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ha recensito Elric: The Sleeping Sorceress and Other Stories di Michael Moorcock (Elric of Melniboné (Gollancz edition), #4)

Michael Moorcock: Elric: The Sleeping Sorceress and Other Stories (EBook, 2014, Gollancz) 3 stelle

Gollancz is very proud to present the author's definitive editions of the saga of Elric, …

Una buona antologia miscellanea mascherata da volume monografico

3 stelle

Siamo al quarto volume della saga integrale di Elric di Melniboné e a questo giro la presentazione editoriale Gollancz ha raggiunto un nuovo picco di indecenza: i curatori avevano finito i saggi critici paccottiglia da ammucchiare in prefazione o in appendice, quindi hanno collocato al centro del volume il romanzo The Sleeping Sorceress, che è effettivamente parte della saga di Elric, e vi hanno posto attorno una mezza dozzina di racconti eterogenei, senza indicare né in copertina né in quarta di copertina che si tratta di un volume antologico — lo scopriamo solo dal frontespizio, che recita The Sleeping Sorceress and Other Stories! Questa cialtroneria sarebbe valsa 1 misera stella su 5, ma alla prima lettura nel maggio 2020 mi sono controllato, ho letto unicamente il romanzo di Elric e ho valutato solo quello; poi nel giugno 2021, a mente fredda e dopo aver letto anche altre saghe moorcockiane, mi sono dedicato ai racconti e ho aggiornato di conseguenza la recensione.

Iniziamo quindi con The Sleeping Sorceress, che è davvero davvero appassionante: come già The Sailor on the Seas of Fate consiste di tre novelle autonome cucite assieme da una trama di fondo molto semplice, ma è superiore all'altro romanzo per coesione della trama di fondo, per attenzione alla psicologia dei personaggi e per ritmo e prosa dei singoli racconti: tutto l'intreccio poggia sulla "triangolazione" relazionale fra Elric, Theleb K'aarna e Myshella (la maga addormentata del titolo), Myshella stessa è una coprotagonista carismatica, Elric finalmente dimostra una certa coerenza di carattere anziché farsi portare come un burattino là dove serve a Moorcock, la cosmologia del Multiverso Moorcockiano viene esposta in modo più chiaro che nei romanzi precedenti (va bene essere criptici ma tutto ha un limite) e l'armamentario di mostri e sortilegi portato in campo ha carattere; tutto l'insieme eguaglia senza fatica il primo romanzo della serie, Elric of Melniboné, che sino ad ora era stato il mio testo preferito.

Veniamo ora ai famigerati racconti non collegati alla saga di Elric, che sono stati una piacevole sorpresa: indubbiamente è stato improprio antologizzarli in quella che doveva essere (appunto) la saga di Elric in ordine cronologico e la selezione manca un po' di coesione, ma quantomeno sono testi piuttosto validi! Nello specifico:

  • "The Eternal Champion" è la prima avventura di John Daker, un altro dei personaggi più noti di Moorcock, ed è stato successivamente espanso nel romanzo omonimo [The Eternal Champion](https://lore.livellosegreto.it/book/164627/s/the-eternal-champion); è, detto sinceramente, un piccolo capolavoro che condensa in poche pagine worldbuilding altamente suggestivo e valido scavo psicologico, raggiungendo i livelli del miglior Robert Howard. 4,5/5
  • "The Greater Conqueror" è una novella di fantasy storico in cui Alessandro Magno è posseduto dalle forze del Caos e un mercenario ateo si incarica di esorcizzarlo. Sembra una poracciata? Lo è. Contiene abbondanti imprecisioni di ricostruzione storica? Abbastanza ma pensavo peggio. Si lascia leggere? Massì. 2/5
  • "Earl Aubec of Malador" è al contempo il testo più adatto e quello meno adatto a essere inserito in un volume teoricamente su Elric. Meno adatto perché si tratta di una bozza incompiuta, non di un racconto. Più adatto perché la bozza era di un romanzo prequel al ciclo di Elric, con protagonista il Conte Aubec già visto nel racconto "Master of Chaos" (entro Elric of Melniboné and Other Stories) e menzionato pure in The Sleeping Sorceress. Una bella finestra sull'officina del Moorcock giovane, che avrebbe meritato una presentazione editoriale migliore.
  • "The Stone Thing" è un racconto comico di parodia sconcia e mangiloquente del fantasy epico medio, non ha ragione di star qui (in teoria allude al ciclo del Principe Corum) ma chissene perché è bello. 3/5.
  • "Sir Milk-and-Blood" appartiene allo ciclo di racconti gialli-thriller fantastici con protagonisti Seaton Begg e Monsiuer Zenith, cui pertiene anche il racconto "London Flesh" incluso in [Breakfast in the Ruins and Other Stories](https://lore.livellosegreto.it/book/172644/s/breakfast-in-the-ruins-and-other-stories) – ma mentre "London Flesh" è tutto un affastellarsi di riferimenti alla saga del Second Ether, di cui quei racconti sono uno spin-off, questo "Sir Milk-and-Blood" è un testo autocomprensibile in cui viene descritta, in forma di racconto del mistero un po' alla Poe, la vera natura di Zenith entro la cosmologia di Moorcock. Molto stilloso. 4/5.
  • "The Roaming Forest" è il secondo racconto più attinente al ciclo di Elric: si tratta di un'avventura in solitaria di Rackhir l'Arciere Rosso, il comprimario di Elric già apparso in Elric of Melniboné e The Sleeping Sorceress, ambientata prima del suo incontro con Elric. Non eccelso, ma di lascia leggere. 3/5
  • "The Flaneur des Arcades de l'Opera" è un'altra avventura di Seaton Begg e Monsieur Zenith, tanto elaborata quanto fuori posto in questo volume: metà della trama fa riferimento alla dilogia dei Von Bek, il finale si lega all'ultimo volume del ciclo di Elric e ci sono allusioni al Second Ether e alla saga di Jerry Cornelius; se lo avessi letto nel 2020 assieme a The Sleeping Sorceress non avrei capito nulla, già adesso sono riuscito a seguire e apprezzare. 3,5/5.

Tirando le somme, i singoli testi di quest'antologia meriterrebero anche un 4/5 complessivo, ma la mancanza di cura editoriale abbassa a 3/5.