata come stato di natura e già allora chi si opponeva a questo modello familiare era innaturale, perversa e pericolosa per la società.
Oggi come allora l’ideologia gender è pericolosa solo per chi pensa che la società debba continuare a fondarsi sulla discriminazione e su un modello ideologico di famiglia che si presenta come insoddisfacente fin dalla sua comparsa.
